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Le avventure di Pinocchio di Collodi
NewtonCompton

 

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Circolo di lettura di Robinson
di Como “I ragazzi del Liceo Giovio”
coordinato da Nicola D’Antonio
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“Le avventure di Pinocchio” è il vero romanzo di formazione. Tale formazione si attua su due livelli: a livello esteriore grazie a Geppetto, il quale dà la “forma” di uomo al pezzo di legno; e a livello interiore grazie alle “avventure” citate nel titolo. Collodi svela ai piccoli lettori che, per non rimanere dei semplici burattini e diventare vere persone, bisogna prendere coscienza delle proprie responsabilità: questo tramite il momento del negativo, dell’errore. Un libro che tutti dovrebbero leggere, anche gli adulti, i quali vi possono vedere riflesso il proprio vissuto.

Algabre Khevin Lorenz

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Il romanzo Pinocchio di Collodi è uno di quei libri che offrono alle giovani generazioni modelli etici per forgiare un’identità collettiva intorno ad alcuni valori civili condivisi. Pinocchio è un classico che ognuno di noi ha letto da bambino. Tuttavia la rilettura del romanzo di Collodi in età adolescenziale o adulta offre numerosi spunti interessanti.

Il libro racconta la vicenda del protagonista Pinocchio, scapestrato, curioso e sempre alla ricerca di uno scopo a cui ancorarsi, che alla fine di mille peripezie si redime diventando buono. Il ritorno all’ordine esemplifica il classico lieto fine e l’intero romanzo è incentrato sulla morale consolatoria della borghesia di fine Ottocento. Possiamo trovare infatti numerosi consigli saggi ed educativi (“non dar retta alle cattive compagnie”, “non ti fidare degli imbroglioni”, “I quattrini rubati non fanno mai frutto”, “la farina del diavolo va tutta in crusca” …). La ricezione del libro è però più complessa. La finalità educativa è infatti complicata dalla simpatia per l’istintivo spirito ribelle e le marachelle del burattino e il suo continuo passare dalla volontà di essere buono alla sua natura da monello.

Il romanzo è molto scorrevole, all’apparenza semplice, ma offre numerosi spunti di riflessione. Vengono evocate diverse atmosfere, grazie alla vena fantastica che permea l’intero libro.

I personaggi sono molto ben caratterizzati, quasi tutti presentati nel corso della storia come esempi da imitare, dal Grillo parlante ai fedeli servitori della Fatina, il Falco e il cane Medoro, il Corvo e la Civetta, al saggio Pappagallo, al Colombo, al Tonno. Il Gatto e la Volpe fanno eccezione: imbroglioni, truffatori e falsi invalidi, rappresentano il male che molte volte Pinocchio sceglie erroneamente al posto del bene.

Nel compresso è un libro che ho apprezzato e che consiglierei a tutti, non solo ai bambini, ma anche agli adulti, per capire più a fondo le morali contenute nei numerosi aneddoti di Collodi, che trovano manifestazione pratica nella vita di tutti i giorni. Pinocchio rappresenta un classico senza tempo, emozionalmente toccante e sempre attuale.

Silvia Mancassola

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Il libro “Pinocchio” mi è piaciuto moltissimo. La trama è interessante e mai noiosa, ricca di colpi di scena e situazioni surreali, che però hanno anche un importante valore simbolico. Collodi utilizza poche sequenze riflessive e descrittive, rendendo la narrazione veloce e ricca di eventi. Ho apprezzato molto questa scelta, perché rende il libro sempre avvincente, mai noioso e godibile. La vicenda narrata, conosciuta in tutto il mondo, è originale e creativa, senza mai cadere nel banale. I personaggi principali sono caratterizzati in maniera semplice, ma chiara e ad effetto, lasciando trasparire le caratteristiche della società moderna e offrendo, quindi, un importante spunto di riflessione personale.

Matteo Bionda

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Il romanzo “Le avventure di Pinocchio”, malgrado sia stato pubblicato molto tempo fa, conserva fascino e attualità, fornendo nozioni imperiture e sempre utili.

