< Libri e lettori

Pollock e Rothko di Gregorio Botta
Einaudi

 

***

Circolo dei lettori del torneo
di Parma 2 “Voglia di leggere Ines Martorano”
coordinato da Pietro Curzio
***

Una stupenda galleria di pittori di ogni tempo viene ricordata in questo libro dedicato a due maestri del secolo scorso: Pollock e Rothko. Ricorda una versione moderna di “Le vite” di Giorgio Vasari. Eccezionale in apertura la descrizione del Convento di S. Marco a Firenze nel quale il Beato Angelico sviluppa il suo capolavoro assoluto. Due biografie non facili da seguire passo passo nel loro sviluppo sino ad arrivare ad essere due “eccellenti pittori” (Vasari). Memorie dei quadri di Carrà, luci morandiane, interni metafisici, accenni a Siqueiros, Mirò e tanto, tanto Picasso.

Alberto Mutti

***

L’autore analizza l’opera artistica di Pollock e Rothko che ritiene i maggiori rappresentanti della “action painting”, pittura d’azione o espressionismo astratto, la prima grande corrente pittorica che ha caratterizzato la storia dell’arte USA del secolo scorso.

Profondamente diversi come carattere: irrequieto e fragilissimo Pollock, lento e inarrestabile Rothko; diversi gli stili pittorici: Pollock non sopporta le aree uniformi perché tutto è in movimento; Per Rothko tutto è ortogonale, linee verticali e orizzontali si ripartono in infinite variazioni di luce.

Diverso anche l’uso dei colori: Pollock usa vernici industriali o colori ad olio che fa colare su un telo steso in terra.

Rothko si fabbrica i colori usando pigmenti in polvere triturati a mano con un pestello in un piccolo mortaio di marmo, mescolandoli infine con l’olio. La descrizione umana dei due pittori è affascinante, il linguaggio pur essendo specialistico risulta semplificato. Alla fine della lettura del libro, resta il desiderio di visitare il convento di San Marco a Firenze definito “luogo tra i più belli del mondo” le cui pareti sono state affrescate dal Beato Angelico. L’autore sostiene che Rothko (che l’ha visitato) vi ha trovato l’essenzialità della pittura e la luce che fa vibrare ogni cosa. Come nei suoi quadri.

Pollock (che non è mai stato in Italia) in quella superficie variopinta avrebbe potuto trovare il gesto di schizzare il colore per una “pittura pura”.

Lucilla Del Poggetto

***

Il gesto ed il respiro, eccesso e misura… quattro parole per due artisti che, simili ma opposti, “hanno cambiato le sorti dell’arte del secondo dopo guerra, spostando il baricentro della pittura da Parigi a New York”.

Gregorio Botta ci immerge nel fascino di una NY splendida e vivace, in cui negli anni ‘50 approdano, per strade diverse Jackson Pollock e Mark Rothko. Pollock, nativo americano proveniente dalla pianura profonda del West, Rothko, ebreo, profugo con tutta la famiglia dalla vecchia Europa. Entrambi arrivano alla pittura forse senza averla scelta. A NY condividono amicizie, espongono nelle stesse gallerie d’arte; entrambi trovano un rifugio nell’alcool, Rothko bevitore lento e costante, Pollock incapace di contenersi fino alla violenza. Condividono anche uno stesso tragico destino: un incidente stradale per ubriachezza, un suicidio.

Nel suo bellissimo libro Gregorio Botta, con la sensibilità e la competenza di un artista appassionato, racconta le loro vite intense e drammatiche, intrecciandole con l’evolversi e la maturazione delle loro opere: da un lato la perfezione del gesto, dall’altro la ricerca del silenzio e della luce, di una pittura che «respira». Ho molto apprezzato la scrittura limpida e scorrevole, e la capacità dell’autore di avvolgerci con intensità e profondità nei percorsi artistici e personali di due grandi e fragili interpreti dell’arte del secolo scorso.

