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Svegliarsi negli anni Venti di Paolo Di Paolo
Mondadori

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Circolo dei lettori del torneo letterario di Robinson
di Chiesa in Valmalenco "Leggere a 1000 slm"
coordinato da Maria Grazia Carrara
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Dopo aver letto piacevolmente “Pimpernel” sono rimasta bloccata nella lettura di Di Paolo che pagina dopo pagina ha elencato romanzi già letti o che vorrei leggere. Interessante ma non scorrevole; lettura impegnativa non adatta ad un Torneo letterario dove devi leggere velocemente: alcuni libri vanno assaporati e questo era uno di quelli. Lo leggerò con calma.

Maria Grazia Carrara

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Che differenze ci sono tra gli anni venti del secolo scorso e il terzo decennio del 2000, arrestato nella corsa da una pandemia globale? Ripercorrendo le vie di Berlino, di Parigi riusciamo a rivivere le sensazioni, i desideri dei grandi artisti che hanno vissuto in quelle case, in quegli stessi caffè dove ci sediamo ancora oggi? Cosa farebbe Thomas Mann nell’epoca di Instagram e Tik Tok? Partendo dalle risposte di Siri ed Alexa alle domande “Che ore fai?”, “Che desideri?” ecc… l’autore si interroga su divergenze e affinità che caratterizzano i due decenni, scorrendo opere di pittori e scrittori passati (Monet, Kafka) che ancora influenzano il nostro presente ed artisti contemporanei innamorati del periodo tra le due guerre. senza essere particolarmente incisivo, il libro pare essere per lo più un elenco di autori amati da Paolo di Paolo e il loro influsso sulla sua vita.

Roberta Gianoni

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Un libro che ci fa riflettere, che ci interroga e chiede risposte. Un libro che narra di immagini che scorrono alle finestre illuminate dei grattacieli di New York … “al loro interno, estranei nuotano avanti e indietro, prese dalle faccende delle ore private”… “le strade semibuie vuote dove brilla la giacca fosforescente del rider che corre sulla motoretta a consegnare la cena a qualcuno che, tappato in casa aspetta”.

Un libro che scova, s’intrufola negli angoli più reconditi della vita privata del singolo che vive nell’apprensione e nella paura di essere una vittima Covid, come la testimonianza della sessantenne americana morta di Covid-19 rivolgendosi circa 40 volte ad Alexa, l’assistente vocale Amazon “Alexa, aiutami”. “Alexa, sto soffrendo”. “Alexa, puoi aiutarmi ad affrontare il dolore?”
Una pandemia giunta senza preavviso togliendoci tutte le nostre certezze. 

Hemingway ci dice “le decadi finiscono ogni dieci anni, mentre le epoche possono finire in qualsiasi momento”.

Aggiunge: “nessuno può dire quando realmente abbiano inizio per il resto, è difficile essere interpreti giusti del proprio tempo mentre lo si vive, possiamo immaginare trarre conclusioni... ma qualcosa ci sfugge sempre

Come viverla? I libri come dice Di Paolo, e aggiungo tutta l’arte, la musica, la poesia funzionano come un’intelligenza artificiale. Nascono da un’intelligenza umana, in una certa epoca, in un certo luogo, diventano un oggetto capaci di spostarsi, ma non più solo su carta e attraversare il tempo. 

Penso a Kafka con la sua “metamorfosi” al poeta Orazio; Shakespeare, Leopardi, Michelangelo, fino si nostri autori di fantascienza (Wells e Philips Dick, Arthur Clarke) che non si sono limitati a ipotizzare un futuro, ma l’hanno inventato e il miracolo è sempre l’immaginazione. 

“Se sei capace di immaginare qualcosa, è probabile che accada. Che si possa farla accade-re”.

Possiamo essere gli artefici della nostra vita e della collettività intera!! È straordinario bellissimo!!

Ho letto questo libro con interesse, gustandolo appieno in tutte le sue parti. Lo raccomando a tutti i lettori x la ricchezza di rimandi e citazioni di scrittori antichi e moderni che con l’immaginazione hanno saputo vedere, creare.

Un autore che usa la penna in chiave moderna aperta e bella.

Mariella Gianera

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È per me molto triste constatare l'impossibilità di rimediare ad una carrellata di avvenimenti passati rivissuti e confrontati nel presente senza poter fermare o calcolare il tempo. Le analisi con tante domande rispecchiano una verità inafferrabile.

Capire la rabbia, la paura.

“Si festeggia qualcosa che non si conosce come l'anno nuovo”. L'apocalisse è colpa nostra?

Maria Anastasia Caldirola

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La riflessione sul tempo che l’autore fa affascina e provoca immagini nella mente di chi lo legge e che suscita ulteriori riflessioni a volte banali.

Leggere il presente con gli occhi di chi lo sta vivendo non permette un chiaro giudizio su quello che accade. Esercizio ambizioso ma che dà un’immagine sfocata del tempo che viviamo.

Maria Grazia Benedetti

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 «Le decadi, dice Hemingway, finiscono ogni dieci anni, mentre le epoche possono finire in qualsiasi momento».

