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Solitudine. Il male oscuro della società occidentali di Mattia Ferraresi
Einaudi

 

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Circolo dei lettori del torneo di Robinson
di Triuggio "Canonica"
coordinato da Carlo Riva     
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Una complessa e completa riflessione su individualismo, assenza di senso, oblio di sé e dell’altro. In una parola, solitudine. Una condizione dell’esistenza talmente seria e preoccupante da portare addirittura, a scelte istituzionali come il Ministero della Solitudine (Gran Bretagna). La consapevolezza del sé e dell’altro, dei confini e dei limiti, della relazione vitale contrapposta all’agire per se: l’autore ci porta a staccarci con lucidità (grazie al suo sguardo dall’alto e ai suoi approfondimenti) dalla causalità della solitudine come fattore sociale, culturale o altro per portarci vicino al nocciolo della questione: senza un senso profondo e, magari, una comunione di intenti, è difficile vivere. Una trattazione che, come per gli uomini di Babele dopo la “punizione divina”, costringe a pensare. Che non guasta. 

Franca Pieroni

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Saggio lungo e molto articolato sul male più pericoloso e oscuro della nostra società moderna – la Solitudine.  La prima parte del saggio ci presenta la disgregazione dei rapporti sociali e l’isolamento sociale crescente attraverso figure “estreme” come gli hikikomori, i giovani ragazzi giapponesi che si mettono in isolamento spontaneo nelle proprie camere o gli Incel, i celibi involontari e perennemente arrabbiati con tutto e con tutti.  Contraltare di queste forme così estreme sono le molto più diffuse dipendenze da cellulari e social media, caratterizzate da lunghe ore passate davanti ad un monitor in completa solitudine e dall’incapacità di tessere sane relazioni intime e/o sessuali. La seconda parte del saggio si dedica al “cortocircuito”moderno, al fatto cioè che la società di oggi ha di fatto scelto spontaneamente di vivere in quella solitudine di cui ora si duole. L’autore indica nell’ascesa dell’individualismo la causa della nostra solitudine, l’affermazione del nostro “io” prima di tutto che ci ha fatto dimenticare il mondo esterno a noi. Come uscirne? La terza parte del libro sembra indicarci la via: cercando il senso vero della nostra esistenza, lo scopo ultimo della nostra vita. Magari tornando anche a parlare di Dio.

Paola Cesana

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I saggi da sempre sono un po' faticosi ma lo sprone di capire meglio e con un punto di vista nuovo un fenomeno ci spinge ad affrontarli e ad arrivare fino in fondo. In queste pagine tanti sono gli spunti di riflessione e gli argomenti, le interessanti connessioni…forse un po' troppi. Tante da non riuscire a ricomporre tutte le argomentazioni ed a formulare una riflessione che tenga conto di tutto. La solitudine infine cos’è? Un fisiologico, quasi opportuno, momento dell’esistenza o una moderna insidiosa malattia?     La cura è sociale o individuale e solitaria? Si guarisce o qualche sintomo persistente è persino utile allo scopo? Che la solitudine fosse un’emozione, uno stato dell’anima facilmente degenerabile in sintomo e in patologia lo sapevamo e dopo questa lettura siamo un po' delusi. O almeno io lo sono. Vale tutto ed il contrario, ogni teoria, peraltro ben sostenuta da dettagli e biografia, non risolve ed infine ci sentiamo un pò irrisolti pure noi e tanto tanto soli.

Maria Pisilli

 

Il torneo letterario di Robinson è un'iniziativa curata da Giorgio Dell'Arti per conto di GEDI Gruppo Editoriale S.p.A.
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