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Borgo Sud di Donatella Di Pietrantonio

Einaudi

 

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Circolo dei lettori del torneo letterario di Robinson
di Lanciano “Ex Libris”
 coordinato da Maria Rosaria La Morgia
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Una telefonata nella notte, la partenza improvvisa da Grenoble dove insegna all’Università, il viaggio per Pescara, l’attesa angosciosa di sapere cosa sia successo ad Adriana… il tempo necessario a ripercorrere il passato, la vita familiare, quella condivisa con la sorella irrequieta, priva di regole, piena di vitalità. Attraverso il racconto dell’io narrante, l’Arminuta diventata adulta, si dipana la storia di due sorelle, il loro inesistente rapporto con la madre, gli studi, le esperienze tumultuose, l’amore, il matrimonio, l’abbandono. Il tutto in un intrecciarsi di piani temporali che l’Autrice, con una scrittura tesa, elegante, sobria, riesce perfettamente a controllare con un montaggio perfetto. Borgo Sud è un romanzo che emoziona certamente, ma che presenta, tuttavia, quelli che sono ormai stereotipi della letteratura attuale: il rapporto madre-figlia, quello tra sorelle, l’omosessualità rivelata, il borgo marinaro con le sue miserie e la solidarietà tra la povera gente. Bellissimi temi, ma un po’ abusati.

Rita Foresi

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La notizia dell’incidente di Adriana la tiene sveglia, non lascia che la spossatezza ceda il passo all’agognato sonno.

Nella lunghezza oscura della notte sua sorella, ancora una volta, “la riporta indietro, a tutto quello che aveva voluto lasciare” e la memoria restituisce un fitto intreccio di ricordi: struggenti tenerezze e rabbie furibonde, bottiglie della festa rimaste smezzate, risa spensierate ignare di un futuro tutto diverso da come era stato immaginato.

E una narrazione densa, profonda, spessa con un linguaggio intimo e universale insieme fa prendere corpo ad “una storia di disgrazie e miracoli, morti e sopravvivenze: la storia disadorna della nostra famiglia”.

Una storia che, come Adriana, ha il potere di tenerci legati fino all’ultima parola oltre che per la sua bellezza “Forse la perdita che si porta dentro”.

Paola Fasciani

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LArminuta è in viaggio verso lAbruzzo, dove vive la sorella Adriana. Il viaggio di ritorno diventa occasione per ripercorrere le tappe di una vita di solitudine e abbandoni, di un passato che continua prepotente ad incombere sulle loro vite.

Il romanzo, come un filo rosso, lega tre luoghi: Pescara, la città moderna, Borgo Sud, dove domina un tempo mitico, scandito dall’attesa delle donne che guardano il mare, dalle grida dei bambini che corrono scalzi tra le pozzanghere di acqua salata e la casa dei genitori delle due donne isolata nell’entroterra. A questi si unisce Grenoble, emblema della nuova vita della protagonista. Ma è lAbruzzo il luogo del cuore con i suoi odori, suoni, espressioni dialettali, gesti Il romanzo che soprattutto nella prima parte procede attraverso luso di salti temporali, è percorso da una tensione emotiva che si dissolve nel finale, dove ancora una volta si presenta quel presagio drammatico che aleggia intorno alle protagoniste con cui si era aperto il romanzo. Una storia in cui chi non fa i conti con il proprio passato è destinato a non liberarsene.

Rita Crisanti

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Abruzzese, pescarese non avevo letto prima di questo confronto letterario” Borgo Sud. Prima del grande Covid avevo avuto occasione di incontrare e parlare con lautrice...Poi il leggere le sue interviste e le sue recensioni e il crescere del consenso intorno a lei mi hanno dato perplessità.

Qualche piccola nota critica che trovavo mi rassicurava: rifuggo da ciò che è troppo concorde.

Insomma sarebbe stato un libro non letto, di cui tanto avevo letto.

Una sorellanza e un’orfananza, perché figlie di nessuna madre, con labitudine dellabbandono salvato dalla loro complicità, che diventa resistenza al dolore. Un romanzo di luoghi fra Grenoble e la mia regione con forse, a mio avviso, qualche forzatura verso un Borgo Sud che conoscevo diverso da un punto di vista letterario e personale.

