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Out of sight di Elmore Leonard
Einaudi

 

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Circolo dei lettori del torneo letterario di Robinson
di Magenta “La memoria del mondo”
coordinato da Luca Malini
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Jack Foley è un rapinatore di banche, sta scontando una condanna a trent’anni nel carcere di Glades.

Durante la sua evasione, si imbatte in Karen Sisco, un’agente federale.

Il loro fortuito incontro, un’attrazione inspiegabile, la fuga rinchiusi nel bagagliaio di un’auto sono il fulcro di questa storia.

Il susseguirsi di fughe, ricerche, scontri fungono da cornice per un romanzo diviso tra il poliziesco e il sentimentale, tra l’amore e il dovere.

Il libro è molto coinvolgente, mai noioso, ricco di colpi di scena.

Lascia il lettore sospeso e partecipe delle scelte dei protagonisti, lacerati dal desiderio irrealizzabile di cambiare il destino delle proprie vite.

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Storia piacevole, la trama è avvincente, molto ben costruiti i personaggi non solo il protagonista, Foley, che svaligia banche con la stessa calma con cui andrebbe a fare la spesa, ma anche quelli attorno a lui e in particolare i “cattivi” della vicenda. Il giusto e lo sbagliato si stemperano e oltre che alla malvagità passa il limite dell’umano. Lo stile è accattivante e pungente. Un libro da leggere, può regalare tanto anche se si ha già visto il film del 98.

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La narrazione di Leonard è senza fronzoli e pungente, come una sceneggiatura cinematografica, il problema è che spesso i dialoghi finiscono per essere dei semplici sommari degli avvenimenti. Jack Foley è un criminale incallito: è schietto, arrogante, ma anche un po’ viscido, l'unico lavoro che si immagina di fare è il rapinatore di banche. Karen Sisco è un federal marshall, la classica donna “cazzuta” che si trova spesso nei film d’azione: bellissima, intelligente e sarcastica. I due protagonisti si innamorano al primo incontro e la loro dinamica è interessante, quella del criminale che continua a scappare dalla poliziotta che non può far altro che inseguirlo, ma progredisce in una serie di contesti irreali. Leonard riesce a portare avanti una storia dal ritmo serrato.

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Vicolo Oscuro inizia catapultando il lettore in mezzo all’azione: Mike Hammer, investigatore privato, è stato colpito da diversi proiettili e sta per morire. L’inizio frenetico stabilisce fin da subito che tipo di romanzo si sta per leggere. La narrazione è scarna, portata avanti da dialoghi che spesso cercano di essere semplicemente battute argute, mentre la trama è prevedibile nella sua risoluzione. Mike Hammer non è altro che la rappresentazione del Maschio Alfa per eccellenza: è intelligente, forte, non mostra le proprie emozioni e, nonostante sia stato ferito gravemente, riesce a tirarsi fuori da qualsiasi situazione soltanto perché lui è Mike Hammer. L’unico personaggio femminile, Velda, ha come unica caratteristica il fatto di essere una bellezza mozzafiato e, nonostante abbia la licenza da investigatrice e aiuti Hammer nel lavoro, viene sempre definita una segretaria.

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Jack Foley, mestiere rapinatore di banche, è appena evaso di prigione e ha pianificato tutto alla perfezione, ma un incontro con una federal marshal nel luogo sbagliato al momento giusto, cambia ogni cosa. Romanzo avvincente dalla narrativa incalzante, rimani incollato alle pagine per sapere cosa succederà alla fine. Ogni personaggio ha le sue motivazioni e i suoi difetti, ti ritrovi a sperare in un amore impossibile, tra due personaggi “morally gray”, che continuano a cercarsi, evitarsi, tentando di ritardare il più possibile quello che credono sia il loro destino. 

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Il detective Mike Hammer è vittima di una violenta sparatoria, in cui è dato per morto. Un medico alcolizzato lo salva in extremis, ma non c’è tempo per Hammer di riprendersi completamente: viene richiamato a New York, dove un amico, in punto di morte, gli confida il luogo dove un mafioso ha nascosto 89 milioni di dollari.

Comincia una caccia ricca di tensione al denaro, sfuggendo agli attentati della mafia (che vuole riprendere il denaro); fedele supporto in questa ricerca è l’amata Velda, assistente che rispecchia in parte il canone della bellezza mozzafiato dei romanzi hard boiled, aggiungendovi una brillante intelligenza e abilità investigative.

Un romanzo vecchio stile, dal ritmo al cardiopalma e con un finale che corona degnamente l’intreccio ricco di colpi di scena.

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Un rapinatore evaso dal carcere, Jack Foley, durante la sua fuga si nasconde nel bagagliaio dell’auto che lo deve portare lontano dal penitenziario, ma inaspettatamente lo deve condividere con Karen Sisco, uno sceriffo che è stato preso in ostaggio durante l’evasione.

Nel breve lasso di tempo trascorso insieme si crea tra i due uno strano legame, che li porterà a cercarsi anche nella caccia all’evaso messa in piedi da Karen. Nel frattempo Foley progetta di rapinare una villa insieme a una banda di ex detenuti, che però risultano essere violenti sbandati, molto distanti dal modo di agire di Foley.

Quest’ultimo incontrerà nuovamente Karen, in una notte in cui fingeranno che il loro futuro possa essere differente, ma l’indomani lei sceglierà di obbedire alla legge.

Romanzo scorrevole, dai dialoghi ben strutturati, non a caso poi trasposti in una sceneggiatura cinematografica.

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Mi è piaciuta di base la storia di Jack fuorilegge e Karen poliziotta, a tratti ho trovato anche dei passaggi divertenti ed esilaranti. Dovrebbero essere uno contro l’altro visti i loro “lavori” in realtà sono presi uno dell’altra, c e un continuo tira e molla, e molto spesso ho trovato come se i ruoli sì invertissero, come Karen diventasse fuorilegge e Jack un po’ più coscienzioso. Un mix bellissimo tra un libro poliziesco e un libro un po’ più leggero.

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Out of sight, mi sembra scritto più come una scenografia da film che come un romanzo, non entra nel profondo dei personaggi.

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Ci sono poche volte in cui la trasposizione cinematografica superi la versione cartacea di base, in questo caso forse siamo a metà strada.

La costruzione della storia sembra in certi punti più una sceneggiatura per la costruzione di fatti e luoghi di un film, i personaggi risultano verso la fine forse leggermente un po’ di più di quello che si richiede in giallo.

Ma in tutto questo il personaggio principale, Jack Foley, ci intriga sempre con quel piglio da cattivo ragazzo, ma con le sue regole che lo rendono unico tra i ladri.

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Il torneo letterario di Robinson è un'iniziativa curata da Giorgio Dell'Arti per conto di GEDI Gruppo Editoriale S.p.A.
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