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Bomba atomica di Roberto Mercadini
Rizzoli

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Circolo dei lettori del torneo letterario di Robinson
di Perugia “LaAV”
 coordinato da Carlo Floris
Under 45

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Una ricostruzione appassionata della più potente arma mai realizzata dall’uomo contro l’uomo, quella scritta da Roberto Mercadini sulla bomba atomica. Analisi attenta di vite che si incrociano durante lo stesso periodo storico: l’ascesa al potere di un uomo insignificante (Hitler), la formazione filosofica di un genio (Wittgenstein), la carriera scientifica di un futuro Nobel (Fermi), la vita distrutta degli hibakusha, cioè le persone che hanno subito l’esplosione a Nagasaki e Hiroshima e la reazione di alcuni di loro.

Carlo Floris

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Un racconto che ha l’ambizione di presentare uno degli eventi più tristemente noti della Storia dal punto di vista dei fisici coinvolti nella realizzazione della bomba atomica. Il Caso diviene uno dei protagonisti insieme a Fermi e ai suoi.

Buona l’idea, ma l’intera struttura non sempre regge in maniera convincente il progetto iniziale.

Elisa Amadori

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In questo libro l’autore riesce a raccontare in maniera originale fatti storici o eventi biografici che riguardano i vari protagonisti (Hitler, Fermi, Truman, Oppenheimer, Bohr, Einstein…) che hanno avuto un ruolo chiave nella vicenda della bomba atomica.

I capitoli sono brevi e per questo il libro scorre velocemente…io che non capisco quasi nulla di fisica, ne sono rimasta affascinata e questo la dice lunga! 

Non conoscevo l’autore…credo che mi andrò a vedere un po' dei suoi video su youtube!!!

Sara Volpini

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Un libro inaspettato, letto senza mai staccare gli occhi dalle pagine. Mercadini ci fa appassionare alla storia (seppur con un fine largamente conosciuto e tragico) e alla fisica! Ideale anche per una lettura ad alta voce che cattura l'ascoltatore, magari un ragazzo che sta studiando fisica a scuola, sarebbe a mio avviso, una vera scoperta per ciò che sta imparando.

L'autore ci narra una storia di fraintendimenti, di errori, di uomini di scienza che hanno intrapreso il viaggio alla scoperta della bomba, in modo contradditorio.

Ci si appassiona capitolo dopo capitolo grazie anche alla scrittura semplice e fluida.

Assolutamente un buon libro!

Rossella Venegoni

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Circolo dei lettori del torneo letterario di Robinson
di Perugia “LaAV”
 coordinato da Carlo Floris
Under 60

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Un romanzo storico, filosofico, politico, fisico-scientifico, umoristico, dissacrante e tanto altro ancora... L’autore è riuscito a condensare, dal suo punto di vista, fatti storici documentati, personaggi più o meno famosi realmente esistiti in un racconto che, a volte, si fa fatica a seguire ma che, con uno stile fresco e ironico, risulta accattivante e per niente noioso.

La protagonista è la bomba atomica e tutti coloro che lavorano alla sua costruzione, decidono del suo utilizzo e deflagrano insieme ad essa.

Colpisce, in particolare, il finale luminoso: due personaggi, all’apparenza inutili e sconosciuti, sopravvissuti allo scoppio della bomba, riemergono dalle ceneri del disastro nucleare, rifiorendo grazie a “... qualcosa che si ostina a mantenersi vivo, pur circondato dalla morte, che si ostina a mantenersi assennato, pur circondato dalla follia”. La nuova protagonista diviene, così, la voglia di vivere oltre ogni tenebra di morte.

Luisa Lanari

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Roberto Mercadini ci racconta in Bomba atomica storie, che contengono storie e che partono dalla Storia del lancio della bomba atomica su Hiroshima del 6 agosto del 1945, con centosessantaseimila vittime.

Un viaggio di oltre 50 anni che racconta di una storia di guerra che allo stesso tempo è una storia di scienza, ma è anche una storia piena di follia e di stupidità.

Un monologo drammatico, ma anche vivace con pennellate ricche di ironia, che diventa storia corale, tra azioni governate dal destino a altre influenzate dal caso e dall’errore.

Un intreccio di protagonisti e di retroscena, passando da un Enrico Fermi di 3 anni e un Adolf Hitler di 15 anni, dove la sorpresa non sta nel finale, ma nei singoli passaggi.

Annamaria Gotti

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Circolo dei lettori del torneo letterario di Robinson
di Perugia “LaAV”
 coordinato da Carlo Floris
Over 60

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Ho trovato l'inizio un po' dispersivo, soprattutto per la fatica di tenere insieme il filo delle differenti storie parallele. Poi ho cominciato a vedere queste storie come le tessere di un jigsaw puzzle da ricostruire pezzo dopo pezzo, anche se il risultato finale è comunque scontato e conosciuto. Con il procedere della lettura il libro si sviluppa in un ritmo più serrato, incalzante, e diventa avvincente come un poliziesco. Ho molto apprezzato l'uso di metafore accattivanti e azzeccate, in particolare quelle impiegate per spiegare fenomeni di fisica quantistica alquanto complessi e indigesti. Direi che il libro ha anche una discreta valenza didattica.

Laura Guarino

 

La lettura di questo testo è stata piacevole, ma mi ha ispirato alcune perplessità.

Ho trovato non sempre comprensibile la scelta di dedicare molto spazio alle storie personali (che poi si occupano molto dell’infanzia e dell’adolescenza dei personaggi, e molto meno di altri periodi). In particolare mi è sembrato superfluo ricorrere ad alcune vicende della biografia di Wittgenstein per esemplificare il punto di vista di Mercadini su ciò che espone. Credo che l’inserimento di questo personaggio dietro le quinte sia in contraddizione con il principio secondo il quale “tutto quello che può essere detto, può essere detto in modo chiaro”, che sembrerebbe un’idea guida del racconto.

Ho poi alcune riserve su alcune tesi del testo.

Per esempio non sono d’accordo con l’idea che la storia si muoverebbe con la forza e la determinazione di un destino beffardo (o di qualcuno per lui); e quello che mi lascia più disorientata è il “qualcuno per lui”.

Claudia Delfino

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Ho trovato il libro avvincente e ben articolato. Si percepisce che l'autore, pur avendo abbandonato la sua precedente carriera, ha una formazione ingegneristica, ma è riuscito a trasformare una materia che generalmente si presta alla divulgazione scientifica in un romanzo avvincente (anzi in tanti romanzi convergenti). Il metodo di partire da lontano e percorrere sentieri apparentemente scollegati, ma che passo dopo passo si intersecano giungendo inconsapevolmente ad un effetto finale mi fa pensare agli schemi utilizzati per le analisi di incidenti che si utilizzano nell'industria: in genere si parte dall'incidente e con una serie di passaggi si risale alle cause radici che hanno provocato l'evento. L'autore ci ha accompagnati nel senso opposto: dalle cause radici all'evento finale. Come dire che non possiamo sempre prevedere gli effetti delle nostre azioni.

Franco Monticelli

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Ho trovato questo libro molto piacevole. Mi sembra che l’autore, che è tra le altre cose anche un ottimo divulgatore scientifico, scelga di mettere in luce, con una tesi semplificata, certo, e con una scrittura un poco romanzata, le responsabilità personali dei personaggi chiave di quel momento storico: politici e Premi Nobel per la fisica in particolare, le cui decisioni e strategie finiscono per portare all’orrore indicibile; ma ci parla anche delle scelte casuali, gli illusionismi della comunicazione, i labirinti del linguaggio, il pensiero, dove genio e follia sono costantemente in connessione. A fare da contraltare la tenacia dell’animo umano che può superare qualunque cosa, anche l’esperienza della bomba atomica. Fa da leitmotiv la filosofia di Wittgenstein, da cui prendo a prestito una citazione presente nel libro: “Questo libro pieno di vita – non come un essere umano, ma come un formicaio”.

Daniela Delfino

 

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Circolo dei lettori del torneo letterario di Robinson
di Treviso “5 del 42”
 coordinato da Laura Pegorer
Under 60
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‘Bomba atomica’ non mi ha convinto, non si può non notare una scarsa sensibilità dell’autore.

Roberta Zanatta

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Questo libro di Mercadini ripercorre, partendo da lontano, la storia della genesi della bomba atomica fino al suo catastrofico utilizzo narrando anche la storia di due sopravvissuti. La narrazione si divide in momenti tragici, divertenti, quasi fotografando passo passo gli eventi che portarono alla data del 6 agosto 1945 e i personaggi che la agirono. A parte le dissertazioni scientifiche che ne appesantiscono la narrazione, il libro scorre agevolmente e ci racconta uno spaccato di storia recente e mette in luce come le circostanze casuali governino gli eventi e ne guidino il percorso.

Mara Paladini

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Circolo dei lettori del torneo letterario di Robinson
di Treviso “5 del 42”
 coordinato da Laura Pegorer
Over 60
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Sono giorni che cerco di trovare parole adatte per dire onestamente ciò che penso. Il libro è “forse” tecnicamente corretto (anche perché quando si addentra in spiegazioni specifiche, non è facile seguirlo) ma non toglie o aggiunge nulla a ciò che abbiamo già studiato, tranne alcune piccole chiose filosofiche.

Eugenia Mungari

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Visione differente su un argomento davvero tragico, evoluzione degli eventi a tratti sconcertante e cronologia dei fatti chiara e lineare, il tutto intervallato con episodi di vita comune narrati senza eccessi di emozioni.

Un lungo monologo che avrei preferito fosse spezzato da dialoghi più frequenti, a volte il linguaggio è fin troppo formale (“Udite, udite?…”).

Da un lato ero curiosa di arrivare alla fine, dall’altro temevo un finale sdolcinato, in realtà il libro termina lanciando un messaggio positivo sull’importanza dell’unicità umana: “… forse il mondo è nelle mani di persone come queste; più luminose di ogni deflagrazione, più ardenti del fuoco, più audaci degli dèi”.

Marta Marcazzan

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Diversamente (da Calabresi) Mercadini amplia di molto la sua indagine, tratta numerosi eventi di respiro mondiale, salta da narrazioni biografiche a quelle della grande Storia, parla di scoperte scientifiche, di strategie politiche, di popoli, di singoli personaggi, di uomini e donne scienziate, più noti i secondi che le prime nonostante la loro grandezza, di… e lo fa con una prosa a mio parere troppo avvincente quasi a sedurre il lettore.

Non so quali siano le fonti di Mercadini, devono essere molto ben documentate se riescono a riportare perfino i sogni di un giovane Hitler innamorato o l’inconscio di un altrettanto giovane futuro presidente americano!

