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Sera in paradiso di Lucia Berlin
Bollati Boringhieri

 

 

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Circolo dei lettori del torneo letterario di Robinson
di Arco di Trento “LibriCitando”
coordinato da Cristiana Bresciani:
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Una serie di storie diverse ma raccontate con lo stesso registro: cronache di vita, a volte fuori dall’ordinario, ambientate in paesaggi che spaziano da una metropoli che accresce l’anonimato e la solitudine, a paesaggi di una provincia spesso desolata, a luoghi dove spicca la bellezza della natura.

Molte le protagoniste donne, spesso vittime di dipendenze, che vivono il matrimonio come una situazione scomoda: spesso si rivela illusorio e genera piccoli o grandi drammi quotidiani che a volte portano al tracollo.

La scrittura facile, scorrevole e ricca di descrizioni oggettive, induce ad una lettura “fotografica” e nella quale si percepisce il filtro del vissuto personale della scrittrice. Alcuni finali lasciano un senso di incompiutezza rispetto alle aspettative create dallo scorrere dell’episodio descritto.

Un libro nel suo complesso piacevole.

Luisa Bozzato

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Non mi ha presa fin dall’inizio; troppi dialoghi subito in partenza mi hanno creato confusione (personalmente ho bisogno di inizi “lenti” per entrare nella storia).

Stefania Fenner

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È una raccolta di racconti, alcuni con un probabile collegamento, come se parlassero di vicende avvenute nello stesso paese fra la stessa gente, con gli stessi nomi tanto che all’inizio non capisci se parla delle stesse persone o no, molto simili nei temi, ad esempio l’alcool, la droga, la povertà, le donne che cercano di sopravvivere a questa vita complicata.

Sembrano quasi non finiti, nel senso che l’immagine che ha voluto lasciare a noi è solo una cartolina di un mondo che lei conosce bene e probabilmente pensa anche noi, ma che ti lascia un po’ sperduta se quel mondo, quella vita, non li conosci per niente. Lo stile è molto semplice, asciutto, quasi distaccato, non si perde nel sentimentalismo anzi. Un po’ troppo freddo per i miei gusti.

Emanuela Prandi

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Sera in paradiso- All’inizio facevo fatica addirittura a leggerlo, poi un po’ è migliorato, bei racconti, ma per me troppo a scomparti, ma alla fine non lo trovo proprio cosi brutto come pensavo all’inizio.

Anna Maria Tavernini

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Sera in Paradiso: un testo graffiante, poliedrico nel quale non è sempre semplice tenere il filo logico. La narrazione non emerge dal racconto ma dalla descrizione dei particolari, dall’ambiente nel quale gli avvenimenti si inseriscono.

Valeria Gallini

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Sera in paradiso: è imprescindibile conoscere la vita vissuta dall’autrice per comprendere appieno il linguaggio forte e diretto che utilizza all’interno dei suoi racconti per comunicare al lettore il suo mondo interiore. Anche la postfazione scritta dal figlio Mark getta un velo di luce sui temi trattati dall’autrice. Ho trovato interessante provare a individuare un filo logico che unisse i diversi racconti raccolti in questo volume: a volte Berlin utilizza gli stessi nomi, a volte qualche particolare viene ripetuto, di certo c’è che sono tutti ambientati geograficamente negli stessi luoghi, tanto cari alla scrittrice. Nonostante di primo acchito possano sembrare storie apparentemente tristi, aventi come protagonisti dei poveri disgraziati a cui la fortuna ha deciso di voltare le spalle, anche in questo caso, quasi tutti i racconti terminano con un messaggio di speranza, di libertà, di riscatto, con la possibilità di redimersi e avere una seconda occasione nella vita, che di fatto è il tratto autobiografico di Berlin. L’autrice nonostante tutti i problemi di salute e di dipendenza legati all’alcoolismo, nonostante le scelte a volte sbagliate, grazie alla determinazione, alla forza di volontà e a una sorta di resilienza nei confronti delle sfide della vita è riuscita a condurre un’esistenza ricca di soddisfazioni sia a livello personale che professionale. Mi è piaciuto molto il suo stile, ha un modo di scrivere sintetico e diretto che a volte ti colpisce come un pugno dritto nello stomaco. Tratta tematiche delicate come quelle degli abusi, delle dipendenze, della violenza, facendo capire a chi legge i mostri contro i quali le persone più deboli ed emarginate sono costrette a combattere. Spesso le protagoniste dei suoi racconti sono figure femminili, dotate di una grande forza, che reagiscono alle avversità, a volte per puro spirito di sopravvivenza e che riescono a rialzare la testa grazie anche all’aiuto degli amici. Il valore dell’amicizia, a mio avviso, ha un ruolo centrale e molto importante nei testi di Berlin, scrittrice di cui mi piacerebbe approfondire la conoscenza.

Lorena Ceccaroni

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Serie di racconti belli descrittivi ma a mio avviso scollegati tra loro per cui dopo un po’ risulta noioso leggerli.

