< Libri e lettori

La mia ombra è tua di Edoardo Nesi

La nave di Teseo

 

La mia ombra è la tua Scrittura semplice diretta fluente semplice da leggere La vita descritta troppo lontana dalla mia sensibilità'...quindi il mio giudizio condizionato, da quanto descritto a me così' estraneo, risulterà' poco obiettivo.

Qualche spunto interessante ma immerso in un mare di semplicistica banalità'...

Il finale ...un inno all'amore ...per addolcire la lettura.

Non lo consiglierei.

Carmen Zullo

***

Il giovane Emiliano è un classicista disoccupato che diventa l'assistente di un celebre scrittore. Inizia così questo romanzo di formazione che aldilà della trama ben congeniata e della scrittura accattivante è un'esortazione continua alla lettura, alla conoscenza come unica salvezza . Sono tantissime le citazioni di libri e films che viene voglia di approfondire, ma una in particolare, quella su Oriana Fallaci che racconta lo sbarco sulla Luna, che casualmente ho letto l'anno scorso e le cui osservazioni dello scrittore condivido in pieno. Mi è piaciuto molto.

Giuditta Zucchelli

***

Un Maestro può essere di vita, di musica, di viaggi ma anche di errori. Il Vezzosi è per tutti il Maestro e all'interno della sua casa vige la libertà e l'anarchia più totale "Né casa, né chiesa, né patria, né legge". Ma per Zapata (Dott. Emiliano De Vito) il Vezzosi non è né libero né tanto meno Maestro e dopo poche ore si è già rotto "i coglioni" di fargli da assistente. E in effetti il Vezzosi è rinchiuso in ogni tipo di gabbia: la propria casa, dalla quale non si muove praticamente mai, dal passato con la sua nostalgia e un amore di quarant'anni fa, e soprattutto dal suo unico libro. La nostalgia però Zapata non la capisce anzi "come per tutti i miei coetanei, non ho mai vissuto in un tempo in cui stavo così bene da volerlo ricordare, ma non ho nostalgia di nulla, io. Non me la posso permettere. Io devo correre, in questo mondo di merda che odia me e tutti quelli come me". Solo la generazione del Vezzosi se la può permettere. E sembrerebbe che anche il nostro paese sia sempre lì a pensare a come si stava bene prima...

Ma anche un solo giorno potrebbe racchiudere tutta la rabbia, la paura, l'ardore, il dolore, la noia, la speranza, la sofferenza, la gioia che possono far dire che anche un solo giorno "vale una vita intera". E averne nostalgia.

Barbara Pierantoni

***

Bellissima citazione, bellissimo messaggio. Una storia strana, strampalata, struggente, fuori dal comune. Lo scontro generazionale, i social media, l’arte come mezzo per vivere, l’amore che ci completa. Uno sguardo alla società circostante e alle sue contraddizioni, un inno comunque alla vita mai banale e mai scontata. Una lettura che scorre veloce senza lasciare più di tanto, se non situazioni strampalate e al limite del reale.

Silvia Nicoli Marchesini

***

Si tratt­a di un romanzo avvincente, ci si diverte e ci si commuove anche, con personaggi curiosi e originali. Me­e in mostra le contraddizioni e le miserie dei social media e di certi aspetti della vita dei vip. Sarcasmo per il mondo editoriale e inno finale all’amore. Fastidioso però lo stacco fra le parti bearde e grott­esche e il tono morbido dei momenti più sentimentali, eccessivo il turpiloquio e stona! i toscanismi.

Anna Natali

***

Il sapore che mi lascia questo libro è quello agrodolce della nostalgia.

Qui si incontrano uno scrittore di mezza età, che ha fatto successo con un unico romanzo pubblicato 25 anni prima e che da allora vive chiuso nel suo "castello" lontano dal mondo, dal quale non è capace (o forse non ha motivo...) di uscire affrontando l'oggi tra cocaina, alcol e attacchi di panico ed un ragazzo che diventa il suo assistente, poco più che ventenne, neolaureato, generazionalmente lontano da quello dello scrittore (la falsa spensieratezza degli anni 80-90 ben descritta nell'ultima parte del libro) ma in fondo anche dalla 'liquidità' della società attuale e diverso da molti dei suoi stessi coetanei.

Entrambi non sanno che strada percorrere, cosa farne della loro vita che sembra ad un punto fermo. Ma non è mai troppo tardi per sterzarne la direzione; basta avere il coraggio di buttarsi in ciò che dà un senso alla propria esistenza: l'Amore.

Un romanzo un po' stereotipato ma comunque scorrevole, a tratti divertente con molte (a volte troppe) citazioni, rimandi letterari e musicali forse non sempre comprensibili a tutti i lettori.

