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La sfida di Norman Mailer
Einaudi

 

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Circolo dei lettori del torneo letterario di Robinson
di Milano 2 “Lettori Temerari”
 coordinato da Patrizia Ferragina
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Perfetto il titolo! Non è solo l’incontro tra Cassius Clay e George Foreman a catturare l’attenzione, ma soprattutto l’attesa dell’evento, il complesso rapporto tra i giornalisti provenienti da tutti gli Stati Uniti, la tensione degli allenamenti sullo sfondo della popolazione dello Zaire e del dittatore che animano le aspettative di un evento epocale. Accanto alla descrizione dei giorni che precedono la sfida, c’è l’ironia con cui l’autore tratta il mondo giornalistico e parlando di sé stesso in terza persona. Bellissima la descrizione di come sarebbe stato lo svolgimento dell’incontro, con Foreman favorito, con i possibili comportamenti dei due pugili e del susseguirsi delle riprese. Anche se non sono proprio appassionata di boxe, ho scelto questo libro perché mi è sembrato un vero capolavoro, mi ha trascinato pagina dopo pagina e mi ha coinvolto in tutti i suoi contenuti. Lo consiglio a tutti!

Gabriella Buizza

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“La Sfida”: Ahimè, non mi è piaciuto. Non è che mi sia piaciuto meno dell’altro, proprio non mi è piaciuto. Non provo nemmeno ad essere obiettivo in questi miei giudizi letterari, non ne sarei capace. Quindi mi limito a esprimermi con la pancia (ho scritto pancia, non intestino). Questa volta parto dalla fine, darò i voti per poi giustificarli: stile (4); soggetto (3); svolgimento (4). Voto medio (assolutamente soggettivo): (3,67). Vediamo perché. Stile: l’ho trovato involuto e spesso eccessivamente prolisso; periodi tanto lunghi che, a volte, pensavo di essere in un punto per poi scoprire che l’autore voleva portarmi in un altro: se un testo è “faticoso” da leggere non è una bella cosa per lo stile. Soggetto: qui siamo ancora di più nella assoluta mancanza di obiettività: si capisce che Mailer ama la boxe (solo un vero appassionato può pensare di scrivere un libro di questo tipo!) e la boxe per me (polisportivo praticante agonismo fin dalla pre-adolescenza) è uno dei pochi sport che faccio davvero fatica a capire ed accettare. Ergo: il soggetto non mi può appassionare. E, infine, svolgimento: questo libro è chiaramente un buco di cento metri, per mio modo di essere se devo scavare.

Eugenio Ferragina

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La lettura de “La Sfida” di Norman Mailer è stata per me una bella sorpresa, quella che, a mio parere, ogni lettore sogna di provare ogni volta che apre un libro. Non conosco il mondo del pugilato, né è un mondo che mi attira, gli altri libri sulla boxe che mi è capitato di leggere mi hanno lasciato indifferente, come uno spettatore distaccato e annoiato. Norman Mailer, invece, mi ha preso per mano e mi ha portato nello spazio tempo di quell’incontro di boxe: il rumble in the jungle, nel 1975 nel cuore dell’Africa, con tutti i suoi misteri e le sue fascinazioni. Ho molto apprezzato il crescendo della narrazione, ogni pagina è preparatoria per raggiungere il nucleo del libro, lo storico match, descritto magistralmente e lasciato come un prezioso regalo a chi non c’era.

Patrizia Ferragina

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Un primo approccio a questo romanzo, a partire dal titolo e dall’argomento che esso racchiude, un match di pugilato, sembra scoraggiare o comunque non è invitante per chi, lettore, non si è mai interessato a uno sport che considera violento ed è circondato da una nomea di incontri truccati per un losco giro di scommesse. Norman Mailer, autore famoso e prestigioso, induce al contrario ad avvicinarsi al libro con interesse e curiosità. Ed è una meravigliosa sorpresa scoprire che è lui stesso a narrare in prima persona la storia della straordinaria sfida per il titolo dei pesi massimi, tra George Foreman, il campione in carica e Muhammad Alì (nome assunto da Cassius Clay dopo la sua conversione all’Islam), lo sfidante imbattuto ma declassato per ragioni politiche, per la sua dichiarata simpatia per il Black Power. Siamo al termine del conflitto in Việt Nam, nel 1975 a Kinshasa capitale dello Zaire dominato da Mobutu, e la preparazione del match mostra le condizioni di quel paese, gli interessi, da quelli economici a quelli politici, che sottendono alla sfida e, prime tra tutti, le motivazioni e le ambizioni dei due protagonisti.

