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Nel contagio di Paolo Giordano
Einaudi

 

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Circolo dei lettori del torneo di Robinson
di Corbetta “Bookclub della biblioteca di Corbetta”
coordinato da Mirko Ferrini
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Un libretto di poche pagine, pubblicato nel 2020, che parla dell’epidemia da Covid 19.

Le riflessioni fatte sono condivisibili ma anche piuttosto ovvie.

C’è lo sconcerto di tutti. C’è la constatazione che siamo “inestricabilmente connessi agli altri... Nel contagio siamo un organismo unico... una comunità.”

Purtroppo “nel contagio la nostra efficienza è anche la nostra condanna “. E accadrà sempre più spesso che dei virus ci attacchino “perché il contagio è un sintomo. L’infezione è nell’ecologia. Noi esseri umani “siamo la specie più invadente di un fragile e superbo ecosistema “.

L’auspicio è che si diventi più saggi e che si riparta col piede giusto. Ma non viene spiegato quale dovrebbe essere. 

Carmen Oldani

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Si tratta di un instant book sulla pandemia che già oggi appare vecchio. Si tratta di riflessioni estemporanea sul contagio che molti di noi si sono trovati a fare durante i mesi di lockdown. L’unica particolarità è che le riflessioni di Giordano arrivano da una mente scientifica e matematica, ma non bastano a renderlo un libro indispensabile poiché si limitano ad essere appunti sparsi.

Mirko Ferrini

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Giordano ci restituisce una serie di annotazioni in prima persona sulla pandemia Covid. Il libricino è sicuramente ricco di spunti interessanti che avrebbero però meritato un maggiore approfondimento. Più che un libro sembra una serie di annotazioni sparse su un unico tema.

Carla Calati

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Circolo dei lettori del torneo di Robinson
di Marostica “Insieme per leggere”
coordinato da Liliana Contin
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Questo libro è stato scritto nel momento in cui la pandemia ha cominciato ad esplodere nel mondo, in Italia eravamo tutti convinti di esserne esclusi, invece siamo stati il paese più colpito, l’autore cerca di capire quali azioni individuali possono disinnescare la malattia. Letto adesso a pandemia quasi azzerata dal vaccino risulta superato, ma ci siamo salvati anche grazie alle analisi fatte dagli scienziati che hanno visto che il sistema da usare per bloccare il virus era l’isolamento sociale, l’autore che è un matematico’ spiega come il contagio non si sviluppa in maniera lineare, ma si moltiplica al quadrato. Non entro nell’analisi fatta da Giordano sulle teorie delle persone che continuano a dire che il covid-19 è una normale influenza, questo è un tema ancora in fase di sviluppo viste le posizioni dei gruppi no-vax e no green-pass.

Irma Dionese

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Il libro dovrebbe aiutarci a comprendere meglio la pandemia di Covid 19, come si è generata e le sue disastrose conseguenze. Un altro saggio sul Coronavirus anche se avrei voluto leggere qualcos’altro, per quel bisogno di leggerezza che ormai mi pervade, però bisogna ammettere che il discorso si basa su dati matematici e scientifici e soprattutto trovo interessante lo sguardo sul futuro della cultura e dell’uomo. Molto significative le parole scritte nelle ultime pagine “Non permettere che tutta questa sofferenza trascorra invano”.

Mario Guderzo

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L’autore cerca di raccontare una realtà che mai ci saremmo aspettati di vivere. Descrive il primo periodo della pandemia dove si avevano poche notizie e non si sapeva come agire. Fa riflettere su cosa vorresti cambiare, e sperare, che il cambiamento a cui ci ha obbligati questa pandemia ci porti anche qualcosa di buono.

