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Racconti di Howard Phillips Lovecraft
Mondadori

 


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Circolo dei lettori del torneo letterario di Robinson
di Palermo “Gli amici del Venerdì”
coordinato da Paola Ardizzone
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Ci sono forme di racconto che sono vittime dei loro autori. Ci sono scritture, narrazioni, deformate dalla visione di chi le scrive, popolate come sono di incubi. Anzi è probabilmente più corretto affermare che ci sono incubi che si appropriano di uno scrittore perché questo è l’unico modo che hanno per esistere. È, mi sento di dire, il caso di H.P. Lovecraft e della sua produzione letteraria che si muove in un territorio di lisergica immaginazione per cui ogni mostruosa meraviglia prende forma. Assume tridimensionalità. Si agita urlando come un ciuffo di capelli vivo risucchiato nel gorgo dello scarico di una doccia. La scrittura di Lovecraft mi conferma, ci conferma, come le parole possano sorgere innanzi al lettore e prenderlo per trascinarlo via. Per chi ha voglia di incubi, non riesco ad immaginare una lettura migliore.

Piergiorgio Di Cara

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Difficile per chi non gode il piacere del fantastico, terreno altro rispetto all’immaginazione che ritengo indispensabile più di ogni altra capacità umana, e dell’horror, che apprezzo solo a determinate condizioni, recensire Lovecraft.

Negli scritti più scabri, dove si entra in una dimensione spiazzante più che fantastica, riesco a sentirne il genio. Oltre il muro del sonno è uno dei racconti che mi hanno catturato in questo senso. Mentre The outsider, di cui non condivido affatto la scelta di traduzione in ‘L’estraneo’, mi ha commosso. Mi è parso riconoscere nella descrizione di quei sentimenti un suo autoritratto. Per curiosità, a posteriori, sono andata a leggere il breve cenno critico a riguardo a fondo volume e mi sono domandata: che bisogno c’è di cercare significati al di là di quello che è scritto?

Silvia Parlagreco

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Devo premettere che Lovercraft è uno dei massimi maestri nel suo genere. Solo che io non lo amo. Ammetto che la descrizione degli incubi, dei luoghi in cui i protagonisti si muovono sono pieno di pathos e hanno un forte impatto.

Claudia Casano

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Un pregio dell'arte narrativa è di essere godibile in base a diversi livelli interpretativi.

Di certo, dobbiamo fare un grosso sforzo per apprezzare il genere di ambientazioni, di personaggi e tematiche che deve i natali ad uno dei fondatori del genere letterario gotico.

Lo sforzo di immedesimazione che viene richiesto al lettore è un prezzo troppo alto per una così monotematica gratificazione. 

Laura Piricò

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La lettura dei racconti consente, se si potesse, erigere un monumento all’autore, o meglio, alla perfezione della costruzione letteraria e alla semantica pura, quale esempio che il piacere di leggere arricchisce ed emoziona se le parole fluttuano.

I racconti, ovvero: scoprire un oggetto e dal possesso dell'oggetto il protagonista non può che percorrere una strada, quella certa che conduce alla morte...

La cinematografia, a “insaputa” di Lovercraft ha certamente preso diversi spunti dai racconti, “Man in black” c’è tutto...Orione compreso

Augusta Troccoli

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I racconti di Lovecraft 1, è un genere che a me piace molto e il suo stile è veramente particolare quindi forse hanno giocato più miei gusti.

Alessia Giampietro

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Su Lovecraft  posso solo scriverti che è uno psicopatico e squilibrato!!!!

Vanessa Ricchiari

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Ho sempre pensato che leggere non è mai una perdita di tempo, Lovecraft è stato, per me, l’eccezione che conferma la regola. Di sicuro è un problema di gusti, uno dei più illustri autori della letteratura horror avrà sicuramente dei meriti, per chi lo apprezza. Per me è stato uno stillicidio. Non mi impressiona, non mi fa paura, non mi diverte e non ho apprezzato nemmeno lo stile, l’ho trovato banale e noioso. Ho letto dalle sue varie biografie che ha avuto un’infanzia difficile. Questo non stento a crederlo!

