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Sud di Mario Fortunato
Bompiani

 

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Circolo dei lettori del torneo letterario di Robinson
di Fiume Veneto “Prendiamoci il tempo”
 coordinato da Lucia Tomasi
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Sud. Storia di una famiglia calabrese. Vengono trattati molti temi, guerre e migrazione. L’ho trovato malinconico, anche se interessante dal punto di vista storico.

Loretta Fabbro

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Racconta la storia di una famiglia borghese del sud, il periodo va dal millenovecento agli anni 70. La politica e l’egoismo fa fare al capofamiglia (un notaio) scelte di abbandoni familiari, i cui figli crescono con grandi conflitti intimi. La morte della prima e della seconda moglie non lo cambia per niente ed invecchia nel proprio ego.VI personaggi sono davvero tanti anche perché questa non è la storia di una famiglia ma di due (con servitù annesse) per via di un intreccio con un’altra famiglia attraverso un matrimonio. Intrigante è la storia ma la lettura è facilitata da brevi capitoli e dall’albero genealogico descritto nelle prime pagine mentre nelle ultime, alcuni pensieri molto belli che fanno riflettere: se si perde la relazione col passato, si perde un po’ se stessi perché il passato è più vasto del presente per non parlare del futuro e quindi i tanti ricordi si trasformeranno in emozioni che ti accompagneranno lungo il corso della tua esistenza

Giordana Andreatti

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 “Sud” di Mario Fortunato racconta a episodi la storia di una famiglia borghese, colta, calabrese, con origini ebraiche dimenticate, dagli anni 20 fino al 1970 circa. Valentino, ultimo figlio di Tamara (figlia del farmacista) e dell’Avvocato (figlio del Notaio) è l’unico ad andarsene dal paese alla fine degli anni 70 senza rimorsi e in Inghilterra, in occasione della morte dell’ultima zia rimasta al paese, vede riemergere il passato perduto della sua famiglia. Durante la 2a guerra mondiale il Notaio, comunista, è fuggito nei boschi abbandonando la sua numerosa famiglia e, dopo la morte della moglie, i ragazzi sono cresciuti senza conoscere il padre, per cui al ritorno non è stato facile ricucire i rapporti. Elvira, la seconda moglie del Notaio, è riuscita a mantenere l’unità familiare. Nel romanzo la borghesia in decadenza si scontra con la voglia di benessere della nascente ‘ndrangheta. La guerra, l’amore, l’identità sessuale, gli studi e il coraggio di vivere sono alcuni dei temi trattati. Valentino piange nel ricordo di un mondo che non c’è più.

Eleonora Zaccarini

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In “Sud” è riassunta la storia italiana dagli anni Venti agli anni Settanta, attraverso gli intrecci di una famiglia meridionale. I legami familiari (e non), dispiegati sul proprio destino con una maturità colta e priva di fallaci convenzioni e sovrastrutture sociali, costituiscono uno strumento per antagonizzare la paura della morte. Con la morte dell’ultima superstite familiare, “Valentino si disse che a quel punto non aveva più un passato. In parole povere scoprì di essere solo davanti alla morte.” Il linguaggio è ricco e la costruzione dei periodi semplice, quanto dotata di una raffinata impronta stilistica. Sud è anche un invito all’istruzione, alla lettura, nella più piena consapevolezza che vi sono elementi - come l’amore - che devono preservare dal rischio del nozionismo e dell’infallibilità dei giudizi morali: “Non collocò i libri al posto dell’amico perché l’amore è sempre più grande di chi si ama e pertanto seppe che poteva amare entrambi”; è infine lo slancio sincero di un meridionale che ama le sue origini e sente di dover rappresentare l’esistenza di un Sud diverso dai luoghi comuni, intriso di umanità, cultura, sangue e sudore.

