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La peste nuova di Fulvio Abbate
La Nave di Teseo

 

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Circolo dei lettori del torneo di Robinson
di Chiesa in Valmalenco “Leggere a 1000 slm”
coordinato da Maria Grazia Carrara
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Sono due testi che affrontano entrambi il tema del Coronavirus. Il primo si sviluppa nella vita reale di quattro amici soliti a incontrarsi al caffè per lo Scopone, una quotidianità assunta che il killer, oggi 19 febbraio irrompe impetuoso seminando vittime e travolgendo anime costringendo i nostri protagonisti e le persone loro accanto ad affrontare nuove sfide.  

L'autore nella sua introduzione all'opera apre con la bellissima frase pronunciata dalla professoressa Casiraghi poche ore prima di morire di Covid-19.

"Siamo nati in un mondo che nutriva i corpi e uccideva le anime. Moriamo in un mondo che uccide i corpi ma forse rinascono le anime". 

Dentro queste parole speranzose si dipana l'intera storia dell'entrata del grande protagonista che rilegge e modifica le nostre abitudini e stili di vita.

Seduti al solito tavolino i nostri amici hanno concluso il giro e gli avventori della sera fanno il loro ingresso. In questa atmosfera brulicante di vita l'autore ci tramanda una descrizione viva e colorata: " Il Gran caffè Invernizzi, sotto gli archi di Corso Italia, nome pretenzioso, cambia odore di ora in ora: brioche la mattina, tonno e uova a pranzo, birra da metà pomeriggio, prosecco e pizza al taglio all'aperitivo. Cambiano anche gli avventori: scolaresche chiassose al mattino, voraci impiegati del Comune e dei negozi a pranzo, perdigiorno al pomeriggio, coppiette prima di sera. Verso le cinque era il momento di calma, prima del nuovo pienone, e una parte dei tavolini era riservata ai cartari, equamente divisi tra pensionati e malfattori. I quattro uomini che giovano non erano in pensione e cercavano di isolarsi dalle chiacchiere del numero crescente degli avventori".

 Un libro piacevole scritto in maniera scorrevole che invoglia ad andare avanti per scoprire il finale a sfondo giallo. Non mancano inoltre le espressioni comuni del linguaggio popolaresco da bar, ma anche pensieri repressi di vendetta e rabbia tra padre e figlio e l'amore paziente e generoso di madre. Trovo azzeccato anche il titolo del libro che mi ha fatto pensare alle pulci che saltano da un animale all'altro e si annidano tra indumenti e oggetti fino all'uomo nutrendosi di sangue. 

                                                                                                                                                                                                                     Mariella Gianera

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 “Nessuno al mondo poteva in quel momento ritenersi all’altezza. 

Il romanzo tratta l’inadeguatezza di un artista in un momento di pandemia dove sono richiesti medici, infermieri per far fronte alla nuova “malattia”. 

 Dall’altro lato si cerca una “salvezza” anche sul piano intellettuale, un diversivo che non ci faccia cadere nella banalità della vita dovuta ad una chiusura forzata. La storia fa in modo di provocare sconcerto nel lettore di creare paradossi per far riflettere sulla società che la “nuova peste” ha portato a galla. 

 

 

Sonia Musso

 

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Non recensibile, letto  50  pagine senza capire dove l’autore volesse arrivare.

Marusca Cabello

 

 

Il torneo letterario di Robinson è un'iniziativa curata da Giorgio Dell'Arti per conto di GEDI Gruppo Editoriale S.p.A.
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