Liliana Superchi

***

L’ autore, usando le doti di esperto giornalista e la sensibilità dell’artista, ci guida a scoprire i due artisti, Pollock e Rothko, che sono riusciti a spostare il baricentro della pittura da Parigi A New York. Ci racconta le esistenze opposte, ma anche parallele di Pollock e Rothko, ci spiega la nascita, lo sviluppo e le conseguenze di due modi di dipingere agli antipodi. Ci spiega, con sensibilità e chiarezza, come I due artisti siano stati i moderni interpreti di due visioni dell’arte che sono presenti da secoli: la pittura timbrica (POLLOCK) e quella tonale (Rothko). Raramente sono stata presa a tal punto dalla lettura di un saggio da emozionarmi profondamente e da cominciare una nuova rilettura.

Carla Maria Guastalla

***

Le vicende umane e artistiche dei due pittori americani, Pollock e Rothko, corrono parallele nel panorama storico e culturale, occidentale del 900. Nel contesto della tragica realtà del nazifascismo e della guerra

mondiale, rispetto alle reazioni degli intellettuali e artisti del tempo che concepiscono l’arte come strumento della politica e della storia, le posizioni di condanna dei due pittori si differenziano fortemente:

infatti, attraverso un’espressione artistica libera e individualista, danno voce al disagio, superando forme e schemi tradizionali.

Ciascuno dei due intraprende la propria strada, alla ricerca di modi del tutto personali: Pollock, esprime la propria fragilità ei profondi tormenti attraverso un’arte ripiegata sull’Io; Rothko, colto e attento alla evoluzione della propria espressività, verbalizzata di volta in volta, dà vita ad una pittura nuova che trae il suo respiro innovativo dalla grande tradizione. Entrambi, e qui le loro strade si intersecano, sono esponenti di una nuova maniera che muove dall’interiorità soggettiva per concludere l’avventura di un percorso sofferto verso ciò che non si conosce, entrambi lontani da schemi precostituiti e tecniche pittoriche “che mai hanno prodotto opere d’arte”. Anche per noi lettori è stata un’avventura: quella della conoscenza che, per dirla con le parole dell’autore, “apre le porte”!

Margherita Tricarico

***

Racconta la vita di due pittori del secolo scorso, distanti come origine geografiche, culturali e sociali. L’autore riesce a farti partecipare alle due vite, complicate e per certi versi molto difficili. Riesce a spiegare l’evoluzione artistica e il perché del loro modo di dipingere anche ad un profano. Coinvolgente più di una (due) biografia/e un racconto che ti prende alla gola.

Massimo Parmigiani

***
Circolo dei lettori del torneo di Robinson
di Palermo 3 “Eutropia”
coordinato da Rosana Rizzo
***

La storia e le opere di due mostri sacri dell’arte contemporanea, Jackson Pollock e Mark Rothko, il gesto e il respiro, rendono con grande maestria e coinvolgimento emotivo la diversa visione dell’arte: “…. entrambi sono anche l’esito di due strade che hanno diviso la pittura occidentale dal Rinascimento fino a loro, campioni massimi di due scuole che si sono alternate, affiancate, rincorse, inabissate e riemerse nel corso della nostra storia: quelle della pittura tonale e della pittura timbrica”

L’uno, J. Pollock, si esprime con la sua pittura timbrica, poco influenzata dalla luce mentre l’altro condivide la pittura tonale, tesa ad esprimere i cambiamenti di colori sotto luci diverse.

All’interno della cronaca dello spostamento del baricentro della pittura moderna da Parigi a New York, con tutti gli artisti protagonisti dell’epoca, vengono raccontate le storie drammatiche ed intense, per certi versi parallele, di due straordinarie personalità artistiche ed umane, fondamentali per comprendere il paesaggio mentale dell’uomo moderno.

Questo percorso artistico ed umano, anche grazie alla scrittura elegante e scorrevole di Gregorio Botta, coinvolge anche chi non è dentro l’arte moderna con il racconto delle due diverse esistenze, opposte e parallele, mettendo in luce le radici, la genesi e gli effetti di due modi di dipingere che possono ben collocarsi agli antipodi.