La figura di Pinocchio riesce a rappresentare molti ragazzi moderni, e le sue avventure dipingono perfettamente le marachelle che si vedono tutt’oggi.

La particolarità del romanzo sta nel fatto che, ogni volta lo si rilegge, anche in molteplici momenti della vita, si colgono sempre accezioni diverse e si imparano nuovi insegnamenti adattabili alla vita contemporanea. Collodi, con uno stile fiabesco, è riuscito a creare una storia esemplare, una storia di nascita, fallimento, maturazione e redenzione, che colpisce nel profondo di chi la legge. Introducendo con grande scioltezza le peripezie del burattino, il lettore viene inondato da situazioni comiche, tragiche e adrenaliniche, tutte con il fine di impartire un insegnamento morale. Nel libro sussiste l’armonia tra, lenti parti descrittive e scorrevoli momenti di avventura, creando un ritmo piacevole e quasi mai faticoso, anche grazie alla brevità del libro. I personaggi possono risultare stereotipati a primo impatto, ma Collodi riesce a renderli unici e particolari, ognuno differente dall’altro, e assolutamente fondamentali per il continuo del romanzo; ciò permette di notare come sia stato curato ogni dettaglio per ottenere un risultato così impressionante. L’unico personaggio che spicca e che presenta una vera e propria evoluzione nel corso della narrazione è ovviamente Pinocchio. La singolarità di questo romanzo sta nella sua duttilità, può essere inteso come una favola per bambini, ma anche come una fonte di precetti per gli adulti, un libro mai vecchio e mai banale dal fascino intramontabile.

Alessandro Trubbia

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Questo classico della letteratura per l’infanzia mi è piaciuto, perché ritengo che l’atmosfera e i personaggi siano molto particolari.

La narrazione, che per certi aspetti ricorda la fiaba, mescola elementi realistici e di vita quotidiana con componenti fantastiche e oniriche.

La lettura risulta scorrevole grazie all’uso di molti dialoghi e interessante per la varietà degli eventi descritti. Il forte messaggio morale al centro di questo romanzo è presentato in modo leggero e comprensibile da tutti.

Mattia Sala

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Le avventure di Pinocchio è un celebre classico della letteratura per ragazzi, ma non solo. Il romanzo nasconde infatti significati più profondi di una semplice favola, che lo rendono adatto anche ad un pubblico adulto. Racconta di un vecchio falegname chiamato Geppetto, che costruisce da un pezzo di legno un burattino, Pinocchio. Parla e si muove, proprio come un essere umano. Si rivelerà un bambino ribelle, fuggendo da casa e marinando la scuola, cacciandosi nei guai e frequentando le compagnie sbagliate. Cruciali nel racconto delle avventure di Pinocchio sono i molteplici incontri: con il gatto e la volpe, avidi ed egoisti, con il grillo parlante, con Mangiafoco e la Fata turchina, che cercherà di educarlo. Lo scrittore Collodi racchiude nel proprio romanzo un messaggio per tutti i lettori: il burattino ribelle deciderà infine di diventare buono ed ubbidiente, ricevendo in cambio le sembianze di un bambino reale. Imparerà dai suoi errori e scoprirà i veri valori dell’esistenza. La storia di Pinocchio rappresenta il viaggio del singolo alla conquista della propria umanità. Il percorso di un individuo, burattino degli eventi e del destino, che acquisirà infine una coscienza. L’elemento fantastico rende la storia leggera e surreale. Lo stile è piacevole e rende la lettura scorrevole, il lessico è semplice. Penso che tutti conoscano già la storia di Pinocchio, ma invito ad una rilettura più consapevole, per coglierne gli aspetti educativi e comprenderne a pieno la morale.