Laura Baldessari

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Il libro di Lucia Berlin “Sera in paradiso” non ha ricevuto il mio favore e anche questo non l’avrei letto se lo avessi trovato in libreria, perché inizia senza un preambolo che consenta di capire in che contesto ci troviamo e non aiuta un granché nemmeno dopo. Posso capire il racconto della vita della protagonista, che sembra vivere esperienze frammentate e sconnesse nelle quali il lettore è costretto a fare lo sforzo ogni volta di cercare di afferrare. Non è uno sforzo che ho voglia di fare in questo caso, il racconto si snoda lento e noioso nelle esperienze casuali.

La protagonista raccontata è una ragazzina, ma non credo che a quell’età vi sia una così accentuata disconnessione tra il vissuto, il percepito e il decodificato. Credo che sia una rappresentazione dell’autrice nella sua veste adulta. Allora preferirei che il punto di vista fosse diverso, magari descritto come percepito in un modo, ma decodificato dall’autrice adulta con il significato/i significati che poteva attribuire ora per allora. Poteva essere più interessante.

Credo inoltre che vi sia una distanza che non mi permette di apprezzare il volume. Ad esempio quando l’autrice scrive: “una volta cresciuta avrebbe sempre mantenuto il controllo, anche nei momenti di sottomissione. sarebbe stata la prima e l’ultima volta che qualcuno la dominava.” proprio non mi immagino l’uso del verbo dominare; non so se lo userebbe una bimba e non so se lo userei io in tale frangente. Si discosta enormemente dalla mia visione e lo trovo allarmante nell’uso che ne fa l’autrice.

Infine la scrittura senza la giusta punteggiatura tra i discorsi diretti e indiretti in questo volume (ad es.: Aveva parlato a ruota libera. Che imbarazzo, la prego di perdonarmi.) ha l’effetto di complicare più che di semplificare.

Viviana Parisi

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Sera in paradiso: voto 8

Le diverse storie che si alternano nella lettura risultano essere molto coinvolgenti; il linguaggio è scorrevole, il ritmo serrato e le vicende originali.

Unica pecca: per il lettore non risulta immediato riconoscere il cambio dei racconti visto che non sono annunciati da un titolo o da un cambio capitolo.

Barbara Tamburini

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Sera in paradiso: una serie di racconti, un libro da aprire e leggere anche solo scegliendo dall’indice, come fiabe della buonanotte. Non tutte a lieto fine. Mai banale, cruda, la Berlin riesce a generare empatia con le vite descritte, alcune parlano d’amore, altri sono veri e propri drammi in cui improvvisamente si trovano anche lati di umorismo inaspettati. Una fotografia della potenza americana e del sommerso fatta di povera gente piena di sentimenti.

Chiara Bertolini

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Sera in Paradiso della scrittrice Lucia Berlin era un libro sconosciuto per me. Ho intravisto nei racconti molti episodi di una vita difficile per molte persone all’interno del continente americano, pur con molte meraviglie. La scrittura dell’autrice presenta i vissuti umani in modo molto accurato e preciso nelle parole usate e associate alle emozioni senza alcuna banalità. Non conoscevo la scrittrice e nei suoi racconti ho apprezzato i suoi dettagli scientifici del regno vegetale presentato negli ambienti delle storie, tanto da avere iniziato un approfondimento personale.

Cristiana Chesani

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Coscientemente ne ho sospeso il giudizio fino a quando non ho letto l’ultima parola dell’ultimo racconto. Pensavo, ed in certo senso speravo, che l’innamoramento sarebbe giunto prima o poi. Magari non un colpo di fulmine, piuttosto un amore lento, uno di quelli che si costruiscono con il tempo… un amore paziente, fiducioso, resistente. Non è stato così. Ho terminato “Sera in paradiso” di Lucia Berlin muovendomi cautamente tra scenari farraginosi abitati da figure confuse le cui storie si dipanano faticosamente agli occhi del lettore offrendo narrazioni spesso dolorose e tormentate, ed altre che regalano gli attimi

gioiosi, pochi, di una variegata collezione di umanità improbabile.

Claudia Prandi

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Non conoscevo l’autrice e amo questo torneo letterario che mi permette di leggere nuovi libri e scoprire nuovi autori altrimenti a me sconosciuti.

Non amo i libri di racconti, lo ammetto, preferisco le storie che si dipanano lungo un unico filo conduttore e si intrecciano le une alle altre con una trama ben precisa, ho faticato parecchio e la mia attenzione ha arrancato pagina dopo pagina.

Il libro è composto da 22 racconti, una serie di cronache riportate con uno stile scarno, severo ed incisivo al limite della cronaca giornalistica. L’autrice si limita a descrivere i fatti senza una particolare partecipazione emotiva, senza alcun intreccio psicologico, saltellando tra personaggi e luoghi lasciando al lettore un senso di disorientamento e disagio.

Ogni racconto viene improvvisamente troncato senza una determinata Fine per passare a quello successivo senza l’ombra di alcun legame e lasciando addosso al lettore un senso di incompiutezza ed incredulità. Non ho amato il suo stile poco partecipativo principalmente per l’impossibilità di immedesimazione e la mancanza di spunti di riflessione che mi ha lasciato. Anzi, ho sentito forte l’urgenza di liberarmi di questa lettura quanto prima per passare ad altro.