Manuela Morabito

***

Storia coinvolgente. Il Vezzosi risulta un personaggio surreale, sorprende la sua ironia. L’autore scrive «Io non ho una casa, solamente un’ombra, ma tute le volte che avrai bisogno di un’ombra, la mia ombra è tua». Una storia d’amore che fa dire: comunque siamo stati insieme. Siamo stati insieme tutta la vita. Se conti anche tutto il tempo che abbiamo passato a pensarci. Negativo l’elogio alla cocaina

Eugenia Mazzer

***

La mia ombra è tua di Edoardo Nesi Il libro scorre veloce, la storia e i personaggi strampalati, dopo un iniziale momento di perplessità, ti catturano e ti trascinano in un vortice di dialoghi e avventure ai limiti del surreale. Il grande pregio di questo libro, per me, e il motivo per cui ha avuto il mio voto è quello di avermi fatto ridere, ridere di gusto mentre leggevo dei consigli dell’“arcangelo” Gabriele ad Emanuele per dare una svolta alla sua vita social o delle raccomandazioni di Mamadou per assistere il Vezzosi in viaggio, tra una riga di coca e una cardioaspirina. Non solo questo naturalmente, perché c’è tanto altro nell’ opera di Nesi come i tanti rimandi musicali e letterari, come lo spunto per riflettere su come i social riescano a creare una vita parallela e soprattutto la leggerezza solo apparente con cui l’autore indaga il rapporto tra due generazioni che, nonostante i tentativi di avvicinamento, rimarranno alla fine ancora e sempre troppo distanti.

Simona Gherardi Garaldi

***

Il libro tratta la storia di Emiliano De Vito un giovane neolaureato in Lettere antiche e Vittorio Vezzosi uno scrittore di mezza età che dopo aver scritto il libro “perfetto” sentendo il peso della popolarità vive isolato dalla società, dal mondo digitale in cerca di inspirazione per poter rilanciare la sua carriera ferma al primo libro. Emiliano risente come tutti i ragazzi di oggi delle incertezze per il futuro e prova tanta rabbia nei confronti degli adulti, cattolico, innamorato della compagna di classe da sempre, ma non corrisposto vive in schemi preordinati, nel conformismo. Nel momento in cui si palesa la possibilità di un lavoro come assistente ad uno scrittore, seppur precario, accetta con entusiasmo.

Il tutto comincia con uno scontro e confronto generazionale, ma la rabbia, l’insicurezza, i tormenti del giovane e l’insoddisfazione, l’incompiutezza dello scrittore portano ad unirli a piacersi. Lo scrittore coinvolge il ragazzo nella sua quotidianità, gli racconta la sua vita e lo sottopone ad sorta di iniziazione all’alcol, alla droga e al sesso ed il ragazzo ne trae forza e giovamento. In un viaggio verso Milano si scoprono molto simili, entrambi hanno voglia di riscatto, di prendersi la vita. Il Vezzosi di rivivere una storia d’amore, con la donna della sua vita, interrotta all’età giovanile ed il giovane di cominciare a vivere, di provare nuove emozioni, di assaporare la libertà, di vivere senza schemi, senza limiti di avere il coraggio di impostare la vita a suo piacimento.

Il percorso temporale è di pochi giorni, ma l’esperienza è intensa tanto da cambiare nel profondo i protagonisti.

Marisa Albanese

***

Il filo conduttore del libro è lo scontro generazionale, trasformatosi successivamente in rapporto di amicizia, tra uno scrittore ultra-cinquantenne e un giovane neolaureato.

Lo scrittore, dopo avere pubblicato nel1995 il suo unico libro (che ottiene un successo planetario), si richiude in un castello dorato sulle colline di Firenze. Il suo editore vorrebbe che, dopo 25 anni, realizzasse un'altra opera. Riesce ad inviare nel castello un neolaureato come assistente dello scrittore, per spiarlo al fine di controllare la sua attività.

Dopo un ampio sfogo del ragazzo sul modo di essere dello scrittore, tra i due nasce un rapporto di amicizia che, attraverso diverse situazioni e peripezie, conduce alla trasformazione delle loro stesse esistenze.

Il libro presenta indubbiamente qualche bel passaggio – come appunto l'esternazione dell'ex studente o il viaggio da Firenze a Milano che i due intraprendono - però ho patito, da lettore, la lungaggine di talune descrizioni. La trama assume contorni indefiniti che mi hanno lasciato un senso di

incompiutezza.

