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Cercando Virginia di Elisabetta Bricca

Garzanti

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Circolo dei lettori del torneo di Robinson
di Arezzo "Gli instabili"
coordinato da Dorine Shkreli

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In Cercando Virginia, di ELISABETTA BRICCA, la protagonista è Emma, una ragazza  le cui vicende sono scandite ad ogni capitolo da citazioni tratte in massima parte da libri appunto di Virginia Woolf, come suggerisce il titolo.  Emma è alla ricerca -istintiva, poi via via più consapevole- di una via per liberarsi dal modello familiare e culturale che pare prevalere nelle campagne cortonesi e della Val di Chiana in genere, intorno alla metà degli anni 70 del secolo scorso: piccoli proprietari terrieri dove il padre è padrone, la madre succube, e incerte sono le speranze di riscatto. Per il  fratello Settimio forse la speranza sta nella lettura dei grandi romanzieri russi; per Emma nel desiderio di proseguire gli studi e nell’indeterminata ricerca della bellezza in tutte le sue forme. Dopo che Emma ha subito un tentativo di violenza sessuale da parte di un lavorante, in quel “covo di bestie”, Settimio le trova un rifugio presso la “signora Dalloway”, un’inglese proprietaria di un lussuoso palazzo a Cortona. Presso questa Sig. Dalloway Emma trova amicizia e comprensione nel personale di servizio e nella stessa padrona di casa, con la quale ogni giovedì leggerà e prenderà coscienza che una ragazza è prima di tutto una persona che può e deve sostenersi da sola, e non semplicemente andare alla ricerca di “un buon partito”; un buon partito che pure le si presenta e alle buone intenzioni del quale alla fine ella crede, accettando di sposarlo. Ma “amarsi senza appartenersi” è cosa difficile per un marito pur animato di ottime intenzioni, e progressivamente il distacco tra i due aumenta, fino a diventare un abisso, quando le vicende portano Emma e la Sig. Dalloway prima a fondare il Club Virginia, e poi a compiere un viaggio a Firenze (la villa all’Ombrellino, il giardino di Boboli) e poi in Inghilterra (Londra, lo Yorkshire, il Sussex…) per una missione apparentemente impossibile. Davvero, se con Virginia è cominciato tutto, con lei deve finire, per cui attraverso le contee dove Virginia ha vissuto, giungiamo anche noi fino a Rodmell e Monk’s House, l’ultimo rifugio di Virginia, un luogo dell’anima che diventa reale. Rivedendo infine la cupola azzurro chiaro della chiesa del Calcinaio a Cortona, Emma ritrova il mondo immobile che aveva lasciato, ma in lei è nato l’entusiasmo di chi ha trovato il suo posto nel mondo e da giornalista e scrittrice potrà meglio contribuire al risveglio di altre voci fresche, moderne, indipendenti che caratterizzano “la forza ribelle” delle donne.

In conclusione un libro di formazione utile per un primo approccio alla questione femminile, anche se si avverte una certa artificiosità nell’impianto, si notano alcune ingenuità nella parte iniziale e lungaggini in quelle finali.

Luigi Capecchi

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Recensione due

Cercando Virginia.

Il romanzo descrive la parabola ascendente dell’evoluzione culturale e sociale di Emma attraverso incontri decisivi, sia traumatici, sia di grande aiuto economico, culturale, affettivo.

Da bambina maltrattata e poi giovane violentata, con passaggi repentini, diventa proprietaria di una grande villa a Cortona dove organizza un’associazione di donne per aiutarle nella consapevolezza del loro valore, per finirla di accettare soprusi e violenze maschili e altro.

La storia procede con brevi capitoli preceduti da citazioni di opere di Virginia Woolf, ma lo stile e la lingua non sono mutuati da quelli della scrittrice tanto ricercata.

 L’intenso lirismo e il virtuosismo stilistico della Woolf  sono certamente difficili da raggiungere, ma  il contrasto tra il testo del romanzo ed i ricordi di vecchie letture si fa sempre più forte e fa sembrare piuttosto vecchio stile il linguaggio e lo svolgersi del racconto.  Chi non ha amato e “bevuto” negli anni 70 le Storie della grande scrittrice, può trovare in questo romanzo lo stimolo per andarsele e leggere e capire meglio come le donne siano arrivate alla considerazione sociale di cui adesso godono o ancora non godono, a seconda dei punti di vista, ma per chi ha vissuta la sua vita di donna a partire già da una consapevolezza almeno del problema sollevato, troverà certamente il tutto molto datato come appunto fosse stato scritto negli anni 70.

Anna Cinquini

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Circolo dei lettori del torneo
di Robinson di Foggia 2 “Foggia Legge”
coordinato da Alessio Tortorella
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 "Cercando Virginia" non è un romanzo perfetto, anzi. Presenta svolte troppo repentine, passaggi sviluppati superficialmente, caratteri appena abbozzati e a mio parere dettagli anacronistici che poco si sposano con il tempo storico della narrazione che dovrebbe essere la fine degli anni Settanta, come se fosse una storia fuori dal tempo e dallo spazio reali. Ma forse proprio questi difetti lo rendono tenero e piacevole da leggere. La storia di Emma è fiabesca, il suo incontro con Elisabeth Thorn, alias Mrs Dalloway non può che essere letterario, di pura finzione ma il fatto che si avverta non è poi così grave. Perché qui secondo me ciò che conta veramente, più della storia, più dei personaggi, è il messaggio. È un libro che celebra le donne partendo da una grande, immensa scrittrice che è Virginia Woolf. Io ho amato "Mrs Dalloway" e non ho potuto non apprezzare le citazioni e i riferimenti ai libri della Woolf. Quindi sì, resta un romanzo alquanto imperfetto secondo me, ma lascia qualcosa di leggero e soave e può essere una gradevole lettura da consigliare a giovani ragazze in procinto di diventare donne.

Livia Gentile

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