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Giura di Stefano Benni
Feltrinelli

 

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 Circolo dei lettori del torneo di Robinson
"Biblioteca di Rocca Priora"
coordinato da Silvia Fanfarillo

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Fantasia e realtà si alternano in questo racconto a due voci, in questo rincorrersi nel tempo e nello spazio, in questa storia di amore e natura, in questa analisi della vita osservata da prospettive insolite e ironiche.

                                                                                                                                                                                                             Marisa Frisciotti

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Circolo dei lettori del torneo letterario di Robinson
di Lecce 2 "Orti di guerra"

coordinato da Simona Cleopazzo e Anna Gatto
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Benni ci regala una nuova favola, piena di romanticismo e magia. Con il suo intelligente surrealismo e la spiazzante ironia, racconta un amore fatto di promesse, partenze e ritorni.

La pragmatica e ribelle Luna vive insieme all'idealista Febo una passione tenera e sensuale, che da ragazzi li vede diventare adulti. Attorno a loro, prima l'incanto della campagna dell'infanzia e poi la crudezza di un mondo adulto e per molti versi disincantato. E in più, tanti incredibili personaggi, a fare da cornice a un indissolubile legame, che va oltre il tempo e lo spazio.

Cristina Panepinto

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I personaggi di Benni sono talmente improbabili – perfino nei nomi, Luna e Febo – da risultare alla fine credibilissimi. Nati nello stesso piccolo borgo montano, innamorati fin da bambini, i due protagonisti attraversano la storia del nostro paese degli ultimi 70 anni. Tra amore e rabbia, lotta e disincanto, velleità e fallimenti, assistono impotenti alla distruzione del paradiso terrestre della loro infanzia, ma anche al declino di un paese, il nostro, e del pianeta intero, dovuto soprattutto al contributo degli “odioni”, cioè di tutte quelle persone animate da egoismo, prepotenza, cinismo, rancore, smania di potere e di ricchezza.

Costretti ad abbandonare il paradiso terrestre, i due si incontrano, e lo incontrano, poche volte nella loro vita, riaccendendo e celebrando un amore che non è mai stato messo in discussione, ma che non ha mai potuto essere vissuto se non nella memoria e nella distanza. Siamo fatti di bene e di male.

Marco Totano

 

 

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Circolo dei lettori del torneo letterario di Robinson
di Castano Primo “Biblioteca comunale”
coordinato da Paola Lauritano e Maria Rosa Gambacorta
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È un libro che si legge con semplicità, non perché superficiale o banale, anzi. Il racconto non perde occasione di commuovere e tenere incollati al libro, fa sorridere anche nei momenti più intensi, è una favola romantica, in cui c’è passione e un po' di tristezza, ma sempre in modo misurato e con una grande, buona saggezza. Non sono un appassionato di storie d’amore, ma questa per la storia di per sé, e per il finale, quando, sullo sfondo di un’isola da sogno, si illudono brevemente di poter restare sempre insieme, ma si perderanno ancora una volta, mi ha appassionato. Questo libro lo raccomanderei.

Giovanni Marzorati

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È un libro piacevole in cui lo stile dell’autore rimane immutato e, forse, un po’ già visto, quasi a stampella di una trama debole. Come sempre geniale è l’alternarsi di toni: dall’angoscia del soldato che si impicca perché “ne ha viste troppe” alla descrizione onirica delle streghe che fumano e ballano al sarcasmo verso “i filosofi francesi incomprensibili anche a loro stessi”. Molte le citazioni: da De André a Melville fino al ragazzo della via Gluck quasi a voler irrobustire il brodo di una storia con un finale scontato: lui da ragazzo per bene a sbandato e lei da streghetta muta a logopedista affermata.

Comunque geniali alcuni suoi folgoranti aforismi tipo:

- “l’anima non invecchia, la prostata sì”

- “è partito male, poi sa andare avanti anche peggio”

- “la politica è il tentativo di dare un po’ di gioia a chi non ha neanche il permesso di cercarla”.

