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La terapia dell’oblio di Paolo Mieli
Rizzoli

 

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Circolo dei lettori del torneo di Robinson
di Portogruaro “Mamaluco”
coordinato da Luisa Perosa

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Mieli è un buon divulgatore storico. Nella tesi di fondo del suo libro sostiene che non si può pensare al presente e progettare il futuro con paradigmi di un passato ricordato e riportato attraverso la memoria collettiva. Il passato dunque va consegnato agli Storici per la giusta collocazione e la memoria collettiva va affrontata e “raffreddata” ricorrendo alla terapia dell’oblio.

Grande questione, sempre attuale e di difficile soluzione.

Mieli dà il suo contributo ma la frammentazione dei fatti, dei personaggi e dei concetti riportati nel libro rende complicato osservare il testo secondo un’unica linea interpretativa.

Luisa Perosa

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Il libro di Paolo Mieli si propone di mettere ordine, di fare luce, nel "caos" e sulle contraddizioni che caratterizzano la memoria collettiva e sull'inaffidabilità  di chi, di epoca in epoca, la governa. Per ridurre la zavorra di falsi ricordi e sgombrare così il campo, propone la terapia dell'oblio, che si fonda sul paradosso "dimenticare per ricordare meglio"- Purtroppo, però, il libro non raggiunge affatto l'obiettivo e va oltre le buone intenzioni dell'autore. L'eccessivo "culto del dettaglio", la miriade di fatti storici e di personaggi riportati e i continui rimandi bibliografici, non aiutano a districare il groviglio e a risolvere il problema. Anzi lo complicano e non fanno altro che produrre  "effetti collaterali" come confusione e disorientamento e, il lettore,  sopraffatto,  alla fine perde  di vista del tutto il filo conduttore del discorso. Insomma, un'occasione mancata. Saggio comunque prezioso per gli appassionati di storia e, casomai, per appagare la curiosità del lettore comune, per eventi storici poco conosciuti o raccontati diversamente. 

Concetta Trifiletti

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È condivisibile la posizione dello storico Mieli, il quale difende la necessità di ricostruire e tramandare i fatti storici in modo obiettivo, attraverso l'uso non strumentale dei documenti e biasima le “curiose amnesie”, le “dimenticanze sospette”, le omissioni intenzionali che si riscontrano spesso nelle ricostruzioni storiche. Non tutti gli eventi storici raccolti nel libro però mi sono sembrati significativi e interessanti.

Marina Perosa

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Il torneo letterario di Robinson è un'iniziativa curata da Giorgio Dell'Arti per conto di GEDI Gruppo Editoriale S.p.A.
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