Fra i salti temporali ben padroneggiati dallautrice che aveva scritto, diceva, per trovare un posto nuovo ad Adriana era impossibile evitare riferimenti a Elena Ferrante, già ipotizzati nel precedente romanzo.

Poi il momento del confronto. Diligentemente ho cominciato a leggere: già dalle pagine della festa di laurea di Pietro ho cominciato ad avere il sospetto di quello che fra le righe, fra la tanta recriminazione reiterata, sentivo svilupparsi …la banalità della trama, intreccio o plot offendeva ogni mia aspettativa. Mi è sembrato linfilare due donne, lasciate ancora con il mondo da scoprire, in storie prevedibili e scontate che mortificano le loro potenzialità. Concludo dicendo che Pescara è una realtà dove entrambi i prototipi di queste storie assolute si sono più volte incontrate e svelate …e ogni storia reale ha, per me, più fascino di questo romanzo.

Annarita Frullini

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 Il detto abruzzese ‘‘lu sangue se lagne, manze magne -il sangue (i consanguinei ) si lagna ma non si mangia sintetizzerebbe magnificamente il legame indissolubile tra le due sorelle, protagoniste del romanzo. Il lettore vive il loro rapporto, tenero e feroce allo stesso tempo, attraverso il punto di vista di una delle due sorelle, voce narrante e mai nominata nel testo. Le due vite si intrecciano e risultano ben calate nel territorio abruzzese ma le citazioni precise di vie, locali, ristoranti danno limpressione di una pubblicità occulta…risultando a volte eccessive. È come se si volesse dare in questo modo più credibilità alla storia. Se, secondo alcuni, gli scrittori devono dirci ciò che altrimenti non vediamo ladulterio di Piero risulta congeniale, come se ci svelasse e rendesse più comune una realtà alla quale non si è abituati perché poco nota.

Elvira Martelli

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Un romanzo di dolore e di abbandoniamo anche di sorellanza e amore, Borgo sud (che prende il nome dal quartiere di Pescara dove vive la comunità marinara con una sua spiccata identità), racchiude una storia di opposizioni e di contrasti in cui dialetticamente si confrontano personaggi, linguaggi, luoghi e stili di vita diversi. NellAbruzzo dellArminuta, ma più sfaccettato e complesso, marcato da luoghi, odori, sapori e dialetto, lautrice continua la storia delle sorelle diverse divenute adulte. Accomunate dalla stessa radice dolorosa sono qui alle prese con il dramma di vecchi e nuovi abbandoni. Con periodi brevi e prosa semplice lautrice procede in modo pacato e misurato. Pur attenta ai dettagli, resta un po in superficie senza riuscire ad essere palpitante e pienamente coinvolgente. Il ritmo della narrazione risente dei troppi salti temporali, non sempre maneggiati alla perfezione e la lettura, seppure piacevole e interessante per lambientazione e i riferimenti a luoghi e usanze abruzzesi, non appassiona.

Alba Simigliani

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Convincente prosecuzione della storia dellArminuta e della sorella Adriana, con una descrizione attenta di luoghi e personaggi che acquistano, in questopera, unidentità più chiara che nel primo romanzo. Emerge, con forza, anche lidentità di Borgo Sud, la sua quotidianità, la difficoltà del vivere quotidiano delle persone, e delle famiglie, che ne animano le strade, il dover vivere di poco, il profondo legame con il mare e le sue leggi. Adriana è linterprete più fedele del quartiere, con il suo arrabattarsi quotidiano, i suoi piccoli imbrogli, le assurdità di un amore contrastato, a volte violento, ma profondo e vero. La sorella colta appare farle, quasi, da “spalla”, incapace di affrontare la vita vera e di capire che, vicino, ha un uomo che non la ama.

 La scrittura della Di Pietrantonio è interessante ma, nel confronto con Calabresi, vince senza dubbio la forza della vita vera sulla verità fantastica.

Luigina De Santis

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 Forse sono le aspettative che non mi hanno fatto apprezzare questo libro, mi aspettavo emozioni, dal dolore alla paura, alle piccole felicità e ho trovato solo luoghi, luoghi e luoghi che non riescono a lasciare il passo alla storia. Un libro che da solo non trasmette nulla, neanche desiderio di andarli a vedere quei luoghi, mentre invece rimane vivo in me il desiderio di conoscere i luoghi, che si intuiscono solo, dellinfanzia delle protagoniste. Penso sinceramente che con questo libro lautrice abbia messo un peso, coprendo di ombra il precedente che invece brillava come una gemma incastonata nel mondo delle emozioni.