Lucia Garavaglia

 

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 Circolo dei lettori del torneo di Robinson
di Roma "Passaparola"
coordinato da Giulia Alberico
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Una stravagante famiglia di personaggi, un mondo magico in bilico tra realtà e fantasia, i sentimenti di un'umanità bizzarra e variopinta.  A proposito di Stefano Benni ormai non possiamo parlare più di originalità, ma almeno ne riconosciamo l'autenticità.

Mariella Cioffi

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Un romanzo a due voci: Febo e Lunaria raccontano la loro storia, l’amore tra due ragazzi che continuano a ‘sentirsi’ superando ogni forma di lontananza come per magia. Due mondi si contrappongono, quello rurale e quello cittadino. La campagna non contaminata, la semplicità della gente dall’odore acre e pungente, sono il mondo vero. Nelle pagine dedicate agli anni trascorsi sugli Appennini, magia e folklore, l’afasia di Lunaria e l’intesa con Febo rappresentano l’incantesimo che li legherà per sempre. Qui la parola è poesia. L’arrivo dell’autostrada, la speculazione edilizia, distruggono alberi secolari e quel mondo magico scompare con l’arrivo delle macchine che infrangono il suono silenzioso della natura. Entra in scena la città, l’università per Febo, gli anni della rivolta studentesca, i grandi cambiamenti di Lunaria.  Le parole si affastellano in monologhi interiori che narrano confusi momenti di vita e il turbinio di sensazioni si riflette in una scrittura carica di neologismi. Poi il racconto si sfilaccia lentamente con salti temporali e spaziali, perde d’intensità, nonostante il romanticismo del sogno ecologista di Febo.

Livia Tucceri

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 Circolo dei lettori del torneo di Robinson
"Biblioteca di Buccinasco"
coordinato da Silvia Mincuzzi
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Difficile scelta (con L'archivio del diavolo): entrambi i romanzi sono ben costruiti, con personaggi forti e chiaramente caratterizzati. La trama si dipana in maniera coerente ma affatto banale attraverso i diversi punti di vista dei protagonisti. Scelgo Giura per lo stile di scrittura e la cura nella scelta delle parole che "aprono mondi".

Monia Marchiori

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Scrittura evocativa e, talvolta, volutamente ripetitiva. Febo e Luna (Apollo e Luna, apollineo e dionisiaco, dove la parte razionale è Luna), si cercano e si trovano per tutto il libro e sono lo specchio del pensiero di Benni sul nostro tempo. È un pensiero positivo, nonostante tutto, perché si può sempre ricominciare come fa Luna.

Lorena Parretti

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La storia d’amore di Febo e Luna, nonostante sia scritta da Stefano Benni, autore di tanti libri molto belli, non mi ha entusiasmato. Non ho trovato nulla di nuovo e di coinvolgente.

Alessandra Sala

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Un libro che ci va rivivere la nostra storia. Attraverso gli occhi dei due protagonisti e del loro clan familiare, ripercorriamo le atmosfere, le canzoni, i miti degli ultimi quarant'anni. Una bella storia d'amore che rifugge dalle situazioni sdolcinate, un amarcord che tocca le corde dei lettori di una certa età.

Maurizio Berra

 

 

Giura di Stefano Benni
Feltrinelli

 

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Circolo dei lettori del torneo di Robinson
di Grottaferrata "Un libro al mese della biblioteca comunale"
coordinato da Lucia Zenobi e Cinzia Silvagni         
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Inizio a leggere e mi ritrovo nel mondo di Benni, assieme a Bue, a Luna, a Demonio. Dal noce Himalaya vedo i primi vagiti dell‘amore tra Codino e Luna. Osservo Zanza, Celso e Strappafiori che crescono e mi sento a casa. Questo è il mio romanzo.

