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La vita salvata di Raffaele La Capria e Giovanna Stanzione
Mondadori

 

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Circolo dei lettori del torneo letterario di Robinson
di Praga “Dante Alighieri”
coordinato da Monia Camuglia
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Si tratta di un libro contenente le conversazioni fra lo scrittore italiano Raffaele La Capria /97/ e la scrittrice Giovanna Stanzione /31/ che vuole scrivere un libro sulla sua vita.

R. La Capria parla molto francamente, ricorda la sua infanzia fra Napoli e Capri, giudica la letteratura contemporanea. Riporta spesso le citazioni dei libri classici. L’idea base di questo libro: La bellezza è la cosa principale nella vita. Il libro può ispirarci, vale la pena leggerlo.

Irena Čermaková

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Il libro La vita salvata mi sembra essere un libro per specialisti di letteratura, non conoscendo i protagonisti del libro, il libro era per me pesante, difficile da leggere.

Hana Baráková

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- Il libro presenta un dialogo tra una giovane scrittrice e l’autore.

-Si concentra principalmente sui ricordi, le riflessioni, le delusioni e le speranze della sua vita.

- Ha dodici capitoli ed è molto intellettuale, troppo filosofico e pesante.

- Ci vuole la testa vuota, pronta a pensare ai problemi filosofici

- Forse lo rileggerò in futuro quando il livello del mio italiano sarà più alto.

Jana Dupalová

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A una profonda conversazione sulla letteratura e il suo perché, sul diventare scrittori e sulla vita, fa da sfondo la bella Napoli. 

Le conversazioni della giovane scrittrice Giovanna Stanzione con il popolare scrittore Raffaele La Capria, entrambi napoletani, ti fanno amare Napoli di un amore dal sapore dolceamaro. 

Ti fanno sentire parte di quella città così particolare e stravagante, ti fanno sentire il rumore delle onde e il sole che scotta sulla pelle, la bellezza dei monumenti e dei colori, ma anche il dilagante degrado e la sua lunga ombra.

C’è un modo per immortalare tutto questo? Per immortalare una città, che è la vita? Forse sì, di certo l’arte, di certo la letteratura.

Ilaria Ricci

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Il libro è secondo me molto intellettuale. Chi non conosce il protagonista Raffaele La Capria non può capire bene di che cosa si parla e le conseguenze. Ci sono tante citazioni in francese o dei libri “classici”. Secondo me il libro piacerà alla gente ben istruita che si orienta bene nella letteratura italiana.

Jana Benešová

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Grandi lettori
di Robinson
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La vita salvata è un tuffo nel mare di ricordi, di momenti, di pensieri da cui emerge il ritratto raffinato di Raffaele La Capria: la sua vita, la sua opera, la sua poesia. È un libro dolce che, attraverso un dialogo sincero che intreccia più vite (quella di La Capria, di Giovanna Stanzione, ma anche la nostra), avvolge il lettore in un vortice di bellezza, l’elemento che più rappresenta la traiettoria artistica dello scrittore napoletano e di cui ci si accorge di avere sempre bisogno.

Voto: 10/10

Michele Merenda

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Intenso, curioso, ricco. Un bel modo di approfondire La Capria e di conoscere la penna di Stanzione

Antonella de Chirico

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 “Le nostre vite si intrecciano in maniera incommensurabile”. La Capria lo scrive e lo mostra nell’affascinante struttura elicoidale in cui si avvita la conversazione con Giovanna Stanzione e nel quale è trascinato anche il lettore che riesce a “comprendere” e “percepire” le sue parole. Ne deriva una immedesimazione tale da sfiorarti l’idea di occupare un’altra poltrona nel salotto dei loro incontri. Suona quella “sua musica nascosta” che è la letteratura che non risponde alle comuni leggi del tempo e dello spazio; in essa si tuffa e, risalendo, compie una sorta di ultima “transustanziazione”. Un testo delicato e potente come un’“ostia”.