Chiara Gianoni

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L’attualità dei temi trattati nel romanzo “Pinocchio” sorprende sempre il lettore, adulto o bambino che sia. Dietro alle vivaci peripezie del noto burattino, si nascondono degli insegnamenti per nulla banali che l’autore vuole trasmetterci. Pinocchio veste i panni di un bambino che viene tratto in inganno diverse volte, ad esempio dal Gatto e la Volpe o dal suo amico Lucignolo, e che ogni volta cade nelle trappole ingegnate da malfattori travestiti da “buoni”. A causa della sua scelleratezza inizia un processo di degradazione che toccherà il fondo con la sua trasformazione in “asino”. Il Paese dei Balocchi, dove il protagonista prova un’effimera e apparente gioia, simboleggia il mondo immaginario in cui ogni bambino vorrebbe vivere, ma l’età delle illusioni finisce e poi la vita chiede il conto. Questo romanzo vuole insegnarci che, per crescere, non basta aspettare che gli anni passino ma bisogna seguire le regole, ascoltare gli ammonimenti delle persone più anziane che hanno più esperienza di noi e lasciare che la vocina nella nostra testa ci suggerisca la retta via.

Riconoscere e difendersi dai malfattori, senza perdere la spensieratezza infantile che accompagna ognuno di noi, seppur con una maggiore consapevolezza di noi e di ciò che ci circonda, per tutto il corso della nostra vita, è forse il concetto più importante che Collodi cerca di esprimere tra le righe.

Lingeri Parbati

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Pinocchio penso sia un elemento fondamentale nella vita dei bambini e degli adolescenti, perché aiuta a crescere e ad essere consapevoli del mondo e degli errori in un modo alternativo.

Si tratta di una metamorfosi fisica e psicologica, durante la quale ogni disavventura si trasforma in una insostituibile lezione di vita.

Chiara Di Giulio

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Rileggere Pinocchio da “grandi”? Sicuramente un’esperienza interessante e consigliabile.

Riscoprire questo caposaldo della nostra letteratura è stato, dal mio punto di vista, un vero e proprio viaggio all’insegna dei ricordi e un’opportunità per testare il progresso del mio spirito critico.

Proprio in riferimento all’ultimo aspetto citato, suggerirei a chi volesse imbattersi in tale “avventura” di prendere in considerazione che l’impatto di un’esperienza simile cambia il modo di vedere la storia.

Mi spiego meglio: da bambini si tende a considerare Pinocchio come un simpatico “combina guai” le cui peripezie suscitano stupore e incanto. Oggi come oggi, questo romanzo mi sembra una fedele allegoria del viaggio che è l’infanzia; viaggio certamente meraviglioso, ma anche faticoso, sebbene necessaria fase di transizione per affacciarsi all’età adulta. Pinocchio è una figura universale; tutti noi abbiamo avuto modo di indossare i suoi panni, di sbagliare, di essere forse troppo ingenui, ma alla fine l’importante è imparare dai propri errori come ha saputo fare lui.

Elena Colombo

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Ho trovato rileggere Pinocchio un’esperienza tanto meravigliosa quanto inattesa: riprendere le avventure del celeberrimo burattino ideato da Collodi a distanza di molti anni mi ha permesso di intraprendere un intimo dialogo con la mia controparte più giovane, un vivace ragazzino che, proprio come il protagonista del libro, intende divertirsi per tutta la vita e si annoia quando è costretto ad ascoltare i monotoni e stucchevoli insegnamenti dei “grandi”. La condizione in cui però mi trovo oggi, paragonabile a un limbo, una situazione intermedia, posta tra il festoso e ingenuo mondo dei bambini e quello degli adulti, invece più maturo e responsabile, mi ha permesso di inquadrare le peripezie di Pinocchio in una prospettiva tutta nuova. Rileggendo le angherie perpetuate dal Gatto e la Volpe nei confronti del protagonista mi sono subito venuti in mente casi di cronaca più che mai attuali, mentre il rapporto tra Geppetto e Pinocchio mi ha ricordato quanto devo ai miei genitori e ai loro insegnamenti. Ritengo quindi che il libro, oltre a essere un indubbio classico per l’infanzia, sia consigliabile a tutte le età e a tutti i tipi di lettori.