Tiziana Niero

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Stile colloquiale per raccontare le storie dei protagonisti, Hitler, Fermi, Truman responsabili di eventi in cui sono entrati quasi per caso, per una serie di circostanze a volte per errori propri o altrui. La bomba diviene metafora dell’ambiguità del linguaggio, della difficoltà della sua comprensione, non solo in ambito scientifico. Diviene però anche un’occasione per rivoluzionare la propria vita per renderla migliore, ne sono testimonianza due vittime di Hiroshima che attraverso l’orrore e il dolore delle loro ferite non cancellano l’attenzione per l’altro riscoprendo, nel disastro della guerra il valore della vita. 

Nat Mungari

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Storia della realizzazione e dell’esplosione della bomba atomica nella Seconda Guerra Mondiale. La narrazione si dipana seguendo le vicende dei molti personaggi che in varia misura saranno coinvolti nel progetto. Queste storie, piccole e grandi, andranno a confluire alla fine nel tragico evento. Vi è poi una parte finale in cui si racconta la vita di due sopravvissuti all’esplosione.

Il libro sembra pronto per una trasposizione teatrale e forse per questo sembra voglia accattivarsi il lettore/spettatore indugiando nella casualità degli eventi e in descrizioni curiose e in particolari poco edificanti di personaggi storici, riuscendo così a banalizzare una scoperta che se è stata devastante nel suo primo utilizzo è stata altresì fondamentale nello sviluppo di nuove conoscenze.

Laura Mosele

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Nobile letteratura di intrattenimento: genere ormai diffuso che si pone a debita distanza da quella di consumo e lontanissima da quella cosiddetta alta, ne abbiamo un esempio perfetto con questo non-romanzo, non-saggio, non-testo teatrale (forse monologo in versione Extra Large?) però un qualcosa in cui la narrazione è tutto, la forma è poco complessa, la letteratura incontra la comunicazione di massa: tutto scorre veloce e per immagini ed è un vero ibrido, connotato del genere di cui sopra. Mescolare Scienza e Wittgenstein (usato come serbatoio di frasi), quanti e Ariosto, Hitler e Heisenberg, l’importante è piacere.

Non importa se le cose vengono ripetute 2, 3 o 4 volte, cambiando gli aggettivi, ma non il senso (A pag. 56: “Il grigio, pacato, posato ometto del Missouri innalza un’orda di ingiurie multicolori, fluorescenti, fiammeggianti, arcobaleni di furia, frenesie di fosfori, latrati iridescenti di dominio”.) horror vacui? timore del libro sottile? Esperto Treccani di Sinonimi e contrari? La narrazione - è indubbio- procede, la rapidità non annoia e il presente (non un presente riflessivo alla Del Giudice) è un presente che ti porta in medias res, nel mezzo della Fabula. Ah perché c’è pure un lieto fine, dimenticavo.

Mercadini crea sin dall’inizio immagini filmiche coinvolgenti, ad es. i due fratelli Fermi, con il brillante da un lato e il debole dall’altro, per prepararci al capovolgimento successivo. Pathos da youtuber?

Certe descrizioni gli vengono facili; l’esperimento della bomba, trasformata in un essere vivente “ricoperto di pustole ed efelidi”, rende.

Insomma rispetto al neutrale e veritiero Calabresi questo Mercadini è pirotecnico e caleidoscopico, frizzante e euforico. (Ops, contagioso?)

Tuttavia alla fine della lettura, provati da tutte queste doppie versioni dei fatti e dai sensi che si biforcano, non sappiamo se c’è rimasto qualcosa, dentro, se non una prova di palingenesi dei fini, quando Mercadini cita l’abusato Ludwig così: “C’è una frase di Wittgenstein che dice: “Nella vita, come nell’arte, è difficile dire qualche cosa che sia altrettanto efficace del silenzio”.

Ma Mercadini ha fatto solo copia e incolla, purtroppo.

Laura Pegorer

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Circolo dei lettori del torneo letterario di Robinson
di Pontedera “LaAV”
 coordinato da Maria Rolli
Under 45
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Personalmente io non conoscevo come scrittore Roberto Mercadini e nemmeno i suoi libri, Bomba Atomica è secondo me un libro che contiene una varietà di generi: passiamo dalla storia, alla scienza, alla poesia, all’ ironia, alla filosofia, è un libro che nonostante la tematica che affronta, è scritto con molta leggerezza, crea curiosità anche durante la lettura dei vari capitoli anche solo per i vari titoli, pone al lettore diversi spunti di riflessione; si rivolge al lettore in modo molto colloquiale, è scritto con un linguaggio molto fresco, moderno e non antiquato.

Sicuramente è un libro per adulti, nulla vieta potrebbe essere un libro anche per ragazzi più grandi; quindi è un libro che nonostante non sia tra i generi che leggo generalmente, mi è piaciuto.

Giulia Cacelli

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Mercadini è stata una piacevolissima scoperta, la sua sapiente penna mi ha letteralmente travolta, è da tempo che leggo -per pura casualità- libri sulla seconda guerra mondiale e con Bomba Atomica ho potuto continuare su quella linea. La narrazione lineare, limpida, è così nitida che sembra di essere lì. Una suspense mi accompagna sin dalla prima pagina, da quando con chiare linee vengono presentati i personaggi e l’ideatore della bomba atomica, un uomo con un’intelligenza sopra la norma sì, ma con tante caratteristiche che lo rendono umano, quindi anche debole. 

Il libro è un confronto aperto tra morte e vita, bene e male, arguzia e disperazione, dolore e gioia. 

Benedetta Basile

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Il racconto delle vite di menti brillanti del passato, completamente diverse tra loro, che man mano si intrecciano con la storia della bomba atomica, avendo come denominatore comune l’uso del linguaggio. Libro sorprendente, narrazione fluida e leggera che riesce a catturare il lettore dall’inizio alla fine. Molto adatto a mio parere ad essere letto ad alta voce, ha la capacità di raccontare una delle più grandi tragedie della storia in modo semplice ed avvincente.

Panos Kechagiopoulos

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Saggio? Romanzo? Biografia? Testo filosofico o scientifico? Sceneggiatura teatrale? È forse tutto questo insieme ma, in verità, è uno stile unico nel suo genere: ipnotizzante e ritmato come una pellicola di un film d’azione e intimo e emozionante come una poesia... forse alla fine è una indagine sull’umano e su come venga influenzato dal binomio casualità- causalità. Viene voglia di regalarlo e condividerlo. 

Elena Ciampi

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La storia della bomba atomica vista da un’altra prospettiva. Mercadini ci catapulta nell’intreccio delle vite di fisici, filosofi e militari, facendoci conoscere ogni personaggio che in qualche modo, proprio come il filo di un tessuto si unisce ad un altro per creare una stoffa, è legato alla nascita di questo ordigno portatore di morte ed orrore. La scrittura è fluida, piacevole, mai banale, e scorre bene nonostante i tanti accenni di fisica, grazie alla sua capacità di rendere semplici anche le cose più complesse.

Laura Brunetto

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Circolo dei lettori del torneo letterario di Robinson
di Pontedera “LaAV”
 coordinato da Maria Rolli
Under 60
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Questo libro che è un ibrido, un po’ saggio un po’ romanzo, ha un incipit folgorante che ti risucchia nella storia, vocabolo che come scrive lo stesso Mercadini è sinonimo sia di verità che di menzogna. Racconta, con una scrittura sapiente, capace di svelare i suoi meccanismi, e talvolta con toni ironici, i fatti che hanno portato alla bomba atomica, ma ci parla in realtà di linguaggio e di come ogni frase abbia due significati, come ogni cosa possa essere interpretata in modi diversi e di come da questa interpretazione a volte scaturiscano conseguenze inimmaginabili. Racconta anche di personaggi molto noti come Hitler, Fermi, Bohr, Harry Truman, e meno noti come Oppenheimer o del tutto anonimi come tal Toshiko. Pagina dopo pagina conosciamo gli uomini che hanno contribuito all’orrore di un’arma nucleare che ha fatto milioni di vittime e ci vengono svelate le casualità che li hanno condotti, talvolta loro malgrado, ad essere artefici di un tale abominio. “A volte gli eventi sembrano seguire traiettorie talmente contorte e stravaganti da risultare, di fatto, imprevedibili. Un po’ come accade per le particelle elementari”.

Maria Rolli

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Il libro, sebbene scritto in ottimo italiano e sicuramente frutto di una lunga e rigorosa ricerca storica, non offre al lettore/trice nessuna modalità di penetrare a fondo nella vicenda narrata. Alcune pagine risultano soltanto un elenco puntuale di fatti ed eventi ma la trama raccontata non risulta a mio parere né avvincente, né fornisce informazioni nuove sui fatti narrati.

Disturba anche un certo senso di velata ironia che talvolta traspare dalle parole dell’autore e del tutto irrilevante la tecnica del rivolgersi direttamente al lettore, tecnica che però non serve a catturarlo ma bensì ad allontanarlo ulteriormente. Interessanti soltanto alcuni spunti biografici rispetto a personaggi famosi che però non definiscono meglio i personaggi ma rimangono soltanto a livello di curiosità di livello molto superficiale.

Lucia Mennella

 

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‘Quando gli chiedevano a cosa servisse la filosofia, Wittgenstein rispondeva: «Mostrare alla mosca la strada per uscire dalla bottiglia». Ecco, seguendo il racconto, se considerate le storie dei vari personaggi, li vedrete entrare senza esitazione in qualcosa che poi finirà per tenerli a lungo prigionieri’ una faccenda più grande di loro, da cui non riescono a uscire’. Bomba Atomica è questo, il racconto di come i personaggi le circostanze e le coincidenze abbiano concorso a fare deflagrare la Grande Storia nell’esplosione di Hiroshima e Nagasaki. Lo stile snello e veloce di Mercandini rende la lettura piacevole, seppur non originale. 

Rosita Ambrosio

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Un libro che colpisce per il modo diverso che ha di raccontare un evento storico tristemente noto. Lo fa delineando la figura di uomini (Fermi, Hitler e Truman, per citarne alcuni) che in modo diretto o indiretto sono stati coinvolti nel tragico evento. Ma lo fa anche mettendo al centro contemporaneamente la parola. Filo conduttore, figura ricorrente e per me fondamentale nella narrazione è il filosofo Wittgestein, padre della filosofia del linguaggio. Ed è proprio pensando alla funzione che Wittgestein attribuisce alla filosofia - mostrare alla mosca il modo di uscire dalla bottiglia - che il libro mostra come tutti questi uomini finiscano in eventi che li terranno prigionieri a lungo. “Tutto quello che può essere detto, può essere detto in modo chiaro” Un concetto che trovo perfetto anche per la situazione che stiamo vivendo attualmente e su cui si dovrebbe seriamente riflettere, per cominciare ad individuare la strada per uscire dalla bottiglia.