Adagio adagio le cose cambiano; la vita trasforma un gruppo di folletti in persone concrete. Luna, da muta e paralizzata, si trasforma in una donna che cammina, parla e insegna. Codino diventa Febo e si innamora dell’utopia fino a diventarne un martire. Gli unici momenti che mi fa ritrovare Benni sono quando, raramente e casualmente, Luna e Febo si ritrovano. I loro incontri sono brevi, intensi e folli. Si cercano ma fanno di tutto perché sia il caso ad avvicinarli non la voglia.

Sicuramente uno dei romanzi Bennici meno bello che abbia letto

Parma Vincenzo

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Aiuto!! Devo leggere un libro di Benni, uno scrittore che non ho ma amato. Il primo capitolo è esattamente quello che mi aspettavo, penso di interrompere, ma mi consigliano di continuare... lentamente mi prende… la storia scorre piacevolmente; belle queste due persone che si rincorrono riuscendo solo, ogni tanto, a toccarsi, trascinati dai rispettivi destini, in direzioni divergenti.

Mambrini Donatella

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È il primo romanzo di Stefano Benni che leggo, ma mi hanno deluso sia la storia sia lo stile. Con una prosa secca, a volte troppo frettolosa, a volte personalizzata da invenzioni linguistiche non sempre felici, purtroppo anche infarcita di inutili volgarità Benni ci racconta la vita di Lunaria animata dal desiderio di aiutare i più deboli, e di Febo ambientalista sempre in lotta con il mondo. E accanto a loro altre vite, altri amori. E saranno tre morti per amore che li faranno allontanare. Un romanzo d'amore? O un romanzo di due che si amano, si rincorrono, si lasciano, si ritrovano…? Il tutto in un mix di ironia, surreale, visionario, reale… che non mi ha affatto conquistato.         

Cristina Patuzzi

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Una storia incantata, che emoziona come poche. Una coppia che s'inseguirà per tutta la vita. Un amore che non muore nonostante la distanza, il perdersi e il ritrovarsi. Ci si innamora di Febo e Luna.

Giuliana Lombardi

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È una storia che inizia come una favola: Febo e Luna sono due ragazzi innamorati e vivono in un mondo da fiaba che purtroppo, viene spazzato via dal “progresso “. I due si separano, si rincontrano e si amano, varie volte. La storia, all’inizio idilliaca, si trasforma progressivamente, in una realtà di degrado e di soprusi. Il mondo da fiaba, viene sostituito da un mondo virtuale con una progressiva decadenza morale è una corsa ottusa verso l’abisso, contro il quale Febo lotta con tutte le sue forze. Con leggerezza e una grande vena satirica l’autore fa un impietoso quadro del dramma che l’umanità sta inconsapevolmente vivendo. Infine, su tutto, prevale la poesia.

Salvatore Spanò

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Ho letto poco di Benni, ho iniziato convinta mi piacesse, amo le storie fantastiche e surreali, ma forse non era il momento, ho la testa piena di tante cose, non sono riuscita ad entrare nella storia dei due protagonisti, l’ho sentita troppo distante da me, troppo irreale.

Lucia Zenobi

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Giura racconta la storia di un legame, di un amore, di una vita.

Raccontato a due voci, fin dalle prime pagine cattura e coinvolge con il suo stile semplice, a tratti ironico a tratti triste quasi disperato.

Tutti i personaggi sono ben caratterizzati con storie sempre interessanti e mai banali.

Finale un po' mirabolante, per i miei gusti, ma può starci.

In sintesi buon libro.

Francesca Del Giudice

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Non avendo mai letto niente di questo autore, ho fatto un po' di fatica ad entrare in questo mondo "irreale ed onirico".

Ironia e fervida immaginazione hanno disegnato tanti personaggi memorabili e l'amore non comune di Febo e Lunaria.

I vari personaggi e situazioni sembrano surreali, ma si possono riportare ad una realtà vicina ad ogni uomo.

Baronciani Roberta

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È la ricerca di essere un po’ felici che ci fa vivere?