L’autore, anche lui un artista di notevole spessore, riesce, attraverso la storia di questi due pittori, sia ad esprimere la potenza e grandezza delle loro opere ma anche la contrapposizione fra due grandi anime, potremmo anche dire lo yin e lo yang, della cultura e dell’arte moderna.

Va, infine, evidenziato come l’interpretazione dato dall’autore di certe opere e di certe scelte artistiche, con riferimenti alla storia dell’arte ed al suo mondo, induce il lettore, anche non addetto ai lavori, a rimanere preda della curiosità ed a ricercare autori ed opere citate.

Salvatore balsamo

***

Il mio rapporto con l’arte è come quello con un amore mancato che non si è mai veramente dichiarato: una bella mano nei miei disegni da bambina, mi dicevano i prof; poche, laconiche e svogliate lezioni al liceo e poi la scarica folgorante quando ho sentito una mia collega “cantare” ai ragazzi le meraviglie del mondo greco, del gotico, del Rinascimento, ma era troppo tardi per vivere d’arte. Perciò accolgo sempre con entusiasmo qualsiasi proposta mi rimetta in sintonia con ciò che in arte riesco a percepire ma non a leggere e a portare in superficie. Ho affrontato questa appassionata biografia, chiara e mai saccente, con lo spirito di una scolara, leggendo inchiodata davanti al pc per guardare le immagini che passo passo mi facevano conoscere questi due campioni della New York School. Ho frugato nella loro drammatica vita privata, ho visto la loro disperata ricerca di una propria strada, quel loro affannoso cercarsi e ho vissuto il momento della rivelazione, quello in cui le loro opere fecero conoscere al mondo uno yankee senza un precoce e spiccato talento e un immigrato ebreo russo come Pollock e Rothko; per cognome, come si usa chiamare i Grandi, le icone o, ebbene sì, un brand riconoscibile. I due artisti mi sono sembrati in molti punti l’uno il simmetrico rovesciato dell’altro per indole, tecnica e percorsi: Pollock il re dell’action painting, del dripping che è “l’apoteosi del gesto”, della pittura attiva che con un’energia rabbiosa e dirompente ti mostra il dipinto e immortala l’atto del dipingere; Rothko, lento, metodico e ripetitivo, i cui color fields si sciolgono e si fondono in infinite velature e sussurrano un invito alla contemplazione e al silenzio. Mi è riuscito forse più semplice comprendere Pollock, che ho potuto vedere dal vivo in una mostra, mentre ho esitato davanti a Rothko fino all’ultimo. Un aneddoto raccontato da Botta mi ha aiutato a capire un po’ di più: in una rarissima occasione i due artisti si trovarono insieme a East Hampton, a bordo di una piccola barca che cominciò a prendere acqua; tutti si tuffarono per guadagnare la riva, tranne Rothko che rimase seduto ad affondare insieme all’imbarcazione. Mi sono chiesta se non fosse questo il senso delle sue opere: un appello a sprofondare in un infinito naufragio dell’io. Mi è piaciuto molto questo libro che mi ha permesso di compiere un salto di qualità nella conoscenza di questi due grandi artisti e di conoscerne altri che, direttamente o per vie traverse, li hanno ispirati (una rivelazione la parte dedicata al Beato Angelico!). Di fronte alle loro opere non ho mai sbrigativamente affermato che “avrei saputo farle anche io” ma certamente non andavo molto oltre al dicotomico giudizio del mi piace-non mi piace. In questa occasione, guidata dalle parole pazienti dell’autore mi sono immersa nelle loro tele, le ho “respirate”, mi sono persa e per qualche momento posso dire di aver vissuto d’arte anche io.

Annalisa Cannata

***

Un libro che riesce a porre a confronto due vite e due forme d’arte quasi paradigmatiche : la pittura del gesto, della espressione della vitalità, la pittura attiva di Pollock e la pittura della contemplazione di Rothko, la pittura del respiro. Porre su piani di racconto diversi: vita e critica, non era opera facile, ma Botta riesce perfettamente nell’intento, offrendo anche ai profani dell’arte la possibilità di comprendere due pilastri dell’arte contemporanea.