Manuela Nazzaro

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Come dice l’autore questo “non è né un romanzo né un saggio”, e allora cos’è? È un racconto di qualcosa che probabilmente l’autore, e non solo lui, ancora stenta a comprendere o accettare e per questo ha voluto analizzare tutte le situazioni che hanno portato a quell’evento: lo sgancio della bomba atomica non una ma due volte su esseri viventi impossibilitati a difendersi e sembra, a mio avviso, che l’autore cerchi di trovare una spiegazione dell’atto finale che sia “accettabile”. Il racconto, di un’atrocità mi viene da dire, si sviluppa con uno stile leggero ed ironico affrontando temi complessi, tessendo una trama ad incastro dove tutti i tasselli gradualmente vanno al loro posto. La lettura è gradevole e fluida sebbene i contenuti non siano proprio così facili da trattare. Siamo al limite tra ciò che effettivamente è accaduto e ciò che sarebbe potuto accadere ma non lo è stato, attraverso questo andare avanti e indietro nel racconto ripescando di continuo persone, pensieri e fatti, Mercadini è molto bravo a non cadere nel “se fosse stato” lo sfiora soltanto con superba ironia. Davvero una buona lettura.

Enza Scotto

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“Bomba Atomica”, “un libro che non è né un romanzo, né un saggio” come precisa l’autore, può essere letto come un lungo racconto attraverso il quale ci viene mostrato come sia stata scritta una delle pagine più brutte nella storia dell’Umanità. Quello che trovo sorprendente in questa narrazione è che si tratta di una storia il cui finale è tristemente noto a tutti, eppure non si riesce a staccarsi dalle pagine. La lettura è scorrevole e veloce, nonostante la rilevanza e la complessità degli argomenti trattati: l’autore scivola via con abilità tra concetti di chimica e di fisica quantistica, utilizzando similitudini e metafore semplici, di facile comprensione, destreggiandosi tra pannocchie e popcorn, senza mai sminuire la portata delle scoperte scientifiche che avrebbero cambiato la storia del mondo. Tutti gli attori più importanti che si sono mossi sulla scena geopolitica del momento, contribuendo alla realizzazione della bomba, ci vengono presentati attraverso il filtro dell’autore che non lesina commenti sarcastici per sottolineare la mediocrità di coloro che sono giunti al potere grazie ad incredibili coincidenze storiche, grazie al “destino”, senza avere meriti o abilità. Forte anche il sarcasmo con il quale redarguisce chi ha dato il potere a coloro che erano indubbiamente i meno adatti a gestirlo, «c’è un proverbio che recita: “Fra i ciechi, l’orbo è re”. Come dire che anche chi ha limiti evidenti può primeggiare, se gli altri hanno limiti ancora più grossi.» Mercadini, attraverso un minuzioso lavoro di ricostruzione, ci racconta l’infanzia e le tappe fondamentali della vita di uomini che hanno davvero fatto la storia, muovendosi sulla scacchiera di un periodo storico tormentato dalle guerre. A ciascuno di loro l’autore riesce a conferire una caratterizzazione, uno spessore che, nel bene e nel male, ce li mostra diversi da come li abbiamo immaginati leggendo libri di storia. Non posso dire di aver provato empatia per nessuno di loro, mi è parso però di essere lì, di vederli agire, di conoscerli tanto da intuire le loro prossime mosse. Il forte messaggio di speranza che l’autore trasmette a conclusione della narrazione è sicuramente apprezzabile, forse, però, un tantino stereotipato. Lo farò sicuramente leggere ai miei figli adolescenti.

Cinzia Di Luzio

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Il tono e lo stile colloquiale, non mi inducono a definire il testo Bomba Atomica, un libro ma una splendida ed interessantissima lezione che cattura per ore l’attenzione degli ascoltatori tenendola sempre viva e partecipe. La lunga lezione induce a ricercare e ad approfondire qualche notizia storica sebbene il testo sia minuziosamente fornito di dati e documenti. Quella che definisco una lunga e coinvolgente lezione mi sembra tenuta da un eclettico ed eccellente professore di cui riesco ad immaginare e a udire perfino la voce modulata e mai noiosa e pesante. La voce è chiaramente maschile (al di là dal sapere già che l’autore è un maschio) poiché il punto di vista è tipicamente maschile nonostante il rispetto che l’oratore nutre verso le donne scienziato. Ps Dopo avere letto il libro, ho ricercato su youtube l’autore e non avrei saputo immaginarlo in modo differente né fisicamente né come voce. Corrispondeva perfettamente a come lo avevo pensato.

Anna Maria Agostino

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Un libro da leggere in tutte le scuole. È vero, come dice l’autore “non è un saggio, non è un romanzo”; è semplicemente un bel libro, pieno di notizie, di fatti, di riflessioni di emozioni. Un libro che parte dalla conoscenza di uomini importanti, scienziati, uniti in un unico obiettivo che è scoperta ed inganno nello stesso tempo: la bomba atomica. Un libro in cui la causalità diventa filo conduttore di una quasi normalità che si rivela fatale per 166mila persone che muoiono perché la causa diventa tristemente effetto.

L’emotività dell’autore la trovo nelle parole “non so raccontare”166mila persone che muoiono” in queste parole si sente tutto il coinvolgimento, la tristezza, la rabbia, il dolore per quanto successo; l’intelligenza diventa mezzo inconsapevole di morte la scoperta diventa strage. L’autore che all’inizio racconta quasi distaccato le diverse facce della stessa medaglia e con dovizia di particolari, le situazioni che si vengono a creare, alla fine parla col cuore, e rapisce il lettore nella sua totalità.

Candida De Marco

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Quello che colpisce da questo libro - la bomba atomica - è Il gioco sottile che unisce tanti personaggi in una fusione di parti ed i ruoli che incatena un meccanismo, dove l’autore dà la possibilità di trovare per loro circostanze per non farli colpevoli delle loro azioni. ma fa emergere la casualità. Delle loro vite in situazioni a parer mio dove sono colpevoli. libro da leggere attentamente.

Salvatore Papaianni

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Libro di notevole interesse che intreccia tre piani fondamentali dell’essere umano: la Storia, le relazioni interpersonali, la comunicazione. Parafrasando De Gregori “La Storia siamo noi”, Mercadini ci porta nel passato della vita dei protagonisti del racconto per farci capire oggi come sia stato possibile usare una bomba di distruzione di massa per ben due volte e uccidere un numero talmente elevato di morti che lo stesso scrittore ha fatto fatica a riportarlo per iscritto sulla carta.

E ancora, lo scrittore mettendoci di fronte all’orrore sottolinea che la gestione di tutto quel che accadde è stato pianificato da scienziati conformi negli obiettivi della ricerca per fini umanitari, beneficiati dai Premi Nobel.

Allora dove cercare la causa madre di una sfilacciatura che nel tempo si è formata quasi in modo inconsapevole? Nel libro, ogni tanto, troviamo delle citazioni di Wittgenstein che nel ventesimo secolo diede i contributi più alti in merito al linguaggio, la logica e la metafisica senza tralasciare l’etica, il modo cioè in cui noi dovremmo agire nel mondo.

Da ex insegnante mi sento di consigliarne la lettura a tutti gli studenti delle Scuole Superiori. 

Margherita Di Francesco

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Tutti conosciamo come è andata a finire la storia della bomba atomica ma leggere il come e il perché narrato da Mercadini è qualcosa di straordinario. Un racconto il suo analizzato da diversi punti di vista originale e mai scontato.

Anna Scerra

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Grandi lettori
di Robinson
Under 30
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Il libro ha uno stile fresco e scorrevole rispetto a quanto ci si aspetterebbe dall’argomento esplicitato dal titolo.

Il narratore sembra poter interloquire con il lettore, richiamandolo spesso nel corso del racconto. 

Evidente è la volontà di rendere partecipe in tutto e per tutto il lettore, fornendogli nozioni di chimica e di fisica, senza lasciare buchi di sapere; è come se offrisse tutti gli strumenti a chi legge, non solo per far comprendere meglio i limiti fisici della costruzione, ma anche per poterla costruire! 

Con leggerezza e curiosità il lettore scorre le pagine, scoprendo quanta umanità e semplici storie di uomini ci sono dietro a scelte politiche che hanno mutato profondamente l’assetto mondiale che ancora oggi permane. 

Sicuramente lo scrittore offre un nuovo punto di vista della storia e soprattutto dei personaggi, descrivendoli nella dimensione quotidiana che non siamo abituati a considerare, e dona nuove lenti al lettore, mai avute prima. 

Infine crea un perfetto incrocio tra i personaggi, come se fossero legati e come se le scelte di ognuno di loro definissero quelle dell’altro, stringendo l’intreccio tra le varie vite e storie. 

Domiziana Peretti

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Bomba Atomica, di Roberto Mercandini, è senza dubbio un libro ben riuscito, che racconta una storia nota ma al tempo stesso sconosciuta. Ripercorre le vicende, tramite gli occhi dei suoi protagonisti, che hanno portato alla creazione e al lancio della bomba più tristemente nota al mondo. È un libro che avvince il lettore ma al tempo stesso lo respinge. la narrazione, che si sviluppo in una sorta di susseguirsi di aneddoti sui grandi protagonisti, (si badi, quasi tutti nobel per la fisica) risulta interrotta da varie digressioni e riflessioni dell’autore che sebbene tanto interessanti quanto istruttive, tendono a interrompere il ritmo narrativo. Tuttavia, la riuscita del libro non ne è minimamente inficiata perché Mercadini con mirabile maestria riesce a dipanare il misterioso e beffardo avvicendarsi dei grandi fatti della storia, portando il lettore a restare inchiodato alla pagina. Il labro riesce a lasciare a chi lo legge qualcosa in più oltre a delle comunque apprezzate nozioni di fisica.

Irene Binaghi

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Roberto Mercadini ci trasporta nel passato ripercorrendo il retroscena di un grande avvenimento storico, l’esplosione di Hiroshima. Viene svelato tutto quello che c’era dietro un disastro come l’esplosione di una bomba atomica e si percepisce un forte attaccamento alla realtà, non ci sono slanci di fantasia, quello che viene raccontato in “Bomba atomica” è la realtà nuda narrata in chiave tragicomica. Rimaniamo sospesi sulle emozioni, sugli avvenimenti che si intersecano tra di loro, guardando tutto con un binocolo, prima di arrivare al finale che per noi lettori era già scritto.

