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Mia madre astronauta e altre storie di Antonio Coletta

Ultra

 

Mia madre astronauta 

Giudizio...un grande MAH!!! Ironico?! Demenziale?!? Allucinato?!? Per me assolutamente un libro inutile.

Marinella Monte

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Il lettore assiduo e costante ringrazia Antonio Coletta per i ringraziamenti alla fine della sua opera. 

Ringraziamenti meritati per chiunque decida di donare un po' del proprio tempo ad un testo (difficile definirlo romanzo) il cui unico merito è la brevità dei racconti che induce ad andare avanti nella vana ricerca di un senso forse perché deriva da un viaggio interstellare. 

Rosalinda Calciano

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Bella l'idea iniziale, giovane allegro e spiritoso... ma scrivere un libro di storielle surreali senza ne capo né coda mi sembra proprio uno spreco di carta e di tempo!

Tonia Di Leo

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Questo “zibaldone maternoastronautesco”, come l’ha definito lo stesso autore, è un viaggio fuori dalle regole del tempo e dello spazio in cui l’inventiva la fa da padrone. Fra pesci meditabondi, rododendri parlanti, cappuccetto rosso cattive ed Elvis Presley resuscitati, le scenette presentate sono surreali, paradossali, ricche di nonsense. Una raccolta di personaggi e storie strampalata e sconclusionata, a uso e consumo degli amanti del genere, in cui però non mancano lampi di genialità e spunti che sarebbe stato interessante far esplodere in racconti dal respiro più lungo.

Tiziana D’Oppido

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È un insieme di racconti i quali iniziano con "Mia madre astronauta" diventando, poi, delle storie surreali e grottesche. In alcune il protagonista non è il personaggio famoso, bensì colui che vive nei retroscena, in altri è la natura che si anima prendendo il posto degli umani.

Silvia Fumarola

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È una raccolta di racconti grotteschi e irriverenti.

Come scrive l'autore è uno zibaldone maternoastronautesto
Il primo racconto mi ha fatto particolarmente sorridere riportandomi ad una dimensione fanciullesca, quante volte abbiamo sentito dire "non prendere le caramelle dagli sconosciuti" e che quello sconosciuto possa essere il padre dell'io narrante fa sorridere e intenerire sin da subito alla manifestazione di tutto quel disagio. 
La madre astronauta che da il titolo alla raccolta è l'espressione femminile dell'atto del  sacrificio vano nei confronti di una società ancora così poco emancipata nei confronti delle donne, che proprio in questi giorni a causa del Covid-19 hanno ancora una volta dovuto fare i salti mortali per conciliare figli-scuola-casa e lavoro!
Chissà quante mamme si sarebbero volute lanciare nello spazio!
L'autore ha "spaziato"  traendo a mio avviso  ispirazione sia dalla rivisitazione di fiabe come quella di Cappuccetto Rosso, sia da personaggi storici e politici attuali, passando attraverso citazioni note come quella al genio scrittore Bolano! 
Ho trovato particolarmente spassose "Le indicibile sofferenze della nonna di Cappuccetto rosso"  e  "il giovane lupo e Cappuccetto rosso cattiva", inoltre molto ironiche anche alcune vignette inserite all'interno del libro come quella di "Lutero in affitto" e "Sesto San Giovanni". 

Antoniella Patierno

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Fortemente estraniante, scritto con un linguaggio, che in alcuni frangenti, mi ha ricordato le gag del trio comico più famoso dello spettacolo italiano, questo zibaldone di racconti surreali ha il grande pregio di trattare anche temi scottanti, declinandoli sul costone ripido e spigoloso del no-sense: uno stile consono a descrivere, pur con (tanti) alti e (pochi) bassi, una varietà di spaccati quotidiani a cui, spesso, non riusciamo a dare un senso

Sandro Presta

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