Antonia De Francesco

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C’è a un tratto nel romanzo un potente dialogo dedicato all’epifania. Al senso delle rivelazioni. Se dovessi scegliere poche parole per descrivere tutto il libro, forse sceglierei quelle. Un dialogo che si alterna a pause, di cui il libero flusso di pensiero costruisce la trama. Il pensiero che diventa parola è il vero protagonista, così come le associazioni della mente e la rivelazione dei fatti. Tutto assume significato e nel dialogo tra i protagonisti si rivela al lettore che spesso fa il pari con la propria vita. La trama regge, la scelta delle parole conquista, la struttura però a mio avviso non tiene per tutte le pagine.

Martina Ciordinik

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“Una coccola”. È così che mi sento di definire questo libro. Una carezza estiva in una giornata autunnale. Racconta della natura intorno a Napoli e alle sue coste, ti culla tra le sue braccia, parlandoti della dolcezza della vita, della felicità di poter godere della bellezza di aver avuto l’opportunità di essere al mondo. Nato come un dialogo tra due scrittori, il racconto nasconde il confronto tra due generazioni: tra un quasi centenario dal cuore giovane e una giovanissima scrittrice esordiente. Un album dei ricordi per riuscire a “salvare” non ciò che si vive, ma ciò che resta dopo averlo vissuto.

Giulia Lestingi

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conversazione a tratti interessante per la tipologia di lettura dialogica e rapida.

Il libro può essere descritto come un glossario di aforismi letterari. Bello il riferimento a personaggi noti della letteratura con considerazioni gradevoli che rendono la conversazione tra i due protagonisti interessante e coinvolgente, quasi come se il lettore fosse nella poltrona a fianco ai protagonisti. Tasto dolente dedicato alla descrizione egocentrica e già ampiamente vista della figura dello scrittore che scrive di uno scrittore e parla ad un altro scrittore “che al mercato mio padre comprò”.

Marissa Bezerra

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Libro un po’ pedante ed autoreferenziale. Risulta comunque ben scritto ed ha il pregio di offrire numerosi e variegati spunti per nuove letture. Molto bella la descrizione di palazzo Don’Anna.

Andrea Messina

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Circolo dei lettori del torneo letterario
di Pioltello "Biblioteca di Pioltello"
coordinato da Fiorenza Pistocchi
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Il libro è a raccolta di dialoghi tra l’autrice e il suo scrittore preferito frammezzati da aneddoti autobiografici. Attraverso le loro conversazioni l’autrice cerca di conoscere meglio l’uomo dietro lo scrittore scoprendo al contempo qualcosa di sé stessa e del suo rapporto conflittuale con la scrittura. Spunti interessanti per scrittori in cerca di un perché per la loro vocazione anche se i continui salti di scenario e la mancanza di una vera e propria trama rendono un po’ difficile l’immersione totale durante la lettura.

Michele Re

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 “…Qualcosa accade mentre non ce ne accorgiamo, perchéé la nostra vita è così, è quello che ci accade mentre siamo occupati in altre faccende”. La citazione del suo “Introduzione a me stesso” dà il via a questo libro intervista-racconto in cui La Capria vuole porre l’accento su ciò che avviene, non avviene, non sempre consapevolmente ma in modo sotterraneo, nell’anima e nella mente delle persone e di sé stesso. Intervista della giovane scrittrice G. Stanzione richiede una lettura attenta per la profondità e l’articolazione dei temi trattati dal vecchio scrittore: la bellezza, la bellezza, la letteratura, il linguaggio come identità, la scrittura (che deve essere semplice pur nella sua complessità) e l’essere scrittore nella vita dei suoi lettori. “Lo scrittore è unostia… Si offre al lettore sotto forma di pagina e dentro di lui si fa carne e sangue. Questa è la sola, necessaria, transustanziazione della scrittura».

Lettura piacevole, ma la costruzione del racconto è a volte artificiosa, le metafore, le immagini e gli interventi di G. Stanzione eccessivi.

Giancarla Spanu

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La vita “accumulo di attimi finiti”. Istanti che Raffaele La Capria racconta a Giovanna Stanzione, giovane scrittrice, attingendo ai ricordi ed a citazioni letterarie nel corso di un intenso dialogo, un ascolto reciproco, dal quale scaturiscono riflessioni su numerosi argomenti.

