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Il Secolo della noia di Franca Valeri

Einaudi

 

 

Lo sguardo di una persona anziana sul nostro presente e sui mutamenti di mentalità e di costume che lo caratterizzano non si traduce semplicemente nell’atteggiamento di laudator temporis acti . Il confronto polemico tra i due secoli, il novecento di cui l’autrice è stata protagonista, e quello attuale in cui si ritrova a vivere l’ultima parte della sua lunga vita,  esprime certamente un sentimento  di rimpianto, con lucidità e senza compiacimenti. Il tono del discorso non è mai moralistico né pedagogico. La leggerezza, che nasconde profondità di pensiero, caratterizza le sue riflessioni sul rapporto tra la vitalità del passato e la noia (il titolo è azzeccatissimo) del nuovo secolo.  Il tema è trattato con interessanti riferimenti alle sue esperienze di donna e di attrice e con notazioni sull’importanza delle relazioni umane e della necessità dell’elaborazione del pensiero in tutti i campi. Lo stile è fluido e vivacizzato anche dalle voci dell’Arte e della Saggezza personificate.

Annamaria

 

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Sorta di Mémoires di Franca Valeri, la quale purtroppo ripone scarsa fiducia nel nuovo secolo e nei millennials. Fil rouge è la noia esasperante dell’autrice , la quale non riesce a far altro che ribadire incessantemente quanto sia stato più “vero” il Novecento: tutto era più avvincente, divertente, maledettamente degno di essere vissuto fino in fondo. Mi spiace. Personalmente credo nell’immaginario dei nuovi giovani, nella loro sete e rinnovata capacità di conoscere e di sognare. Basta vestire nuovi panni, dar loro, come è stata concessa a tutti, la possibilità di godersi l’attimo fuggente, senza sentirsi braccati dal giudizio di chi non sa fare altro che scuotere il capo e rimpiangere.

Questo libro non è una satira, ma nemmeno un romanzo: grandissima e irripetibile Franca Valeri, a malincuore lo considero uno scialbo elenco di cosa ti annoia di un secolo che ti rifiuti di accettare.

Cristiana Vianelli

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Una chiacchierata. Il discorso procede per associazioni di idee, non sempre coerenti, con osservazioni di buon senso, ma anche banalità e osservazioni illogiche; alcune frasi sono incomprensibili. Il volumetto è come un vaso che contiene caramelle e cioccolatini di tanti gusti; pescando è probabile trovare qualcosa che piace. O forse no.

Sicuramente meritava un editing migliore.

Maria Zioni

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All’avvicinarsi dei 100 anni di vita Franca Valeri riflette sui comportamenti che caratterizzano questi primi anni del 2000 rispetto ai precedenti  vissuti.  Un consuntivo un po’ malinconico ma senza rimpianti, scritto con l’eleganza che si addice ad una vecchia signora e senza cadere, per fortuna, nel pregiudizio.

Un po’ scontato  e a volte ripetitivo, diventa più  gradevole quando si riferisce a ricordi personali o narra di aneddoti legati al teatro.

Piera Comparin

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In questo saggio-monologo l’autrice si interroga sul Terzo Millennio, che tutti hanno aspettato con ansia e curiosità, atteso come una promessa, ma che alla fine ha portato con sé una certa delusione tanto da essere definito da lei il secolo della noia  La Valeri interloquisce con arte, scienza, teatro e tempo presente, si chiede cosa manchi, da dove si può ripartire in questo secolo che ha smarrito la forza creativa del secolo precedente. Il libro è coerente con il titolo: è noioso anche perché a tratti è difficile seguire il flusso di pensiero dell’autrice.

Paola

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Immaginavo di leggere un’autobiografia. Invece è una chiacchierata su un tema che credo abbia appassionato parecchio la signorina Snob. Dico chiacchierata, perché a tratti il discorso sembra andare a ruota libera seguendo lo spunto di una parola o di un’idea.  Potrebbe essere la base  per costruire un monologo. Ma avendo scelto la forma del saggio breve, l’editor avrebbe dovuto fare un lavoro che migliorasse la leggibilità del testo.

Si risente poi un certo snobismo ( o forse i segni dell’età?) in questa quasi avversione per la modernità, letta soprattutto come assenza di finezza, e verso i giovani in generale, che purtroppo a volte sfocia nel luogo comune.

Nel complesso un’occasione mancata per Franca Valeri. Peccato.