Luisa Carinci

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Il viaggio tra presente e passato e quello tra sogni di vita e realtà in una continua ed emozionante altalena. La storia, continuazione del romanzo precedente, ci svela in modo profondo non solo la relazione delle due sorelle protagoniste del romanzo ma anche le diverse soluzioni cercate per cercare di reagire e superare uninfanzia segnata da un grande vuoto affettivo. Soluzioni diverse ma comunque fallimentari come se il passato fosse un bagaglio che ci trasciniamo dietro e da cui non riusciamo a liberarci e che pesa continuamente sul presente. Lapprodo è lo stesso anche se si arriva da percorsi diversi, uno di adesione e realizzazione di un modello di vita rispettoso di regole e convenzioni e laltro di ribellione e di una vita vissuta al di fuori delle stesse regole e convenzioni. Il confronto continuo tra i due modelli e landamento pendolare della narrazione generano emozioni e coinvolgimento profondi e spingono ad indagare sulle nostre vite e sulle nostre scelte.

 Anna Ciarelli

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Nel bellissimo romanzo della scrittrice abruzzese si ritrovano molti dei personaggi del libro precedente LArminuta. Intriso di sentimenti di abbandono nel libro è un raccontare sulle conseguenze del disamore. Le vicende delle due sorelle, lArminuta e Adriana, pervase da uno stretto legame, si dipanano portando scompiglio e suscitando forte emozioni. La scrittrice racconta con molta sensibilità, ma anche con molta autenticità, gli strappi dolorosi della vita, ciò che si nasconde nei luoghi, a volte molto bui, dellesistenza. Una realtà, lAbruzzo, ricca di bellezze e di contrasti, tra zone interne e zona costiera, odori e sapori. Interessante lambientazione di questo romanzo nella Pescara marinara, Borgo Sud appunto, con la sua gente aspra e schietta ma ospitale.

Franca Pierdomenico

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Due sorelle e la loro storia ambientata a Borgo Sud, un legame di sangue spezzato da una diversità netta, da caratteri opposti, da visioni diverse ma con la stessa difficoltà d amare. Le protagoniste della storia sono due orfane simboliche di genitori indifferenti e in parte sconosciuti, abbandonate al mondo, a loro stesse, semplicemente sorelle....Sorelle in netta antitesi tra loro: Adriana è profondamente radicata tra le gente di Borgo Sud, comunità di pescatori, che ha assorbito la sua vita e i cui valori hanno orientato tutte le sue scelte; Arminuta ormai adulta, è perennemente in fuga dalla piccola realtà del paese, alla ricerca di un affermazione personale e professionale in grado di farle dimenticare le brutture cui ha assistito da bambina. Due sorelle diverse e distanti, ma inevitabilmente unite, entrambe coraggiose ma perseguitate da troppe vicende dolorose. Tante descrizioni accurate nitide come fotografie: la scrittura della Di Pietrantonio si conferma estremamente realistica, ci presenta storie vere, affanni concreti, vicende in cui il lettore non fatica ad immedesimarsi. Un romanzo breve, che si lascia leggere si legge dun fiato perché è un misto tra saga familiare e analisi introspettiva, senza pause ma ugualmente intenso, una storia al femminile che declina in una riflessione psico-relazionale sul senso del proprio cammino, una realtà magistralmente descritta, con personaggi vivi e autentici che emergono dal testo pieno di richiami alla tradizione popolare, nella cornice di un ipnotico borgo senza tempo, anchesso protagonista della storia. Mi è piaciuto molto, mi ha colpito la malinconia che accompagna tutto il racconto ma anche la forza e la capacità di accettare un vissuto forte e la speranza e la consapevolezza di un futuro possibile.

