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Luce d’Agosto di William Faulkner
Adelphi

 

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Circolo dei lettori del torneo letterario di Robinson
di Potenza “La Potenza dei Libri”
coordinato da Mariapia Zaccagnino
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Lungo romanzo corale che descrive la vita di uomini e donne collegate in vario modo e forma alla vita di quello che è in un certo modo il protagonista: Christmas.
Christmas è un bianco, ma con del sangue nero nelle vene, ha un infanzia difficile e la sua vita è costellata da drammatiche vicissitudini originate spesso da questa sua natura meticcia.
Nello sviluppo del romanzo vengono descritti, con grande approfondimento psicologico e attenzione per i minimi dettagli, i tormentati avvenimenti legati alla vita di Christmas che si succedono in Mississipi nell’agosto degli anni 20 del secolo scorso.
Libro molto intenso, anche se a tratti troppo dettagliato sino a sfiorare la dispersività.
Comunque un grande affresco della società americana del 1900 analizzata impietosamente e senza sconti.

Filippo Orlando

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Sicuramente un capolavoro della letteratura, il Nobel assegnato a Faulkner è meritatissimo. Rileggendolo dopo quindici anni ho fatto più fatica rispetto alla prima volta. L’innovazione dello scrivere a “flusso di coscienza” mi è sembrata ridondante e poco spazio lascia al lettore di immaginare, le fatiche, i pensieri, i luoghi. I personaggi sono tanti: una ragazza incinta alla ricerca del padre del suo bambino, il reverendo presbiteriano allontanato dalla chiesa per lo scandalo della moglie suicida, taglialegna, falegnami, sceriffi e neri. Tutti danzanti attorno al male e alla diffidenza che li circonda. Una volta nella vita va letto, due no!!!

 Giovanna Taffetani

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È la storia di Elena Grove, una ragazza del Mississippi negli anni 20’, che dopo varie peripezie, affrontando un lungo viaggio alla ricerca del padre del bambino che porta in grembo, arriva a Jefferson dove probabilmente e per sentito dire si trova il giovane padre bianco ma di origini nere.

È un intrecciarsi di vicende molto arzigogolate, un linguaggio non facile dove il razzismo fa da padrone, contrapposto ad una religiosità morbosa e bigotta.

È stato usato un linguaggio forbito e pieno di descrizioni meticolose, si va da un presente ad un passato molto difficile da seguire ma il racconto ti affascina e ti coinvolge per conoscere al più presto il suo termine.

Antonella Linzalata

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Il romanzo di Faulkner è un combinare di istinti. I personaggi sono istinti a contatto con la loro realtà, pulsioni che collidono. Nelle azioni, in ciò che succede, nel tempo e nello spazio, si frantumano in vortici di immobilità statuarie e fluttuanti pensieri fantasma. Arrivano allora altri personaggi a raccontare. Raccontare formando ciò che è successo e perché è successo. Faulkner combatte con le parole (nell’incontro e nello scontro), e poi ammira Hightower meditare alla finestra, ammira il cammino nell’Ombra del Negro, corre e fugge fin quasi annullando il suo io, o Byron Bunch e la “marea del mondo” che si abbatte su di lui. Quando succede, la lettura, come la scrittura, lotta, diviene, insegue e coglie altrettanto meravigliata chi racconta nell’atto di osservare una netta luce sulla persona. Un bagliore profondo e preciso, terribile, che subito ritorna a confondersi nella marea.

Sandra Di Stefano

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Un libro notevole per la qualità e la complessità della scrittura, e per questo non facilissimo da leggere.

Impossibile non venire ammaliati dai personaggi e dalle loro vicende.

Interessanti gli spunti sul destino e sul rapporto tra la propria condotta e il giudizio sociale che serpeggia.

La storia che più mi ha colpito è quella di Joe Christmas, i cui conflitti interni sono descritti molto efficacemente.

