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Scrivere lettere è sempre pericoloso di Elizabeth Bishop
Adelphi

 

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Circoli dei lettori del torneo letterario di Robinson
di Milano 2 “Lettori Temerari 2”
coordinato da Patrizia Ferragina
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Elizabeth Bishop e Robert Lowell: due poeti e scrittori statunitensi, molto sensibili e tormentati uniti da una profonda e duratura amicizia.  Con questa raccolta epistolare, completa e molto interessante perché abbraccia un periodo lungo 30 anni, si aprono ampi squarci sulla vita di entrambi gli autori e non solo. Con le loro lettere si possono così vivere momenti molto intimi della loro vita quotidiana, come le scelte dei regali di Natale o i rapporti con la servitù, ma anche gioiosi o dolorosi come i riconoscimenti di premi prestigiosi o la nascita di una figlia oppure i ricoveri nelle case di cura per depressione o per disintossicazione. Si ha modo così di conoscere i loro intimi pensieri e sentimenti verso i compagni di vita di entrambi, i colleghi, e altri personaggi di primo piano della letteratura, come Ezra Pound o Miss Moore. Diventano in questo modo persone normali, perché veniamo a sapere dove trascorrono le vacanze o l'inverno o le destinazioni dei viaggi. Lettere che sanno avvicinare alle persone normali, come i comuni lettori, personaggi ritenuti inavvicinabili.

Maria Luisa Albizzati

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Leggere il carteggio tra L e B significa immergersi in un rapporto tra due persone speciali unite da un forte legame intellettuale ed affettivo, due poeti simili nell’animo, anche per complesse vicende familiari, ma che affronteranno la vita in modo diverso (Achilleo Lowell ulisside Bishop, secondo un’azzeccata definizione di A. Piperno). Una storia sentimentale mai sbocciata, viene spesso ricordata con rimpianto da L., che alterna momenti di profonde crisi psichiche ad intense immersioni creative. La B. appare forse più restia a mettere in gioco i propri stati d’animo, spesso preoccupata per motivi di ordine pratico ed economico, anche se, grazie soprattutto all’aiuto di L., riuscirà a vivere senza lavorare per quasi tutta la vita. Il mio voto è andato all’altro testo proposto, lotta tra libri veramente speciali, ma Scrivere Lettere lo consiglio egualmente, per la profondità e la leggerezza della corrispondenza tra due persone che continuamente si rincorrono per cercare forse se stessi, quelli che erano e che la vita ha poi allontanato.

Annamaria Barletta

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Anche questa volta per me un voto di esclusione più che di scelta: non sono infatti riuscita a trovare nel carteggio Bishop-Lowell il ritmo di lettura giusto; mi sembrava di spiare dalla finestra senza capire bene cosa stesse succedendo. In circostanza diversa (ovvero fuori dal torneo), avrei lasciato questo libro, per ritornarci magari a distanza di tempo.

Eugenia Biguzzi

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Ho fatto una fatica tremenda a leggere fino in fondo il libro. Lo scambio di lettere tra la Bishop e Lowell racconta nel corso di 30 anni la sincera amicizia o amore platonico tra due dei rappresentanti più illustri del panorama intellettuale degli anni ’50-‘70 degli U.S.A ma non mi ha mai coinvolto perché mi è mancata una storia concreta a cui aggrapparmi. Le lettere mi sono sembrate galleggiare sulla superficie dei sentimenti, degli eventi politici e delle relazioni. Mi sono sentita sommersa dalla citazione continua di autori, di opere di spostamenti continui negli affetti e nei luoghi come se i due poeti traessero ispirazione dall’altrove e da un innamoramento transitorio e continuo. Lascia una grande tristezza. L’aspetto positivo è stata la curiosità di conoscerli tramite le loro poesie che incantano.

Paola Caterina Celani

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Elisabeth Bishop e Robert Lowell sono due poeti americani di discreta fama, vissuti tra gli anni della prima guerra mondiale e gli anni 70 del novecento. Si conoscono, si piacciono, si amano a distanza, si scrivono lunghe lettere in cui dimostrano reciproci stima e affetto molto forti. Viaggiano molto, anche in Europa, separatamente, ognuno con la propria famiglia o le proprie conoscenze. Nelle lettere relative a tali viaggi, dimostrano un atteggiamento un po’ convenzionale, molto centrato sul modo di vita americano. In particolare il “gran tour” di Robert, in Italia ma non solo, è un insieme di luoghi comuni, tra il perplesso e il superiore. Le lettere a mio avviso più interessanti sono quelle in cui i due scrittori raccontano i loro incontri con famosi letterati che frequentano e in certi casi pubblicano e traducono. Ma per lo più questo epistolario raramente esce da una visione grettamente personale e finanziaria, con riferimenti politici solo di striscio, e comunque sempre con un’esplicita preferenza per le scelte americane.