Luca Munno

 

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Circolo dei lettori del torneo letterario di Robinson
di Milano 6 “Critici in progress”
 coordinato da Barbara Monteverdi
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Una saga familiare piuttosto complessa, con molti personaggi e mille rami che si intersecano (senza dubbio, gli alberi genealogici all’inizio del libro aiutano a orizzontarsi). Pur lasciandomi con una strana sensazione di qualcosa che manchi - forse l’eccesso di avvenimenti e figure va a discapito di una vera personalità del romanzo che alla fine sembra un susseguirsi quasi meccanico di situazioni - ho apprezzato il quadro d’insieme e alcune descrizioni umane, come quella del vecchio zio Giorgio raffinato e spaesato (e che avrei maggiormente goduto se fosse stato più approfondito, magari sorvolando su altri personaggi). La parte del racconto più distante da noi - tra gli anni ‘20 e ‘40 del secolo scorso - mi pare maggiormente interessante, forse proprio perché lontana e “storica”, mentre man mano che ci si avvicina ai giorni nostri le vicende si fanno più prevedibili. Una lettura comunque scorrevole e gradevole.

Barbara Monteverdi

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Grandi Lettori
di Robinson
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Sud è la scatola dei ricordi che riempie lo sguardo di fotogrammi e parole. In questo racconto, Mario Fortunato ritrova il bandolo perso delle storie di famiglia e delle melodie d’infanzia dimenticate.

Personalità ingombranti, parole rigirate in testa, dolori soffocati sono la costante di avventure famigliari in cui spesso l’alienazione e/o la fuga diventano l’unica via d’uscita.

Verso dove e da cosa? Alla fine, ciò che siamo, a torto o ragione, non si dileguerà mai. Nemmeno dopo anni o mila km di distanza.

Caterina Mirijello

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Pieno di personaggi e di vita sin dalle prime pagine. Non so perché mi sono subito sentita catapultata nella Sicilia di Verga che ho amato al liceo. Una scrittura, quella di Fortunato, che viaggia veloce, che mai annoia ma riesce comunque ad andare in profondità, dei fatti e dei personaggi, e a trasportarti in un Sud luminoso che raramente, purtroppo, viene eletto punto di vista per raccontare la Storia.

Claudia Bellante

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“Sud” si presenta come un ritratto nostalgico e allo stesso tempo impietoso della vita di due famiglie, legate dal sangue e dal passato. I personaggi appaiono come anelli di una catena che attraversa quasi tutto un secolo di storia. L’ultimo anello a farne parte è Valentino, unico membro della famiglia a lasciare la terra natia, egli sarà la voce narrante del racconto, che rievocherà un corteo di fantasmi atti a rispolverare tragedie e amori, vicende nelle quali si insinuerà inevitabilmente la storia d’Italia. Egli presenterà una miriade di personaggi, presentati come tasselli di un mosaico cementati da gli avvenimenti dell’epoca: dalla nascita del fascismo alla seconda guerra mondiale, dal boom economico all’ondata migratoria che caratterizzerà il sud di fine secolo. Le famiglie non appaiono come un ecosistema indipendente, esse non vivono la propria storia ma, al contrario, sono la storia stessa, caratterizzata dalle tragedie della guerra, dalla depressione (il male del secolo), da amori indecisi e da un pizzico di meraviglia e superstizione, date gentilmente in dono da zio Giorgio creatore di Gioacchino, ente immateriale tanto vero quanto falso. Infine, presentandoci una famiglia borghese e colta l’autore demolisce lo stereotipo del Sud povero e ignorante, infatti decide di fornirci uno spaccato del 900 italiano proprio dal punto di vista del meridione che forse, proprio come i quadri di Gauguin dimenticati e impolverati, è un tesoro nascosto che vale la pena riscoprire.

Gaia Silvestri

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È un romanzo familiare che accoglie in maniera corale le storie di destini dei suoi personaggi che risuonano nella voce di Valentino, ultimo discendente di questa numerosa famiglia con cui ora deve confrontarsi per ritrovare le proprie radici e, attraverso di esse, riscoprire le fondamenta su cui poggia la propria identità. Coprendo un arco temporale di circa cinquanta anni, “Sud” è anche un libro di politica e critica sociale che fornisce al lettore un quadro inedito della borghesia meridionale attraverso una storia che è al medesimo tempo privata e collettiva.

