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Nozze sul delta di Eudora Welty

Minimum Fax

 

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Circolo dei lettori del torneo letterario di Robinson
di Roma 8 “Piemontesi a Roma”
coordinato da Enrico Morbelli
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Troppo descrittivo, troppi nomi di persone che creano affollamento e confusione. Veramente povero di dialoghi. Forse, se avessi continuato la lettura avrei scoperto aspetti migliori, magari una storia avvincente...ma al momento è così.

Caterina Agagliati

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Tra i due libri io scelgo “Nozze sul Delta”.

Brunella Bolloli

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Ottimo “Nozze sul delta”. Scontato l’altro.

Gabriella Barabino

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La letteratura americana del dopoguerra è stata spesso troppo descrittiva e noiosa. Tra i due libri ho preferito Giungla d’asfalto perché ha una storia più avvincente e movimentata, tutto sommato la malavita americana attrae sempre il lettore.

Brunella Cassaro Ravagnani

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Ho scelto “Nozze sul Delta” di Eudora Welty.

Non si scrive né, temo, si scriverà mai più come Eudora Welty scrive le sue “Nozze sul Delta” ricostruendo un intero universo protetto e inquietato dal bayou, la terra paludosa del Delta del Mississippi, nell’estrema propaggine degli Stati Uniti, protesa sul Golfo del Messico, già strappata agli indiani di cui conserva lo strano nome, bayou appunto, narrando minuziosamente la vigilia di nozze della giovanissima Dabney, di soli 17 anni, che va sposa al soprintendente della proprietà dei Fairchild, per amore o forse per interesse, uomo inferiore a lei per status ma non per ricchezza. Del resto, una mésalliance l’aveva già allacciata lo zio George, il grande dominatore delle dimore e dei beni, oltreché di una selva di parenti di quella parte inesprimibile di mondo, marito deluso della bella e ribelle Robbie, che lo lascia proprio alla vigilia di quelle nozze, mentre tutta la famiglia è in festa. Nessuno potrà mai più raccontare con tanta dovizia di particolari i protagonisti, i sentimenti, le azioni, i cibi, i vestiti, gli oggetti, gli arredi, la natura, gli animali di quello sterminato paradiso che diventa inferno per un minimo fatto, il piede incastrato in un binario di Maureeen, salvata all’ultimo secondo da George, o al solo ricordo della Guerra di Secessione, che si è portata via tanti cugini, fratelli, cognati, zii e che sembra essere trascorsa da qualche giorno appena. I negri sullo sfondo non hanno alcun rilievo, sono come pezzi di mobilio da spostare qua e là a seconda del capriccio dei padroni, ma ugualmente necessari. L’amore e il sesso entrano nelle pagine come accessori, come del resto un femminismo appena accennato, certo già molto sentito dalla scrittrice, tanto da mettere le donne in primo piano, fin dalla piccola Laura dell’incipit, o dalla stessa Dabney, o dalle molte zie della famiglia, sempre accostate però ai maschi poderosi, gentili e prepotenti, che possiedono le terre e forse le loro anime. Non nostalgia, non rimpianto di quanto sarà presto perduto, diluito in un futuro di industrializzazione, di lotta per i diritti umani e di conquista della parità di genere, bensì pura registrazione di una società fermata in un frammento luminoso ed accecante, a testimonianza di qualcosa che non sarà mai più.

Francesca Farina Ragazzo

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Tra i due litiganti preferisco Giungla D’asfalto di Burnett per diverse ragioni: il genere, l’ambientazione, e soprattutto il fascino del ricordo di un bellissimo film di Houston.

Amo certamente il noir/poliziesco, e questo romanzo è probabilmente la Bibbia di questo genere. Amo l’ambientazione dell’America in “bianco e nero” degli anni 40, e poi non c’è frase del libro che non rievochi le immagini del film. Un libro dai caratteri forti: il bullo, la pupa, probabilmente tutti stereotipi ma diventati tali dopo Giungla D’asfalto.

Nozze sul delta è certamente un libro interessante, uno spaccato di una società ormai in declino, intrighi familiari dell’America del Sud, ma personalmente mi ha appassionato di più un romanzo a tinte forti che un dipinto di un’alta società di un tempo.