Daniel Nani

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A differenza del “Corsaro nero”, “Pinocchio” rimane ancora oggi un romanzo innovativo che ad ogni rilettura rivela aspetti e tematiche non notati prima. Non può essere definito propriamente un classico dell’infanzia poiché i giovani lettori, pur trovandolo piacevole, non riescono a comprendere la profondità dei temi (come il complicato rapporto genitore-figlio e l’ingratitudine e mancanza di responsabilità dei ragazzi) e i simbolismi in esso contenuti. Grazie alla semplicità e alla chiarezza dello stile il romanzo si rivela scorrevole alla lettura, accattivante e quindi adatto a ogni tipo di pubblico.

Matilde Tarantino

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Le avventure di Pinocchio è un romanzo per ragazzi che tratta delle tragicomiche peripezie del celebre burattino che tutti noi ben conosciamo. Un personaggio bizzarro che non sopporta la disciplina e chi tenta di fornirgli utili consigli. Il nostro protagonista passa così da una disavventura all’altra e ogni episodio si tramuta in una preziosa lezione di vita. Il racconto di Collodi scorre piacevole e leggero, accompagnando il lettore attraverso la crescita personale del burattino che intraprende il percorso che segnerà il passaggio dalla fanciullezza all’età adulta. Ci troviamo dinanzi ad un’opera meravigliosa che trae parte della sua grandezza proprio dalla sua imperfezione, insomma pare di essere di fronte ad una rappresentazione teatrale. Particolarmente ho apprezzata l’introspezione psicologica dei personaggi, talvolta così buffi, tristi o saggi, che tutti insieme, come per magia, danno vita ad un grande capolavoro.

Pietro Grassotti

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La storia di Pinocchio è senza ombra di dubbio una tra le storie più dense di significato della letteratura italiana, poiché è costituita da una vasta rete di simboli, personificazioni e significati nascosti che forniscono al lettore profondi spunti di riflessione. Tale caratteristica conferisce al romanzo grande flessibilità e attualità di genere, in quanto non è da considerarsi come un mero e semplice libro atto all’intrattenimento dei più giovani: Pinocchio è la dimostrazione che un classico è tale dal momento in cui è in grado di rappresentare non solo una singola generazione limitata unicamente alla propria epoca, bensì l’intera condizione umana, senza vincoli d’età e tempo.

Effettivamente, le avventure di Pinocchio ben rispecchiano la società tipica del periodo in cui l’autore scriveva, ovvero quella di una realtà post seconda rivoluzione industriale, dipinta spesso e volentieri come usurpatrice, approfittatrice, corrotta e violenta. Interpreti di questa realtà, infatti, sono numerosi personaggi che Pinocchio incontra, come il Gatto e la Volpe, il cocchiere del Mondo dei Balocchi e le autorità, figure perfide sempre pronte a ingannare e a sfruttare a proprio vantaggio le debolezze altrui. Collodi si rivolge direttamente ai lettori più giovani, questo è chiaro, tuttavia, ciò non implica in alcun modo banalità, ingenuità o scontatezza. Infatti, il fatto che nelle vicende del protagonista siano presenti in grande quantità sofferenza e miseria e considerato che l’infanzia non è idealizzata e descritta come una fase felice della vita, è possibile notare come l’autore abbia voluto indirettamente indirizzarsi anche ad un pubblico più ampio, ossia a tutti i lettori indistintamente, poiché gli insegnamenti e i temi presi in considerazione sono sempre validi.

Giudico questo romanzo estremamente attuale e coinvolgente, attraverso immagini dirette e parole semplici riesce in ogni modo a diventare specchio di una realtà spesso troppo difficile e complicata da spiegare. Pinocchio insegna a tutti noi che attraverso modesti valori ma basilari, quali l’amore, l’onestà e il duro lavoro si possono raggiungere i più nobili obiettivi e superare anche gli ostacoli più insormontabili.

Federica Bartolone

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Rivalutare Pinocchio con occhio critico e adulto non è semplice, ma è stato per me spunto di grande riflessione e un’occasione per conoscerne interamente la storia, che nella mia mente era limitata al classico della Disney.