Irene Bianchi

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 “Il passato non è ciò che affiora dalla Storia, dalle rovine, dai massacri o dai monumenti, bensì un punto di arrivo individuale.” In questa citazione è racchiuso il fulcro delle vicende narrate, quelle di due famiglie del sud Italia, che hanno come sfondo gli avvenimenti storici del periodo tra gli inizi del ‘900 fino agli anni ‘70. Chi narra sa già ogni cosa, anche se palesemente lo nega. Eppure conosce a fondo sia i due capostipiti, il Notaio e il Farmacista, sia i singoli membri delle due famiglie. I numerosi personaggi saranno le chiavi che apriranno i segreti e i pensieri di un piccolo paese alle prese con la sopravvivenza. Lo stile di Mario Fortunato è avvincente: cattura il lettore dalle prime righe del malinconico prologo per portarlo con sé nei luoghi dei fatti accaduti, ma soprattutto in una mentalità ancora integra e capace di preservarsi. I personaggi, in particolar modo quelli femminili, hanno carattere e forza nelle loro scelte o non scelte. Un sud da leggere anche tra le righe.

Roberta Usardi

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Una lunga epopea che percorre tutto il Novecento e intreccia le vite, le storie e le odissee di due capostipiti e della loro discendenza: quella del Notaio e quella del Farmacista. Fortunato parla di amore e anarchia, di fascismo e omosessualità, di mafia e depressione. Plana sui temi più disparati, dipingendo un ritratto commovente di due famiglie borghesi meridionali e della loro servitù, senza mai scadere nel realismo di eco verghiana o nel cliché del Meridione come terra arretrata e retrograda da salvare.

Viola Casadei

 

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Circolo dei lettori del torneo di Robinson
di Parma "Voglia di leggere Ines Martorano"
coordinato da Pietro Curzio
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Il romanzo racconta la storia del novecento da un punto di vista inedito: la borghesia meridionale colta, progressista e impegnata politicamente. È attraverso la saga familiare del notaio e del farmacista che vengono narrate le vicende dal 1920 al 1970. La struttura a episodi rende ancora più chiari gli eventi; lo scrittore riesce a raccontare non solo le vicende storiche, ma anche la trasformazione delle mentalità e del paesaggio causate dalle scelte urbanistiche spesso dissennate. Anche le vicende più drammatiche sono presentate, grazie alla sottile ironia, senza enfasi. Lo stile è asciutto, sobrio, le parole scelte con molta cura. Questo romanzo travolgente meriterebbe di essere letto nelle scuole superiori perché riesce, più di tanti manuali, a leggere in maniera nuova il nostro passato.

 

Carla Maria Guastalla

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Tanti personaggi strani, inusuali compaiono in questi romanzi, che fa ricordare i personaggi di Gabriel Garcia Marques.

La ricca genealogia presentata in schema nelle prime pagine, fa un po’ ' preoccupare il lettore, ma la capacità dello scrittore di riprendere ogni personaggio con la sua caratteristica, il suo nome particolare non lo costringe a controllare l’albero della famiglia.

È una piacevole e interessante carrellata nell'Italia da fine secolo ai nostri giorni. Ogni situazione di vita viene affrontata, la violenza, i rapporti omosessuali, la guerra, il fascismo, l'occupazione delle terre, il nascere della ’ndrangheta, l’emigrazione, la malattia senile, il tutto in una Calabria difficilmente soggetto di un libro.

Una lettura tutta di un fiato.

 

Donata Donati

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Il libro ripercorre la vita di due famiglie del Sud allargata anche a parenti amici dipendenti in un periodo che va dagli inizi del novecento agli anni 70

Sulla scena della storia italiana (vengono riportate date e avvenimenti nazionali) si affaccia una folla di persone ben tratteggiate negli aspetti fisici e psicologici

Non è però facile seguire il racconto anche se lo scrittore include all‘inizio delle schede illustrative sulla genealogia dei protagonisti. La forma è ricca e scorrevole

Il libro può essere compreso in modo approfondito dalle persone che hanno vissuto gli avvenimenti descritti ma potrebbe costituire uno strumento su cui redigere un copione per un racconto televisivo a puntate adatto ai più giovani per capire il 900

Lucilla Del Poggetto

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Ad una prima lettura SUD mi è parso – mi perdoni l’autore – retorico, troppo pieno di personaggi, memorie, citazioni - fra cui l’evidente richiamo a Spoon River del prologo - confuso nella suddivisione in capitoli troppo brevi ed in una continua altalena di tempi e luoghi.