Massari Mario

***

***

***

Un viaggio nostalgico e intenso, un romanzo appassionato e divertente capace di riflessioni singolari sulla figura dello scrittore. La penna brillante e ironica di Nesi non tralascia dettagli rendendo notevole anche l’analisi riservata all’utilizzo dei social network e al loro utilizzo convulso.

Laura Lodico

***

Storia interessante e ben scritta che affascina e irretisce il lettore.

Non puoi non innamorarti dei personaggi e delle loro vite, che nella loro fragilità sono anche un po’ le nostre.

Un plauso a Nesi per essere riuscito a evadere dalla letteratura autobiografica dei suoi precedenti romanzi, che poteva diventare la sua gabbia stilistica.

Libro intenso, divertente e di assoluto godimento per il lettore.

Vince a mani basse su Lo sbrego di Antonio Moresco.

Loredana Saladino

***

Un uomo che è rimasto ancorato al passato e un viaggio da Firenze a Milano che segna la voglia di riscatto. Una traversata on the road che segna anche un dialogo/scontro tra due generazioni diverse: quella di un neo-laureato in lettere e di uno scrittore che ha pubblicato un solo romanzo nel corso della sua vita.

Marco Mondino

a***

Un libro divertente, appassionante, coinvolgente, emozionante. Personaggi che con le proprie debolezze e le proprie forze catturano il lettore, in una visione nostalgica del passato in cui tutto era vissuto con maggiore convinzione, con più passione, tutto era più duraturo, forse anche l’amore. In contrasto rispetto a oggi in cui tutto sembra finire in  fretta, consumarsi in breve tempo, perdere d’importanza non appena si  trova qualcos’altro di “ nuovo” da esaltare. Commovente la lettera del Vezzosi alla figlia, da cui emerge la vera forza di questo personaggio. Come cornice alla storia, l’ironia critica al mondo dell’editoria, ma fatta con garbo e senza mai offendere autori e lettori.

Loredana Marchingiglio

***

Romanzo semplice, di formazione reciproca fra un giovane rigido e presuntuoso e un famoso scrittore più grande anche se meno solido di lui. La costruzione dei personaggi non è brillante, e pecca in alcuni punti di puri espedienti riempitivi. La nostalgia per gli anni ’80 dello scrittore (e del protagonista scrittore) pervade e ammorba tutto il racconto diventando un semplice esercizio di memoria, senza una visione critica o oggettiva o anche solo interessante né del presente né degli anni ’80 stessi che quindi rimangono una scusa banale per lo sfondo della storia.

Concetta Barbera

***

Lettura tranquilla e rilassante ,interessante la storia anche se un po’ scontata, linguaggio fluido e accattivante ,si legge tutto di un fiato, molto nostalgico a tratti noioso. Nel complesso una lettura piacevole.

Ivana Denaro

***

Un viaggio, breve, che sembra lunghissimo, perché ripercorre, non nel racconto, ma nella percezione che se ne ricava, una intera vita ed una storia che può essere quella di ciascuno. È solo questione di punti di vista, dell’angolazione da cui la si guarda. Perché ognuno è sia Emiliano sia Vittorio. Più che una differenza generazionale c’è una vicinanza – che non ti aspetti. È interessante lo stridente contrasto tra il rumore esterno e il placido scorrere di una relazione, quella tra i due protagonisti, che lascia tutto il mondo all’esterno, in uno spazio senza tempo. Un racconto divertente, struggente, bello, in cui ci si immedesima. Che parla della vita e dell’amore, della follia e della realtà, dei sogni e delle speranze, della nostalgia e della passione. Tutto con una leggerezza – non superficialità – che fa innamorare il lettore, fornendo una spiegazione anche al perché Vittorio Vezzosi fosse considerato bellissimo, pur non essendolo.   

Cinzia Bizzi

***

Due generazioni, due stili di vita.

La dirompente personalità di Vittorio Vezzosi, scrittore di uno, solo e unico, capolavoro, incontra quella, inquadrata ed anonima, del neolaureato perfettino Emiliano, con un futuro già programmato.

Che dal quel tratto di strada insieme riceverà una scossa che cambierà radicalmente il suo modus vivendi.

Intreccio un po' scontato, debole in alcuni tratti, ma si fa leggere.

Mariapia Caito

***

Due generazioni che si incontrano, due destini che si incrociano; uno scrittore leggendario per il suo unico libro scritto e pubblicato e un giovane assistente neo-laureato. Il romanzo si sviluppa descrivendo due sguardi diversi sul mondo e sulla vita partendo da un incontro fortuito e rocambolesco tra i due soggetti che fanno un viaggio insieme, in cui si scambiano confidenze e si aiutano reciprocamente. Ciascuno impara, ciascuno insegna qualcosa all’altro.

