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La penultima magia di Tiziano Scarpa

Einaudi

 

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Circolo dei lettori del torneo letterario di Robinson
di Grottaferrata “Un libro al mese della biblioteca comunale”
coordinato da Lucia Zenobi e Cinzia Silvagni
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l libro, scritto in uno stile fiabesco, racconta le vicende di nonna Renata che, colpita da un evento molto grave, si era rifugiata in un suo mondo fantastico e per questa ragione le era stata tolta la responsabilità della nipotina Agata, rimasta orfana. In seguito, grazie all’intervento dei suoi concittadini, le viene riaffidata la nipotina e nonna Renata produce uno sforzo per adeguarsi alla realtà di una vita normale. A questo punto però è Agata che la spinge a uscire di casa, a superare nuovi confini andando sempre più lontano, nei luoghi più pericolosi, sia fuori che dentro di lei. Così questo romanzo famigliare diventa un viaggio avventuroso in paesaggi sinistri e fantastici. Nel romanzo è marcato anche l’aspetto ambientale, con descrizioni molto particolareggiate della bellezza della natura incontaminata ed anche con i riferimenti alle cose, come gli abiti, prodotte nella maniera più semplice e “naturale”.

Fulvio Cicchetti

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Leggo in internet che “0ltre che una storia appassionante, La penultima magia è una meditazione sulla sofferenza, una mitologia ecologica (sic), una scuola di vita in cui le generazioni si educano a vicenda”. Forse considerato il rapporto tra nonna e nipote l’ultima considerazione ci sta. Ma le fiabe melense lasciamole ai bambini…. Non mi è piaciuto e non lo consiglio.

Patuzzi Cristina Maria Luisa

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In un tempo alieno e allucinante come il nostro, il racconto di Tiziano Scarpa è una boccata d’aria pura.

Mi ha riportato ai momenti eroici dell’infanzia dove tutto era possibile, dove i buoni non erano buoni del tutto e i cattivi non cattivi del tutto.

La nonna strega che rinuncia alla magia per avere accanto la nipote, la pazzia che accomuna persone e società, la caparbietà della bambina nella sua strana ricerca sono tutti indicatori della attualità della storia. Ci piacerebbe molto avere più politici simili al Sindaco che, pur camminando sui sentieri della burocrazia, lavora per il bene.

Una sola nota triste; i due lampioni che non potranno più passeggiare durante la notte

 Piacevole come un bicchiere d’acqua fresca per una gola riarsa.

Vincenzo Parma

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Non è stato facile leggere questo libro, mi ha lasciato troppo un amaro in bocca, Il tentativo di dare un alto messaggio, un segnale formativo, si è via via rivelato dalle pagine, ma è rimasto appeso e poco convincente, mal riuscito. Essere un autore capace di fare educazione di chi legge non è assolutamente facile, con poco si sconfina nella supponenza. È probabile che io non sia adatto a queste letture, ma i ricordi dell’altezza di Rodari, di Sepulveda, di Saint-Exupery o di Lodi mi portano a non apprezzare un libro come questo.

Testa Mauro

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Grandi lettori
di Robinson
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La penultima magia di Tiziano Scarpa è una favola narrata con dolcezza e meraviglia. Le avventure di nonna Renata e della nipotina Agata conquistano sicuramente i lettori più giovani persi dietro eventi mirabolanti, al limite del verosimile, tra animaletti parlanti e oggetti animati. I lettori più maturi gradiscono il lessico meticoloso e i giochi linguistici messi a punto con disinvoltura e maestrìa dallo scrittore, un vero calembour che affascina sicuramente più dei fatti narrati.

Silvia Vantaggiato

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C’era una volta una favola capace di trascinarti in un’avventura senza tempo, facendoti scalare i pendii dei tuoi ricordi.

Del tempo in cui anche tu, come la piccola Agata, avevi una nonna Renata dalla tua parte.

Lo stile si abbarbica alla tua reticenza nel non credere alle cose che prendono vita e ti sussurrano che andrà tutto bene.

No, non ci credi alla magia.

Ma a nonna Renata, sì.

È questa la penultima magia.

Te, che all’ultima pagina, dici “vi credo, io vi credo”.

E ti accalchi anche tu nel loro giardino a sentire quel canto che con dolcezza ha fatto breccia proprio lì, nel tuo cuore.