Lisa Fioriello

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Roberto Mercadini si distingue in “Bomba atomica” per le parole ambigue, i duplici significati e gli eventi non previsti votati ad un finale certo e conosciuto. Come svelerà, l’irrazionalità è sempre delle conseguenze, più che delle decisioni. L’autore non inizia a raccontare del disastro e del dolore provocato dalla bomba nucleare, ma trasporta il lettore in altri luoghi e in altri tempi. Le vite inimmaginabili di Fermi, Truman, Hitler e altri personaggi come Heisenberg, Bohr, Meitner, Oppenheimer si intrecciano, si connettono, si allontanano tra nuove amicizie, segreti, errori e nuovi timori, carichi di sconfitte, delusioni, ma anche di successi e scoperte sconvolgenti. Emergono dei retroscena al limite dell’assurdo che l’autore ripercorre con un linguaggio semplice e immediato, anche se a volte sconnesso, rendendo meno piacevole la lettura. Lo consiglio principalmente a chi ama le curiosità storiche e biografiche. Non ci sono molte descrizioni di luoghi, né molte date precise né lunghe spiegazioni. L’aspetto più curioso è che non è la bomba atomica ad essere il fulcro del libro, ma è la luce nascosta in ognuno dei personaggi, in ognuno di noi lettori, che si fa spazio, lentamente, tra le righe.

Sara D’Aniello

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L’incipit di questo libro che – come scrive Mercadini stesso – «non è né un romanzo né un saggio» cattura e catalizza l’attenzione fin da subito. Desta curiosità, pagina dopo pagina, con una prosa ricca di incursioni da parte del narratore che rendono la storia ancora più interessante. Anche i titoli dei singoli capitoli che compongono l’opera hanno un carattere davvero particolare, esattamente come i fatti narrati: un susseguirsi di vicende imprevedibili che hanno avuto come esito un evento fin troppo – e purtroppo – reale. È la storia di una «atroce ironia della sorte».

Arianna Ghiglione

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Non siamo davanti a un saggio ma nemmeno a un romanzo, siamo davanti alla Storia, quella con la S maiuscola.

Roberto Mercadini ci mette davanti al cammino intrapreso da grandi personaggi, davanti a Premi Nobel, raccontandoci tutte le azioni intraprese fino ad arrivare al fulcro del libro: la creazione e l’esplosione della bomba atomica.

 

Mercadini con grande professionalità mette il lettore davanti alle più grandi scoperte scientifiche spiegandogli, nel dettaglio, ogni passaggio. In ogni riga trasuda la passione che ha nei confronti dei temi e della storia raccontata, insegnando a tutti noi le scelte effettuate nel corso degli anni, corrette o meno che siano.

Un libro magistrale.

Marta Gabucci

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Scelgo questo, non senza difficoltà dato che si tratta di due bei libri, per il piacere che ne accompagna la lettura dall’inizio alla fine. Si legge d’un fiato, tanta è la fretta di scoprire nuovi aneddoti e curiosità, mentre aumenta lo stupore per la serie di errori, incomprensioni e casualità che sono stati determinanti per lo sviluppo dell’arma più potente di sempre.

Come scrive lo stesso autore, non è un saggio né un romanzo. È in effetti un libro di divulgazione, ma scritto usando l’arte del racconto, e dosando ironia, suspense e descrizione. Con ottimi risultati.

Luigi Apa

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C’è qualcosa di magicamente irripetibile nella lettura di un libro come questo. Mercadini racconta in modo efficace, accurato e appassionante, una complicata catena di eventi che contribuiscono alla realizzazione della bomba atomica. Uno storytelling che manca di un approccio puramente storico o scientifico e che anzi, sottolinea l’irruzione dell’imprevedibile in modi clamorosi ed eclatanti attraverso le vicende di chi, quelle storie, le ha vissute in prima persona. Nell’oscurità della tragedia è presente un’incontenibile ironia involontaria. Una vera e propria impresa di scrittura e sapienza.

Liliana Albano

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Il libro di Mercadini ospita tante storie. All’inizio, sono storie distanti, separate dal tempo, dallo spazio, dalle prospettive e dalle motivazioni. Sono storie di uomini e donne, scienziati e politici, statisti e politicanti ambiziosi. È la Seconda Guerra Mondiale ad intrecciare i destini di ciascuno, ad unire i punti, ad aggrovigliare i fili delle storie individuali in un racconto dall’orizzonte più ampio, calamitato dalla catastrofe dell’esplosione della bomba atomica. Il racconto di ciò che è successo e di tutto le volte in cui la storia sarebbe potuta andare diversamente. Un racconto in cui la più grande tragedia del Novecento è anticipata da dettagli apparentemente ridicoli e insignificanti. Un racconto tragico e banale, eroico e mediocre come solo l’uomo sa essere.

Cecilia Tomassini

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Perché mai, si chiede l’autore nell’introduzione, raccontare i fatti che porteranno alla creazione della bomba atomica dal momento che tutti sappiamo come andrà a finire? In questo bel libro Roberto Mercadini racconta come dettagli apparentemente insignificanti, personaggi notevoli o marginali, giravolte e rivolgimenti improvvisi consegnino alla Storia con la “S” maiuscola tante storie che si offrono al lettore in un turbinio avvincente. Un libro per ricordarci come dietro ad ogni catastrofe, ogni fatto, ogni conquista ci sia l’uomo nella sua umanità, impastata di errori e grandezza.

Simone Salussolia

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Una matrioska letteraria che si interroga sulle storie che hanno portato a fare la Storia. Può un fatto arcinoto e raccontato in tutte le salse, presentarsi in veste nuova? La discorsività di Mercadini e questo suo sviscerare gli eventi partendo dagli uomini, dagli errori e dalle casualità che li hanno prodotti mi hanno conquistato. Un ventaglio di personaggi all’apparenza usciti dal più distopico dei romanzi, ma in realtà veramente esistiti. Un evento lineare che nasconde un susseguirsi di coincidenze, presentando la Storia da una prospettiva più umana.

Fabia Brustia

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“Bomba Atomica” è stata una piacevolissima scoperta. Nonostante il genere non sia tra i miei preferiti, lo stile di scrittura e il modo appassionato con cui l’autore parla delle varie vicende mi hanno permesso di immergermi nell’opera e conoscere a fondo vicende che conoscevo con superficialità. Probabilmente la cosa più accattivante del libro è la passione dell’autore. Il libro è breve e intenso, scorrevole e affascinante, con uno stile impeccabile, rispettoso. È un libro che insegna, cattura l’attenzione e ti riporta indietro nel tempo: è come se si potessero osservare gli eventi in prima persona. È un libro che va assolutamente letto.

Chiara Gizzi

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Roberto Mercadini ci descrive tutto ciò che ci potrebbe essere sfuggito di un evento storico devastante portandola ai giorni nostri, giorni di progresso, velocità quando in realtà si dovrebbe solo rallentare prima di esplodere. È un libro molto interessante anche se sappiamo come finisce quindi, conosciamo già la fine, l’esplosione della bomba Hiroshima il 6 agosto 1945. Rende questo libro interessante e “leggero” perché si parla del prima, di scienza, di scienziati, veniamo in contatto con molti personaggi, personaggi che hanno avuto un ruolo fondamentale nella costruzione di questa storia, si parte dalla piccolezza per poi arrivare alla distruzione, si parla di una grande lotta alla lotta fra l’America e la Germania ma si parla anche di Hitler, della sua infanzia. Si scava nella loro storia, nella storia di tutti i personaggi per arrivare a capire la motivazione di un atto così estremo. Sono tanti piccoli tasselli di un puzzle che man mano andando avanti diventano un puzzle molto più grande, è un libro che attraverso i suoi capitoli ci fa entrare all’interno della storia per essere consapevoli e conoscere l’evoluzione di questo tremendo susseguirsi di avvenimento che portano alla distruzione.

Giulia Paiano

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In un gioco di incastri, tempismi perfetti, destini intrecciati e circostanze armoniosamente amalgamate, Mercadini ripercorre, con uno stile alternatamente conversativo e tecnico, passo dopo passo e fissione dopo fusione, le condizioni che hanno portato alla creazione della vera protagonista: la bomba atomica, cui i personaggi del racconto ruotano intorno, quasi seguissero una legge di attrazione gravitazionale. In un alternarsi di cariche positive e negative che si scontrano impercettibilmente, attraendosi e respingendosi, la storia, o, per meglio dire, le storie quasi simbiotiche di personaggi eroici (o forse no), procede riscoprendo il lato terreno, umano, di uomini e non, che hanno contribuito, come anelli concatenati, a scrivere una seconda metà novecentesca che definirei, letteralmente e sotto tanti punti di vista, esplosiva. In una trama minuziosamente intessuta, “la sorpresa non sta nel finale, ma nei singoli passaggi, nella traiettoria assurda che si compone gradualmente, sotto i nostri occhi. Sta nel vedere quali improvvisi cambi di direzione e rovesciamenti della sorte si siano dovuti verificare per arrivare a quella conclusione” (Bomba Atomica, Roberto Mercadini,2020)

 Benedetta Pascucci

 

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Grandi lettori
di Robinson
Under 45
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Difficile scegliere uno dei due perché, anche se parliamo di due storie molto diverse, in due epoche diverse, entrambe hanno in sottofondo tematiche che ho trovato comuni, ma anche di come queste abbiamo un ruolo centrale nella vita reale, che ognuno di noi vive. Mentre le leggevo mi hanno fatto, di continuo pensare e ritornare agli stessi identici ragionamenti:

- l’idea delle scelte che si impongono ai protagonisti (reali) e che (in)volontariamente si prendono senza pensare adeguatamente alle conseguenze che queste sottintendono;

- l’importanza della relazione tra i protagonisti, di come questa si trasformi e di come diventino snodi fondamentali per lo sviluppo di due storie che, diversamente, non sarebbero mai diventate Storia;

Davvero due belle storie che ci aprono uno spazio temporale su un mondo, più o meno lontano, ma anche molto vicino e che chiedono un esame di coscienza alle nostre identità.

Bomba Atomica ha un avvio alla “LUCARELLI” di Blunotte ma poi ti coinvolge con una scrittura accattivante ma anche semplice. La storia la conosciamo bene e ce l’hanno raccontata in tanti modi diversi, però quello che rende affascinante questa narrazione è il modo in cui i diversi personaggi si avviano, ognuno per la propria strada, per arrivare tutti allo stesso capolinea; come alcune di questo deviano ma finiscono per indirizzarsi nuovamente sulla via principale. Menti brillanti che mettono a disposizione la propria conoscenza, alcune delle quali sicuramente coscienti delle conseguenze della destinazione finale.

Gianni Vacchiano

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Il demone domanda all’eroe: “Cos’è il dolore?”