Tuttavia qualcosa ha lasciato, che mi ha indotto ad un secondo e più attento sguardo: la rappresentazione di un tessuto sociale borghese colto, poco descritto in letteratura e poco conosciuto, una accurata analisi storica degli eventi nell’arco di un periodo fertile di cambiamenti politici e culturali, una scrittura coerente con il “paesaggio” descritto, apprezzabile per sua la accuratezza e complessità. Ed è così che questa “Spoon River” del Sud, piano piano, si è svelata nella sua profondità e piacevolezza e si è fatta apprezzare.

 

Liliana Superchi

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Una saga famigliare italiana. In cui si raccontano le vicende di una famiglia meridionale borghese dalla fine del Novecento agli anni 70. I personaggi sono molti, considerando il periodo di tempo e le vicende che accadono nel periodo storico. Anche la formazione familiari subisce diversi cambi a seconda di nascite e morti che avvengono. Non è sempre chiaro il tempo di riferimento del racconto, se si sta svolgendo nel passato o nel presente. È una storia molto aggrovigliata ed intricata a cui fa sfondo la vita politica e sociale dell'Italia che influenza la vita familiare.

 

Rita Lucreziano

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Uno spaccato di vita di diverse famiglie che vivono in un paesino del sud dove il "mare ha un colore azzurro a dir poco magnifico "
Oltre cento anni di storia del nostro paese si srotolano come una pellicola e il film che proiettano sono gli avvenimenti storico politici dal biennio rosso dell'occupazione delle fabbriche da parte degli operai alla nascita del fascismo e quindi alle aggressioni a coloro che la pensavano diversamente, dalle leggi razziali del governo Mussolini alla shoah, dalle quattro giornate di Napoli e via , via fino ai nostri giorni.
Le situazioni famigliari mescolate alle situazioni politiche italiane costituiscono il filo conduttore di questo libro che dovrebbe essere letto dai giovani.
Devono conoscere le tappe percorse dall'Italia in questo secolo fino ad arrivare ai giorni nostri e farsene FINALMENTE le proprie idee.
Conoscere il passato è l'unico modo per costruire un futuro solido per tutti.

Alberto Mutti

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È una grande saga familiare. Tanti sono i personaggi che affollano il romanzo. Ben delineati, ben descritti, vivi, spiritosi. Specie alcuni: Il Notaio, il Farmacista, Tamara, Ciccio Bombarda. Una grande famiglia del Sud le cui vicende attraversano tutto il novecento. La storia d'Italia fa da sfondo a questo romanzo, "scandisce il tempo ", lega e riannoda i personaggi ma non entra mai prepotentemente nella storia della grande famiglia che, con i suoi intrecci e vicende personali, rimane il cardine della narrazione. Al di là delle citazioni geografiche dell'autore non ci sono nel libro dettagliate descrizioni del paesaggio. Si percepisce comunque che tutta la storia è ambientata nel Sud Italia: un Sud generoso, arguto, comunicativo, includente.

Francesca Teza

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Storia di una famiglia del sud, estremamente ricca di personaggi, ripercorre avvenimenti ed evoluzione di questa dagli inizi del novecento agli anni settanta all'interno, della storia socio politica del paese di Corone (Paese di fantasia fatto simbolo del Sud) e dell'Italia. In brevi numerosi capitoli viene volta per volta tratteggiato uno dei personaggi dal capostipite, il Notaio, a tutti i figli, le nuore e loro famigliari, i nipoti, l'autista e la sua famiglia, gli amici in un susseguirsi di storie che descrivono altrettanti periodi storici, politici, economici, sociali. È la storia di una famiglia agiata e ricca anche culturalmente che in un sud arretrato si schiera contro il fascismo, la guerra, il conformismo rimanendo sempre al paese, salvo brevi interruzioni, con l'unica eccezione di Valentino, ultimo personaggio in ordine cronologico, che apre e chiude il romanzo. Appassionanti alcune parti del romanzo, la notte in cui il notaio deve decidere quali nomi di fascisti del paese denunciare al tenente colonnello Reid, e ben tratteggiati molti dei personaggi che appaiono assolutamente reali, lo zio Giorgio, Ciccio Bombarda, Maria del Nilo, Maria la pioggia per ricordarne alcuni.