Paola Ardizzone

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Poderosa raccolta dei racconti nei quali H. P. Lovecraft ha riversato per tutta la (breve) vita le sue angosce, intrecciando biografia e produzione letteraria, la quale diventa lo strumento per affrontare i propri fantasmi. Entità mostruose, incubi e orrori inseriti in contesti e atmosfere inimmaginabili affiorano dalle pagine dello scrittore dalla fama prevalentemente postuma, senza però riuscire a diventare metafora o allegoria delle reali paure quotidiane, confinando così l’autore nell’ambito della letteratura di genere.

Ermanno Lombado

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Desidero premettere che, pur cercando di non farmi influenzare dal disinteresse per la scrittura "weird", ho avuto serie difficoltà a trovare dei parametri di giudizio tra due generi di letteratura così diversi tra loro. Il racconto “La Tomba” risulta noioso, irrisolto e non si discosta dalle storie che i soggetti affetti da psicosi raccontano al proprio psichiatra. Il richiamo di Cthulhu, questo essere indefinibile che esiste da prima dei tempi conosciuti, ha sicuramente dato inizio a tanta letteratura horror e di fantascienza, ma ciò lo ha reso privo di pathos e di mistero ai lettori di oggi, ormai abituati a ben altre storie. Da notare il distinguo della scrittrice Donna Haraway, che ha aggiunto una H nel titolo del suo ultimo libro “chthulucene”, proprio per distanziarsi dall’orrido personaggio di Lovecraft. La prosa, volutamente in inglese classico, risulta artefatta e poco credibile, inadatta a suscitare alcuna particolare emozione.

Francesca Messina

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I protagonisti della narrativa lovecraftiana non sono esseri umani, ma terribili forze arcane dell'ignoto, le persone normali che si trovano coinvolte, spesso assolutamente per caso, in qualcosa di terribile che nella quasi totalità dei casi non possono assolutamente affrontare rappresentano un’umanità sottoposta a una minaccia incombente, che prova un senso di sconforto, di inutilità e di sconfitta quando si rende conto della solitudine e dell’impotenza dell’uomo davanti all’universo. Le creature sovrannaturali con cui si scontrano,  non sono per forza intrinsecamente malvagie: in realtà si tratta di esseri così superiori e distanti dall’uomo che semplicemente lo ignorano anche quando lo travolgono, come giganti che mentre camminano calpestano involontariamente delle formiche che non hanno nemmeno visto. Trovo riduttivo considerare  H.P. Lovecraft solo come il padre dell’Horror, indubbiamente l’ambientazione e le descrizioni sono parte del genere, ma c’è molto, molto di più! Ci sono le angosce cosmiche e le paure universali, la consapevolezza che alla follia e alla morte non si può scampare.

Fabio Zampini

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Lovecraft, come tutti gli scrittori, ha i suoi punti di forza e i sui punti deboli, può piacere o non piacere, ma è indubbio che la sua mente abbia creato uno vero e proprio universo letterario. contribuendo in modo significativo allo sviluppo del genere fantascientifico moderno e conquistandosi l’appellativo di padre dell’Horror. Un commento “democristiano”, il mio, per dire che non posso demolire un” mostro sacro”, (il termine è calzante e pertinente) ma che non ripeterò l’esperienza.

Roy Troja

 

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Circolo dei lettori del torneo letterario di Robinson
di Matera
coordinato da Massimo Bianco
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Da tempo non leggevo racconti.

Ne ho letti in passato di diverso genere di diversi autori.

Non conoscevo Lovecraft prima del torneo. È stata un’ottima occasione per leggere i suoi racconti ed apprezzarne la scrittura, le ambientazioni, le trame.

Il collegamento con i racconti di Edgar Allan Poe, letti ed amati molto in gioventù, è stato inevitabile.

F. Giannatelli

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Tra il mondo mitologico e l’onirico si annidano i racconti di Lovecraft; ridestano nel mondo moderno scenari e tematiche medievali, alla luce dell’innovazione scientifica e delle scoperte psicoanalitiche. Per questa ragione, le storie destano sicuramente la curiosità del lettore adolescente, ma anche del pubblico adulto, che se sceglie di immergersi in questa letteratura dal sapore terrificante e di orrore, si intrattiene con questi sketch in cui la vita e morte si mescolano fino al punto di fluttuare nel filosofico. 

F.Papapietro

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Quello che nel secolo scorso appariva come un filone innovativo e coerente con le nuove teorie psicoanalitiche nascenti, oggi ha perso lo smalto e resta una lettura buona per indagare l’animo dei nostri antenati. Ma più che orrore suscita un sorriso, come un vecchio film muto. 