E lui risponde: “L’ignoranza”

Allora il demone lo incalza: “Fammi un esempio di veleno”

“Il desiderio”

“Fammi un esempio di sconfitta”

“La vittoria”

Il 6 agosto 1945 ad Hiroshima morirono 166000 e in questo libro si cerca di ripercorrere le storie degli uomini che portarono a questo evento. Da Enrico Fermi a Robert Oppenheimer, passando da Hitler e Truman.

La scoperta della bomba atomica è stata veramente una vittoria?

E a questo che Mercadini cerca di farci rispondere in questo libro e arrivati alla fine ognuna potrà dare la propria risposta.

Roberto Romiti

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Quali meccanismi rendono reali fatti apparentemente imprevedibili se, dietro le menti e le azioni degli uomini non si riescono a disinnescare meccanismi che invece di bloccare ingranaggi pericolosi, innescano una grande Catastrofe?

Mercadini, con la sua immediatezza riesce a narrare di fatti e di uomini che hanno contribuito a fare la Storia e che, a loro volta, vivevano in storie che caratterizzavano ognuno.

Mercadini è bravo a narrare degli intrecci della vita civile, politica, scientifica facendo rimanere il lettore sempre con interrogativi sui “perché” che, ancora oggi, restano aperti e lasciano la libertà a chi legge di restare curiosi senza mai banalizzare.

La sua bravura è, però, soprattutto nel lasciare spazio ad una domanda: può accadere ancora?

F.to Luigi d’Alauro

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Bomba Atomica di Roberto Mercadini. Devo essere sincero: non ho fatto in tempo a leggerlo. Purtroppo, pur se affascinato dalla copertina, dal font, dall’eccentricità dello stile dei primi due capitoli, quelli che sono riuscito a leggere, non sono riuscito ad arrivare alla fine. Mi dispiace, anzi: se mi concedi una settimana in più Giorgio lo vorrei finire e ti scrivo una recensione anche su questo. Non so se questa concessione sia possibile, ma ti posso assicurare che per il tema e per come viene affrontato nelle prime pagine lette è un libro che suscita interesse, che credo “meriti” un viaggio al suo interno, fra le righe e nelle parole che l’autore ha impresso.

Tiziano Zengarini

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Nessuno sa dire quanto siano davvero piccole o grandi le cose. Leggendo Bomba atomica, ci rendiamo conto di esserci persi dei pezzetti di Storia che sembravano minuzie, ma invece hanno originato svolte epocali. Cosa sarebbe successo se il fratello di Fermi non fosse morto da piccolo o se Hitler fosse stato ammesso all’accademia d’arte? E se Truman non avesse bluffato alla visita oculistica della Guardia nazionale? Minuscoli episodi che hanno contribuito a sconvolgere il mondo e che ci fanno riflettere su come, a distanza di decenni, anche i nostri piccoli passi potrebbero cambiare il nostro corso. Una scrittura fresca e scorrevole, a cui si affaccia il sapore amaro del successo vissuto dai più celebri scienziati, ma che supera senza difficoltà la missione di descrivere il ruolo di protoni e neutroni nella vita dei grandi protagonisti della Storia.

Francesca Garbagnato

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Grandi lettori
di Robinson
Under 60
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Non correrei il rischio di cadere nelle grinfie dei nemici dello spoiler selvaggio rivelando le pagine finali del libro “Bomba Atomica” di Roberto Mercadini – la distruzione delle città di Hiroshima e Nagasaki nel secondo conflitto mondiale – ma è molto più interessante scoprire come lo scrittore ci conduca al tragico epilogo intrecciando con maestria le vite dei numerosi protagonisti di questa tragica pagina della storia dell’umanità. Avvincente nel racconto di vite straordinarie ma più affaticato e pedante nel tentativo di descriverci le tappe scientifiche che porteranno all’avvento dell’“Aggeggio”, Roberto Mercadini riesce nell’impresa di una ricostruzione storica accurata e commovente.

Calogero Messina

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Scegliete un argomento che non vi interessa o che non avete necessità di conoscere in maniera approfondita. Bene. Ora comunicate a Roberto Mercadini questo argomento: ciò che ne tirerà fuori sarà una storia che vi incuriosirà durante la lettura e che alla fine sarete contenti di conoscere.

Come un reticolato, ti trovi in un punto preciso anche solo per poco, poi vai dall’altra parte, poi ritorni. Segui la traccia. Finisci che pensi di aver letto una storia, ma ti rendi conto che in verità è tutto scomposto.

E piano piano vai oltre l’insieme di fatti e ti porti tutto dentro.

È tutto tragico...distruttivo... confuso... no, ora è chiaro, è così, va benissimo, hai capito, ma forse neanche tanto, raccontami, ma davvero, cresce tutto: sei pronta.

Boooommm!

Fabrizia Testatonda

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Bomba atomica di Roberto Mercadini
Rizzoli

 

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Circolo dei lettori del torneo letterario di Robinson
di Grottaferrata “Biblioteca di Grottaferrata”
 coordinato da Lucia Zenobi e Cinzia Silvagni
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Splendido libro divorato in una notte. Storia già ampiamente conosciuta; sappiamo la trama, conosciamo i personaggi e sappiamo anche chi è l’assassino. Ma la parte più bella, la concatenazione degli eventi, le teorie di Bohr e Heisenberg che sono alla base della bomba, la determinazione di Fermi, la capacità di gestire il gioco di squadra di Oppenheimer ci affascina.

Come lo scoprire che è sempre l’uomo che non doveva esserci che alla fine invece c’è ed è determinante; la morte a sorpresa di Roosvelt che porta alla Casa Bianca l’outsider Truman è un capolavoro del destino, così come uno sconosciuto imbianchino austriaco che diventa il Fuhrer della Germania.

I geni che sono geni solo nel ristretto ambito di competenza e che riscoprono l’umanità solo dopo 160000 morti.

La storia dei due sopravvissuti all’olocausto nucleare, le poesie, la morte, la vita che si intrecciano in una terribile casualità.

Un libro da leggere nelle scuole.

Vincenzo Parma

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Mercadini in questo libro racconta la storia della nascita della Bomba atomica, con retroscena ironici dei personaggi coinvolti diversi tra loro che hanno realizzato l’ordigno più pericoloso mai creato al mondo.

Giuseppina Santoro

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Tutti conosciamo come è andata a finire la storia della bomba atomica ma Mercadini ci narra il come e il perché, ovvero i fatti e i personaggi che in quegli anni del Novecento sono stati i protagonisti di quell’atroce epilogo della seconda guerra mondiale. Lo scrittore romagnolo caratterizza intanto i personaggi, i protagonisti, creando un mix di fatti storici accuratamente studiati e aneddoti sulle loro vite, dalla back story di Adolf Hitler, uno dei più crudeli della storia umana, alla vita fatta di coincidenze di Truman, fino alla scomparsa di Majorana

Ci sono poi delle sequenze che spiegano alcune parti scientifiche fondamentali del Progetto Manhattan in maniera comprensibile a tutti e con delle metafore al limite del poetico, tentando anche un breve approccio alla teoria dei quanti, dalla cui applicazione nascerà la bomba.

Ma la protagonista di questa storia non è la bomba atomica, non è Enrico Fermi e neanche Robert Oppenheimer, la vera protagonista che accomuna tutti questi personaggi è la casualità che intreccia le relazioni dei personaggi e gli eventi storici.

Mercadini riesce a raccontarci in modo poetico e coinvolgente le varie strade giuste rivelatesi poi sbagliate e quelle sbagliate rivelatesi poi giuste (se di giusto si può parlare) in un intreccio di temi e personaggi fino ad arrivare là dove eravamo partiti. Il 6 agosto del ’45

Questo libro è una lezione di come la casualità sia totalmente scevra dal nostro controllo e forse accettarla e cadere al cospetto della sua fascinazione, seppur con consapevolezza della realtà possa essere una delle vie

Facile e affascinante e anche immediatamente coinvolgente è lo stile diretto e mai banale

Lietta Cuomo

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La narrazione delle storie dei personaggi che portano allo sgancio della prima bomba atomica su Hiroshima, è avvincente ed è ancora di più apprezzabile ascoltando l’audiolibro letto dallo stesso autore. Le storie disgiunte dei protagonisti: Truman, Roosevelt, Hitler, Fermi, Wittgenstein, Bohr, Heisenberg, Majorana, Szilard e altri personaggi, partendo da episodi apparentemente insignificanti, in un susseguirsi di eventi casuali e imprevedibili, portano alle bombe atomiche sganciate sulle tristemente note città giapponesi di Hiroshima e Nagasaki.

Salvatore Spanò

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In questa opera, gradevole come una grandinata in spiaggia, si nota il caos che erra e, almeno in parte, aggiusta sé stesso. L’autore si azzarda ad evidenziare fatti di primaria importanza per tutta l’umanità, forniti da improbabilità, scaturite da realtà senza alcuna pianificazione o da mutevolissime casualità. Dovrei aggiungere una sfilza di “se”; per fortuna la storia non è fatta di “se”!

Sergio Moretti

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Solo il titolo già fa paura. Non conoscevo Mercadini scrittore, ma è per questo che la vecchia non voleva mai morire. È un libro che si legge con molta scorrevolezza, anche se molte cose sono note, sempre per chi ha memoria e altre no. La Bomba su Hiroshima, chiamata Ragazzino, è legata per me all'immagine di quella bambina nuda e terrificata che corre sulla strada in un agghiacciante silenzio dall'atmosfera surreale. Il giorno dopo la seconda Bomba su Nagasaki. Questi eventi per piegare la volontà dei Giapponesi alla resa. Tutto ciò è stato da parte degli Stati Uniti un atto eclatante. Chi ha contribuito a costruire un congegno così catastrofico? Fisici, Capi di Stato, Scienziati, premi Nobel... Mercadini ha preso spunto da uno dei suoi monologhi e su quello sprofondandosi nella Storia ha costruito il suo libro.

 

Giuliana Lombardi

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Per dirla con Wittgenstein: “Ogni volta che pensiamo al futuro del mondo intendiamo il luogo in cui esso sarà se continua a procedere come ora lo vediamo procedere, e non pensiamo che esso non procede seguendo una linea retta, ma una linea curva, e che la direzione cambia costantemente”. È la verità ultima che a mio avviso si manifesta nella lettura del romanzo-saggio o saggio-romanzo di Mercadini. Il cui difetto è di essere a metà strada tra l’uno e l’altro. E il finale piuttosto banale (del libro, non della storia vissuta) lo conferma. C'è di meglio.

Cristina Patuzzi

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Lettura scorrevole su fatti conosciuti arricchito da aneddoti poco noti.