Straordinario è lo sviluppo della preparazione dei due campioni, e di estremo interesse gli aspetti peculiari della cultura africana e della filosofia bantu in particolare (“La filosofia bantu, però, non è affatto primitiva. Anzi, offre una visione forse più sinistra e più nobile. Perché se noi siamo la nostra forza, siamo anche asserviti alle energie dei morti. Perciò dobbiamo avere il coraggio di vivere tra le forze magiche in gioco tra i vivi e i morti, cosa che non può non procurare terrore.”), che si proiettano nelle personalità differenti dei due campioni, come del resto le loro propensioni politiche, e nelle strategie e tattiche assunte durante la preparazione. Grande è anche la descrizione dell’incontro che finalmente si svolge e anche chi è digiuno e persino contrario alla boxe, deve ammettere che la descrizione da vero esperto che ne fa Mailer è appassionante e certamente istruttiva! La lettura si conclude con la descrizione del viaggio aereo di ritorno che non manca di suspense quando una folla si raduna attorno all’aereo in sosta chiedendo di vedere il nuovo campione che erroneamente ritiene sia a bordo, e con un minuscolo e coinvolgente racconto africano. Grazie a Norman Mailer!

Giorgio Figini

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Nonostante la buona scrittura di Norman Mailer come reporter di un episodio realmente avvenuto e sicuramente famoso tra gli appassionati di Boxe, il libro non mi ha coinvolto.

La lettura è stata lenta e faticosa, la descrizione dei fatti prolissa e tecnica ed eccessivamente attenta ai particolari, non sono riuscita ad entusiasmarmi neanche per la suspense del duello.

Sicuramente un libro valido per i veri appassionati della Boxe o dei protagonisti in particolare. A mio padre appassionato di questo sport, sarebbe sicuramente piaciuto.

Vilma Marchesi

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In perfetto stile giornalistico l’autore descrive la preparazione e l’incontro sul ring di Cassius Clay alias Muhammad Alì, con George Foreman nella storica sfida di Kinshasa. I due pugili vengono seguiti nella fase preparatoria all’incontro che si svolge in Africa nello Zaire. Permette di conoscere aspetti storici dell’epoca, all’interno dello stato africano governato da Mobutu. Alì viene descritto come un personaggio complesso con mille sfaccettature che punta alla vittoria sul ring non solo per merito della sua forza fisica ma anche per saper demolire il suo avversario sul piano psicologico. La condizione dei neri è descritta con note drammatiche. Molto intenso e avvincente il racconto del match con le varie riprese descritte movimento per movimento dei due contendenti e con la strategia di attacco di Alì che esce vincitore dal match e come grande personaggio, idolo e rappresentante di un popolo. Ho apprezzato lo stile dello scrittore, meno l’argomento della boxe nonostante la capacità dell’autore di interessare il lettore mostrando gli aspetti nascosti delle due personalità e di tutto l’entourage.

Rita Lopane

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Da una parte la sfida e i due sfidanti. Dall’altra la filosofia bantù. E poi ancora il narratore protagonista al pari dei due atleti. L’Africa che fa da sfondo e contesto. Interessanti i riferimenti ai principi della filosofia del luogo. Difficile a volte la lettura. Non solo perché non sono appassionata di boxe. Comunque qualcosa di epico.

Cinzia Morselli

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Sul ring di Kinshasa, nello Zaire, nel 1975, si incontrano Cassius Clay ora Muhammad Alì e George Foreman per il titolo mondiale dei pesi massimi di pugilato.

Il libro racconta i giorni e le ore che precedono la sfida, l’atmosfera della città, dei giornalisti al seguito, la tensione dell’entourage e dei due campioni.

Premettendo che non sono per nulla interessata allo sport della boxe, ho trovato il libro molto bello per la scrittura e per l’attenzione posta sui due campioni, sulle loro storie personali e sul crescendo dell’incontro sportivo un po’ metafora delle loro vite.

Bernadetta Pazielli

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Libro con personaggi affascinanti ma che non è riuscito a catturare la mia attenzione, probabilmente il tipo di sport e la descrizione dell’ambiente intorno alla boxe.

Marta Pedrini

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L’incontro di boxe fra Mohammed Ali e Foreman è per l’autore occasione per spaziare in vari ambiti tematici, sia di carattere sociologico che politico fino a toccare aspetti che definire psicologici è forse riduttivo in quanto attinenti alle Weltanschauungen dei protagonisti. La narrazione è indubbiamente incalzante come si addice ad un reportage sportivo e intessuta di episodi e riflessioni che inducono il lettore anche poco interessato allo sport della boxe a partecipare emotivamente agli eventi narrati. L’abilità di Mailer consiste nell’aver dato a una semplice sfida di boxe un significato che travalica l’episodio di cronaca e assurge a simbolo di due diversi tipi di etica e due diversi modi di concepire il mondo e di abitarlo. Nonostante ciò, non sempre l’autore è riuscito ad appassionarmi, forse anche a causa di un mio non superato complesso nei confronti del mondo sportivo in generale, e di quello della boxe in particolare.

