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La cura dello sguardo di Franco Arminio
Bompiani

 

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Circolo dei lettori del torneo di Robinson
di Chiampo “SentieriDiLettura”
coordinato da Marianna Repele
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In questo libro Franco Arminio tramite dei brevi “racconti”, esprime concetti densi e pieni di significato, i quali ognuno ha un argomento diverso. Nonostante ogni storiella sia lunga poche righe, il poeta riesce a farci capire tramite l’intensità di ogni sua parola, il significato del suo pensiero sull’argomento trattato. A me è piaciuto molto per la sua semplicità nel descrivere le piccole cose di ogni giorno.

Silvia Galiotto

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In un’epoca di disorientamento e di ricerca di senso come quella in cui viviamo, c’è bisogno di poesia che sappia parlare alle persone e che ci aiuti a capire.

La poesia di Arminio, attraverso pensieri e riflessioni, a volte anche consigli, racconta i ns tempi ed i suoi mali e ci indica la strada per la cura, una cura che parte dallo sguardo.

Non siamo più abituati ad osservare, a cogliere i cambiamenti e le sfumature ma il mondo che ci circonda può diventare una grande farmacia a cui possiamo attingere liberamente e in maniera gratuita.

Il cuore della questione è proprio questo: la cura sta nello sguardo; siamo noi che dobbiamo curare la nostra capacità di guardare, di guardare non solo al paesaggio naturale anche a quello umano.

Per gustarsi il libro, il consiglio è di sorseggiarlo piano, di fermarsi per riflettere, tornare indietro e rileggere alcune parole o frasi intere....

Romina Vicentin

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Leggere questo libro mi ha aiutato a sollevare quei dubbi che creano bivi nella mia vita, ma mi ha indicato anche la strada da percorrere. Ad esempio, ho capito che, se sbaglio, è inutile accusare o accusarmi. Nell’errore c’è l’energia della riparazione. Chi mi insegna è il tempo che passa. La vita è bella solo quando non scappo. Tema centrale del saggio è la malattia. Sono d’accordo con Arminio: solo chi cerca le proprie parole si ammala poco. La lingua può fermare la paura e può dare slancio alla gioia. La nostra debolezza è nascondere ai nostri occhi ciò che siamo. Ho apprezzato in particolare le riflessioni dell’Autore sui piccoli paesi e sui paesani. In particolare è bella la descrizione del Molise, la sua Vitamina M: solitudine e melanconia, dolcezza e silenzio di chi è venuto e di chi se ne è andato. Giustamente Arminio accusa tutti noi di essere spesso troppo invadenti rispetto alle creature del Pianeta. Ne sono la prova l’ingiusta distribuzione del cibo, le diseguaglianze economiche e l’inquinamento. Perciò è necessaria una rivoluzione nel modo di percepire e percepirci. Del resto la vita è un incrocio di abitudine e di utopia di un mondo nuovo e soprattutto non è mai un affare privato. Ciascuno di noi è consapevole di aver poco da vivere e paga per gli equivoci e le incertezze del passato; quindi prova una solitudine irrimediabile e colma il vuoto interiore con epifanie impreviste ed improvvise, illusorie e provvisorie. Ne scaturisce l’ansia, l’attrito al futuro: si immagina un male che non è ancora avvenuto. Dobbiamo aprire il pugno ed allargare le dita per accogliere l’invisibile. Specialmente adesso, dopo la pandemia, l’autore ci invita a riattivare il desiderio e ad apprendere l’arte dello sguardo: le cose che entrano dagli occhi possono essere farmaci. Mi impegno a seguire i suggerimenti di Arminio: dove sarò io nessuno si potrà permettere di trascurare la gioia. Nessun giorno sarà senza amore. Ringrazierò, ammirerò e perdonerò. Aspetterò che il silenzio mi porti qualche dono. Contro ogni paura le passioni aumenteranno le mie difese immunitarie. Non voglio essere una depressa che, in quanto tale, non dà fastidio. Desidero amare, cioè coltivare un pezzo di cielo qui nella terra. Voglio non il successo ma lasciare una traccia nell’universo. Non mi ammalerò mai se ci sarà qualcuno che avrà voglia di parlare con me o se io avrò voglia di parlare con gli altri.

Antonella Burrini

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Il poeta in occasione del suo sessantesimo compleanno fa un bilancio della sua vita. Scrive brevi riflessioni ed è piacevole leggere i suoi pensieri scritti in modo sincero, dove ognuno può trovare una parte di sé. Scrive “Non sappiamo bene cosa sia la vita, forse è arrivare in un punto e avere una bella voglia di compiere un altro pezzo di cammino”. Parlando del mondo dice: “Dovremmo salire al primo piano, aprire le finestre, lasciare che gli altri vedano ciò che siamo.” E poi ancora “Io guardo ogni cosa come se fosse bella. E se non lo è vuol dire che devo guardare meglio.” Modo di scrivere positivo ma non per questo privo dei dolori della vita!

Nives Giambellini

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Dico subito che non sono avvezza a leggere poesie, quindi mi sono avvicinata al libro con curiosità e totale inesperienza al genere.