Andrea Morbelli

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Sarò stato influenzato dal ricordo giovanile del film (la prima apparizione – in veste di oca giuliva – della Grande Maruilina), ma tra i due libri non c’è stata lotta: ai miei occhi ha stravinto “Giungla d’Asfalto”

Enrico Morbelli

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Vediamo con gli occhi di una bambina orfana la vita di una “sua” famiglia che non conosce. Ci fa conoscere gli aspetti all’interno dei suoi componenti, dai loro momenti difficili ai preparativi delle nozze di una sua cugina. L’ambiente della famiglia che vive sul Mississippi fa da corollario a questa nuova esperienza di Laura. I dettagli delle descrizioni ambientali e famigliari ci fanno vivere molto da vicino questa esperienza della “ povera orfana”.

Ciao per me “questa o quella per me pari son” (di memoria rigolettiana); darei un pari. Ma con un più .....per la .. Giungla d’asfalto

Paola Pacifici

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Quella della Welty è certamente una voce di spessore nel quadro narrativo dell’immediato (1946), secondo dopo guerra in America. Un buon affresco, questo romanzo, di una società uscita da un conflitto che non ha patito sul suo territorio ma che ha avuto grande impatto su usi e costumi della popolazione americana sia per il ruolo delle donne nella società non solo familiare e quello degli afro-americani che hanno combattuto a fianco degli altri, non solo neri ma anche indigeni delle riserve. Interessante ma molto molto ‘datato’.

Maria Gabriella Pasqualini

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Voto “Giungla d’asfalto”, ma vi spigo perché non mi è affatto piaciuto “Nozza sul delta”:

Il racconto nel complesso è poco interessante. Eccessivamente descrittivo anche di particolari di poco peso, nella prima parte, rendendo in tal modo noioso il racconto stesso. Anche la seconda parte, pur entrando nuovi personaggi e situazioni, pecca della preponderanza di descrizioni rispetto ad azioni anche nei dialoghi tra i personaggi stessi. Nella seconda parte inoltre vi è un avvicendarsi di situazioni non legate e conseguenti tra loro e che poco dicono al lettore. Infine in un’ipotetica terza parte si snocciola la vita quotidiana della famiglia che peraltro non presenta aspetti interessanti.

Maria Alice Prescia

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Il libro Nozze sul Delta parla di un mondo tipicamente americano (del passato ma anche del presente) dove non c’è alcun interesse per quello che può esserci al di là dei confini delle proprie terre, fatto di abitudini, pratiche e usanze ripetute nel tempo (“la casa è vecchia. È piena di ricordi di matrimoni e funerali”), che si consacra al “mito della felicità”.

La Welty è una fotografa e nel libro riporta delle stupende descrizioni minuziose e pittoriche (la campagna durante la cavalcata solitaria della sposina prima delle nozze, la casa con i suoi arredi e collezioni, l’emporio del villaggio) che sono dei piccoli capolavori e da sole sarebbero degne di leggere il libro.

Tuttavia le lunghe, troppe pagine dedicate alle relazioni interfamigliari di vita quotidiana, i preparativi del matrimonio, sono farraginose e quasi noiose con un numero altissimo di personaggi, giovani e meno, non ben delineati e descritti ed esageratamente “occupati a non far nulla” (hanno stuoli di servitori negri) da rendere il libro poco interessante e fine a se stesso.

Elisa Signorini

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Non conoscevo la scrittrice americana delle Nozze sul delta e descrive una specie di saga dei Farchild, in festa tra decine di consanguinei nel villone della grande tenute; mi ha ricordato qualche scena di Via col vento con la descrizione di costumi ed abitudini degli stati del sud, destinati ad infrangersi contro nuovi pragmatismi “nordisti” comunque una lettura fluente.

Flavio Triberti

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Il libro Nozze sul Delta lo ho trovato un libro confuso, forse troppo pieno di personaggi, indugia eccessivamente sui particolari, a fatica sono arrivata all’ultima pagina.

Maria Saveria Veltri

 

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Circolo dei lettori del torneo letterario di Robinson

di Frosinone “ReBook”

coordinato da Angela Giordani

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Il torneo letterario di Robinson è un'iniziativa curata da Giorgio Dell'Arti per conto di GEDI Gruppo Editoriale S.p.A.
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