Francesca Del Giudice

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Un libro che si divora, con stile leggero, una narrazione affascinante intrisa di nozioni scientifiche spiegate con semplicità, capace di catturare il lettore dall'inizio alla fine. Mercadini riesce a raccontarci in modo poetico e coinvolgente, le varie strade giuste rivelatesi poi sbagliate e quelle sbagliate rivelatesi poi giuste (se di giusto si può parlare), in un intreccio di temi, personaggi e storie che personalmente ho divorato in due giorni.
Molte cose ho appreso di cui prima ignoravo la possibilità, ma soprattutto ho amato l'umanità di tanti personaggi che sembrerebbero inarrivabili, (molti premi Nobel passano in questo libro), e l'imprevedibilità di una storia che di lineare ha ben poco.

Lucia Zenobi

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Il libro illustra i progressi della scienza, in particolare della fisica quantistica, nei primi anni del secolo scorso che hanno portato alla definizione della teoria su cui è basata l’utilizzo della reazione nucleare ai fini bellici e degli uomini che hanno determinato la realizzazione e l’uso tragico della bomba atomica.

Vengono così via via ricordati gli scienziati che hanno concorso alla determinazione dei principi alla base della fisica nucleare e delle soluzioni tecnologiche che ne hanno permesso prima la realizzazione e poi la sperimentazione in campo.

Parallelamente l’autore ha messo in evidenza i passi e gli uomini che hanno promosso e fortemente voluta l’arma micidiale e le motivazioni, veramente poco accettabili dal punto di vita etico, che ne hanno determinato l’uso distruggendo e sterminando centinaia di migliaia di civili.

Ho trovato il libro di piacevole lettura e gli argomenti trattati con la giusta dose di profondità anche nella descrizione dei personaggi.

 

Fulvio Cicchetti

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Interessante, lettura gradevole, seguo l’autore su youtube. La storia la sappiamo ma lui la racconta meglio.

Elisa Ticconi

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L’uso dell’energia atomica a fini militari è stato indubbiamente una scelta disumana, legata al caso e alla falsa informazione. L’autore con la sua ironia che alleggerisce le pagine, è riuscito a farmi comprendere la corsa che hanno compiuto americani e tedeschi rincorrendo questo “sogno”. Ho apprezzato anche il girovagare nelle vite dei fisici, le amicizie e le divergenze, le vere intuizioni e le banali opportuniste.

Mauro Testa

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Grazie a Robinson ho letto con interesse e piacevolezza questo libro che non avrei mai scelto! La storia dell'ascesa di Hitler, della entrata in politica e successivo arrivo alla presidenza di Truman, il grande lavoro di squadra di Enrico Fermi e di Oppenheimer… il tutto scritto con semplicità e in modo accattivante. 

Donatella Mambrini

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Un libro che definirei “esplosivo”, come la bomba atomica di cui narra la genesi. Fin dalle prime pagine, nonostante il finale sia scontato e ampiamente conosciuto, l’autore riesce a coinvolgere il lettore in maniera veramente totalizzante, tanto da rendere quasi impossibile staccarsi dal testo prima di ultimarne, nel più breve tempo possibile, la lettura. Mercadini riesce ad ipnotizzare il lettore, “smontando” i singoli pezzi, gli avvenimenti apparentemente insignificanti che compongono la grande storia, analizzandoli in modo puntuale, mai scontato e rimontandoli poi nel collage finale a noi tutti noto. La sorpresa spiazzante è di come l’esito conclusivo sia frutto del caso, di coincidenze fatali, di accadimenti non prevedibili, di incredibili cantonate, di errori madornali che conducono inevitabilmente alla catastrofe. L’autore costruisce questo meccanismo perfetto attraverso una scrittura lineare e scorrevole, condotta con un linguaggio semplice, che mette a proprio agio il lettore, anche quando ci si imbatte in nozioni scientifiche complesse. I celeberrimi fatti storici riportati nel testo sono del resto infarciti di aneddoti e curiosità poco conosciuti, che divengono determinanti nella ricostruzione e negli esiti degli avvenimenti storici riportati. E sull’intera vicenda serpeggia e si insinua “La banalità del male”: tra Premi Nobel, capi di Stato, o esistenze insignificanti di individui “spaventosamente normali”, l’errore umano, il caso, l’imprevedibile si compie, scrivendo con il sangue il destino di circa 166.000 persone, vittime della bomba sganciata sulla città di Hiroshima, il 6 agosto 1945. Un libro singolare, intrigante e appassionante, super consigliato a tutti, ma soprattutto alle nuove generazioni.

Cinzia Silvagni

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Né saggio, né romanzo. Un'interpretazione dei fatti a volte poco da storico e molto giornalistica. Un finale alquanto semplicistico e comunque molto al di sotto delle aspettative, considerati gli argomenti trattati. Un'opera che aggiunge poco a quanto è già stato scritto sui tragici avvenimenti che hanno portato alla distruzione di Hiroshima e Nagasaki. Non lo consiglio.

 

Roberta Baronciani

 

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Circolo dei lettori del torneo di Robinson
di Monasterace Marina "M.Arte"
coordinato da Antonio Palmiro Spanò
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Il libro incuriosisce e pagina dopo pagina porta ad andare avanti anche se rischia di stancare per i tecnicismi. Superati con sforzo si apprezza dopo la descrizione sulla fisica, quasi una lezione che appesantisce lo scorrere della lettura.

Il rischio del romanzo è banalizzare i personaggi volendo cogliere dalla loro infanzia e adolescenza la chiave di volta per capire il loro futuro, le scelte da adulti che poi hanno a vario titolo fatto la storia e che crudele storia. Sembra che le frustrazioni giovanili siano alla base del delirio di onnipotenza di Hitler, definito dall’amica “completamente squilibrato”. Ho questa impressione. “Ne saggio ne romanzo”, ma una maggiore attenzione al quadro storico geopolitico che ha reso possibile l’ascesa di Hitler e le altre vicende storiche sarebbe stata geniale.

Antonio Palmiro Spanò

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L'autore di Bomba Atomica racconta una già storia nella quale si rivisitano temi noti ai lettori divoratori di libri ma meno noti ai lettori novelli. Per questi potrebbe essere lettura molto interessante… A mio modestissimo parere che sicuramente non faccio parte di coloro che i libri li divorano, l'opera di Roberto Mercadini non riesce a soddisfare del tutto la mia sete di conoscenza né la mia curiosità. Nonostante ciò devo fare una riflessione sull'abilità linguistica dell'autore che riesce ad epistolare usando un linguaggio certamente non comune, che denota un livello culturale elevato che evidentemente si distingue. Pertanto il mio giudizio favorisce l'opera di Roberto Mercadini rispetto a quella di Giacinto Siciliano.

Vito Micelotta

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L’argomento trattato non è in questo preciso momento nelle mie corde, non mi sento di dare un giudizio, visto che avrei bisogno di più tempo per elaborarlo. Ho apprezzato e scelto quello di Siciliano.

Alba Natale

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Il romanzo non mi ha appassionato. Ho rilevato una scrittura piatta, mai sorprendente.

Nunzia Errico

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Ho scelto questo libro, perché sembrerebbe descrivere eventi romanzeschi, invece descrive la storia di uno dei momenti più reali e tristi mai esistiti.

Libro appassionante e profondo, di facile lettura. 

Rosina Riitano

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Bomba atomica Un devastante evento storico e i suoi retroscena. Un ritmo incalzante che invita a riconsiderare la lentezza e la riflessione.

Scelgo l’altro libro.

Genny Pasquino

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Racconto di una storia passata molto dolorosa per l’umanità. Descritta minuziosamente come a voler guardare dal buco della serratura, ma ciò non la rende veritiera, ma poco importa, visto che i personaggi reali non esistono più e quindi impossibilitati sia a smentire che ad approvare.

La lettura comunque non risulta molto fruibile ed è necessario uno sforzo mentale per arrivare alla fine che comunque è già prescritta nel titolo

Maurizio Fratacci

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Testo di lettura impegnativo. Incuriosisce. Solo questo aspetto mi ha portato ad andare sino alla fine. A volte poco scorrevole e assai prolisso quando specifica aspetti della fisica che quasi annoia. Comunque positivo.

Giorgio Bruzzese

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Bomba Atomica racconta la storia della bomba atomica indicando “cambi di direzione e rovesciamenti della sorte”. Lo scrittore evidenzia lo stato d’animo dei protagonisti sull’opportunità della realizzazione e sui possibili effetti devastanti.

Arricchisce il racconto con riflessioni sul linguaggio e sul suo impiego (teoria Wittgenstein). Nonostante usi spesso una terminologia tecnica, si presenta semplice, scorrevole e coinvolgente. Il libro Bomba Atomica di Roberto Mercadini è quello che più mi ha coinvolto.

Gilio Demasi

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Buon libro ma ho preferito quello di Siciliano perche tratta tema di attualità

Vincenzo Raco

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Bomba atomica è un testo affascinante. Fra le molte cose su cui ci sollecita la riflessione scelgo quando ci parla dell'eterogenesi dei fini. Molti degli scienziati che hanno lavorato alla bomba atomica, a partire da Robert Hoppenheimer erano ebrei e quindi fortemente motivati nei confronti della minaccia rappresentata dal nazismo. Ma Allen Ginsberg ha dimostrato l'autonomizzarsi della bomba rispetto ai fini originari. E qui fa strada l'a metafora dell'apprendista stregone: l'esito che sfugge completamente di mano al suo creatore. Eterno monito: “Quis custodiet ipsos custodes?”

Chicco Galmozi

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"Bomba atomica" si presenta o meglio non si presenta. Voglio dire che il testo non è assolutamente storico, non è un romanzo, non è un saggio di etica. Sembrerebbe che l'autore voglia fare una apologia delle sue intuizioni etiche, delle capacità di ricerca storica ed anche nella capacità di intrecciare il tutto come nei migliori romanzi gialli. L'autore ha dalla sua una buona narrazione e un impalcato molto efficace sul quale fa scorrere vicende umane diverse a volte parallele tra loro altre volte si intersecano in un modo del tutto inaspettato per il lettore che si sorprende compiaciuto della lettura. In questo sicuramente ha una sua originalità.

Pino Quaranta

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Ho finito il libro "Bomba atomica" con piacere. Era da tanto che non mi capitava di trovare una lettura fluida. l'autore riesce a dare un punto di vista estremamente personale ed originale alle vicende e caratterizza in maniera estremamente efficace i vari protagonisti.

Saverio Cuteri

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Per quanto riguarda” Bomba Atomica”, invito tutti a leggerlo. Buon libro, ma non mi ha preso.

Daniela Aiello

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Il romanzo “Bomba Atomica” l’ho trovato molto ben costruito, linguaggio asciutto e acuto di sicuro. Scorrevole fino ad un certo punto, interrotto spesso da appesantimenti teoriche che sanno troppo di costruzione intellettualistica quasi ad infastidire per l’erudizione, almeno per me che amo leggere in scioltezza e stato così.