Due giovani anime, che restano sempre tali anche se ottuagenarie, possono vivere per questo, grazie al fuoco che le ha sempre alimentate. Essere tanto lontane e essere tanto vicine, testimone la natura e motore la fantasia, mentre la vita porta in luoghi remoti, riesce a fargli trovare uno spazio comune in un lento altrove.

Luna e Febo tanto concreti quanto astratti, costruiti dalle menti ma reali, intrecciano le loro vite pur vivendole in altri mondi grazie alla capacità di Stefano Benni di essere ironico ma anche struggente, una prerogativa di questo scrittore che è anche il fulcro di questo libro.

Testa Mauro

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Libro per nostalgici sessantottini.

Si legge piacevolmente... con personaggi ben descritti e situazioni ben congegnate.

Ma alla fine non coinvolge... può benissimo passare inosservato.

Mecozzi Enrica

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L’autore descrive in nodo magico e ironico un amore felice ma fatto ma fatto di momenti malinconici. Storia sulla deriva del nostro mondo tra fantasia, contadini saggi, alberi avvinghianti come gemelli. Fabio visionario con grandi progetti per la difesa del pianeta, Luna generosa con gli altri. L’anima non invecchia la prostata si

Giuseppina Santoro

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Non sono appassionata del genere surreale ed onirico, ma questo racconto, fedelissimo allo stile Benni, rapisce per la sua ingenuità e per i colori dei personaggi.

Tra fiaba e realtà, allegro e malinconico, profetico e nostalgico si racconta di amori felici e impossibili.

Elisa Ticconi

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Ho trovato il libro particolarmente piacevole alla lettura in quanto nel raccontare una storia d’amore in parte romantica, in parte appassionata ma sostanzialmente triste anche nei momenti di maggiore trasporto, l’autore procede come se stesse raccontando una favola, utilizzando a seconda dei momenti e delle situazioni, la dolcezza, l’ironia, la fantasia, mentre la narrazione procede in maniera alternata passando dalla prospettiva di Febo a quella di Lunaria, rappresentanti rispettivamente l’aspetto solare e lunatico della vita.

Nel racconto vengono toccati di volta in volta i temi più significativi ed importanti specialmente al momento attuale.

Il più evidente è quello ambientale che, con il drammatico finale, lancia, a mio parere, uno sguardo di grande preoccupazione sul futuro dell’umanità.

Un altro aspetto messo in evidenza da Benni riguarda la volgarizzazione del vivere civile, dovuta principalmente al potere del denaro e rappresentato in particolare nell’episodio del capitano e dall’equipaggio dello yacht.

Fulvio Cicchetti

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Premessa. Non amo lo stile letterario di Stefano Benni, tuttavia i primi capitoli del testo li ho trovati piacevoli e ben strutturati; proseguendo la lettura ho cominciato però ad annoiarmi dovendo fronteggiare una storia d’amore struggente e irrealizzabile inframmezzata da una pletora di personaggi memorabili quanto assurdi che vanno a popolare un racconto che si sviluppa come una fiaba. L’autore ha inserito nella narrazione alcuni scottanti temi di attualità come la difesa dell’ambiente o le complesse dinamiche famigliari, ma non è riuscito nel complesso a coinvolgermi né per quanto concerne l’esposizione né a livello emotivo forse perché il romanzo è veramente troppo onirico, surreale.

Cinzia Silvagni

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La storia narrata nel libro mi ha appassionato, in bilico fra fiaba e realtà in puro stile Benni, l'autore costruisce un mondo ricco di personaggi che sembra vivere davanti ai nostri occhi e affronta molti temi importanti il rapporto con la natura, l'amicizia, l'amore, l'imperfezione umana. Per chi già conosce Stefano Benni una conferma, per chi lo deve scoprire un buon modo per iniziare ad apprezzarlo.

Delia D’Onofrio

 

 

Il torneo letterario di Robinson è un'iniziativa curata da Giorgio Dell'Arti per conto di GEDI Gruppo Editoriale S.p.A.
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