Imma D'Errico

***

Questa è la storia di Emiliano. Un neolaureato che ha perso da poco il padre e non è riuscito a versare neanche una lacrima. Colto, molto preparato e quindi, come molti giovani italiani di oggi, disoccupato. Innamorato perdutamente di Allegra che purtroppo lo tratta come uno zerbino. Emiliano è il classico bravo ragazzo con molti ideali: etici, politici e civili. Tutto ciò verrà stravolto dopo l’incontro fortuito con Vittorio Vezzosi, uno scrittore fiorentino che ha pubblicato un unico best seller 25 anni prima. Vezzosi si droga, ama le escort e incarna quello che Emiliano ha in realtà sempre odiato. Dopo un viaggio esilarante da Firenze a Milano alla Kerouac, le loro vite prenderanno una piega diversa, saranno decisamente migliori. Divertente, tenero, autentico. Il romanzo di Edoardo Nesi si legge tutto d’un fiato, diverte e fa riflettere sulla politica italiana, la cultura, la vita.

Noemi Caruso

***

Trama priva di originalità, il tema dello scrittore che s’isola dal mondo dopo il primo e unico romanzo - capolavoro è ormai usurato.

Tentativo non troppo riuscito di riprendere i topos della grande letteratura americana.

Noemi Genovese

***

A bordo di una jeep degli Anni Settanta, ci stanno lo scrittore Vittorio Vezzosi, autore di un solo romanzo campione d’incassi tanti anni fa, e il nuovo assistente ventiduenne, laureato di lettere antiche, Emiliano De Vito, ribattezzato Zapata. Vanno alla Fiera per un evento dove si celebra la nostalgia. Tutti, anche i giovanissimi, stanno riscoprendo quell’antico romanzo e diventano pazzi di entusiasmo e ammirazione “Il Vezzosi” sembra non accorgersene e coinvolge Zapata in quella che finirà per essere “una giornata perfetta”, abbondantemente intrisa di alcol e droga. Tra dialoghi pieni di malinconica nostalgia e voglia di riscatto, di amore e morte, alla fine è la speranza a prevalere.

Sara Amico

***

In linea di massima la Letteratura si può dividere in “Letteratura di approfondimento” e “Letteratura di evasione”; ebbene il libro La mia ombra è tua di Edoardo Nesi non appartiene a nessuna di queste due categorie ed è quindi inquadrabile in quella che si potrebbe definire letteratura “spazzatura”, ovvero un libro inutile, che non solo non lascia nulla al lettore, ma che in molte parti lo disgusta. La trama dello scrittore di successo che nevroticamente si rinchiude in isolamento, tentando invano di scrivere un nuovo capolavoro, è stata già sfruttata molte volte con ben diversi risultati; l’ultimo esempio è quel piccolo gioiello che è La vita segreta degli scrittori di Guillame Musso, un vero scrittore, lui! I personaggi sono delle macchiette ridicole e senza senso, il linguaggio è, all’inizio, con qualche pretesa, attraverso l’uso di vocaboli desueti quasi a voler épater le bourgeoise, poi è sempre più volgare in modo gratuito. Meraviglia come un editore serio come La Nave di Teseo possa pubblicare un libro come questo.

Luigi Giannitrapani

***

A tratti …… questa è l’impressione globale del libro; a tratti interessante, a tratti coinvolgente, a tratti scorrevole:; anche i personaggi sono a tratti interessanti ma allo stesso tempo a volte banali e scontati nelle azioni  o nelle affermazioni.

Uno spaccato reale della vita di molti uomini che vivono di eccessi perché hanno qualcosa di irrisolto dentro ; ma anche della società in cui viviamo che ti stritola e poi getta via, in cui la curiosità per la vita degli altri ha il dominio su tutto anche grazie e a causa dei social.

 Giovanna Messina

***

Un amore di gioventù e la scrittura di un libro che lo hanno reso famoso. 
Queste le premesse che caratterizzano il personaggio principale. 
E poi un lungo viaggio da Firenze a Milano per riscattarsi da questo passato al quale è rimasto ancorato e poi finalmente ritornare a vivere.

Giusi Mondino

 

Il torneo letterario di Robinson è un'iniziativa curata da Giorgio Dell'Arti per conto di GEDI Gruppo Editoriale S.p.A.
L'iniziativa è riservata agli utenti maggiorenni. Per partecipare, registrati. Questo sito non usa cookies.
Dubbi, problemi: torneoletterariodirobinson@giorgiodellarti.com
Vedi anche Il Blog di Giorgio Dell'Arti su Repubblica.it