Rosella Travaglini

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La forza di Donatella Di Pietrantonio è la sua scrittura: tesa, lineare, potente. Dopo LArminuta lo testimonia, in modo diverso, anche Borgo Sud che ne riprende la storia. Ritroviamo larminuta e la sorella Adriana in età adulta, giovani donne che affrontano la vita in modo del tutto diverso: razionale e controllata la prima, impulsiva e spericolata la seconda. Un contrasto che sembra riflettersi nella Pescara divisa tra i quartieri borghesi e la periferia marinara, Borgo sud, dove cè una vita scandalosa e pulsante che attrae e spaventa. Pagina dopo pagina il romanzo racconta il rapporto tra le due sorelle, tra passato e presente. Racconta la solitudine, la fragilità, la complicità e laffetto. Mette ancora una volta a nudo il difficile rapporto con la madre, tema caro a Di Pietrantonio fin dal primo romanzo.

 Maria Rosaria La Morgia

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Il primo bel romanzo Larminuta trova un degno seguito. Stesso stile, flashback continui delle due protagoniste tra il presente e il passato. E una malinconica narrazione con, in sottofondo, il borgo abruzzese. Il tema dellabbandono regna sovrano.

Antonella Fantini

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Dopo LArminuta, ora anche apprezzatissimo film, la Di Pietrantonio continua la storia complicata dolorosa, intensa ed emozionante di due sorelle, lirrequieta ribelle e volitiva Adriana e la protagonista quellarminuta che porta scompiglio in una famiglia dove i sentimenti sono taciuti, dove non ci sono spazi per carezze e nemmeno per sorrisi, solo qualche timido accenno. Ed è ancora Adriana a irrompere nella vita della sorella che faticosamente aveva provato a ricostruire la sua vita lontana da Borgo Sud, a Parigi. Ma viene richiamata in Abruzzo, un viaggio che non può evitare. Ed è un ritorno popolato da ricordi, Le sorelle cercano insieme di riannodare i fili della memoria, mentre le crepe e le mancanze delle loro pur diversissime esistenze esplodono mettendole di fronte a verità che non avrebbero voluto conoscere. Troppe le domande senza risposta e le parole non dette, ferme in gola come grumi, in questa storia che accompagna e scuote il lettore in un crescendo di sentimenti contrastanti, forti, appassionati, che restano spesso inespressi, nelle pieghe più profonde dellanimo di chi ha conosciuto tristezze e abbandoni, solitudine e desiderio di riscatto. È un romanzo intimo e profondo e la Di Pietrantonio riesce a coinvolgere, a emozionare con una scrittura che avvolge, che ti abbraccia e ti conduce nella complessità di vite e di luoghi impenetrabili, lasciando però la porta aperta alla luce, alla speranza…

Pina De Felice

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Bellissimo anche questo romanzo della Di Pietrantonio, che accompagna le sorelle ormai adulte in ambienti sociali e culturali diversissimi. La scena si sposta a Pescara, che riunisce le sorelle, in ospedale. Adriana vi abita da anni, nel quartiere dei pescatori, con uno dei quali si è sposata. Ma é caduta dal terrazzo, e si è salvata per miracolo. La sorella arriva di corsa da Grenoble, dove lavora in università, pienamente europea ed ormai emancipata rispetto alle origini. Ma non affettive, Che invece, per la sorella, avverte ancora come basilari e fondative. A fianco al suo letto, che abbandonerà solo quando sembra avviata la guarigione, si snoda la memoria delle loro vicende sororali... Ne viene fuori un affresco di personaggi e ambienti che devono adattarsi continuamente a nuovi stimoli e comportamenti inediti. Una società alla ricerca di libertà di ogni tipo, che spesso non riesce a curare le radici e le relazioni importanti, ma comunque viva e perciò piena di contraddizioni. Nel libro è larminuta adulta che racconta... nel mentre rinsalda quel rapporto con la sorella che è divenuto il fondamento identitario familiare per ambedue. Se ne tornerà in Francia, dopo aver avuto certezza dellavvio di guarigione della sorella. Brava, molto, la Di Pietrantonio.

Edvige Ricci

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Circolo dei lettori del torneo letterario di Robinson
di Fiume Veneto “Prendiamoci il tempo”
 coordinato da Lucia Tomasi
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Un romanzo che si legge tutto d’un fiato. Avvincente storia di due sorelle e della loro famiglia. Molto diverse tra loro scelgono strade opposte, si perdono e si ritrovano. Due vite travagliate. Consigliato, da leggere. Mi è piaciuto molto.