La forma mi è piaciuta molto, le piccole narrazioni e poesie sono risultate leggere e piacevoli da leggere.

Però ho trovato banali e scontati i contenuti, non mi ha entusiasmato e nemmeno stupido, non mi ha trasmesso emozione é stata una lettura piatta.

Non ho trovato nulla di nuovo, nulla che mi desse spunti per approfondimenti ulteriori, un po’ un già sentito.
Mi dispiace ma non lo consiglierei. 

Stefania Dalla Gassa

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Un insieme di poesie e riflessioni, sembra un diario privato che lo scrittore rivolge a sé stesso più che ad un pubblico di lettori.

Il titolo è il filo conduttore del libro: attraverso lo sguardo si possono capire molte cose e guardare con il cuore per andare oltre alla realtà visibile naturalmente, come solo i poeti sanno fare.

Tutto ruota intorno all’infanzia dello scrittore e al rapporto disastroso con i genitori, come se fosse stata la sua unica causa di quel “male di vivere” e ansia perenne che lo logora.

Ma “A un certo punto devi capire che il dolore che hai subito non lo devi subire all’infinito” e diviene luce. Sono anch’io del parere che noi soli siamo gli artefici del nostro destino, l’uomo ha la grande capacità di ricucire e ricostruirsi puntando sempre al cielo.

Un libro che è un piccolo gioiello da assaporare lentamente, come un ruscello che scorre, come un piccolo paese silenzioso da scoprire o come la neve che cade. L’autore ci consiglia di “mettere a tavola la vostra vita “e “imparare ogni giorno a guardare ogni cosa come se fosse bella”. Solo questo basterebbe a tenerci occupata tutta la nostra povera vita.

Marianna Repele

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Grandi lettori
di Robinson
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In testo che si legge velocemente e con piacere, uno sguardo realistico e a tratti ironico, ma pur sempre poetico, sul mondo in cui viviamo con particolare attenzione al periodo della pandemia. Franco Arminio tramite la sua esperienza e il suo sguardo sulle cose ci parla di noi e dell’amore in ogni sua accezione.

Vanessa Romei

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La cura dello sguardo come recita il titolo è una cura ai problemi di oggi attraverso un nuovo modo di vedere quello che ci circonda, ma purtroppo è troppo lontano dal mio modo di "guardare". A volte può essere un bene, ma qui è veramente tutto troppo evocativo e troppo lontano dalla realtà.

Simona Di Filippo

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Circolo dei lettori del torneo di Robinson
di Formia “I lettori della libreria Tuttilibri”
coordinato da Enza Campino e Eleonora Ortolani
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Un libro che offre importanti spunti di riflessione, analizzando amori, passioni e paure, seppure a tratti ripetitivo. Interessante lo stile narrativo, che, anche in questo caso, contraddistingue l'autore.

Romina Esposito

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Sono già diversi anni che seguo e leggo Franco Arminio e ogni volta le sue parole hanno un effetto taumaturgico, rilassante, sono spunto di riflessione e benessere per l’anima. Una pagina al giorno dei suoi libri è un forte antidoto contro la superficialità, l’indifferenza, la cattiveria e il degrado che ormai imperversa in tanti campi della nostra società. Ci invita ad ascoltare, a ricordare di amarci di più e ad acquisire una consapevolezza civile che mai come in questi tempi è diventata così importante.

Eleonora Ortolani

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La cura dello sguardo, sì credo abbia una sua efficacia. Ho memoria di ferite che insistono negli anni, ferite caricate come macigni su spallucce fragili, ferite mai cicatrizzate. Può darsi parlandone faccia bene a qualcuno per non sentirsi soli, una sorta di mal comune all'incontrario, chissà. O molto meglio uno sguardo non distratto, non infettato da spiegazioni può essere un'oasi di pace,una frescura che sfiora e dà sollievo. O è solo un miraggio.

Margherita Spada

 

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Circolo dei lettori del torneo di Robinson
di Grottaferrata “Un libro al mese della biblioteca comunale”
coordinato da Lucia Zenobi e Cinzia Silvagni
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Scrive Franco Arminio “La medicina del futuro è la poesia” e la bellezza aggiungo io, l’autore sa bene cos’è importante in questa vita, l’attenzione ai dettagli, alla marginalità, la bellezza esiste basta fermarsi a guardare,  poesie e pensieri sparsi molto apprezzati.

                                                                                                                                                                                                          Lucia Zenobi                       

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LA CURA DELLO SGUARDO è un libro di poesie, di racconti a volte visionari e di riflessioni civili.

Franco Arminio , in un tempo di distanziamento sociale analizza il distacco da noi stessi.

“Ho veramente cercato la guarigione scrivendo. La ferita è ancora qui. Col tempo mi sono cresciuti dentro consigli che posso dare “.                                                                                                                                                                                

                                                                                                                                                                                                         Elisa Ticconi

 

 

 

Il torneo letterario di Robinson è un'iniziativa curata da Giorgio Dell'Arti per conto di GEDI Gruppo Editoriale S.p.A.
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