Si inizia con il concetto di bellezza che “è un’aspirazione cui tendiamo sempre e che ci migliora, una meta”, toccando poi i temi della scrittura, della letteratura, della poesia, dell’amore, e si conclude con “l’antitesi della bellezza che è l’immobilità, la morte”, lasciandoci un libro permeato di armonia in ogni pagina.

Giuseppe Maltese

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Una lunga riflessione sulla scrittura, sul lavoro e sulla missione dello scrittore, sulla bellezza che salva l'umanità e le restituisce la sua più nobile espressione. Il tutto arricchito da molte citazioni di La Capria e di altri autori che lui apprezza e ha apprezzato. Anche la Stanzione, che raccoglie le benevole confidenze dello scrittore La Capria, subisce il fascino della sua visione della vita e ne ricava un'utile riflessione sulla propria e sul difficile rapporto che ha con la scrittura. L'incontro tra i due porta, soprattutto a lei, una ricchezza e una serenità che all'inizio non aveva. Bella e dotta riflessione, che tuttavia non annoia.

Fiorenza Pistocchi

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Uno scrittore “navigato” incontra una scrittrice esordiente in un intenso confronto sui temi della vita e naturalmente della scrittura. Quello che ne nasce è un libro profondo e affascinante che impone al lettore di fermarsi e porsi come terzo attore sulla scena del pensiero.
Raffaele La Capria è uno stimato autore del Novecento che ci lascia un messaggio: l’importante è conservare una visione lieve del mondo.

Elena Parmesani

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Come onde che si rincorrono incessanti tra sponde opposte nella marina tra Napoli e Capri, come la superficie cangiante del mare che restituisce bagliori e trasparenze tra l’infinita altezza del cielo e gli abissi dei fondali fascinosi e spaventosi: così si svolge la conversazione, pericolosa e irresistibile, tra due interlocutori tanto diversi ma accomunati dalla passione per la bellezza e per la letteratura. La giovane scrittrice vive con trepidazione il privilegio del confronto personale con l’autore dei libri amati e studiati, indagando, al di là delle parole, gli sguardi, le pause, i sospiri, i gesti che svelano un non detto ancor più prezioso delle pur suggestive confessioni, magnifiche nella loro apparente semplicità; il vecchio scrittore, col sorriso della saggezza, con la nonchalance data dalla lunga e dolorosa esperienza della vita e da una formidabile cultura, dispensa interrogativi e provocazioni esprimendo un inesausto amore per la vita e per l’incanto della parola, che sola può donare la possibilità - o l’illusione - di una effimera conoscenza del mondo. Il racconto degli incontri è intermittente: si affacciano alla memoria, affiorano da un passato sepolto, momenti, episodi, esperienze dell’infanzia e dell’adolescenza di entrambi, perché la parola scritta gioca con il tempo, ne sfida i meccanismi distruttivi e si ostina a rintracciare un senso e una verità nel garbuglio dell’esistere. Ragguardevole la padronanza dei mezzi espressivi in una struttura narrativa in apparenza ondivaga ma sapientemente dominata.

Maria Liverani

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Intervista a Raffaele La Capria: la vita vissuta, raccontata, l’insegnamento a chi vuole raccontare come lui. Molto interessante.

Angela Occhiuto

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La scrittura è un incontro tra sé e l‘altro. Si scrive per l’altro, per conoscerlo, per ritrovarlo una volta che sarà perduto. la scrittura è, in definitiva, un atto amoroso. L'ultimo che mi sia rimasto. Il libro si articola su una serie di conversazioni tra la giovanissima scrittrice esordiente Giovanna Stanzione e l affermato scrittore Raffaele La Capria ormai ottuagenario. Entrambi si raccontano l’uno all’altro. Si intrecciano ricordi, riflessioni, delusioni e speranze di due vite una all'inizio e l'altra al tramonto. Raffaele La Capria si confessa, racconta la sua vita da ragazzo nella amata Napoli, il suo percorso letterario.