Il celebre burattino, tanto amato dal suo babbo, il quale compie tanti sacrifici per dargli una vita da “bambino vero”, tanto raccomandato dalla sua coscienza a diffidare di chi promette facili ricchezze e a cui la bimba dai capelli Turchini ha dato non poche occasioni per diventare un ragazzino per bene, non segue mai in realtà la retta via, e si ritrova facilmente in situazioni molto pericolose perchè preferito l’ozio alla scuola. Il racconto di Collodi si è ramificato in noi sin da piccoli facendoci capire che le bugie hanno le gambe corte, e chi preferisce un’infanzia nel Paese nei Balocchi a una a scuola diventa un irrimediabile somaro facilmente manipolabile, come il Gatto e la Volpe facevano con Pinocchio ben prima che gli spuntassero le orecchie da asinello. La via dell’onestà è sempre la via migliore: nella mia mente questo è assolutamente un insegnamento della bontà della Fata Turchina, insediato da anni nelle testoline degli adulti di oggi. Pinocchio insegna a girare a largo dalle cattive compagnie e dare valore ai buoni consigli dei genitori che tanto ci amano, ma insegna soprattutto che per imparare bisogna sbagliare: solo così diventeremo dei ragazzini per bene-.

Lulja Delis

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A rileggerlo si scopre quanto ci sia molto di più di quello che appare. Sempre attuale. Bello e interessante.

Alice Ciceri

 

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Circolo di lettura di Robinson
di Livorno “L’avventura di un lettore”
coordinato da Valeria Cioni
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Le avventure di Pinocchio pubblicate fra il 1881 e il 1882, hanno divertito milioni di piccoli lettori. Per la speditezza dei dialoghi e il brio delle descrizioni di personaggi e luoghi, sono rilette volentieri anche dagli adulti. Fin dalle prime pagine siamo coinvolti da personaggi ben caratterizzati: Mastro Antonio e compar Geppetto con la loro lite, divertendoci, ci rivelano che la vera amicizia va oltre le offese e supera ogni ostacolo. Poi arriva Pinocchio. Un burattino...o una marionetta? certamente un bambino; è proprio come uno di quei marmocchi che nel corso degli anni hanno fatto inquietare i loro insegnanti e che una volta adulti si trasformano in lavoratori e genitori responsabili. Il libro è una vera opera d'arte: senza avere la pretesa di insegnare riesce a farci capire tutto.

Anna Malevolti

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Pinocchio resta un Classico per l’infanzia in qualità di grande romanzo formativo. Cominciando come racconto scoordinato, la storia si irrobustisce con la morte del burattino, riportato in vita dalla Fata, emblema di una figura materna tanto desiderata quanto disobbedita. Da qui resuscita anche il vero romanzo, dalle tinte gotiche e dai personaggi ambivalenti, come il protagonista. Questi acquista consapevolezza di sé solo di fronte alla morte, sino alla propria nello spiazzante finale, rinunciando alla durezza del legno e all’anarchia dell’infanzia per cedere alla tenerezza della carne e alle implicazioni della vita adulta.

Camilla Del Corona

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Le avventure di Pinocchio racconta il viaggio di un burattino che, attraverso le sue mille peripezie, scopre il proprio posto all’interno del mondo familiare ed esterno. Affetti e paure si materializzano nei diversi personaggi che Pinocchio si trova ad affrontare. Un libro che ha più di cento anni e continua ad essere attuale nelle sue tematiche universali.

Carla Querci

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Pinocchio è un romanzo che contiene tra le sue pagine tematiche molteplici e attraversa generi differenti. Durante le sue avventure il burattino di legno, nato dalla mano di Geppetto (e dalla penna di Carlo Collodi) conosce gioie e dispiaceri, incontra la morte per poi riapprodare alla vita, si scontra con personaggi da sfaccettature diverse e mutevoli, si forma e, alla fine si trasforma. Pinocchio non è un personaggio statico ma dinamico, i generi che vengono toccati vanno dal romanzo di avventura a quello di formazione, accarezzando anche l’horror e l’amore. Pinocchio rimane un testo da far leggere alle generazioni future e da rileggere nelle diverse fasi della vita.