Elda Lo Cascio

***
Circolo dei lettori del torneo di Robinson
di Roncade “Le Kamikaze”
coordinato da Elena Bassetto
***

Si tratta di un saggio ben scritto e che scorre piacevolmente su due mostri sacri dell’arte novecentesca. Le “vite parallele” di Pollock e Rothko si snodano – in un periodo in cui l’asse portante dell’arte si sposta dalla vecchia Europa agli Stati Uniti – tra amici in comune, esposizioni nelle stesse gallerie d’arte, mostre di gruppo. Così diversi e così vicini sviluppano ciascuno il proprio drammatico linguaggio artistico. Interessante che il saggio sia scritto non da un critico d’arte ma da un’artista poliedrico che si divide tra scrittura ed arte visuale. Qui queste caratteristiche si uniscono, ed i continui richiami ad autori ed opere d’arte fanno venir voglia di tenere Google Arts sempre a portata di mano, oltre che di andare in giro per musei a caccia di bellezza.

Elisa Viaro

***

Davvero molto interessante, racconto di due pittori americani tra loro contemporanei ma senza essersi mai frequentati, molto diversi ed innovativi rispetto al passato per l’uso del colore e della luce. Belli i riferimenti alle gallerie ed ai musei newyorkesi.

Chiara Anglesio

***

Non avrei mai pensato che un saggio e per di più su pittori contemporanei americani, potesse appassionarmi come un romanzo e invece questo ci è riuscito perfettamente. Gregorio Botta racconta le vite e il percorso artistico di Pollock e Rothko, due straordinari innovatori dell’Arte della pittura, e lo fa unendo alla profonda conoscenza del tema anche una piacevolissima capacità divulgativa: mi ha fatto venir voglia di girare per mostre e per musei a caccia dei loro capolavori.

Elena Bassetto

***

Grandi lettori
di Robinson
***

New York, anni 40: Jackson Pollock e Mark Rothko si affacciano sulla scena dell’arte contemporanea americana. Impetuoso il primo, ieratico il secondo. Diversissimi, come stile, provenienza, formazione, entrambi però in grado di segnare il passo nella definizione di arte dal 1.900 ad oggi, diventando due “canoni” dai quali allontanarsi o da inseguire.

Gregorio Botta è un artista figurativo anche lui, con il dono – raro - di saper raccontare ciò che lui fa, ovvero l’arte, senza intellettualismi e accademia, focalizzandosi sui personaggi e sulle loro miserie e grandezze.

Angela Sirago

***

“Pollock e Rothko - il gesto e il respiro” di Gregorio Botta è un saggio molto interessante e coinvolgente perché racconta in maniera magistrale e curiosa la vita intrecciata sul piano artistico e personale dei due artisti contemporanei. Si denota una conoscenza approfondita degli argomenti non rendendolo però pesante all’occhio del lettore ed è adatto anche a chi non ha una grande esperienza in campo artistico perché all’interno del testo si trovano citati dei quadri che se non conosciuti si possono facilmente reperire in rete.

Chiara Malavolta

***
Circolo dei lettori del torneo di Robinson
di Bologna 7 “103”
coordinato da Stefania Bassi

***

Un racconto coinvolgente ed emozionante, l’autore riesce in pieno a trasmettere l’amore e la passione per l’epoca e gli artisti che tratta. Leggendo queste pagine con crescente piacere ci si ritrova a cercare immagini delle opere, dei fatti e dei personaggi citati rendendo questa esperienza letteraria un’esperienza emotiva e visiva che valica i confini della pagina scritta. Colpisce la grande umanità con la quale sono stati resi i protagonisti del saggio che l’autore ci accompagna a conoscere nella loro evoluzione da uomini ad artisti e poi ancora e soprattutto a meravigliosi, complicati e irrisolti esseri umani.

Stefania Bassi

***

Lettura molto piacevole che consiglierei. Nella contrapposizione fra i due artisti l’autore crea una tensione che tiene avvinto il lettore fino alla fine. Interessante e stimolante, offre un punto di vista personale ed intrigante dell’autore sugli argomenti trattati.