Anna Giorgina Simonetti

Bomba atomica di Roberto Mercadini
Rizzoli

 

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Circolo dei lettori del torneo di Robinson
di Palermo 3 “Eutropia”
coordinato da Rosana Rizzo
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È proprio così. La creazione di uno strumento di morte, la bomba atomica, deriva da un intreccio -casuale, ma anche voluto- delle vite di chi l’ha inventata. In bilico tra divulgazione scientifica, narrazione didascalica, documentazione storica e gossip, con Roberto Mercadini il lettore ha il privilegio di conoscere da vicino studi, ricerche, frustrazioni personali, vittorie e sconfitte accademiche di quelli che per alcuni di noi erano solo nomi di un paragrafo del manuale scolastico di scienze: Enrico Fermi, Niels Bohr, Robert Oppenheimer, Werner Heisenberg, ecc. Nel contempo, Mercadini si interroga (e ci interroga) sulle loro responsabilità etiche che pesano, eccome se pesano, sui fatti di Hiroshima e Nagasaki, e più indirettamente sugli equilibri geopolitici e sugli sviluppi delle relazioni internazionali nel secondo Novecento e del nuovo Millennio. Più accattivante la lettura della prima parte del libro, che si concentra sulla descrizione di golosi retroscena della vita e della carriera dei fisici, ma anche sull’ascesa al potere di Hitler e Truman (e sulla cui narrazione pesa forse un po’ troppo il giudizio morale dell’autore). Nella seconda parte, dallo sganciamento di Little Boy in avanti, l’autore si sofferma sugli esiti del cosiddetto “progetto Manhattan” attraverso le tragedie individuali e collettive di chi ne ha subito gli effetti. Ma forse, a questo punto, il lettore vorrebbe passare ad altro.

Neva Galioto

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Il titolo potrebbe scoraggiare, e maggior timore potrebbe incutere sia l’argomento (assolutamente tragico) che l’approccio dato alla narrazione che scorre tra la vita, i caratteri e l’evoluzione del pensiero e delle scoperte dei fisici che costituiscono l’essenza stessa della storia.

L’autore, invece, ci affascina legando fra di loro, in una sequenza che appare talvolta illogica e casuale, fatti, intuizioni, fraintendimenti e ragion di stato che, nel loro svolgersi hanno portato a quello che appare essere l’inevitabile tragica conclusione.

Con una scrittura scorrevole e fluida il lettore viene condotto nel vortice della storia che, partendo dal nobile intento di creare una fonte inesauribile d’energia, viene forzata dal conflitto mondiale, con tutta una serie di coincidenze e scelte a volte non chiare a prima vista, verso il collasso finale, forse inevitabile.

Attraverso il racconto di fatti storici ed eventi biografici dei principali scienziati e figure politiche dell’epoca (tra l’altro descritti in modo estremamente efficace) l’autore fornisce un’originale punto di vista sulla vicenda a tutti noti, almeno per quanto attiene l’epilogo finale.

Anche se potrebbe apparire scontato incentrare il racconto sulla tragicità dell’evento finale o sulla “responsabilità morale degli scienziati” l’autore regala, invece, luminosi affreschi delle personalità dei vari protagonisti (Hitler, Fermi, Truman, Oppenheimer, Bohr, ecc …) che si incastrano in un puzzle il cui disegno appare solo alla fine a provare la tesi che l’evento finale altro non è se non “la cattedrale eretta da un uragano”.

Esemplificativo, per rendere trasparente ciò che appare casuale, è una frase del libro: “Può accadere, però, che i demoni della parola e del silenzio intreccino la luce e le ombre in trame troppo fitte: è proprio allora che esplode la catastrofe.”

Salvatore Balsamo

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Circolo dei lettori del torneo di Robinson
di Perino “FestivalTrebbia”
coordinato da Irina Turcanu
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È un libro sorprendente, la sua lettura è un continuo meravigliarsi. Tutti sanno cosa accadde nell’agosto del 1945 alle città giapponesi di Hiroshima e di Nagasaki, ma non tutti conoscono le modalità, i tempi e le circostanze incredibili attraverso cui si arrivò a questa terribile pagina di storia. Fatti eccezionali, imprevedibili e paradossali si incastrano e si susseguono; errori che portano a scoperte non previste, fraintendimenti di messaggi che portano a evoluzioni impensabili, fatti avvenuti per caso che diventano fondamentali e senza i quali la sorte dell’umanità avrebbe avuto, forse, altro corso. Mercadini è bravissimo nell’incasellare il tutto con una scrittura scorrevole e molto piacevole. Interessane l’approfondimento su alcuni personaggi come Hitler, Fermi, Maiorana, Truman e tanti altri. Un libro che ha una mente insaziabile e curiosa e ami lo stupore della conoscenza.

Paola Fusco

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Ci vuole un’intelligenza sopraffina per raccontare la storia a chi la storia non ama e non risultare noioso. 

Ci vuole una speciale ironia per raccontare la vita normale di personaggi celebri senza appiattirli. 

Ci vuole il sapere scientifico per raccontare la storia della fisica, ma ci vuole Mercadini per rendere la fisica poesia. 

Ci vuole il calcolo millesimale per progettare una bomba atomica, ma anche un precisissimo caos per farla sganciare in Giappone. 

Ci vuole la storia di tutti i giorni per fare la storia. 

Laura Derata

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Strepitoso.

Michele Francesconi

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Letto di un fiato, sorpresa e affascinata.

Mia Hudici

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È una specie di ciliegia, il modo in cui scrive Mercadini. Basta che la polpa tocchi le tue labbra, il succo scivoli lungo la gola per diventare dipendente delle storie che racconta. Che sia saggistica, che siano romanzi, che siano video sulle capre e l’uso improprio della similitudine tra stupidità e l’animale in questione, assaggiato uno, non riesci più a fermarti. Bomba atomica è la storia che non sapevi, ma eri convinto di sapere.

Irina Turcanu

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Grandi lettori
di Robinson

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Come dice il titolo è veramente la storia della Bomba atomica. Ma il libro ci accompagna in un viaggio nella storia e nella vita di alcuni dei personaggi che hanno segnato quel momento storico, rendendoli vivi e reali. Non è un saggio storico ma non è un romanzo, e proprio questa formula (ormai diffusa) fa sì che il libro non sia mai noioso. Fa sorridere e pensare al tempo stesso su come alcuni eventi che hanno cambiato la storia siano il risultato di molteplici piccoli a prima vista insignificanti. Unico neo: ogni tanto l’autore divaga un po’ troppo su alcuni passaggi su principi di fisica.

Elisabetta Barberi

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La bomba atomica di Roberto Mercadini non è né un romanzo e né tanto meno un libro storico. E un libro con un finale già scritto e noto a tutti quanti, ma allo stesso tempo cerca di ricostruire e analizzare un fatto storico che ha letteralmente cambiato, cancellato la vita di tantissime persone.

Lo scrittore con questo libro cerca di portarci indietro nel tempo e prova a farci conoscere quelli che sono stati i creatori della bomba più potente della storia e allo stesso tempo ci fa scoprire tutti i processi e le decisioni che sono state fatte per far si che la bomba venisse completata nel minor tempo possibile e nel modo più oscuro possibile. Lo scrittore con una certa ironia cerca di smorzare la drammaticità degli eventi, porta alla luce quelle che sono state le assurdità del progetto Manhattan e le incredibili casualità che colpiscono i protagonisti di questa assurda storia.

Mercadini infine cerca attraverso questo libro di raccontare la storia degli “eterni secondi”, tutte quelle persone che non vengono mai scelte per prima, ma che poi spesso si rivelano le persone più decisive.

Questo libro ci insegna che “niente e impossibile”, mentre leggevo questo libro e pensavo ai premi Nobel per la Fisica, veniva assegnato a Giorgio Parisi il Nobel per la fisica, un’altra incredibile casualità.

 Nicolas Gullo

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Non si tratta né di un saggio né di un romanzo, come dice lo stesso autore nelle pagine conclusive. Il lettore si trova semplicemente di fronte a una storia vera, in particolare il concatenarsi delle vicende che hanno portato alle tragedie di Hiroshima e Nagasaki, raccontata in modo estremamente coinvolgente. Il fatto che non si abbia a che fare né con un saggio né con un romanzo emerge anche dalla consapevolezza di leggere di persone realmente esistite che si accompagna, però, alla sensazione di confrontarsi con personaggi con alcuni tratti caratteriali enfatizzati; insomma la percezione che normalmente si ha procedendo nella lettura ed entrando gradualmente in confidenza con i protagonisti.

La sensazione finale è quella di aver letto una storia che probabilmente è assimilabile a molte esperienze nel corso di una vita: il significato che ognuno dà ai propri comportamenti o alle altrui parole diverge molto spesso dall’intenzione e dalla spinta che si trovano all’origine di un’azione.

Giulia Amisano

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Il saggio racconta gli eventi, i fatti e le personalità coinvolte nell’ ideazione e creazione della bomba atomica, che sarebbe poi stata utilizzata, come tutti sappiamo, per scrivere due delle pagine peggiori e più dolorose della storia dell’umanità.

La lettura risulta squisitamente scorrevole, cosa abbastanza sorprendente per un saggio, il linguaggio utilizzato è fluente e credo che questo sia sicuramente dovuto anche alle ottime capacità divulgative, nonché comunicative dell’autore.

Concetta De Tommaso

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Il libro racconta la bomba atomica attraverso le storie di chi ha contribuito a idearla, di chi ha creato le condizioni che portassero ad un suo sviluppo, di chi ha deciso di utilizzarla e di chi, infine, ne ha subito le conseguenze disastrose. Queste storie si intrecciano ad un’interessante riflessione sulle parole, tutti i protagonisti hanno infatti un legame particolare con esse, se Hitler ne esalta il grande potere, Fermi ne fa uno strumento di comprensione e l’imperatore Hirohito se ne serve per aumentare la distanza tra lui e il suo popolo. Questa è quindi una storia di parole fraintese, di parole che non possono essere dette e parole che hanno più significati ma è anche una storia di casualità, di circostanze imprevedibili che portano alla realizzazione di un’arma spaventosa.

Aurora Passon

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“Un libro che racconta, aneddoto dopo aneddoto, errore dopo errore, la creazione della bomba atomica e dei protagonisti che hanno aiutato nella sua creazione, raccontandoci i retroscena di uno degli eventi storici più devastanti e tragici mai avvenuti, regalandoci una profonda riflessione sulla duplice natura delle cose.

Breve e veloce, di facile lettura ma estremamente coinvolgente, pieno di importanti metafore e grandi insegnamenti.”