Rita Pugliese

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Peccato.

Da una donna e attrice così intelligente e spiritosa mi sarei aspettato sicuramente di meglio.

Poi è vero che non è detto che siccome una persona è intelligente e spiritosa sappia anche scrivere bene e addirittura in modo divertente.

Ma se decide di farlo, ci si immagina che la scrittura sia all’altezza del personaggio.

Invece questo è un pastiche, un insieme di chiacchiere a ruota libera, a volte anche poco connesse, e che rappresentano una sorta di trattato sociologico-politico-esistenziale della nostra epoca.

Se ne poteva fare a meno.

Tra l’altro fatico a capire cosa ci faccia questo libro tra quelli di narrativa.

Fabio Mantegazza

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Il testo della Valeri si è rivelato piacevolissimo alla lettura, offrendo un’inedita disamina del Novecento attraverso lo sguardo acuto e ironico dell’autrice: grande donna di teatro, ma qui ancor più grande scrittrice.

Si tratta di un libro che certamente consiglieri, soprattutto ai più giovani, in quanto suggerisce spunti di riflessioni interessanti grazie al serrato confronto che l’autrice propone tra la realtà odierna e il suo vissuto.

Andrea Ludovici

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"Il secolo della noia" di Franca Valeri, invece, è più vicino al saggio che al romanzo e trasuda maturità ad ogni riga. Anche se ovviamente di lettura molto più impegnativa, è secondo me di livello letterario molto più elevato.

Umberta Pennaroli Sancez

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Franca Valeri compirà 100 anni fra poco e nel libro parla a ruota libera dei suoi ricordi; scrive “Io mi ricordo che siamo cresciuti nella sicurezza di vivere in un paese bellissimo ma questa sicurezza è scomparsa”; ritiene di vivere in un paese che ha dato un calcio alla tradizione mentre la tradizione è l’unico modo per essere moderni. I giudizi sul mondo attuale sono severi ed impietosi, certamente influenzati dall’anagrafe dell’autrice. Vede come caratteristica del secolo attuale la noia a cui si cerca di sfuggire con infiniti svaghi, abuso di computer, tablet e cellulari.

Ricorda con grande affetto i suoi genitori che hanno realizzato una coppia unita e solida per tantissimi anni; al confronto la famiglia odierna le pare aver perso consistenza poiché capeggiata da due “colleghi”.

Fa un ampio elogio dell’amicizia che l’ha sostenuta nel corso dell’intera vita, soprattutto nei momenti difficili; considera l’arte e la scienza come due pilastri della vita ma ritiene che l’arte si sia esaurita mentre solo la scienza continua ad aiutarci a vivere.

Maria Piera Gandolfo Peyron

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Il secolo della noia è un’analisi molto accurata della noia e del tempo in cui viviamo.

Mara Cheinasso

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Con l’ironia che la contraddistingue, Franca Valeri, commenta diversità e similitudini dei due secoli a cavallo dei quali lei vive la sua lunga vita.

Franca Caon

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Nel “Il secolo della noia”, Franca Valeri affronta con grande lucidità l’analisi del XXI secolo che paragona ai precedenti. Lei dice: “la noia è il vizio di un secolo che ha smarrito l’interesse, abitato da una folla di persone convinte di conoscersi anche quando è evidente che quello è l’ultimo scopo delle loro relazioni”.

La scrittrice sottolinea, quindi, la superficialità del mondo odierno in tutti i campi, lavorativi, artistici, intellettuali e affettivi/amorosi. Ma, contro la monotonia e atarassia del mondo l’autrice antepone la “Fatica”. Ai giovani suggerisce di seguire i propri desideri con impegno e dedizione: solo così, con la “Fatica” gli obiettivi si raggiungono, perché “il mondo era più bello quando ce n’era molta”.

Silvie Marchisio

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Franca Valeri e Vittorio Feltri: due penne di sperimentato talento, due grandi comunicatori.

L’ex Signorina Snob distilla la sua zampata graffiante in gocce di grazia malinconica e pillole di filosofia.

Il “Direttorissimo” svela i retroscena di incontri e scontri fra i protagonisti del giornalismo e della cultura italiana.

Difficile scegliere, ma alla fine il mio voto va a L’Irriverente di Feltri per la varietà di ambienti e personaggi, il linguaggio coinvolgente.

Graziella Riviera

 

 

 

 

 

 

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