 

Anna Merli

***

Saggio veramente molto ben fatto. Molto interessante il confronto tra i due artisti, esposto con esauriente dovizia di particolari biografici. Lo stile apparentemente semplice e lineare dell’esposizione fa risaltare tutta la complessità della creazione artistica dei due pittori. Un saggio che ha il pregio di farsi leggere come un romanzo. Unica pecca, diciamo perdonabile, è il fatto che occorre avere un accesso Internet per godere appieno di tutti i riferimenti visivi contenuti nel libro. Nell’era digitale certamente la sinergia permette di contenere i costi altrimenti richiesti dall’inserimento delle immagini, ma rimane comunque un piccolo neo per noi vecchie puriste del libro cartaceo.

Anna Maria Cappelli

***

Il libro mette a confronto questi due pittori che appartengono al gruppo degli Irascibili, non solo dal punto di vista artistico, ma anche da quello strettamente legato alle loro vite personali. In realtà entrambi hanno vissuto esperienze analoghe durante l’infanzia, che hanno prodotto ferite che hanno cercato di superare attraverso l’arte espressa ognuno in modo completamente diverso. L’autore è stato molto preciso e coinvolgente nella descrizione delle opere come anche negli aspetti della vita e delle esperienze dei due pittori. che ho apprezzato molto.

Giuditta Zucchelli

***

Titolo perfetto per questo piccolo importante libro che racconta due giganti della pittura del 900. Pollock era decenni più avanti dei pittori del suo tempo. Nei suoi quadri non c’è un alto e un basso, ogni parte ha vita a sé al di fuori da un ordine razionale. Pollock non usava pennelli né cavalletti. Faceva sgocciolare i colori dall’alto su grandi tele appoggiate a terra. Sembrava aggredire i quadri con furore seguendo una sua sofferta ricerca interiore. Rothko mi emoziona con i suoi dipinti a bande verticali o orizzontali di colori, disposte con ordine, come uno spartito o una poesia. Ha lavorato con i colori che più amava, il rosso, il verde, il nero, trasmettendoli in modi diversi, quasi ipnotici. Col tempo sembra allontanarsi anche dai suoi amati colori. Lavora con apparente semplicità per sottrazione, sottrazione di colori, sottrazione di respiro, sottrazione di vita. Botta ci ha raccontato tanto dei due pittori, cosi complementari, così apparentemente distanti. Grazie per aver condiviso le sue appassionanti competenze.

Anna Mantovani

***

Non leggo normalmente saggi e quindi sono in difficoltà a recensire questo libro. Non mi intendo di pittura e questo rende ancora più difficile la lettura di questo libro. Lo giudico positivamente perché credo che sia in grado di aiutare chi vuole approfondire la conoscenza di questi due grandi della pittura del ’900.

Mara Boschi

***

Premesse: tutta la pittura dal Rinascimento ad oggi si divide in 2 filoni: pittura timbrica e pittura tonale. Il primo guarda solo il timbro dei colori (azzurro, rosso, verde, giallo ecc) e li accosta per il loro timbro (es. l’adorazione dei Magi di Perugino), il secondo tiene conto della luce che cambia profondamente il colore (es. Giorgione La tempesta). Beato Angelico nel convento di San Marco getta i semi di tanta e diversa pittura futura. L’ aria che si frappone tra l’angelo e Maria, i colori pastellati della trasfigurazione che ritroviamo in Morandi, i finti marmi della Madonna delle ombre sono pittura pura ed astratta. Altro aspetto interessante è l’intuizione di Roosevelt di includere nel New Deal l’arte e gli artisti che attraverso il Federale Art Project finanza migliaia di artisti tra il 1935 e il 1943. Questo piano apre la porta a tutti perché la sua filosofia è che non è il genio solitario ma un movimento generale a fare dell’arte una parte vitale e organica della cultura. Manifesto Federazione Pittori (arte per l’arte, libertà di espressione, individualismo, indipendenza). Questi sono gli aspetti per me più interessanti del libro L’ autore poi esamina e confronta le vite e le opere di Pollock e Rothko che prende come capostipiti della nuova arte Americana. P. è un io diviso, timido e violento insieme. Ha portato la vita nella pittura mentre R. ha portato la pittura nella vita. R. è dotato, intelligente, polemista, affabulatore. 