Salvatore Pennisi

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Davvero dura la sfida, questa volta, anche per noi lettori. “Ragtime” e “The match” sono infatti due autentici capolavori. Tuttavia la mia scelta ha escluso il secondo, privilegiando il primo in quanto epocale, affresco di un’epoca, di un mondo, di un genere musicale che avrebbe fatto storia, contro un romanzo di ambientazione sportiva, che vede rappresentata la storica sfida tra Cassius Clay e George Foreman del 1974. N. Mailer all’epoca era inviato per un giornale, un punto di vista privilegiato che gli consentiva di scandagliare gli animi dei due contendenti, e l’universo mondo sotteso alle loro personalità: Alì, sostenitore del Black Power, e Foreman, non propriamente disposto a fare della questione razziale una priorità. Meraviglioso romanzo, purtroppo meno convincente nella scrittura del precedente, nettamente superiore.

Nicoletta Romanelli

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Una scrittura sapiente, trascinante e fascinosa al servizio di un tema/contenuto a me totalmente estraneo, per non dire ostico: detesto la boxe in assoluto e neanche Mailer è riuscito a farmi apprezzare la presunta filosofia che si nasconderebbe dentro a questo sport. E neppure a conquistarmi con tutto ciò che nel suo libro non è solo boxe: il mondo africano dello Zaire, le diverse posizioni ideologiche e politiche della cultura afroamericana, il viaggio nella psicologia dei due pugili protagonisti e forse anche il viaggio che l’autore compie dentro se stesso e dentro il mondo della sua professione.

Tengo a precisare che, nonostante la fatica, ho diligentemente letto fino alla fine il libro, rinunciando ad appellarmi a Pennac e al diritto del lettore di interrompere una lettura non gradita.

Posso quindi senza difficoltà riconoscere i meriti letterari dell’autore ma senza apprezzare “La sfida”.

Patrizia Romano

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Ho iniziato a leggere scetticamente Il Match, la boxe mi è distante, non pensavo mi affascinasse così tanto: mi ha colpito l’uomo, non il pugile, in particolar modo la sua filosofia interiore, l’acuta intelligente ironia, il suo carisma dentro e fuori dal ring. Un mix di personalità: pugile ma anche portatore di rivendicazioni sociali: coraggio e consapevolezza delle proprie scelte. Ne è un esempio quando decide di disertare facendo obiezione di coscienza alla guerra in Vietnam (pagata con il carcere) spendendo i suoi “anni migliori” fuori dal ring per portare avanti le sue battaglie politiche per i diritti degli afroamericani e contro la guerra. Il libro affascina perché ha qualcosa a che vedere con le vette che si raggiungono, con le filosofie di vita, un libro che invoglia a comprendere perché sia importante per ognuno di noi prendere in mano il proprio destino e provare a fare qualcosa in quest’epoca di rigurgiti razzisti.

Piera Saita

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La struttura del romanzo è abbastanza complessa e ricca di spunti di riflessione. L’argomento principale è l’incontro a Kinshasa tra Cassius Clay e George Foreman, per la conquista del titolo dei Pesi Massimi. Mailer segue l’incontro come reporter e partecipa in doppia veste al racconto: come voce narrante e come personaggio-terzo nella narrazione.

L’evento è l’occasione per tentare di comprendere gli aspetti fondanti della cultura “nera”, di quella africana anzitutto e, in seconda battuta, di quella dei neri d’America. È anche l’occasione per raccontare lo Zaire di Mobutu e le spaventose contraddizioni che caratterizzano la “rivoluzione” Zairese. La boxe ed il suo ambiente rimangono comunque i temi dominanti del libro. Di conseguenza, una persona del tutto estranea al tema, come me, riesce comunque a leggere il testo con interesse per la maggior parte del tempo, ma non per tutto il tempo…

Olga Varalli

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La Sfida di Norman Mailer è un libro sicuramente interessante e di valore, ma questo non rientra nel mio concetto di romanzo o opera letteraria. Penso sia più una narrazione di personaggi ed eventi corroborati dalle loro passioni, sogni, vittorie e sconfitte.

Piero Vernizzi

 

Il torneo letterario di Robinson è un'iniziativa curata da Giorgio Dell'Arti per conto di GEDI Gruppo Editoriale S.p.A.
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