Annamaria Ciniselli

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Premetto che non amo leggere epistolari (Caro bugiardo è l'unica eccezione) e quindi non sceglierei mai un libro che tratti questo argomento. Inoltre, nel libro in questione, vengono citati personaggi e situazioni a me non noti e la cosa, ovviamente, ha influito negativamente sul mio giudizio. Quindi, rispettosamente, pollice in giù per questo libro a cui, tuttavia, devo riconoscere uno stile disinvolto e piacevole.

Vanna Del Nero

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Non ho scelto “Scrivere lettere è sempre pericoloso” perché un libro intero fatto solo di lettere, anche se pur piacevoli, non lo trovo interessante.

Raffaella Famà

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Ho fatto molta fatica a ad orientarmi nel voluminoso carteggio fra Elizabeth Bishop e Robert Lowell.

Straordinaria la loro relazione, la loro capacità di volersi bene, trent’anni vissuti ad aspettare e scrivere lettere, raccontandosi ed esponendosi al giudizio dell’altro. Si confrontavano su ogni cosa, gli argomenti non mancavano mai: dai piccoli problemi quotidiani al lavoro, ai commenti sui poeti, sugli scrittori, sui film amati, persino sui pettegolezzi che riguardavano le persone incontrate e frequentate. Però tutto questo è risultato per me eccessivamente faticoso. Nel corso della lettura ho molto desiderato la presenza di un narratore che mi aiutasse ad unire i puntini, o almeno di un esperto che eliminasse l’inessenziale dal fiume di parole.

Patrizia Ferragina

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Romanzo epistolare, carteggio d’amore, tra un uomo e una donna  entrambi poeti. Per lettera parlano di poesia, di scrittori, del loro scrivere e della loro vita e costruiscono una relazione profondissima molto speciale. Generosi l’uno verso l’altro, leggere le loro lettere è  come entrare nel mondo delle università, nella società intellettuale, raccontata con acume e sorriso. Lettura ideale in tempi di pandemia per la leggerezza profonda di questa corrispondenza che permette anche una lettura non sistematica. Mail, tweets, sms potranno mai sostituire la magia di un epistolario di due tipi così speciali?

Anna Grattarola Romano

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Ho trovato molto faticoso leggere 600 pagine di lettere tutto di un fiato. L’epistolario andrebbe gustato piano piano altrimenti rischia di diventare indigesto. Molte lettere sono piacevoli, interessanti, ricche di informazioni, notizie, recensioni e commenti.

Marina Landi

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Un lungo carteggio, in cui nell'arco di 30 anni, ciascuno dei due scrittori americani del secolo scorso, Elisabeth Bishop e Robert Lowell, in una relazione di affetto, stima e sostegno reciproci, su uno sfondo di notizie sulla propria vita familiare, di relazione. comunica parti di sé e della propria produzione letteraria: ridotta quella di Elisabeth, che colpisce piuttosto per l'osservazione vivace di aspetti particolari ed insoliti della vita quotidiana, vasta quella di Cal, che riporta anche un'intensissima attività di letture, traduzioni, con giudizi critici di notevole profondità, ma di cui a noi manca l'oggetto, il testo di riferimento. Si riporta anche una vasta serie di episodi, contatti, personaggi del mondo culturale, artistico americano del tempo allargato alle sue connessioni con tutta la cultura occidentale.  Questo scambio di lettere, conservato, costituisce una produzione letteraria preziosa per gli studiosi di questi 2 autori o per specialisti della cultura americana dell'epoca, ma non riescono ad interessare la maggior parte dei lettori, anche colti, estranei a quel mondo.

Maria Luisa Ponzini

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Geniale nel titolo, ma appartenente a un genere che non amo particolarmente, questo epistolario tra due grandi poeti americani non mi ha entusiasmata, lo confesso, pur apprezzando molto la scrittura impetuosa ma nello stesso tempo ricercata che nel bel mezzo di notizie e pettegolezzi apparentemente privi di importanza riserva sprazzi di pura poesia che gettano luce sulla banalità della vita quotidiana. La lettura mi è risultata frammentata e difficoltosa, in quanto zeppa di riferimenti culturali che io non sono stata in grado, ahimè, di comprendere a pieno. In conclusione, il libro non ha mai catturato veramente il mio interesse, nessuna scintilla, nessuna possibilità di immedesimazione, se non la consapevolezza di leggere il carteggio tra due intellettuali dalla personalità eccezionale.

Mariapia Salfati

 

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Circoli dei lettori del torneo letterario
di Catania 2 “Quelle che non giocano a carte”
 coordinato da Mariella Bonasera
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Il torneo letterario di Robinson è un'iniziativa curata da Giorgio Dell'Arti per conto di GEDI Gruppo Editoriale S.p.A.
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