Teresa Masina

***

Grandi lettori
di Robinson

***

La mia votazione va a Pollock e Rothko di Botta (Einaudi), sebbene con delle riserve. Non sono un’amante di questi generi ed è stato per me molto faticoso continuare la lettura.

La mia scelta del libro di Botta è data dal fatto che pur non essendo il mio genere, preferisco di gran lunga le letture sull’arte piuttosto che sulla scienza, in particolare trovo che Botta sia riuscito a raccontare i due pittori con cura e approfondimento.

Monica Cattabriga

***

L’esegesi delle azioni po(i)etiche e della personalità di due artisti agli antipodi, Pollock e Rothko, per tecnica e poetica; ma di essenziale importanza per il trasferimento del centro di gravità della pittura oltreoceano, da Parigi a New York. L’immanenza e la trascendenza, ricercate attraverso storie sofferte: finirono per condividere conoscenze e sostenitori. Entrambi “illuminati” dal Beato Angelico di Firenze. Cercarono di annegare nell’alcol il proprio destino. Artisti, sì, ma prima di tutto persone.

Gioele Pavani

***

Il testo in questione riguarda due grandi artisti, appunto Pollock e Rothko. La bellezza di questo libro è nelle descrizioni dei quadri che però non sono presenti nel testo, questo rappresenta un ostacolo per la completa comprensione dell’opera d’arte.

Nonostante questa mancanza, resta un libro scritto egregiamente e in maniera comprensibile anche per i non addetti ai lavori.

Barbara Bria

***

Tra i due libro ho preferito quello di Gregorio Botta “Pollock e Rothko. Il gesto e il respiro”. Non avevo mai letto un libro che parlasse di due pittori ed è molto distante dalla struttura dei libri di storia dell’arte del liceo. Qui concentrandosi sui due artisti viene raccontato in modo dettagliato la loro vita e il loro percorso come pittori. Mi è sembrato un libro che richiamasse ulteriori strumenti per comprendere meglio, perché lo scrittore riesce a lanciare molti spunti ed a incuriosire al punto di andare a googlare il quadro o la galleria di cui stava trattando in quel momento. Grazie a questo aspetto ho potuto conoscere meglio i lavori di Pollock e Rothko ed entrare nelle dinamiche delle loro vite, anche se non erano particolarmente serene. Inoltre, ho molto apprezzato il fatto che non usasse un linguaggio particolarmente difficile e ricco di virtuosismi tecnici, nelle parti in cui descriveva la loro arte, facendomi sentire all’altezza della lettura e non una dilettante al riguardo. Ho apprezzato maggiormente però la prima parte del libro, soprattutto quando per spiegare l’uso che i due fanno della luce e del colore, parte dai grandi pittori italiani del Cinquecento. Mi è parso molto suggestivo pensare alle cose che condividevano con loro, nonostante i secoli di differenza. Molto bella e di effetto, nella seconda metà del libro, è il racconto dell’allestimento di una galleria con i quadri di Rothko, i quali, secondo precisa indicazione dell’artista, dovevano essere posti ad una determinata altezza, in modo che lo spettatore potesse sentirsi coinvolto fisicamente e parte integrante dell’opera. 

Infine, nonostante io abbia apprezzato il libro non penso di aver compreso bene il punto di unione tra i due pittori. Forse tradita da un’aspettativa, mi immaginavo più punti di convergenza, o al contrario la descrizione di due poli opposti tra l’arte dei due, quindi, le mie aspettative non sono state pienamente soddisfatte. Forse avrei apprezzato che ci raccontasse qualche scena di vita in più, ad esempio, ci viene spesso ribadito che loro sono “irascibili”, “ribelli” e “abili agitatori” ma sinceramente ho poco percepito questo aspetto del loro carattere.