Cecilia Caleo

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Pinocchio è un burattino che vuole diventare un bambino. Questa sua trasformazione avverrà attraverso l’allontanamento dalla casa paterna, incontrerà tanti personaggi dai diversi aspetti e caratteri. Pinocchio è un romanzo dedicato all’infanzia ma riesce sempre a stupire il mondo adulto.

Chiara Raspo

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Pinocchio non è un comune libro, ma una tradizione, una forma di identità (inter)nazionale, una costante dell’infanzia a cui ci si lega non solo per la sua prosa asciutta, ma per la voce che ce lo racconta e di cui ne abbiamo un ricordo tanto vago quanto indelebile. Pinocchio è uno di quei personaggi che ha trovato nel tempo forza e giovamento non tramite la fruizione silenziosa di chi legge in solitaria, per diletto o prima di andare a dormire, ma grazie alla narrazione orale che ricorda quella degli antichi aedi e cantori delle epoche passate fatte attorno al fuoco o al focolare domestico.

Claudio Fedele

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Trattasi di una favola in cui un pezzo di legno diventa un burattino e dopo una serie di peripezie si trasforma in un bambino vero. Libro è un classico della letteratura di infanzia pieno di simbolismi e di morale su come diventare una persona di buon cuore e di buon senso dopo aver sperimentato tutte le irrequietezze della gioventù. In esso il mondo degli adulti è pieno di pericoli per un bambino lasciato senza l’educazione e l’amorevole guida dei genitori.

Gabriella Merchianti

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In Pinocchio ciascuno legge se stesso. Collodi ha creato un mondo in cui tutti noi ci riconosciamo: bambini ribelli, avventurieri, birichini, che non vogliono andare a scuola, che si fanno trascinare sulla cattiva strada ma che mettono al primo posto gli affetti e che, alla fine, hanno un cuore grande. Nell’opera si scoprono anche tantissimi riferimenti, dall’immaginario popolare con i suoi proverbi, alle più grandi opere letterarie di tutti i tempi citate in chiave magica e attraverso gli occhi dei bambini. Pinocchio attraversa tutta la nostra cultura e la nostra letteratura e ci restituisce la memoria di chi siamo nel profondo.

Giulia Bertolini

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Ho apprezzato molto quest’opera soprattutto per l’attualità dell’ironia e del linguaggio. Pinocchio può essere definito una storia d’amore in quanto in tutta la lettura traspare l’affetto incondizionato di Geppetto, un sentimento che supera tutte le marachelle del burattino e tutte le difficoltà che si susseguono durante la storia. Geppetto resta lì speranzoso aspettando il ritorno di suo figlio, spende tutto quello che ha e cerca in ogni attimo di fare il meglio per lui. La ripetizione finale degli eventi fatta da Pinocchio, a pag.105, aiuta i bambini a capire meglio la storia e rivivere le emozioni suscitate, considerata anche la lunghezza del romanzo per un piccolo ascoltatore.

Giulia Campi

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Pinocchio parla non solo ai bambini, ma soprattutto a ragazzi e adulti. Il burattino indisponente, bugiardo, egoista, non è altro che la metafora del viaggio che ogni individuo compie per scoprire la propria identità. È un racconto inquietante, surreale e fantastico, con continue apparizioni di creature angoscianti, magiche. Personaggi e ambienti con il tempo si sono trasformati in potenti simboli divenendo modi di dire, termini di paragone. Arricchito di molteplici insegnamenti pedagogici, il finale è scontato, ma l’immagine del burattino inerme non può però che metterci tristezza.

Manuela Freschi

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Classico dell'infanzia per eccellenza, è una storia di formazione e di maturazione, universale. Un libro che parla ai bambini, ai ragazzi e agli adulti. Ricorre in tutta l'opera, ricca di spunti pedagogici, il valore imprescindibile dell'istruzione e di come questa ci renda liberi, oltre ad alti valori etici e morali. Indimenticabili i personaggi che Pinocchio incontra e il loro ruolo nella storia. È un libro che commuove ed appassiona, diverte ed istruisce; Pinocchio ci rappresenta nei suoi vizi e nelle sue virtù. Magnifico il lessico toscano di Collodi.