Il ruolo della letteratura è il filo conduttore di tutto il libro. Libri propri e degli scrittori più amati, tante riflessioni sulla vita, la capacità di perdonarsi per accettare meglio la vita. Una visione lieve del mondo, quella che “dopo ogni immersione ti spinge a guardare in alto e a cercare in tutti i modi di tornare a galleggiare in superficie”

La scrittura è scorrevole e ricca di dotte citazioni.

 Maria Modarelli

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Mi è piaciuto il crescendo del rapporto tra i due scrittori, metafora di uno scambio / passaggio del testimone tra generazioni, che rappresenta l’universalità del valore della scrittura nel tempo, anche come azione terapeutica sullo scrittore stesso. Uno scambio tra generazioni che nella società contemporanea si va perdendo sempre più.

Lucia Lanzanova

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Circolo dei lettori del torneo letterario
di Lodi "Libreria Sommaruga"
coordinato di Michela Sfondrini
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Non è una conversazione tra due autori, ma tra due generazioni diverse, che nel libro dialogano, si incontrano, si confrontano e si scoprono. Stimolato dalla freschezza innocente delle domande di Giovanna Stanzione, La Capria ripercorre la propria vita, con “qualità di gatto”, come scrive la stessa autrice, che evidenzia “la sinuosità e la grazia con cui sfiora tutte le cose, senza mai ti paia le prenda di petto, e con quella grazia e quella sinuosità feline riesce a dire frasi estremamente acute, estremamente dolorose, a volte, senza che io me ne accorga, estremamente ironiche nei miei confronti ma pure al tempo stesso nei suoi”.

Chiara Sonzogni

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Il solito metodo Mondadori: si prende un nome noto, si imbastisce un libro – e se a scriverlo è qualcun altro non importa -, si aggiunge una bella foto in copertina e il gioco è fatto. Qualche migliaio di copie è assicurato. Questa volta, perlomeno, si è scelto un autore che ha qualcosa da dire e non uno di quegli influencer tanto cari agli editori di Segrate. 

Come ultimo atto della sua vita affascinante, perlomeno, La Capria lancia la scrittrice esordiente che si confronta con lui, Giovanna Stanzione: l'autrice non si limita a trascrivere, non nasconde la propria voce ma ci mette del suo, con una certa dose di coraggio, trovando le parole giuste e di fatto salvando un libro che rischiava di essere il necrologio sterile di un novantasettenne che racconta dei bei tempi andati.

Federico Gaudenzi

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Un libro non molto originale nell’idea: un noto autore, Raffaele La Capria in questo caso intervistato da Giovanna Stanzione, si racconta, ricorda e riflette su temi a lui cari e noti. Il risultato è però un testo sicuramente ben scritto e ricco di citazioni e avvenimenti interessanti, ma anche molto, a volte troppo, autoreferenziale e autocelebrativo.

Alda Carisio

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Il romanzo è il frutto delle interviste fatte da Giovanna Stanzione al noto scrittore ultranovantenne Raffaele La Capria. Accomunati dall'origine partenopea e dalla passione per la scrittura, lei inizialmente un po' intimidita, lui coltissimo ed egocentrico, si trovano a discorrere di letteratura, di bellezza, della loro professione e di interessi vari. Alcune pagine sono dedicate a Napoli, città in cui la giovane scrittrice torna a visitare i luoghi dove hanno vissuto in gioventù, essendosi poi entrambi trasferiti per motivi di lavoro, lei a Torino, lui a Roma. Si percepisce l'amore che il capoluogo campano ed il suo mare sanno ancora accendere in entrambi. Inoltre trapela fra le righe il coinvolgimento emotivo per ogni argomento trattato. Scritto benissimo, ricco di citazioni letterarie, richiede una buona dose di concentrazione per capire ed apprezzare le idee esposte. Il testo offre alla mente ed al cuore un orizzonte più ampio di riflessione sull'esistenza umana. Da memorizzare alcune belle frasi sui temi fondamentali della vita.

Mariagrazia Sobacchi

 

 

Il torneo letterario di Robinson è un'iniziativa curata da Giorgio Dell'Arti per conto di GEDI Gruppo Editoriale S.p.A.
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