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Ti sento di Valentina Torchia

De Agostini

 

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Circolo dei lettori del torneo di Robinson

“I mercoledì del libro”
coordinato da Leda Ruggiero ***

 

 

L’autrice chiude il suo romanzo dicendo: “ questa storia esiste per te e spero che tu abbia voluto bene a Edoardo e Aurora un millesimo di quanto li ho amati io” , la mia risposta è SI! Li ho amati e mi sono commossa nel leggere la loro storia.

Questa storia provoca un turbinio di emozioni. Un ragazzo, Edoardo, con una rara malattia, non sente dolore, ci fa scoprire mondi diversi. La sua angoscia, però, non è data tanto dalla malattia ma da un padre che ritiene eccessivamente ansioso e opprimente, non gli consente di vivere la sua età.

Aurora, forse, più malata di Edoardo perché è un essere ipersensibile, sente molto e vive una infelicità creata da errori familiari. Il loro incontro crea scintille interessanti.

Una scrittura semplice, chiara, scorrevole ed essenziale, senza tanti giri di parole e tiene il lettore attaccato alla storia. Complimenti all’autrice mi ha sorpreso positivamente ed emozionata.

 

Angela Zullo

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Un romanzo sul dolore e sul peso che quest’ultimo ha nella vita umana. L’autrice afferma di essersi ispirata ad una storia vera: quella di una ragazza malata di insensibilità congenita al dolore che è riuscita a raggiungere l’età adulta e a condurre una vita normale.

Anche Edoardo, uno dei protagonisti, soffre di questa malattia e per tale condizione si sente addirittura privilegiato, più forte degli altri e quasi invincibile. All’incapacità di avvertire il dolore fisico, Edoardo assomma quella di comprendere il dolore degli altri, mostrando una desolante mancanza di empatia. In antitesi Aurora è una creatura tormentata, che nel dolore s’immerge fino a ricercarlo compulsivamente e che non nutre fiducia in se stessa e nel futuro.

L’incontro fra le due opposte condizioni si traduce in una sorta di laboratorio esperienziale che educa Edoardo all’affettività e all’emotività.

Il libro inizia come una sorta di fiaba educativa, ha poi una svolta improvvisa che culmina nel finale a sorpresa. Ci si interroga su quanto poco conosceremmo del mondo: di noi stessi e degli altri con cui entriamo in relazione, senza l’esperienza della sofferenza.

Maria Letizia Ciallella

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Il libro, molto toccante, tocca un tema che per chi, come me, non è a conoscenza di questa malattia rara di cui è affetto il protagonista che è quella del non sentire, crede che possa essere frutto di una storia inventata.

Edoardo Marconi, il protagonista, non sente nulla fino a quando, dopo aver lasciato la sua ragazza Aurora, riceve un pugno sul naso dalla migliore amica della ragazza, Susanna, e sente il dolore per la prima volta.

È proprio a Susanna che Edoardo chiede aiuto per capire come mai abbia sentito finalmente il dolore e piano piano i due ragazzi iniziano a capirsi, ad aiutarsi ognuno nelle sue fragilità e ad innamorarsi. Entrambi combattono delle battaglie personali che, attraverso il loro rapporto, cercano di affrontare.

Il libro è scritto in modo chiaro e scorrevole pur toccando dei temi profondi come la difficoltà di vivere la particolare malattia congenita del protagonista e la desolazione di sentirsi non capita dal mondo circostante di Susanna.

Una lettura che sarebbe consigliabile nella scuola per sensibilizzare i ragazzi alle difficoltà che alcuni di loro possono vivere.

Antonella Verrecchia

 

Il torneo letterario di Robinson è un'iniziativa curata da Giorgio Dell'Arti per conto di GEDI Gruppo Editoriale S.p.A.
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