Paola Parise

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Circolo dei lettori del torneo di Robinson

di Palermo 3 “Eutropia”
coordinato da Rosana Rizzo
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Paolo Giordano è uno scrittore, ma è soprattutto un fisico che riesce a mostrare come il linguaggio matematico sia scienza delle relazioni, di legami e scambi. Lo scrittore che già nella Solitudine dei Numeri Primi era riuscito ad intrecciare l’apparente astrazione della matematica alle complesse vicende umane, con questo piccolo libro mostra ancora più palesemente il nesso. “Nel Contagio” è stato scritto in piena pandemia, durante il lockdown, cercando di trovare un senso a ciò che accadeva, con la paura di ciò che il contagio avrebbe cambiato, “di scoprire che l’impalcatura della civiltà che conosco è un castello di carte”. Se la matematica è scienza delle relazioni il contagio viene visto come infezione di questa rete di legami, provocata da un virus che ragiona in modo semplice e a cui non interessa nulla di noi, delle nostre priorità, delle esigenze. Il coraggio della rinuncia, la pazienza del contare i giorni, la lente della matematica per comprendere l’andamento, sono il vissuto che Giordano ripercorre; oggi rimane l’amarezza di sapere che la sua invocazione “Insegnaci a contare i nostri giorni e acquisteremo un cuore saggio” non ha avuto ascolto.

Rosana Rizzo

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È con un breve flashback che Paolo Giordano ci riporta alla fine del febbraio 2020 quando tutti leggevamo poco preoccupati ma molto confusi, le notizie che si susseguivano sui media. Nessuno avrebbe immaginato ciò che di lì a poco sarebbe accaduto. Lo scrittore con fredda e lucida precisione riporta una puntuale analisi dei primi giorni di pandemia descrivendoci il proprio comportamento, quello delle persone a lui vicino ma anche amare riflessioni che prima di questo periodo non avremmo mai immaginato di sentire.

È una scrittura veloce la sua, rapida ma accurata e critica. Lo scrittore infatti, senza tralasciare dettagli, ci restituisce una sua ma anche nostra memoria portandoci a rivivere passate sensazioni: confusione e spaesamento.

Tuttavia, ciò che Giordano mette in luce è soprattutto la relazione: attraverso il contagio traspare la forte interconnessione degli esseri umani fra loro, qualcosa che dalla globalizzazione in avanti è stata inarrestabile.

Il saggio offre al lettore un’importante e ottima prospettiva di riflessione: il contagio ci mette di fronte alla nostra individualità che sembra paradossalmente non avere un senso se non comunque legata ad una collettività.

Alessandro Demaria

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Nel contagio di Paolo Giordano, è il libro che ho preferito. Accoglie una profonda riflessione che non si dimentica facilmente. L’autore può essere considerato come il modello dell’uomo contemporaneo, che si trova di fronte un nemico inaspettato e sconosciuto. Insieme alla sua quotidianità entrano in crisi le categorie di pensiero. L’uomo non si sente più padrone di tutto ciò che lo circonda, ma ridotto a una piccola parte di una sconfinata umanità. Se neanche la scienza trova le risposte per placare il panico, è costretto a guardarsi dentro e fuori. Ne scaturisce un interessante viaggio introspettivo da cui si impara a guardare in modo nuovo sé stessi e gli Altri.

Gessica De Blasio

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“Nel contagio siamo tutti liberi e agli arresti domiciliari”, è in questo modo che ci descrive Paolo Giordano nel suo libro, in cui dipinge efficacemente i primi mesi in cui il virus ha fatto la sua imponente entrata in scena; narra della matematica del contagio, delle origini, cause e graduali effetti, di dubbi passati e quelli ancora presenti, tutte tematiche di cui siamo già a conoscenza e che mi suonavano ormai tediose, eppure egli ha saputo attirare la mia attenzione: usa frasi concise, fa della metafora una sua prerogativa, la divisione SIR della società e il diminutivo del virus sono stati una brillante novità. Un’ottima compagnia per ricordarci che non siamo mai stati soli.