Annalisa Xerra

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“Borgo Sud” vede il ritorno della protagonista, ora insegnante all’università di Grenoble, a Borgo Sud, zona periferica e marinara della città di Pescara, dopo che sua sorella Adriana è caduta dal terrazzo di casa e si trova in terapia intensiva. La protagonista, studiosa e riflessiva, sembra molta diversa dalla sorella più scapestrata, ma entrambe sono accumunate da un famelico bisogno d’amore dovuto a mancanze, a parole non dette, a continui abbandoni: la madre è anaffettiva, il padre è rozzo nei sentimenti e nei modi, Piero, marito della protagonista, silenzioso e assente, è incapace di rivelare la sua omosessualità, mentre Rafael, marito di Adriana, è pieno di debiti e di indole violenta. Ben descritti i luoghi: Grenoble, sinonimo di speranza in una vita nuova, l’entroterra dei genitori rappresentato come mondo a sé stante, Pescara città più accessibile per la protagonista e Borgo Sud, luogo di pescatori e di accoglienza e ospitalità, ma dove aleggia un senso di omertà fra gli abitanti, laddove si debbano rivelare possibili scomode verità.

Eleonora Zaccarini

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Borgo Sud è il sequel dell’Arminuta, edito sempre da Einaudi nel 2017; la scrittrice Donatella Di Pietrantonio ne riprende la storia inserendo la protagonista in una cornice adulta, in viaggio verso l’Abruzzo dove c’è sua sorella Adriana.

Adriana sembrava avere una vita perfetta ma una mattina bussa improvvisamente alla porta della sorella e del marito con in braccio un neonato: la sua vita si è infranta, tante crepe in un matrimonio frutto di un amore malandato.

Capitolo dopo capitolo, il lettore ricostruisce il passato di due sorelle che hanno affrontato la vita affidandola ad un amore vissuto come totalizzante che diviene poi malattia e dannazione.

Il secondo volume non sempre tiene testa al primo forse perché è la stessa età adolescenziale che non può tenere testa alle esperienze dell’età adulta. Consiglio la lettura di entrambi i romanzi soprattutto per comprendere che il rapporto di “sorellanza” dura nonostante tutto. Della Di Pietrantonio bisogna leggere tutto soprattutto per la fragilità che traspare dalle pagine come donna e come scrittrice. Scrive in una intervista “non è stato facile ricominciare dopo L’Arminuta. Non ritrovavo il silenzio dentro di me, non il vuoto doloroso da cui nasce la scrittura”. La capisco e la apprezzo per essere vera e autentica anche con i suoi lettori.

Lucia Tomasi

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Una telefonata cambia la vita della narratrice. Adriana sua sorella è in fin di vita. Una caduta misteriosa. La storia di due donne caratterialmente diverse. Ritornando nel suo quartiere nativo “Borgo Sud” ricorda il loro passato, la loro giovinezza. Un libro dalla lettura scorrevole e gradevole che racconta una storia nella quale chiunque può riconoscersi. Non do il voto a questo libro perché la storia non mi ha coinvolto.

Lucia Sist

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Grandi Lettori
di Robinson
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Il borgo marino di Pescara fa da sfondo alla storia di una famiglia, forte delle sue radici abruzzesi. Scritto in prima persona, la protagonista racconta le sue vicende personali, in un altalenarsi di situazioni tra presente e passato, il cui vissuto lascia spazio ai ricordi, anche tristi, e mal elaborati. Nonostante la fluida e dolce scrittura, i molti personaggi, in particolare quelli femminili, svelano un carattere ruvido e caparbio, caratteristica spiccata della gente d’Abruzzo. Due sorelle molto diverse tra loro, si trovano a fare i conti con le loro scelte, con l’ambiente in cui sono cresciute, ma soprattutto con l’anaffettività della madre, che le ha segnate profondamente. Un libro che mi è piaciuto, per l’uso della lingua, a tratti dialettale, per la capacità di descrivere passaggi di vita, anche molto complessi, con profonda sensibilità e semplicità, sospendendo ogni giudizio, lasciando al lettore la possibilità di abbandonarsi, come accarezzato dal movimento delle onde del mare di cui si percepisce l’odore, e la bellezza.