                                                       Ugo Ravanetti

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La storia di una famiglia borghese del sud si intreccia con la storia d’Italia dagli inizi del novecento alla fine degli anni settanta. Molti temi vengono affrontati riguardanti i numerosi personaggi, la situazione politica e sociale del sud e quella dell’Italia in genere. Il linguaggio è scorrevole, le vicende narrate puntuali. Interessante, ma nel suo insieme una narrazione già sentita.

Rita Merusi

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Nella scrittura dell’autore si trovano i tratti della migliore letteratura italiana ed europea: ironia, arguzia, realismo, lirismo pervadono le pagine del libro. Le vicende del nostro paese nel ‘900, che s’intersecano con quelle degli abitanti di un immaginario paese del sud, costituiscono solo un riferimento storico, senza essere, oggetto di approfondimenti. Ciò vale per lo sfruttamento della mano d’opera contadina, le manifestazioni di protesta dei braccianti, la riforma agraria, il regime fascista, la guerra... Diversa è, invece, la descrizione di tante situazioni e profili individuali, che si rivelano ricchi e suggestivi. 

Margherita Tricarico

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Un libro sulle persone, sui ricordi dei luoghi e delle sensazioni. Un ricordo e un ritorno al passato dopo l’allontanamento a cui le scelte della vita ci portano. Un pensiero scritto sulle proprie origini che si dilata nel racconto. La scrittura è lineare e come un disegno traccia le linee che danno significato agli individui e agli avvenimenti. Li evidenzia nella loro evoluzione “…una miseria più chiassosa che sarebbe diventata ’ndrangheta…”. Le vite si sfiorano nel corso del tempo e nel sottofondo la storia d’Italia. Sofferta, dolorosa, vittoriosa e storia degli italiani, dei compaesani, dei propri genitori. Brevi racconti che definiscono ciò che non c’è più per l’autore, un ambiente familiare, scelte fatte, le convinzioni personali. Tutti temi trattati con linearità e delicatezza anche se a volte molto perturbanti. Questo romanzo salva il “patrimonio “di famiglia e la propria identità.

 

Fabrizia Paini

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Prima reazione: ancora una saga familiare! Il 2020 è l’anno in particolare dei Florio in Sicilia o dei Sartori di Prima di noi, una famiglia del Nord, che si confronta con la storia soprattutto italiana del 900. Ed è quello che in fondo fa Mario Fortunato con il suo ultimo romanzo SUD. Superato questo atteggiamento iniziale quasi di noia, ci si immerge con piacere nella storia di due famiglie calabresi, unite da un vincolo di parentela attraverso un matrimonio. Ed ecco l’incontro con un SUD senza i soliti stereotipi. Tanti nomi, tante storie intorno a 3 personaggi, indicati solo come Il notaio, il farmacista, l’avvocato, 3 notabili di un piccolo paese non precisato della Calabria. Non è il Sud degli umili pescatori di Acitrezza dei Malavoglia o dell’aristocratico Gattopardo, dove però, accanto al raffinato Principe Fabrizio, c’era già; ai tempi della spedizione dei Mille, Don Calogero, il rozzo parvenu di una nascente classe borghese. Il Sud di Mario Fortunato rappresenta un mondo borghese successivo, colto e progressista, culturalmente avanzato. Intorno a questi borghesi non mancano figure più umili nel ruolo di domestici, balie, cuoche, autisti senza patente, una servitù legata da vincoli di fratellanza, solidarietà, veri personaggi di famiglia. Tutti ruotano nella grande Storia, almeno dagli anni venti agli anni settanta: fascismo, antifascismo, la guerra, le lotte partigiane, la shoah, lo sbarco degli americani, l’impegno in ambito socialista, la ricostruzione, la ndrangheta. Non è importante solo il pubblico, ma anche nel privato temi come l’emancipazione femminile o il tema dell’omosessualità o della depressione.

