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L’ultimo ballo di Higgins Clark
Sperling&Kupfer

 

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Circolo dei lettori del torneo letterario di Robinson
di Mestre “Fuori limite”
coordinato da Margherita Stevanato
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Questo libro mi è piaciuto molto: l’ho letto in due giorni. È uno di quei gialli che raccontano una vicenda che davvero potrebbe accadere e, forse per questo, non spaventa nei modi tipici delle storie più cupe, ma spaventa moltissimo perché vicino ad eventi plausibili.

Uno spaccato di vita in una località residenziale dove le persone si conoscono, si tengono a bada reciprocamente, ed alimentano i propri pregiudizi attingendo in parte ai pettegolezzi del vicinato e in parte alle notizie giornalistiche più scandalistiche.

Il delitto della giovane Kerry, come un sasso gettato in uno stagno, crea reazioni molteplici che ingarbugliano la ricerca della verità. Tanti personaggi, per motivi diversi, generano sospetti, e potrebbero essere implicati nel crimine.

Questo scenario, in cui si muovono tanti attori, rende credibile il dipanarsi della storia, che si sviluppa ben oltre la semplice e pur complessa ricerca dell’omicida, e il tratteggiare motivazioni ed emozioni di numerosi personaggi ritrae una comunità disorientata, pronta a schierarsi sulla base di sentimenti discordi: aiuto e sostegno, simpatia ed amicizia, rivalità e gelosia o banale opportunismo.

Una scrittura lineare e concisa, che sa raccontare con eleganza l’orrore di certe vicende.

Giulia Benedetti

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La lettura dei due libri: “L’ultimo ballo” di Mary Higgins e “Sera in Paradiso” di Lucia Berlin mi ha messo un po’in difficoltà sulla scelta, poiché mi sono piaciute entrambe le letture.
Il primo, “L’ultimo ballo” poco americano nello stile, mi è piaciuta la scrittura della Higgins, fluida, di facile comprensione e completa nelle descrizioni di particolari, in contrapposizione, non mi è sembrato ugualmente coinvolgente il racconto stesso, un giallo semplice e complesso, con diverse sfaccettature, ma con una trama abbastanza ovvia, che induce presto alla soluzione del “caso”, lo definirei un “giallo tinto di rosa” a lieto fine.

Avrei desiderato portarli avanti entrambi, nella completa indecisione, e nella consapevolezza che potevo sceglierne solamente uno, sono andata a rileggere in entrambi alcune parti che mi avevano colpito. Grazie ad un racconto che mi è sembrato molto bello, scritto (o tradotto) molto bene, mi ha portato alla conclusione di scegliere il libro di Lucia Berlin: “Sera in Paradiso”.

Carla Bartoli

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Quando inizi a leggere questo giallo non devi aver sonno, perché, fin dall’inizio, ti prende e ti lascia solo alla fine. E’ scritto in modo scorrevole in un linguaggio semplice e coerente. Non manca di equilibrio tra momenti di tensione e di rilassamento. Nel corso della lettura vengono descritti nuovi scenari e nuovi avvenimenti così da coinvolgerti e renderti partecipe alle varie emozioni. Pur essendo un giallo, esso riesce a trasmette attraverso i suoi personaggi come Marge Chapman, Alina o padre Franc tanto calore umano. Commovente, come viene presentato l’istinto materno di protezione di Marge verso suo figlio, diversamente abile. La morte viene affrontata ed integrata nella vita quotidiana, con tutte le conseguenze che comporta per chi rimane.

Naturalmente non mancano i sottili cenni alla storia dell’immigrazione in America, al suo miracolo economico ed all’onnipresente problema della disoccupazione.

In questo contesto la scrittrice ha lavorato su un terribile crimine, che ha sconvolto la vita di una intera comunità di una piccola cittadina.

In modo abile Mary Higgins Clark ha intrecciato la vita di diverse famiglie appartenenti a varie fasce sociali. Nell’affrontare le loro realtà quotidiane è riuscita di stimolare l’interesse e la curiosità di chi legge.

Rita Rieder

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Cosa penso dei libri ?

In verità non mi ha soddisfatto né uno né l’altro.

Il giallo  l’ho trovato scontato e banale. Dopo poco si capisce il chi ed il perché, manca la sorpresa... fondamentale in un giallo

“Sera in paradiso” l’ho votato perché è sicuramente più strutturato ma non mi ha preso. Non mi è dispiaciuta la modalità racconti.

Sandra Salmasi

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Difficile dare un veloce giudizio sulla scrittrice Lucia Berlin, un nome che si è aggiunto in questi ultimi giorni alle mie letture degli scrittori nord americani. Berlin mi ha subito presa e lasciato un segno dentro con i suoi racconti umani, tragici, pieni di fatica, illuminati da squarci di sole, sostenuti da una scrittura semplice (forse apparentemente semplice) carica di una feroce dolcezza. Al libro che “dovevo” - ma che gioia! - leggere per Robinson ho aggiunto “la donna che scriveva racconti” che in questi giorni sto apprezzando.

Isamaria Dalle Mole

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I genitori sono fuori per il week end, la sorella sta tornando da Londra, Kerry sola in casa ne approfitta per organizzare una festa. Gli amici e lei stessa stanno partendo per il college con tanti sogni e progetti per la vita futura ma tutto ciò viene spazzato via dalla fragilità e imprevedibilità della vita.

Kerry viene trovata dai familiari il mattino dopo morta nella piscina di casa, non è stato un incidente ma un omicidio.