Gigliola Bernardi

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Mi sono approcciata a questo scrittore, in precedenza da me conosciuto solo grazie alla sua fama e non per esperienza diretta, con la curiosità di scoprire una delle pietre miliari di un tipo di letteratura che trovo sia stata sempre più relegata ai margini forse perché surclassata, negli anni, dalla narrazione cinematografica che già dagli albori ha esplorato lo stesso ambito dell’immaginario horror visionario, e che personalmente trovo più idonea a ricreare e far immergere lo spettatore in uno scenario surreale e crudele come quelli descritti da Lovecraft. Le atmosfere evocate all’interno dei racconti che ho avuto modo di leggere sono suggestive e cupe, con il richiamo a sinistri suoni della natura e a giochi di luci e ombre che tentano di far immergere il lettore nella suspence richiesta per apprezzare al meglio il tipo di storia narrata. Tuttavia, personalmente, probabilmente per un mio personale limite legato a una scarsa capacità di immaginazione, che spiegherebbe anche la mia predilezione per la narrazione cinematografica in tale ambito, non sono riuscita a sentirmi davvero immersa nella storia, a credere di trovarmi in quel piccolo paese in cui succedevano strani episodi, o in quella casa infestata, sentendomi sempre piuttosto una spettatrice consapevole del suo ruolo esterno alle vicende narrate. 

Aggiungerei che, pur venendo spesso paragonato a Poe, di cui ho invece avuto modo di leggere alcuni racconti anni fa, non ho trovato nulla della genialità di quest’ultimo nei racconti di Lovecraft. Per me, due universi diversi.

Sofia Bernardi

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Le atmosfere dei racconti di Lovecraft si percepiscono sensorialmente, nel giro delle battute in cui si articolano i suoi racconti: sono riuscita a sopportarne l’orrore solo perché destinati a concludersi in poche, lunghe, interminabili, pagine, tanta è l’oppressione che generano.

Non avevo bisogno di altro carico di angoscia, ma ne ho comunque apprezzato lo stile: la lingua di Lovecraft è velluto nero.

B. Francione

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Non avevo mai letto nulla di Lovecraft. La lettura non mi ha entusiasmato, ma ho apprezzato la capacità di creare atmosfere meno i colpi di scena. Sicuramente se non si è cultori del genere non si riesce ad apprezzare

Marinella Monte

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Prima di imbattermi in Lovercraft sapevo già che non avrebbe incontrato il mio gusto letterario. Quelle storie di misteri, aldilà, gatti e sepolcri non mi affascinavano da adolescente figuriamoci adesso. Invece, sorprendevolmente mi sono arresa alla forza di queste atmosfere lugubri e gotiche per piccoli nerd. Non gli garantirò di certo un posto di rilievo nella mia libreria, ma ho riflettuto sul concetto di letteratura e di come possa essere largo e cosmico il suo abbraccio, ho pensato a tutte quelle volte in cui a furia di affinare il gusto si perda il piacere di stupirsi. Penso che Lovercraft sia arrivato al momento giusto, a novembre, con le zucche intagliate sul davanzale della finestra a far da sentinelle e in concomitanza con l’anniversario del film Dracula del regista F. Coppola che pure, con estremo rimorso, avevo messo da parte negli anni novanta. 

Nadia Berardi

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Questo volume rappresenta la raccolta globale di tutta la produzione narrativa di Lovecraft e i racconti sono presentati in ordine cronologico e suddivisi in tre parti: i racconti scritti in autonomia, quelli commissionati da clienti o scritti in collaborazione e infine i giovanili. Ho amato soprattutto la prima parte (es. La tomba), apprezzando lo stile narrativo di Lovecraft, la sua mirabile capacità di raccordare il mondo onirico e degli incubi più foschi con quello della veglia e della realtà; è fantastico il suo modo di trasmettere a chi legge il senso di orrore e di follia quasi in chiave cinematografica. Una bella scoperta insomma!

M. Giordano

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Concedo il mio voto a Lovecraft, che non conoscevo ed ho incontrato per la prima volta grazie a questa iniziativa. Pur non amando il genere horror ne ho potuto apprezzare lo stile.