Importanti sono le figure femminili, che non sono sempre solo spose e madri, ma donne di una certa cultura che amano l’opera, o leggere quotidiani o romanzi. Il tema della lettura, e quindi della sua importanza, ricorre in diversi personaggi C’è chi ha fatto i conti e individuato in Sud 83 personaggi, alcuni solo comparse, ma il personaggio importante, che dà al romanzo quel tono malinconico, struggente di rimpianto è Valentino: è lui che giustifica la ricostruzione della storia di queste famiglie. Morta l’ultima discendente resta solo Valentino, che da 40 anni” con la leggerezza dei giovani senza guardarsi indietro” si è allontanato dal Sud e ora sente che la Calabria un po’ magica- degli antichi miti e dei suoi tanti parenti - è la sua terra. Nel prologo di apertura si domanda dove sono finiti quei tanti personaggi della sua famiglia…” quelli che appartenevano al passato remoto…come in una pagina di Proust. ma senza nobiltà. Un tempo popolavano i suoi sogni, li vedeva sfilare” come figurine di carta” … di giorno nella “nebbia sfilacciata e inconcludente dei ricordi” … Arriva un momento nella vita di Valentino, in cui il rimpianto costringe a voltarsi indietro, a fare i conti con la memoria e misurarsi con il mondo in cui si è cresciuti. Anche l’autore del libro, scrittore e giornalista calabrese, che ha girato il mondo, con un nuovo romanzo si riappropria delle sue radici

Caterina Fiore

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Un mosaico familiare, ricco di personaggi e vicende (personali e collettive allo stesso tempo) che si intrecciano con i grandi fatti storici del ‘900. Una narrazione del Sud da un punto di vista alternativo: quello della borghesia.

Un romanzo appassionato e coinvolgente.”

 

Francesca Sbarra

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Sud è ambientato in un immaginario paese della Calabria e si svolge nell’arco di un a cinquantina d’anni, dal primo dopoguerra fino agli anni settanta del ‘900. Il libro narra la storia di due famiglie strettamente legate tra di loro, quella del Notaio e quella del Farmacista. Curioso come questi due personaggi, insieme all’Avvocato (figlio del Notaio), siano gli unici che non vengano chiamati per nome, ma identificati per tutto il romanzo dalla loro professione. Questo, probabilmente, per rimarcare il loro ruolo di protagonisti e “capifamiglia”. Il romanzo si dipana tra amore, politica, guerra e contrasti famigliari, in particolare tra genitori e figli. La narrazione, anche se quasi priva di enfasi, è molto coinvolgente, infatti, come viene detto nella sinossi del libro, “le famiglie felici non sono interessanti, quelle complicate sì”.

Luca Palamedi

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È una storia famigliare per l’arco di tre generazioni. A ripercorrerla è Valentino (in cui si rispecchia l’autore stesso?) che appartiene alla terza. Volutamente distaccatosi dalla famiglia alla ricerca di una propria libera vita, venuto a conoscenza della scomparsa dell’ultima, lontana zia di cui a malapena portava ricordo, improvvisamente Valentino, ormai sessantenne, si trova erede di quella storia a cui si era, fino ad allora, rifiutato di appartenere. Sentendosi “solo, davanti alla morte” inizia una sua personale ricerca proustiana. Meno aristocratica, dice l’autore, più plebea e borghese. È questa la cifra della narrazione che si svolge distante, pacata e bonaria, affettuosamente sorridente. Come in una fiaba il racconto degli eventi famigliari piccoli o grandi, buffi o tragici, prosaici o poetici, scorre via in uno spazio-tempo così lontano che rende il loro ricordo innocuo e al tempo struggente. Bel libro.

Giuseppe Montagna

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