Milena Scarfì

***

“Lo yin e lo yang dell’arte occidentale” così Gregorio Botta descrive Pollock e Rothko, due colossi dell’arte del Novecento di cui l’autore racconta vita e opere. Li scopriamo come non li abbiamo mai visti, in tutta la loro fragilità di uomini prima che di artisti. Lo scrittore individua ciò che hanno in comune: vivono lo stesso periodo, sono gli ultimi di numerosi figli, hanno una passione feroce per l’alcol. Sono però anche profondamente diversi: “La misura è stata la cifra di Rothko… la dismisura quella di Pollock”, scrive l’autore per evidenziare le divergenze anche artistiche (parliamo infatti di pittura tonale riferendoci a Rothko e di timbrica per Pollock). La narrazione inizia con gli anni della giovinezza fino ad arrivare alla tragica morte di entrambi attraverso una prospettiva che non si lascia sfuggire gli amici, i rapporti familiari, gli amori. Botta ci convince a scoprire i due artisti opera dopo opera e lo fa coinvolgendoci attraverso una guida appassionata (si pensi alle espressioni “Proviamo a entrare” o “Giriamoci e guardiamo” che usa descrivendo la Houston Chapel).

Il saggio affronta lo sviluppo delle avanguardie, la New York di Roosvelt che con il suo Federal Art Project cambierà il destino di tanti artisti e la galleria di Peggy Guggenheim; ripercorre il passato (l’opera si apre con un Rothko meravigliato di fronte agli affreschi di Beato Angelico) e guarda al futuro (leggiamo di come Rothko sia terrorizzato dall’avvento della Pop Art). Un libro per chi già conosce i due artisti e vuole guardarli con occhi nuovi, ma anche per chi ha ancora tutto da scoprire e ha bisogno di un bravo Virgilio che gli apra la strada.

Eleonora Simula

***
Circolo dei lettori del torneo letterario di Robinson
di Grottaferrata "Un libro al mese della biblioteca comunale"
coordinato da Lucia Zenobi e Cinzia Silvagni

***

Non conosco l’arte, mi affascina però ascoltare ed imparare, Pollock lo conoscevo di nome, Rothko mai sentito, adesso posso dire di “conoscerli” grazie a questo libro. L’autore ha messo a confronto due grandi artisti del Novecento attraversando la loro storia personale e artistica, le pagine scorrono tra opere d’arte e bottiglie di vino, si legge bene, si cerca su internet le opere citate per coglierne meglio i dettagli, grandi anime tormentate che hanno dato tanto alla storia dell’arte, alla fine quale preferisco? Le opere di Rothko, più lineari e solari.

Lucia Zenobi

***

Ho avuto bisogno di rileggerlo per farlo mio. La materia trattata è piuttosto difficile ma l'autore la rende accattivante mescolando notizie biografiche, storia del periodo con note sulla tecnica pittorica. Ha suscitato il mio interesse tanto che mentre leggevo, in contemporanea, su internet ho ricercato le immagini della produzione artistica dei due pittori. L’ho trovato acuto e ben scritto.

Enrica Mecozzi

***

Ho affrontato questo libro con difficoltà, non sono esperta di pittori moderni. Leggevo e seguivo le indicazioni dell'autore. Consultavo anche internet in modo da aver chiaro il testo. In questo modo la vita dei due artisti mi è sembrata più chiara… Introversione ed estroversione, tono e timbro...tutto appariva più limpido. Bella esperienza… non credevo proprio.

Donatella Mambrini

 

Il torneo letterario di Robinson è un'iniziativa curata da Giorgio Dell'Arti per conto di GEDI Gruppo Editoriale S.p.A.
L'iniziativa è riservata agli utenti maggiorenni. Per partecipare, registrati. Questo sito non usa cookies.
Dubbi, problemi: torneoletterariodirobinson@giorgiodellarti.com
Vedi anche Il Blog di Giorgio Dell'Arti su Repubblica.it