Esmeralda Di Venere

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Circolo dei lettori del torneo di Robinson
di Lodi "Libreria Sommaruga"
coordinato da Michela Sfondrini

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È una lettura che coinvolge molto. Nonostante il disorientamento per lo scoppio della pandemia non sia del tutto passato, le riflessioni dell’autore aiutano a dare ordine a pensieri che si sono accumulati nella mente di ognuno. Direi che è un libro terapeutico.

Annalisa Roncari

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Nel contagio è un invito alla riflessione sfruttando il tempo della quarantena, il rallentamento da essa imposto. Gli spunti offerti sono molteplici: gli effetti di un essere umano invadente sull'ecosistema, la capacità di sacrificare pezzi della nostra esistenza in nome di una responsabilità più grande, il concetto di normalità cui prima non davamo importanza e che ora ci manca tanto come un diritto sottratto all'improvviso, la paura di non saper più trovare un nuovo equilibrio dopo questa pandemia, la capacità di adattarsi al nuovo e in fretta, il riuscire a trovare un senso a tutto questo, affinché la sofferenza che la pandemia si è portata dietro non sia stata del tutto vana.

Paola Granata

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Si tratta di un’opera atipica, nel senso che è difficilmente inquadrabile in un genere preciso. Facendo uno sforzo, si può parlare di saggio, o ancora meglio di diario personale dove vengono annotati perlopiù pensieri intimi su un tema collettivo. Peccato che la qualità delle riflessioni sia bassa, e la narrazione non aggiunge nulla a quello che ognuno di noi avrebbe potuto dire. Libro banale.

Annarita Noschese

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Scritto molto bene, un diario delle paure. Sarebbe stato bello leggerlo durante la prima ondata, ora appare troppo immediato e troppo all'interno di una vicenda che almeno per ora vorremmo allontanare dai ricordi. Poteva essere l'inizio di un racconto più lungo, aspettando le vicende successive. Ma è un commento "col senno di poi".

Federica Teruggi

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Un diario scarno delle impressioni di Paolo Giordano sul periodo di quarantena durante l’emergenza coronavirus. Non impressiona, non informa, non contestualizza e generalizza. Davvero difficile dire qualcosa di più su uno scritto che sembra essere redatto da un adolescente ai primi anni del liceo.

Francesco Lupo

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Breve saggio sulla pandemia di Covid, scritto da uno scrittore che scrive bene e che ha una buona preparazione scientifica. Lettura veloce e scorrevole che offre diversi spunti di riflessione su una materia che quasi due anni fa ci ha trovato alquanto impreparati. 

Chiara Busato

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L’autore ha uno sguardo penetrante sulla pandemia. 

Le sue brevi riflessioni mostrano l’approccio analitico dello scienziato, non è virologo, ma legge il problema secondo la peculiare caratteristica del fisico, che sa come si muovono i sistemi complessi. Ma non si limita all’ambito scientifico, attinge a un background culturale ampio e diversificato, affrontando il tema da angolature differenti e mettendosi in gioco nella sua personale sensibilità al contagio in una serie di pagine di diario, dalla scrittura fluida, scorrevole, godibile.

Laura Gelmini

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È un vero e proprio diario, che raccoglie le riflessioni dell’autore durante il periodo del primo lockdown. Il tutto però è analizzato e quasi spiegato in termini matematici, è questo a renderlo affascinante, senza nulla togliere a quella intimità che un diario dovrebbe avere. Anzi, attraverso la spiegazione di relazioni, numeri, scambi e rapporti causa-effetto l’autore ci restituisce la fotografia di quello che siamo: una civiltà fragile e al tempo stesso “invadente”.

