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La strategia della Clarissa di Cristiano Governa

Bompiani

 

Un noir sulla quotidianità del male, che si muove su più livelli di narrazione; è allo stesso tempo romanzo poliziesco, racconto di formazione, riflessione sui tempi e sulla società in cui viviamo, in cui si mescolano violenza e indifferenza e il divino e il sacro sembrano non esistere più. La scomparsa di una quindicenne è il caso da risolvere per il commissario Carlo Vento, un uomo comune, disilluso, molto lontano dagli stereotipi consegnati dal cinema e dalla TV. a cui si affianca la sorella Paola, una suora clarissa, inquieta, avventata, ex spiker radiofonica. Ironico, graffiante nella prima parte, in cui con leggerezza viene presentato il lato oscuro della società, nella convinzione che "Non è mai l'assassino il personaggio più inquietante", il romanzo perde la sua vivacità iniziale, si appiattisce e si avvale di suggestioni grottesche e paradossali al limite della credibilità.

Rita Crisanti

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Non è un thriller, ma ha tutti gli ingredienti del poliziesco, distante però da stereotipi e percorsi noti a cominciare dal commissario Carlo Vento, figura atipica che in questa storia si affida all'intuito e alle capacità della sorella Paola, clarissa di clausura. Altra figura anomala che poco a che vedere con le monache. Non è un giallo classico, sono molti gli spunti originali che soprattutto all'inizio tengono desti la curiosità e l'interesse del lettore. Che partecipa alle investigazioni di questi due strani personaggi che attraggono proprio perché singolari, inquieti, con le debolezze e le cadute dei comuni mortali. Peccato però che le aspettative dell'inizio si affievoliscano man mano che la trama va avanti, nessuna sorpresa, niente che tenga ancora avvinti.

Pina De Felice

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Paola e Carlo sono un’accoppiata assolutamente atipica per un noir, lui commissario di polizia, lei clarissa di clausura, ex speaker radiofonica in libera uscita tra il monastero e la vita avventurosa del fratello, ma questo rappresenta il punto di forza del romanzo, l’estrema distanza dei due protagonisti dallo stereotipo letterario o televisivo degli investigatori. Interessante e mai scontato, paga purtroppo il prezzo dell’avversario letterario che ho amato particolarmente

Antonella Fantini

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Poliziesco decisamente fuori degli schemi, tra investigatori e sorelle-clarisse improbabili, tra inversione dei ruoli vittima-carnefice e storia di fondo impalpabile, il romanzo, che si propone all’inizio frizzante, in seguito perde di forza diventando noioso nella insistenza sugli stessi temi e la mancanza di una trama forte. A volte dissacrante, a volte patetico fa emergere di sicuro nostalgia e rimpianto per la Bologna che fu, per la vita che sfugge e per le scelte che non si è avuto il coraggio di fare, contrapposte a una sorta di repulsione per il mare in quanto certo, sempre presente, uguale e se stesso e inamovibile.

Luisa Carinci

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Un noir umoristico che non mi è piaciuto molto. La storia è ambientata a Bologna. Inizia con la scomparsa di una ragazzina di 15 anni. L’indagine è affidata al commissario Carlo Vento uomo comune e abitudinario che vive con scarsa passione il proprio lavoro. A lui si affianca la sorella Paola, che da ex Dj è diventata suora di clausura . Una suora sui generis che assume atteggiamenti esagerati, non disdegna il turpiloquio e esce di nascosto dal convento per cenare con il fratello verso il quale mostra un affetto quasi morboso. Insieme mandano avanti l’indagine che mano a mano si arricchisce di colpi di scena poco credibili e da un movente finale dalla complessa e improbabile spiegazione . La scrittura divertente alleggerisce la ingarbugliata trama Consigliato NI

Rosanna Lorefice

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Un testo ipnotico, di quelli che non si possono leggere tutto d un fiato, come per una bibita ghiacciata in piena estate, bisogna sorseggiarla …..Gli eventi, come affluenti confluiscono nello stesso fiume per poi finire a mare … . Il lettore seduto sulla sponda intuisce a volte, prima del protagonista, l'evolversi dei fatti ed è proiettato mentalmente a suggerirgli cosa bisognerebbe fare. I personaggi fuoriescono dagli schemi classici del romanzo giallo stordendo piacevolmente chi legge, allo stesso modo gli amori descritti, che risultano essere inconsueti ma forse non impossibili. Le continue citazioni di canzoni presenti in tutto il testo sono un invito al lettore più curioso ad ascoltarle durante la lettura stessa…. conferendo così al romanzo un valore aggiunto.

Elvira Martelli

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Dopo una partenza interessante per considerazioni su costumi e comportamenti umani, il romanzo si ingarbuglia purtroppo in situazioni e personaggi assurdi, fuori da ogni logica.

Improbabile la clarissa, sempre sopra le righe per i suoi eccessi, improbabile la quindicenne per visione della vita e straordinaria cultura non adeguate all’età.

Non ho apprezzato questo romanzo per l’artificiosità delle situazioni. Mi è sembrato, da parte dell’Autore, voler cercare originalità a tutti i costi in un genere letterario ampiamente sfruttato anche sul piano commerciale.

Rita Foresi

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Una indagine di polizia si approfondisce in un'analisi delle falsità della società moderna e della "quotidianità" del male.

Silvia Barberi Squarotti

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Ha una prosa veloce senza per questo risultare scontata. Ti permette di seguire il ritmo delle indagini, delle strade trafficate di Bologna che come chiunque ci sia passato, anche per poco, una volta, non si ferma mai. Carlo, poi. è un protagonista gentile e un po' ruffiano, entra nelle grazie del lettore fin dalle primissime pagine.

Niki Boggione

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La storia non è banale. Il romanzo ha un buon ritmo ed è "cinematografico " con una colonna sonora splendida (musiche e canzoni di qualche decennio fa citate dall'autore).Non è solo un giallo ma anche un'analisi sferzante e mai cattiva sulla nostra società con due protagonisti occulti : l'incomunicabilità e l'indifferenza. Infine, meraviglioso il centro storico di Bologna dove "SOLO un bambino non si perde". Libro da proporre anche a chi, come me, non ama in modo particolare i gialli. Grazie per avermi fatto scoprire un romanzo che non conoscevo e che, forse, non avrei mai acquistato!

Ferrero Luigina

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Il testo di Governa è scritto in maniera molto essenziale: ho apprezzato la frequente presenza dei dialoghi, che danno poco spazio alle descrizioni e riflessioni, che spesso appesantiscono il racconto. I capitoli sono brevi, il romanzo scorre veloce perché si predilige l'azione e riesce bene a dilatare una tensione costante per tutto il tempo del racconto. Devo ammettere, però, che il finale mi ha lasciata un po' in dubbio: non ho compreso appieno la scelta dell'autore di toccare temi come il mesmerismo, però anche questa decisione si può comunque apprezzare.

Luana Venti

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Il primo è un romanzo fantascientifico-distopico che cerca di contrastare la visione sovranista e postcapitalista della società della paura verso il diverso, utilizzando il collegamento allegorico tra alieni e migranti, o più genericamente non italiani. Ora però mi basta aprire la finestra per notare come qualsiasi premonizione à la Dick risulti ben più naif della nostra realtà. La lettura è stata comunque scorrevole, e ho apprezzato il manifesto finale di uno dei 4 gruppi politici venutisi a creare dopo lo sbarco extraterrestre in quel di Napoli, genuino proposito per riprovarci.

Gianni Farinetti

 

 

 

 

 

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