 Questa è una delle tante citazioni che Di Paolo usa in questo suo lavoro che non mi sento di definire solo con il termine “saggio”, perché mi sembra qualcosa di più; un lavoro nel quale l’autore mette in campo tutta la sua cultura, la sua passione e per il quale chiama noi lettori a riflettere e a partecipare. Due ventenni a confronto, uno del XX secolo e l’altro del XXI, nei quali gli uomini e le società si confrontano con il tempo, i cambiamenti, i valori, i desideri e i loro limiti. Questo viaggio nel tempo che vorrebbe definire un’epoca o meglio la fine di un’epoca e nello stesso tempo i presagi di un’altra, cerca di trovare delle risposte a domande esistenziali, che tutti si sono posti ieri e che ancora oggi ci poniamo. «Cosa sai? Cosa desideri...?». Di Paolo vuole raccontare il cambiamento epocale che stiamo vivendo in questo particolare e tormentato momento, proprio facendo un parallelismo con il ventennio del primo Novecento. Forse perché allora, come adesso, c’era e c’è la sensazione di vivere in un’epoca di cambiamenti sconvolgenti e di non essere in grado di capire bene come e quando sono iniziati. Il confronto non è facile ma è stupendo, ricchissimo di stimoli culturali di ogni genere. Qui allora subentrano gli scrittori che più sono sensibili a comprendere l’epoca di cambiamento che hanno vissuto. Chi meglio di Werfel, Mann, Kafka, Woolf ha saputo inquadrare gli anni Venti del Novecento? Allora Di Paolo si interroga su come la realtà sia stata raccolta e raccontata, su quali segnali si siano basati gli uomini e le donne di allora per capire il momento storico che stavano vivendo. E per gli anni attuali? Per questo ventennio attraversato da continui mutamenti futuristici da una parte e devastanti frangenti dall’altra, non mancano illustri penne come quelle di Ian McEwan, Michel Houellebecq, Eshkol Nevo. Qualcosa sta cambiando, questo è sicuro e Di Paolo ci invita tutti a metterci in discussione. Il messaggio che ci giunge è quello di non abbandonarci alle soluzioni comode; se il futuro cambia, cerchiamo di non essere passivi, cerchiamo di stare all’erta e di affrontarlo con orgoglio e dignità e ragionando con la nostra testa.

Luisa Tassano

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Il racconto ci immerge in una realtà in cui si cercano prove tangibili del tempo che cambia, con l’illusione e la speranza in un futuro migliore.

Anche Werfel Franz in un suo libro spiega che “un passaggio di secolo non ha nessun effetto sull'equilibrio del cosmo”: quando un’epoca finisce, a ridestarla basta una semplice fotografia come quella di Carlo Fiala. Perché in fondo, a determinare la fine di un'epoca, basta un singolo avvenimento.

Fiorella Pegorari

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Mi aspettavo tutt’altro da questo libro, non mi è piaciuto lo trovo noioso.

Rosa Schilardi

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 Del resto la vita si può capire solo allindietro ma la si vive in avanti, lo diceva Kierkegaard”. 

Di Paolo ha voluto paragonare due epoche distanti tra loro un secolo: gli anni Venti del ’900 con il ventennio che stiamo vivendo. Il primo colpito da una guerra mondiale ed una epidemia viene confrontato con il nostro tempo segnato da una terribile pandemia.

Gli episodi a confronto sono ben spiegati e spesso tratti da testi letterari che, come sappiamo, riflettono lo spirito del tempo a cui appartengono.

“…Ho voluto rileggere il romanzo – pubblicato da Woolf nel 1925 e ambientato in una giornata di giugno del 23 – dopo avere scoperto che la protagonista, Clarissa Dalloway, era stata ammalata di influenza spagnola.” L’entusiasmo, la gioia e l’emozione della Signora Dalloway nella sua prima uscita in città, dopo il ritiro forzato in campagna per guarire dall’influenza spagnola, vengono paragonati a certe reazioni demenziali post lockdown che, con sgomento, tutti abbiamo visto in TV.

Studiare il passato per comprendere il presente e immaginare il futuro”. In questo libro-saggio oltre a considerazioni ben motivate troviamo anche un lungo e interessante elenco di libri tutti da leggere e che potrebbero illuminarci!

Lucia Carboni

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Libro abbandonato a pagina 20.

Giannina Corvi

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 “Il tempo è troppo lento per coloro che aspettano, troppo rapido per coloro che temono, troppo lungo per coloro che soffrono.”

 Da tre editoriali l’autore ha scritto questo libro in cui esamina, attraverso il tempo a cavallo dei due secoli, gli avvenimenti che hanno portato ad un cambiamento dell’epoca. Attraverso le “testimonianze” di grandi artisti del passato si spiegano i sogni, le paure, gli avvenimenti che possono fare da spartiacque tra i due secoli… Quale evento è stato da confine nel tempo?

Sonia Musso

 

Il torneo letterario di Robinson è un'iniziativa curata da Giorgio Dell'Arti per conto di GEDI Gruppo Editoriale S.p.A.
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