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La posizione della missionaria di Christopher Hitchens
Minimum Fax

 

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Circolo dei lettori del torneo letterario di Robinson
di Roma 5 “Parnaso”
coordinato da Vittorio Paielli
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Il titolo è fin troppo ammiccante, il testo è scarno e avrebbe bisogno di qualche approfondimento ma, che si condivida o meno la tesi dell’autore, è un piacere leggere qualcosa di così fuori dal coro. Stimolante.

Beatrice Parisi

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Non è pura cronaca, non è un reportage vero e proprio, in termini canonici non è neppure un saggio. E allora che cos’è? Probabilmente un pamphlet accusatorio a tesi dichiarata, supportata da una serie di testimonianze di appoggio per lo più verificabili, con un titolo di cattivo gusto ambiguamente allusivo. Aprono i vari capitoli una serie di citazioni, tra cui di scrittori, e di un filosofo come lo Hume del Trattato sulla natura umana, a cui sembra riferirsi la visione dell’autore.

 Certamente, non è un romanzo.

Ciò premesso, il contenuto riguarda essenzialmente tre aspetti.

Il primo e fondamentale consiste nella demolizione della figura di Madre Teresa, per la quale all’epoca era in corso il processo di beatificazione voluto da Giovanni Paolo II, e a cui lo stesso autore venne chiamato a testimoniare, come egli afferma nella postfazione.

 Madre Teresa è presentata come una ‘fondamentalista cattolica’, portatrice di un’etica della povertà, intesa come dono divino da accettare in nome della Maggior Gloria più che da combattere, ma anche come portatrice di posizioni conservatrici e di atteggiamenti molto ambigui nei confronti sia dei poveri, che utilizza per indurli alla conversione e costituire un suo potere, sia dei potenti del mondo e della politica, da cui solo a parole prende le distanze, perché decisa a santificare innanzi tutto l’immagine di se stessa attraverso la creazione del suo ordine, costituito grazie alle ingenti donazioni ricevute da ogni parte.

Il secondo argomento amplifica il primo, consistendo in una critica indefessa, benché non approfondita, alla Chiesa Cattolica ed ai suoi valori di fondo; il terzo, aggiuntivo, riguarda la polemica con Muggeridge, autore del documentario ‘ Qualcosa di bello per Dio’ e dell’omonimo libro, autore sul quale ironizza nel capitolo del miracolo, sostanzialmente in relazione al suo percorso di conversione dall’ateismo al cattolicesimo, in cui fu decisivo l’incontro con Madre Teresa.

Le conclusioni, con il resoconto dell’incontro con i prelati sul processo di beatificazione, ripropongono la tesi iniziale, già ribadita nel corso dell’opera.

Angela Caputi

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Si tratta di un saggio ben documentato ma in forma di pamphlet/narrazione per il grande pubblico; in effetti ci dovrebbe essere un’ulteriore appendice con il rimando a tutte le fonti consultate. L’arringa contro Madre Teresa è ben costruita e motivata, ma non è che il pretesto per denunciare la volontà e azione missionaria della Chiesa cattolica, quindi un argomento fortemente scontato; insomma il corso del ragionamento è prevedibile, quanto, certo condivisibile. In sintesi, il libro sembra non apportare niente di nuovo. Il vero pregio sta nella qualità della scrittura, nitida, secca, lucida, capace di rovesciare con poche, scarne frasi intere vagonate di costruzioni mitiche sulla santità di Madre Teresa. Alla quale, detto per inciso, non è concessa però alcuna autodifesa.

Maria Grazia Messina

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Testo ben scritto e molto documentato; io però non l’avrei messo a confronto con un romanzo.

Si tratta di reportage che rivela fin dal titolo (ambiguamente allusivo) la posizione dell’autore; e cioè una posizione di completa svalutazione dell’opera di Madre Teresa.

Da parte mia, ho recepito, da più parti, valutazioni diverse su Madre Teresa; in tali casi bisognerebbe essere più obiettivi o, perlomeno, dare spazio a pareri dissonanti.

Vittorio Paielli

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Circoli dei lettori del torneo letterario
di Robinson di Sesto Fiorentino
coordinato da Erica Galligani
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Questo piccolo e ricco saggio sulla figura di madre Teresa di Calcutta ha destato in me molto interesse. L’anziana signora piccola e forte dedita ai poveri e accanto ai potenti del mondo, mi ha sempre incuriosito ma anche provocato domande. Il libro di Christopher Hitchens ha confermato i miei dubbi e testimonia che questa visione a distanza di tempo è ancora piena di ombre.

Monica Trapani

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Il libro dal titolo La posizione della missionaria di Christopher Hitchens mi ha interessato e sorpreso. Il taglio è giornalistico, dato che sono riportati fatti e citazioni reali che riguardano la vita e soprattutto l’ideologia che ha sotteso all’operato della famosa Santa Teresa di Calcutta. L’opera è inoltre ricca di citazioni che ben fanno comprendere l’assoluta criticità dell’autore su tutto ciò che riguarda la famosa Santa. E’ un libro che per questa ragione premio per il coraggio del suo autore, che ponendo la questione anche sulla critica all’elogio della sofferenza, del dolore e della povertà che la Santa porta avanti con ostinazione, in gran parte fedele ad una base del pensiero cattolico dal quale trae la sua ideologia, si frappone dunque anche ad uno dei sunti fondamentali della religione cristiana con grande audacia. Inoltre l’opera mostra chiaramente la Santa che opera attorniata anche da personaggi equivoci e di potere dittatoriale. L’autore mostra inoltre, in modo evidente, le orribili conseguenze dell’estremizzazione dell’ ideologia della Santa Teresa, quando ad esempio decide ed impone nei suoi ospedali di lasciare i ricoverati nelle più atroci sofferenze, non somministrando antidolorifici a malati terminali di cancro, o non apportando migliorie nell’arredo per non dare confort ai malati, che dovevano restare in condizione di sofferenza e povertà, dato che in questo vi era, a suo avviso, implicita la salvezza della loro anima. Gli episodi sono ben documentati dando credibilità alle affermazioni dello scrittore, che poco romanza anche nella forma di scrittura, che infatti resta di taglio giornalistico. Altrettanto vero è che comunque l’ideologia dell’autore, assolutamente contraria all’elogio della povertà e sofferenza come forma salvifica della Santa, appare assolutamente evidente nella sua opera, che non resta un mero documento aperto ad interpretazioni. In conclusione trovo dunque il lavoro ben fatto, completo interessante e sicuramente molto coraggioso.

Carla Imponente

 

 

Il torneo letterario di Robinson è un'iniziativa curata da Giorgio Dell'Arti per conto di GEDI Gruppo Editoriale S.p.A.
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