Maria Carla Rosano

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Pinocchio, capolavoro senza tempo, ha accompagnato l’infanzia di tante generazioni. Pinocchio fa sorridere, ispira tenerezza ma anche irrita con le sue infinite birichinate che sono la causa delle sue disavventure. È un libro che parla ai bambini, ai ragazzi, agli adulti e riesce ad educare e proporre modelli ed insegnamenti morali, di alto valore pedagogico, ironico, a volte satirico. È una storia di trasformazioni: da legno a burattino, il naso che si allunga, da burattino a ciuchino ed infine a bambino in carne ed ossa deciso ad aiutare il genitore vecchio e malato. Ci si affeziona a questo personaggio in continua evoluzione e trasformazione in grado, alla fine di imparare dai suoi errori. È un romanzo piacevole da leggere e rileggere in vari momenti della vita.

Michela Carlotti

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Rileggendo “Le avventure di Pinocchio” attraverso le lenti(sic) di un anziano non si può non essere ancor più colpiti dalla grande operazione culturale che Collodi è riuscito a  portare a casa. La capacità di fondere diversi registri narrativi dall’onirico all’immaginazione al realismo rende storia e personaggi, singolari e comuni al tempo stesso, senza pari nella letteratura per ragazzi. Pur risentendo di echi classici, oggetto di interpretazioni da manuale, Pinocchio cattura l’attenzione, distogliendoci dal fine didascalico, attraverso inedite similitudini, fantastiche e circostanziate descrizioni, dialogo arguto ed immediato. 

Paola Maria Bosio

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Libro universale che chiunque può leggere in qualsiasi stagione della vita. Parla di una realtà che ci assomiglia: vizi e virtù, tristezza e gioia, furbizia e ingenuità, sollazzo e malinconia: pinocchio è ciascuno di noi. Quando si trasforma in ragazzo, passando metaforicamente dalla fanciullezza alla maturità, perdiamo un amico cui abbiamo imparato ad affezionarci e, insieme, quella parte ribelle di noi che ha combattuto la propria battaglia contro il mondo degli adulti. Come romanzo di formazione scritto per educare un pubblico di bambini, l'intento non sarebbe andato a buon fine; l'unica pedagogia è infatti quella di strada. Sono gli adulti invece che possono cogliere qualche lezione e spunto di riflessione non moralistico ma esperienziale: pinocchio burattino rappresenta la natura dell'uomo; il bambino che uscirà alla fine, rappresenta invece ciò che l'uomo può essere

Paola Palumbo

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La forza di Pinocchio è la sua universalità e la sua continua attualità. Benché scritto in un toscano ormai obsoleto, il linguaggio arriva con tutta la sua forza e vividezza. Pinocchio è tutti noi, ognuno di noi è stato in un qualche momento Pinocchio: burattino, insofferente delle regole, ingenuo, incapace di valutare i rischi, ma capace di sciogliersi in un abbraccio affettuoso e sincero... insomma bambino! Pinocchio è una storia d’amore genitoriale e d’amore filiale, è un racconto di formazione, è una storia fantastica capace di rendere un grande realismo, nella descrizione della povertà e del dolore.

Valeria Cioni

 

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Circolo di lettura di Robinson
di Trapani “Lettori indipendenti – Libreria del corso”
coordinato da Teresa Stefanetti
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Il libro risulta ancora fresco e leggibile anche alla prova del tempo trascorso, la presenza di qualche termine arcaico e del gergo toscaneggiante suscita simpatia sia per i personaggi che per l’autore. Collodi ha l’enorme merito di illustrare perfettamente l’entusiasmo e la scapestratezza dell’infanzia e dell’adolescenza e al contempo la difficoltà di comprendere e credere agli adulti solo per quello che impongono di fare. Pinocchio fa sempre la scelta sbagliata, ne paga le conseguenze e impara dai propri errori, e solo così può diventare adulto. Mi sembra la migliore delle lezioni, senza alcuna retorica.

Concetta Barbera

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Ho letto "Pinocchio" per la prima volta da adulta. La mia bambina più piccola ne aveva ricevuto in regalo una bellissima edizione illustrata e io gliela leggevo la sera prima di addormentarsi.