Fabio Baldissara

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Romanzo che ho trovato all’inizio difficile e faticoso ma che man mano mi ha preso ho completato la lettura con piacere-

Racconta il Sud dell’America nei primi del ‘900 razzista e bigotto ogni forma di razzismo qui viene ridicolizzata ma mette in mostra anche tutta la sua ferocia e brutalità.

Il protagonista non è un personaggio positivo, circondato dalla malvagia umana maltrattato e preso a calci dalla vita da sempre, un bianco che vive da negro. È un emarginato. carnefice e martire allo stesso tempo. Vive sulla strada e di quello che la strada gli offre. I tanti protagonisti che affollano e percorrono le pagine di questa tragica storia sono vagabondi, prostitute, madri sedotte e abbandonate, preti spretati, i timorosi di DIO ma crudeli con il prossimo. Tutti i personaggi sono in attesa, sono in cerca di qualcosa, di qualcosa che in fondo non vogliono neanche trovare forse cercano solo se stessi.

Grande romanzo del novecento.

Anna Favulli

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Faulkner, attraverso la sua scrittura vibrante ed introspettiva, indaga i processi mentali (anche inconsci) che presiedono alle azioni, e che mostrano un intreccio di ansie, paure e desideri presenti nella personalità profonda e che sfuggono al controllo razionale.

Attraverso strade polverose e vetri rotti di case in rovina dell’arido su degli Stati Uniti, filtra la “luce d’agosto” e si dipanano le storie di personaggi miserabili e indimenticabili, attraverso un variopinto susseguirsi di punti di vista di burattini nelle mani del fato: all’apparenza in cerca di riscatto, in realtà nient’altro che identità fisse destinate a incontrarsi proprio in quanto immutabili.

«Non faceva nomi, non pensava nomi. Gli sembrava ormai che fossero tutti soltanto delle forme come pedine degli scacchi – il negro, lo sceriffo, il denaro, tutto quanto – imprevedibili e spostate qua e là senza ragione da un Avversario in grado di prevedere le sue mosse, e che improvvisamente inventasse delle regole che solo lui, e non l’Avversario, doveva seguire. Per il momento era perfino al di là della disperazione… ».

Caterina Lobosco

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Con Faulkner ci si immerge in un Mississippi perso nel tempo e nella luce di un agosto morente e polveroso, una luce impietosa che non lascia vie di scampo. Per nessuno o quasi. Le vicende si susseguono vertiginosamente con molti salti temporali. Un profondo sud dove persiste ed esiste ancora oggi razzismo e bigottismo.

Patrizia Baldassarre

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Faulkner scatta una istantanea del profondo sud degli Stati Uniti. Il romanzo è ambientato a Jefferson, immaginaria città della contea di Yoknapatawpha. La povertà, la segregazione razziale, il proibizionismo, la fede portata ai limiti del bigottismo rappresentano la realtà nella quale i personaggi del racconto prendono vita. Lena Grove cammina a piedi nella ricerca del padre di suo figlio. Joe Christmas, abbandonato in orfanotrofio non sa’ nulla dei suoi genitori ha pelle bianca e sangue nero. Approda a Jefferson in cerca di lavoro. Le figure femminili, a parte la nonna di Christmas sono poco marcate. La figura di Christmas è portata avanti dall’autore come spettatore del racconto, come se ciò che gli accade sia predestinato e eluttabile.

Rosaura De Paola

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Faulkner è Faulkner, c’è poco da fare. E anche questo romanzo è segnato dalla sua capacità unica di far emergere con forza tipi e personaggi. Così come dalla sua abilità a raccontare paradisi e inferni dell’esperienza umana. Ma forse proprio l’estrema ricercatezza nel linguaggio e nello stile fa perdere immediatezza e freschezza alla storia. È più un esercizio di alta letteratura, l’opera di uno scrittore più attento a se stesso che ai lettori

Cinzia Grenci

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Il torneo letterario di Robinson è un'iniziativa curata da Giorgio Dell'Arti per conto di GEDI Gruppo Editoriale S.p.A.
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