Paola Zanghì

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Mercadini racconta una delle vicende più complesse ed intricate (e commentate) della storia mondiale contemporanea, trasformandola in un romanzo affascinante, tra il giallo e l’horror, intrecciando le minuterie delle vite dei grandi personaggi come Fermi e Heisenberg come i protagonisti di una pièce teatrale, i cui destini fossero pronti alla detonazione.

Storie di uomini, incontri, dialoghi, fraintendimenti ed entusiasmi: tutto questo condurrà il 6 agosto 1945 all’esplosione di “Little Boy” a Hiroshima, e con essa alla fine della Seconda Guerra Mondiale, al prezzo di oltre 200.000 vittime.

Angela Sirago

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Circolo dei lettori del torneo di Robinson
di Civitavecchia "Le impertinenti"
coordinato da Sergio Cracolici
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Libro avvincente, lo ho divorato. Ho apprezzato lo stile giornalistico, la sintesi in un argomento così complesso, e la chiarezza davvero esemplare nello spiegare fenomeni complicati come la trasformazione dell'uranio in  plutonio. Ammetto che il mio interesse sia spinto anche dalla formazione personale, essendo specialista in medicina Nucleare. 

Fabiola Cenci

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Premessa intrigante: non semplicemente raccontare la storia della bomba atomica che, dice l’autore, tutti conosciamo (davvero?)   ma   rivedere   il   susseguirsi   dei   fatti, anche   piccoli, banali,   che   –  spesso inconsapevolmente – hanno portato ad un evento cosi grande, hanno contribuito a fare la storia! E viene da chiedersi – passando dal particolare al generale – E DAVVERO COSI CHE SI FA LA STORIA? E noi, nella nostra ingenuità, pensiamo a chissà quale progettualità per realizzare grandi ideali, per attuare progetti, per disegnare il futuro!

Per non parlare della formazione e selezione dei capi della classe dirigente, addirittura di quello che fino a pochi anni fa era detto “l ‘uomo più potente del mondo”, il Presidente degli Stati Uniti d’ America!

E tutto trattato in modo facilmente fruibile (escluse le spiegazioni di fisica, ovviamente), leggero e a tratti perfino divertente. Conclusione: un testo didattico (ho imparato un sacco di cose) e con grandi spunti per ulteriori riflessioni.

Marilina Sportelli

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Una serie di errori, malintesi ed improvvisi eventi che costituiscono la vera Bomba Atomica. Pensavo di ripercorrere una storia ormai conosciuta e ritrita ed invece mi sono trovata all’interno di un sistema costruito su tranelli e fatti paradossali. Un libro sicuramente intrigante ed inaspettato e tutto sommato anche molto camaleontico che riesce a mantenere alta la tensione del lettore.

Carla Melchiorri

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Riconosco all’autore la capacità di trattare un argomento conosciuto in una nuova prospettiva. Il racconto diventa estremamente accattivante in quanto i fatti storici sono resi più fruibili grazie alla caratterizzazione dei personaggi e alla vasta e stimolante ricchezza delle informazioni. Tuttavia non condivido l’ottica di fondo che vede come protagonista la casualità.

Lucia Troisi

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A metà fra un racconto e un saggio questo libro mostra gli eventi tragici e terribili che hanno portato al 6 agosto del 1945, nulla di nuovo sembrerebbe, ma l’autore mostra come scelte casuali si siano rivelate

fondamentali e devastanti, come personaggi di poco rilievo siano diventati, aiutati dal caso, errori, rovesciamenti di sorte, protagonisti della Storia. Tutto è narrato con uno stile scorrevole, ironico ed

estremamente coinvolgente, apprezzabilissime le spiegazioni scientifiche di argomenti complessi come la creazione dell’energia nucleare, Mercadini è un grande conoscitore dei mezzi espressivi e rende

semplice ogni passaggio complicato. Gli errori e la casualità hanno generato la tragedia della bomba atomica, ma da tale tragedia nascono anche le storie esemplari di     

Terufumi Sasake e Toshiko Sasaki veri esempi di quanto nelle peggiori e tragiche situazione l’essere umano riesca a tirar fuori il meglio di sé quasi a bilanciare il male che altri esseri umani hanno compiuto.

Patrizia Piscopo

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Romanzo storico che scorre molto piacevolmente e ci racconta una storia di cui tutti noi conosciamo il finale.  Mercadini  narra da prima, dalle origini, dalla casa Natale di Fermi, della sua tesi di laurea, delle sue lezioni da studente universitario. Ci racconta anche di Hitler del suo abbandonare presto la scuola per studiare musica e dipingere acquerelli,  finendo con il comprare un bastone da passeggio elegantissimo per non andare da nessuna parte. Mercadini ci racconta dettagli apparentemente trascurabili, di varianti, di cambi di direzione, del rovesciamento della sorte. Ci racconta una storia che inizia in diversi modi e diversi luoghi. Di questa storia, prima di “questa storia” conoscevamo con esattezza solamente il finale. Bomba atomica è una storia che merita di essere letta.

Serena Santacroce

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Non è un romanzo né un saggio, è la storia vera e documentata della costruzione della bomba atomica e degli uomini che l’hanno progettata e voluta. Il libro è molto interessante e l’idea delle casualità che hanno portato alla tragedia della esplosione è sconvolgente; la scrittura è scorrevole e piacevole. Ho trovato molto interessante l'idea e da storica, quale sono, mi ha donato delle conoscenze che mi mancavano.

Emanuela Merla 

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Circolo dei lettori del torneo di Robinson
di Molfetta
coordinato da Nicola Gaudio

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Romanzo particolare, per me una grande “illuminazione” infatti attraverso la vita dei protagonisti si racconta una delle vicende più drammatiche della storia recente. Bellissimo l’intreccio che l’autore fa delle varie vicende personali fino ad arrivare all’unica vicenda che accomuna tutti i personaggi. Lo stile di scrittura sicuramente è leggero e cattura l’interesse del lettore senza mai cadere di tono ma mantenendo la realtà dei fatti.

Nicola Gaudio

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Circolo dei lettori di Robinson
"Biblioteca comunale di Castano Primo"
coordinato da Paola Lauritano e Maria Rosa Gambacorta

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E’ un libro curioso che lui stesso definisce “né saggio né romanzo”. Con una scrittura fluida ma al contempo molto precisa rievoca le vicende di quella che lui riconosce come l’Atene del ventesimo secolo e soprattutto la forza di volontà di persone come Truman, Hitler e Fermi che, ovviamente in ambiti diversi, grazie anche alla loro forza di volontà hanno raggiunto risultati e posizioni non prevedibili. Molto interessanti i  riferimenti a Wittgenstein, padre della filosofia del linguaggio,  ed i richiami costanti alla potenza delle parole che spesso hanno un doppio significato (vedi “storia” contemporaneamente sinonimo di  realtà ed immaginazione).

Lucia Garavaglia

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Definirei questo libro un po’ saggio e un po’ romanzo, che narra in modo efficace, piacevole e coinvolgente, la storia della bomba atomica.

Ho apprezzato la descrizione delle personalità (fisici, matematici, chimici) che hanno avuto un ruolo importante nella creazione del potente ordigno atomico. I loro studi e gli obiettivi raggiunti sono raccontati anche per chi non “mastica” la fisica e non ha conoscenze dettagliate sul nucleare .

La presenza di importanti  figure femminili :Lise Meitner che per prima formula la teoria della fissione nucleare, per il suo futuro utilizzo: bellico(armi nucleari) e per quello pacifico (energia nucleare). Ebrea e pacifista convinta non accetterà le ripetute richieste degli Stati Uniti per partecipare alla costruzione della bomba atomica e non avrà alcun riconoscimento. Il fisico Josef Rotblast che abbandona le ricerche sul nucleare e che nel 1995 vincerà il premio Nobel per la pace. E poi figure sconosciute come il Dott. Sasaki e la Sig.ra Sasaki, uniti dallo stesso cognome e per il fatto di essere sopravvissuti alla prima bomba (little boy) sganciata su Hiroshima. Entrambi sono esempi di resilienza: “..... più luminose di ogni deflagrazione, più ardenti del fuoco, più audaci degli dei.”

Rosa Maria Calloni

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Non è né un romanzo né un libro storico ma racconta un fatto storico con tutto quello che lo precede nell’arco di 50 anni con ironia e un grande senso del ritmo nella scrittura. La lettura è piacevole e i personaggi, pur essendo di grande caratura, vengono descritti con tutti i loro difetti e paranoie.

Carla Tagliabue 

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Circolo dei lettori del torneo di Robinson
di Matelica “Viola che legge della libreria Kindustria”
coordinato da Francesca Chiappa

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 Libro scelto tra i due volumi ricevuti in lettura, non avendo conoscenze di fisica sufficienti per comprendere almeno un poco i temi trattati in “Niente è impossibile”, nonostante nel corso degli anni ci sia stato il tentativo di affrontare le grandi teorie di Einstein e di altri scienziati, il giudizio è positivo. Autore estroso, Mercadini viene dal teatro e dalla divulgazione scientifica che affronta con successo dopo una giovinezza da ingegnere informatico. Con un linguaggio chiaro e comprensibile e una verve ironica che smorza la drammaticità degli eventi narrati, perché la bomba atomica ed i suoi effetti non ci suggeriscono una conquista dell’umanità ma una sua grande sconfitta, l’autore ci presenta Fermi ed i suoi comprimari del progetto Manhattan, ognuno con la propria psicologia e difficoltà di interazione, provenienti spesso da storie di vita diverse da come avrebbero dovuto essere. La casualità come meccanismo scatenante degli eventi futuri, Fermi scienziato al posto del fratello morto giovane, Opennheimer scelto come capoprogetto quasi per errore, premi Nobel vinti per ricerche non fondamentali, Bohr e la sua errata convinzione che i nazisti fossero vicini alla costruzione della bomba atomica: tutti elementi collaterali  che nella narrazione di Mercadini trasformano una storia ai più nota  in una costruzione drammatica e inquietante dove i particolari sembrano essere tessere di una verità ancora oggi nascosta.

Sonia Cavirani

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 Tutti sappiamo che nell’agosto del ’45 vennero sganciate due bombe atomiche, una su Hiroshima e l’altra su Nagasaki. Ma quello che non tutti sanno è l’intreccio di vite che cela l’invenzione della bomba atomica.

Un libro che permette a chiunque di uscir fuori dalla didattica tradizionale, Mercadini in questo libro è riuscito a proporre un interessante intreccio corale fra premi Nobel e Adolf Hitler permettendo al lettore di immedesimarsi nei personaggi che hanno cambiato la storia dell’uomo.

Consuelo De Amico

 

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Il torneo letterario di Robinson è un'iniziativa curata da Giorgio Dell'Arti per conto di GEDI Gruppo Editoriale S.p.A.
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