Lei era affascinata dalle illustrazioni, mi ascoltava con grande attenzione e piuttosto che rilassarsi si eccitava.

Le vicende straordinarie del burattino Pinocchio la tenevano sulle spine e non si tranquillizzava fino a quando la disavventura non si risolveva per il meglio.

Io che conoscevo comunque la trama la rassicuravo ma non nascondo che quella lettura suscitava in me forti emozioni: un po' mi immedesimavo nella figura del genitore che ama in modo incondizionato il figlio, un po' mi immedesimavo nella parte del burattino bambino che nel suo approccio ingenuo alla scoperta del mondo si imbatte continuamente nella malvagità degli adulti.

Proprio per questo motivo a mio avviso è un libro che può essere letto a tutte le età: per i bambini rimane un fantastico libro di avventure, per gli adulti un'occasione di riflessione sull'abiezione del genere umano.

Ovviamente tra i due libri "Pinocchio" for ever!

Adriana Pollina

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"Le avventure di Pinocchio" di Carlo Collodi sono un classico della letteratura per ragazzi: le peripezie del burattino discolo e irrispettoso, che, continuamente diviso tra dovere e piacere, si caccia continuamente nei guai, non sopporta la disciplina, è ingrato, ma si pente subito dopo e vorrebbe rimediare per diventare un ragazzo “per bene”. Così da una disavventura all'altra, da una bugia e a un pentimento, ogni episodio si trasforma in una insostituibile lezione di vita.

Sara (Rosaria) Amico

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Mi aspettavo che la rilettura in età adulta di un grande classico come Pinocchio mi avrebbe portato verso nuove ed importanti interpretazioni contenutistiche. Purtroppo devo ammettere che non è stato affatto così e non riesco neanche a spiegarmene il motivo. Non so se ciò sia dovuto ad una massiccia esposizione nel corso degli ultimi anni della storia (cartoni animati, innumerevoli film, opere teatrali a distanza ravvicinata) oppure alla mia sempre più crescente refrattarietà verso il genere fantastico.

Quello che ho davvero gradito è stato il registro linguistico del romanzo: un italiano semplice e pulito, piacevolissimo da leggere. Una vera e propria goduria.

Noemi Caruso

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Adoro questo libro. Mi diverte sempre rileggerlo, guardare con un sorriso alle piccole grandi monellerie del burattino, sapendo che il finale sarà certamente lieto. Non è stato semplice fare una scelta tra i due testi proposti, perché ambedue sono racconti di formazione, di crescita in cui i due protagonisti, alla fine, risultano più maturi e più saggi. L’atmosfera fiabesca e magica di Pinocchio mi ha sempre attratto (forse il film di Comencini ha avuto un ruolo determinante), mi ha coinvolto ed emozionato. Rileggendolo adesso, ho fatto più caso al linguaggio e, soprattutto, all’ironia non tanto velata di Collodi (divertente la morale che egli stesso pose alla fine di ogni fiaba della raccolta I racconti delle Fate). Libro per bambini, ma anche per i più grandi, che ogni tanto farebbe bene rileggere.

Loredana Marchingiglio

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La storia del burattino umanizzato, burlone, bugiardo e un po’ scapestrato, mantiene la sua modernità ed accompagna, ancora oggi, i bambini nel loro percorso di crescita, senza perdere la sua efficacia narrativa. 

Noemi Genovese

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Non stanca mai, leggero, coinvolgente con personaggi non tanto così improbabili oggi (con le giuste correzioni); ognuno di noi potrebbe riconoscersi a volte nel lupo a volte nel grillo parlante a volte nel protagonista.

Sei sempre messo in condizione di scegliere tra il bene e il male; è pieno di speranza, tutti possono sbagliare ma possono redimersi fino all’ultimo. Sempre bello, dà serenità.

Giovanna Messina

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Il torneo letterario di Robinson è un'iniziativa curata da Giorgio Dell'Arti per conto di GEDI Gruppo Editoriale S.p.A.
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