L. Giannatelli

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I racconti di Lovecraft si leggono tutti d’un fiato: pur non essendo un’estimatrice di questo genere letterario, è indubbia la capacità dell’autore di coinvolgere il lettore e di catapultarlo nel suo mondo fantastico, spesso onirico e a tratti spaventoso ed inquietante. Influenzato senza dubbio dal predecessore Edgar Allan Poe, Lovecraft riesce a trovare un suo proprio stile macabro e tuttavia coinvolgente caratterizzato sovente da termini aulici e desueti utilizzati per descrivere situazioni che sono molto spesso estreme e difficili da collocare in un contesto di realtà concreta; tali termini contribuiscono però ad entrare ancor più a fondo nel mondo immaginario di Lovecraft, mondo che il più delle volte può essere facilmente associato ad un incubo. 

Fabrizia Spada

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Narrativa scorrevole e molto interessante... mai letto prima e sicuramente leggerò altri racconti.

Letti due racconti:

Nave Bianca

Viaggio lontano da noi per poi fare rovinosamente ritorno nel cercare di andare oltre e più lontano.... siamo il punto di partenza e di arrivo nello stesso tempo....(nave o neve bianca....?)

La casa sfuggita

La storia della famiglia Harris, la città di Providence descritta e l’epilogo con l’orrenda morte dello zio (quasi psichedelica) né fanno un bel racconto del terrore.

Antonia Di Leo

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I racconti li ho trovati ben scritti e affascinanti nel loro decadentismo, non avevo mai letto nulla di questo autore, ma lo consiglio, ho trovato le sue descrizioni molto precise, intrinseche di simbolismo con richiami alla natura decadente, al destino dell’uomo che sin da i miti greci è legato ad eventi tragici e catastrofici ai quali non può sfuggire. La paura incuriosisce e fa scorrere la lettura.

A.            Patierno

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Genere horror soprannaturale, non il mio genere, di cui ho apprezzato comunque la poetica. Anche in questo caso abbiamo temi ricorrenti. Il macro tema è quello del racconto di una epoca in cui sulla terra regnavano divinità aliene, malvagie, che si riprendono il loro spazio. A queste faceva capo Azathoth, “il dio cieco che gorgoglia e bestemmia al centro dell’Universo”. I racconti mi hanno dato modo di riflettere sulla disperazione dell’umanità descritta per la quale non esiste futuro, solo agonia in attesa della fine e nessun Dio a cui poter chiedere aiuto in quanto proprio da lui arriva la minaccia. Nemmeno la scienza riesce a "salvare" l’universo.

Ilenia Amati

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Ho letto alcuni dei racconti scritti da Howard Philips Lovecraft, autore conosciuto per la sua narrativa horror e fantastica.

Sono rimasta colpita dalla capacità di raccontare gli episodi fantastici, descritti in modo talmente intenso da coinvolgere il lettore e trasportarlo nel mondo fantastico stesso, descritto così accuratamente da sembrare visibile a chi legge.

Così, sembra quasi di riuscire a vederla, la Stella polare che ghigna e deride dalla volta nera (racconto "La Stella Polare")

M.P. Schiuma

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Vince a mani basse sul suo “sfidante”.

A differenza dei racconti di Howard, quelli di Lovecraft sono gioiellini, di paura e raccapriccio.

Letti ai tempi dell’università, li ho approcciati svariati anni dopo con il timore di non ritrovare il fascino macabro che mi aveva conquistato da ragazza.

Sono stata invece piacevolmente sorpresa nell’accorgermi che il terrore di Lovecraft non ha età.

I protagonisti dei suoi racconti sono persone normali che si trovano coinvolte in situazioni terribili e arcane da cui riescono a sfuggire a malapena, portandosi dietro le cicatrici degli orrori a cui hanno assistito. Spesso impazziscono o sono condannate a vivere nel ricordo tormentoso dell’ignoto che hanno attraversato.

Lovecraft suscita anche nel lettore un’inquietudine che si trascina per tutto il racconto fino a che l’orrido non si palesa e conclude la storia, lasciandoci spaventati e smarriti.

Promosso a pieni voti!

Simona Nardulli

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Il torneo letterario di Robinson è un'iniziativa curata da Giorgio Dell'Arti per conto di GEDI Gruppo Editoriale S.p.A.
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Dubbi, problemi: torneoletterariodirobinson@giorgiodellarti.com
Vedi anche Il Blog di Giorgio Dell'Arti su Repubblica.it