Dai genitori in particolare dalla madre viene accusato il fidanzato della ragazza, lo accusano basandosi sulle apparenze senza considerare altri aspetti che emergono da ulteriori indagini, sembra quasi che per loro, trovare il colpevole e avere subito giustizia  possa  alleviare  la sofferenza per la perdita della figlia.

È romanzo che si legge velocemente grazie al linguaggio scorrevole ed “essenziale” ma l’ho trovato banale, senza suspense e con il finale scontato.

Diana Rossato

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Giallo di lettura scorrevole e veloce, riesce a mantenere una discreta suspense fino alla fine. 

Efficace l’inquadratura dei personaggi. 

Fanny Compagno 

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Un assassinio sconvolge il piccolo mondo borghese di Saddle River, piccola cittadina del New Jersey  con le sue brave piscine, i party, i giardini con le rose, gli enfants dorés pronti a partire per il college prestigioso.

E’ qui che vive l’autrice, ciononostante l’ambientazione, i personaggi e purtroppo la narrazione stessa non vanno al di là di questi clichés, se si esclude Jamie, il ragazzino affetto da ritardo mentale che, inconsapevole, scopre il cadavere e costituisce l’unico espediente narrativo interessante del romanzo.

Peccato che anche l’assassino e il movente siano ben presto individuabili, non sfuggendo alla prevedibilità di cui sopra. Certo, il ritmo è quello giusto per tenere la suspense e le trecento pagine scorrono veloci, si leggono come una sceneggiatura cinematografica, senza, per carità, impegnare troppo le cellule grigie.

Cristina Rubini

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Questo romanzo di Mary Higgins Clark è una storia corale, ricca di personaggi magistralmente presentati e raccontati; gli eventi sono presentati in modo sequenziale con un ritmo incalzante, lo stile di scrittura è scorrevole ed elegante, il linguaggio raffinato, ma a mio avviso la storia è scontata e la suspense riguarda più la vita dei singoli personaggi che il dipanarsi dell’indagine e la sua risoluzione.

La narrazione non mi appare completa, manca di quel “quid” che rende grande un thriller.

Malisani Tiziana

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Non amo i romanzi gialli questo non mi ha fatto cambiare idea. La scrittura è scorrevole si legge speditamente c'è tanto “mestiere” ma la trama è banale: la morte violenta di una giovane donna ricca e bella. Si individua subito il colpevole i personaggi senza spessore salvo la sorella della vittima. Certo è un romanzo che può far riflettere sulla fragilità della vita Mi ha colpito come una simile tragedia non abbia almeno apparentemente influito sul comportamento dei genitori che hanno continuato la loro vita di privilegiati forse mi sono troppo immedesimata da “brava” mamma italiana.

Anna Maria Cester

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Scelgo l’ultimo ballo perché mi è molto piaciuto. Mi sono fatto prendere dai fili della burattinaia Higgins come una marionetta. Lei mi portava di qua e di là a suo piacimento nei sospetti, nell’ambiguo, nel dubbio, nell’equivoco. Sentivo puzza di bruciato ma non mi fermavo. L’ho letto tutto d’un fiato. Devo dire, ad onor del vero che il genere thriller mi piace tanto. Assai. Della Higgins ho letto quasi tutto.

Antonio lombardi

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Libro “doccia-mente” molto utile per distrarsi da pensieri negativi. Perfettamente costruito, forse utilizzando un bilancino da orafo o una lente tinta rosa.

Purtroppo un brutale omicidio sconvolge l’ordinata comunità che ha nel reverendo il suo sostegno morale e nel giovane ispettore di polizia la sicurezza della giustizia.

Intenerisce la descrizione dell’idiot-savant e della sua capacità di amare.

Alla fine i cattivi sono puniti, l’amore trionfa e la vita continua.

Anna Doria Martinelli

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Ho letto con piacere il libro “L’ultimo ballo” della Clark, autrice di cui non avevo letto alcuna opera, benché la conoscessi di fama.

Si tratta di un giallo scorrevole, con personaggi abbastanza ben delineati, che danno vita ad una storia di cui non si conosce l’epoca di ambientazione, ma che vedrei collocata negli USA negli anni ’80, per i particolari con cui l’autrice delinea la descrizione del quartiere e delle abitudini di vita dei personaggi.

Il romanzo si sviluppa non tanto nell’azione, limitata all’omicidio e alla ricerca del colpevole, quanto nella descrizione della personalità e della psicologia dei protagonisti, con i loro conflitti interiori, in maniera dettagliata e avvincente.

Stante l’esiguo numero dei protagonisti è stato facile indovinare il colpevole, e conseguentemente anche la motivazione del delitto, ma questo non lo considero un limite della narrazione, non mi ha deluso la mancanza del colpo di scena, ma mi ha gratificato l’aver compreso la conclusione delle indagini grazie agli indizi che l’autrice mi ha svelato a poco a poco nel corso della narrazione.

Maria Giovanna Piva

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Gradevole thriller di facile lettura mediamente avvincente compagnia per qualche ora di relax o in viaggio (di una volta).

Grazia Pillone

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L’ultimo ballo è anche l’ultimo libro thriller intrigante un po' romanzato che ha scritto l’autrice Mary Higgins in tarda età. La sua abilità narrativa mi ha spesso riportato a dubitare dei vari personaggi tenendomi in più di qualche occasione, in piena suspense. Mary mi ha tenuta fino alla fine con l’emozione alta, pensando cosa poteva essere accadere se non fosse stata arrestato il Killer.

Graziella Preo

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Il torneo letterario di Robinson è un'iniziativa curata da Giorgio Dell'Arti per conto di GEDI Gruppo Editoriale S.p.A.
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