Silvia Di Tosti

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Un libro della memoria, che, come la memoria, si sposta a ritroso senza un ordine, né una velocità. Nella storia si entra a fatica: ci affacciamo mentre tutto va in frantumi, e bendati accettiamo di seguire il viaggiare erratico dei pensieri dell’io narrante. È la scrittura, onesta, robusta, a tenerci saldi nel buio che raccoglie personaggi e impressioni di vita. Passeggiamo silenti nelle camere della mente, spettatori passivi, a cui non è dato tempo o modo di agire, guardiamo la vita accadere senza poterla cambiare. La forza di questo romanzo, d’altronde, sta tutta qui.

Ilaria Grando

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Un viaggio tra il passato che torna a bussare alla porta con tutto il suo carico di antichi dolori ed un presente fatto di una contezza tutta nuova, data dall’evoluzione dei personaggi. In uno stile di scrittura avvincente e coinvolgente, assistiamo alle vicende di queste due sorelle, diverse e distanti, ma inevitabilmente legate da una fragilità d’animo e da esperienze dolorose, sfociate in amori devastanti, capaci di stravolgere le loro vite.

Abbandono e riscoperta sono i temi che la fanno da padrone nell’affresco delle istantanee di vita di queste due sorelle, sapientemente dipinto dall’autrice, in una tensione emotiva che tiene incollati dalla prima all’ultima pagina.

Il tutto incorniciato in un Borgo abruzzese senza tempo, di cui pare poter assaporare colori, profumi e sapori e che emerge in tutta la sua dolente bellezza.

Un romanzo che è quasi un’analisi introspettiva e che mette nero su bianco una assoluta verità: non si fugge mai veramente da un legame e dalla propria storia, con cui si è chiamati sempre a fare i conti.

Chiara Morandi

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Ho trovato la storia struggente e talvolta troppo dolorosa ma comunque realistica. Ho apprezzato molto la scrittura scarna dell’autrice, nonostante abbia fatto fatica all’inizio a orientarmi fra i diversi piani temporali.

Sebbene il mio parere sia positivo, non ho sentito una particolare connessione con i vari personaggi.

Silvia Visnadi

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Adriana e l’Arminuta si sommano a quelle ormai numerose coppie di amiche-sorelle che si stanno affacciando al panorama letterario italiano e con cui, evidentemente, abbiamo il forte bisogno di identificarci. Adriana è vita in potenza racchiusa nelle parole della sorella che, attraverso la narrazione, ripercorre la storia della loro relazione costruita su continui sconfinamenti, somme e sottrazioni identitarie. Le due donne, sempre pronte a prendersi reciprocamente cura l’una dell’altra nel modo rude e silenzioso che porta gli echi delle loro origini, sono unite da un rapporto viscerale che travalica il legame di sangue e si fonda sulla solidarietà più cieca e profonda.

Irene Bianchi

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La protagonista del romanzo spesso manca di volontà e di decisione, la sua incertezza nei confronti della vita nasconde un certo fatalismo: si è chiusa a riccio per proteggersi, per assorbire i colpi e sopravvivere, da sola. Come chi ha sofferto troppo e non lotta più, in attesa di riprendersi.

Ambivalente, pieno di amore ma rabbioso il rapporto con la sorella scapestrata ma così decisa e sicura di sé nonostante tutto, così diversa da lei e per questo ammirata, anche se in modo contorto.

Ad entrambe è mancato l’amore della famiglia ma la sorella è riuscita ad adattarsi, a trovare in sé le risorse per riscattarsi e vivere a pieno, anche in quelle condizioni.

Il rapporto di coppia della protagonista è deludente, inconcludente, pur essendo parte centrale del romanzo passa in secondo piano, sommerso dall’apparato emotivo riguardante le origini della donna.

Ho trovato questo romanzo intenso, graffiante, necessariamente doloroso nella sua volontà di esporre le emozioni in modo chirurgico senza volersi proteggere. L’ho trovato onesto e per questo l’ho apprezzato.

Giulia Montanari

 

 

 

Il torneo letterario di Robinson è un'iniziativa curata da Giorgio Dell'Arti per conto di GEDI Gruppo Editoriale S.p.A.
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