Giulia Dionisi

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La Penultima Magia, di Tiziano Scarpa, chiaramente segue quelle che sono le regole di un racconto fiabesco. Purtroppo, lungo il percorso, l’autore sembra perdersi fino a giungere a un insieme di elementi che conferiscono all’intero racconto un carattere piuttosto schizofrenico. Si passa dal racconto di una fata - Nonna Renata - che per riuscire a ottenere la custodia della nipote - non altrettanto magica - distrugge il proprio universo. Da lì la storia riprende i connotati di un racconto ambientato nel mondo normale e noioso di tutti i giorni. Poi entra in gioco un mistero, e nonna e nipote si incamminano in un viaggio tortuoso - e qui torna l’elemento favolistico - per poterlo risolvere - avventura e racconto giallo all’acqua di rose - che le condurrà alla scoperta di un mondo magico che richiede il loro intervento per poter far capire agli abitanti della città l’importanza della natura e dell’ambiente.

Un mix di fiaba, mistery per ragazzi, racconto edificante alla Greta Thunberg e molto altro, sembra che l’autore voglia scrivere in un unico romanzo tutto quello che ha da dire, senza distinzione di sorta. Un libro, insomma, che prova a essere tutto riuscendo solo a essere quello che non avrebbe voluto. Un pasticcio in salsa eco-fantasy.

Giulia Smorgoni

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LA PENULTIMA MAGIA ci racconta che per tornare a essere adulti dobbiamo provare a essere di nuovo bambini. Abbiamo bisogno di magia, di triscotti, di statue della felicità, di sapere che i lampioni che illuminano le nostre città hanno un nome proprio. Abbiamo bisogno di nuove mappe per riconoscere gli odori e tutte quelle emozioni che abbiamo chiuso in uno “sgabuzzone”, e le abitudini per i golosi, i pigri, i romanticoni. Sì, abbiamo tutti bisogno di essere incantati e Agata e Renata torneranno (non mancano le avventure!) a essere loro stesse; dovranno prima ri-conoscersi, non avere più paura di osservarsi allo specchio.

Roberta Giovannetti

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“La penultima magia” è un romanzo fantastico di Tiziano Scarpa incentrato sul rapporto tra una nonna e la sua nipotina. Una storia magica e fiabesca, ma al tempo stesso estremamente reale, dove le due protagoniste crescono quasi insieme, supportandosi e sostenendosi a vicenda. Un’atmosfera iniziale vivace, gioiosa ed onirica che viene però utilizzata per nascondere la sofferenza e il dolore di una donna, nonna Renata, segnata dalla perdita di due persone care. Renata è una signora fragile, insicura, ma anche coraggiosa, che riuscirà a rimparare a vivere grazie all’aiuto di sua nipote Agata.

Ludovica Cancellieri

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Nella città di Solinga, gli oggetti parlano come nella fiaba di Cenerentola. E, come in quella celebre storia, non può mancare una fata: che qui si chiama Renata.

Le fiabe, si sa, vivono dei dialoghi tra i personaggi (importante l’intonazione): “la fata turchina disse…”; “il lupo gridò…”, “la nonna rispose…”.

Così Scarpa, fedele allo spartito, e a questo modo di raccontare, che ormai usa anche in poesia, realizza un romanzo interamente dialogato, dove gli oggetti vocalizzano continuamente la loro emancipazione.

Ne viene una cosa a metà tra una storia per bambini e un testo teatrale, tra una fiaba e il remake di un film d’animazione della Disney.

Luigi Apa

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Una favola dolce, quasi un Miyazaki all’italiana (con le dovute differenze): le premesse dei primi capitoli sembravano portare il racconto di Scarpa verso un andamento scontato tipico della contenutistica infantile. Ed invece, la grazia dello stile e la continua originalità degli eventi vissuti da Nonna Renata riescono a trattenere il lettore, adulto o piccino, tra le strade di Solinga. La “penultima magia” è lo specchio di una fantastica realtà, parallela alla nostra, che appartiene a chi ancora nonostante i tanti anni, riesce a vedere il mondo con gli occhi, il cuore e la mente di un bambino.

Riccardo Failla

Il torneo letterario di Robinson è un'iniziativa curata da Giorgio Dell'Arti per conto di GEDI Gruppo Editoriale S.p.A.
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