Fiorelsa Iezzi

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Non esattamente un romanzo, bensì un insieme di brevi riflessioni, profonde e sentite che hanno, in alcuni passaggi, “il profumo della poesia”: sanno guardare a fondo la realtà, ne colgono alcune sfumature in controluce, ne fanno emergere alcuni aspetti che, nel ritmo affaccendato e coinvolto del nostro vivere, possono sfuggire e rimanere occulte. Parole, quelle di Giordano, che sono una luce che illumina e che, pur senza svelare verità mistiche o epocali, “entrano nella mente e nell’animo” e aiutano noi, uomini che vivono la quotidianità, a esaminarla e pensarla in modo diverso, con più acume e tensione analitica. Un libro particolare, da leggere e consigliare.

Luisanna Iezzi

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Un breve, brevissimo diario, per pensieri, riflessioni e precise analisi dei primi giorni della nostra vita al tempo del Covid-19. Paolo Giordano, di fronte a qualcosa che nessuno di noi poteva nemmeno immaginare, cerca di rispondere a quello che stava accadendo e di delineare il futuro che ci attendeva con la matematica, di spiegarsi perché ci saremmo dovuti preparare a rinunciare a quella che era stata la nostra vita fino ad allora, per il bene di tutti. È quasi straniante vedere oggi, sapendo ciò che abbiamo vissuto, quanta speranza ancora c’era, allora, nonostante tutto, quando non sapevamo per quanto tempo e come la malattia ci avrebbe cambiato la vita. Rimane ancora oggi vivo il pensiero con cui si chiude il libro: “Contare i giorni. Acquistare un cuore saggio. Non permettere che tutta questa sofferenza trascorra invano.”

Daniela Luppi

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Non mi ha convinto del tutto perché non vi ho trovato considerazioni e riflessioni sulla pandemia che non mi fossero già note. Inoltre, se l’intenzione dell’autore, inizialmente, pareva essere quella di tenere un diario personale, col proseguire nel racconto il testo è diventato un resoconto dei fatti con considerazioni didascaliche. L’ho scelto perché, nonostante tutto, è stata una lettura breve, semplice e scorrevole

Maddalena Biancardi

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Il breve saggio tratta della pandemia di Covid-19 tutt'ora in corso. L'autore applica la sua passione per la matematica per spiegare le modalità di diffusione del virus e le reazioni, a volte incomprensibili, delle persone. Lo scienziato afferma ripetutamente di non tollerare il pensiero magico, soprattutto nei casi in cui è in pericolo la sopravvivenza dell'umanità intera. Egli però teme che la pandemia non indurrà alcun cambiamento nei nostri comportamenti, rischiando così di vanificare questa opportunità. Inoltre sottolinea la necessità di prendere decisioni, sia come individui sia come classe politica, pensando alla collettività e non solo agli interessi privati. Principio valido sempre e ovunque. Purtroppo il testo, essendo stato scritto l'anno scorso, quando il virus aveva cominciato a diffondersi, risulta un po' superato in alcuni punti. Le riflessioni che l'autore esprime sono utili e importanti ma già ripetute numerose volte sui mass media. Credo sia l'inconveniente di tutti i libri scritti nell'immediato.

Mariagrazia Sobacchi

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In questo libro paolo Giordano racconta il suo stato d’animo e le sue considerazioni bei primi giorni della pandemia, quando ancora tutti noi eravamo come sospesi in un mondo che non riuscivamo a riconoscere ed eravamo disorientati. Uno scienziato non può che appellarsi alla scienza e per prima cosa ai modelli matematici, al ragionamento figurarsi le azioni possibili, ma poi vi è l’imponderabile che parte dalla scarsa conoscenza della materia Covid e arriva all’imprevedibilità dei comportamenti compresi quelli del governo.

Più che mai sono significative le parole di conclusione: ‘Contate i giorni. Acquistare un cuore saggio. Non permettere che questa sofferenza trascorra invano’.

Silvia Ferrari

 

 

 

Il torneo letterario di Robinson è un'iniziativa curata da Giorgio Dell'Arti per conto di GEDI Gruppo Editoriale S.p.A.
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