Chiara Covi

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Ho trovato questo libro poco affine a me, in quanto il suo modo di scrivere è troppo asciutto con pochi accenni di descrizioni che non sono riuscite ad attrarre la mia attenzione,

È stato faticoso terminare la sua lettura se pur trovando spunti interessanti nella descrizione delle rocambolesche vicende della protagonista.

Tiziana Betta

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Leggere questo libro mi ha al contempo innervosito ed affascinato: le frasi brevi e concise, le interruzioni, le pennellate veloci hanno disturbato la piacevolezza della lettura. Tuttavia la costruzione del testo nel suo complesso, l’evolversi delle vicende e soprattutto la piacevole sorpresa che le storie, alla fine, sono una sola storia ...non posso negare che tutto ciò ha fatto sì che abbia trovato intrigante la lettura, se pur difficoltosa, tanto da preferire Questo libro a quell’altro.

Chiara Marcozzi

 

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Circolo dei lettori del torneo letterario di Robinson
di Mestre “Fuori limite”
coordinato da Margherita Stevanato
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Una scrittura poetica, imprevedibile che delinea vicende dipingendole a forti tinte, dove il colore è colore intenso, e la grande profusione di fiori, spesso presenti e descritti meticolosamente nelle loro varietà, diffonde profumo tra le parole.

I racconti hanno talvolta in comune un personaggio, un nome, un luogo, una situazione e confondono il lettore nella ricerca di una possibile linea di raccordo. Sforzo inutile, dato che la sequenza degli eventi narrati non rappresenta certo la verità del tempo dei vissuti, ma tutto sembra ricomporsi magicamente, traendo ispirazione in parte dal ricordo e in parte dalla creatività e mescolando le esperienze.

Un modo molto originale di raccontare un certo tipo di mondo: quello degli artisti; certe insolite dimensioni di confine, dove i personaggi, spesso affetti da dolorose passioni quali la droga e l’alcool, esprimono una strana attrattiva positività, quasi a far credere che le loro esistenze venissero automaticamente giustificare da un’onestà di fondo, da una purezza di intenzione salvifica, che rende immuni dalla riprovazione.

Giulia Benedetti

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 “Sera in paradiso” mi ha coinvolto per la complessità della struttura di non semplice comprensione se non si conosce l’autrice, la scrittura, non sempre avvincente, è stato l’unico neo, e rispecchia il classico “stile americano”.
Ho trovato che questi racconti, che potrei associare ad una musica dodecafonica, con il passare del tempo, diventano sempre più forti evidenziando quella solitudine e tristezza che li fa diventare un canto melodico.
Particolarmente avvincente e reale è la descrizione della trasgressività dei personaggi e, non ultima, quella che la Berlin fa delle ambientazioni che avvengono in un contesto storico ricco di avvenimenti, alcuni più marcati di altri.
Avrei desiderato portarli avanti entrambi, nella completa indecisione, e nella consapevolezza che potevo sceglierne solamente uno, sono andata a rileggere in entrambi alcune parti che mi avevano colpito. Grazie ad un racconto che mi è sembrato molto bello, scritto (o tradotto) molto bene, mi ha portato alla conclusione di scegliere il libro di Lucia Berlin: “Sera in Paradiso”.

… e questa è la frase del libro che più mi ha colpito
…Ho acciuffato il sonno.
Proprio mentre scendeva silenzioso come un fresco lenzuolo a coprirmi,
una carezza leggera sulle palpebre.
Ho sentito il sonno mentre mi prendeva.
…….di certo non mi era mai venuto in mente di acciuffare la morte,
eppure a Parigi l’ho fatto.
Ho visto come ti piomba addosso.

Carla Bartoli

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L’iniziale straordinario impatto nella lettura di questi racconti ti porta ad un coinvolgimento e ad una condivisione di tutto il contenuto espresso dalla scrittrice.

Infatti, Lucia Berlin affronta, da subito in modo ammirevole l’alternanza della vita quotidiana con le loro sfaccettature da sembrare tutto reale.

Possono stupire le brusche e veloci variazioni di gioia e sofferenza però esse esprimono uno specchio di vita reale.

I racconti colgono le paure umane, le preoccupazioni, le delusioni e le insicurezze così da spingerti alla ricerca di una tua vita verso nuovi orizzonti. Questa ricerca porta i nostri protagonisti a percorrere una vita movimentata in altri mondi, Messico, Cile, New York... con la ferma convinzione di trovare una definitiva collocazione, che mai trovano.

Questa è una reale dimostrazione e testimonianza che la vita è una continua ricerca di se stessi, degli altri, dell’ambiente, ed in effetti sempre alla ricerca della ricerca!

Con sensibilità femminile ed umana, Lucia Berlin, affronta i problemi dello stupro, della droga, dell’alcool, delle mamme abbandonate, dei genitori non presenti nella vita dei figli, dei mariti egoisti che se ne vanno quando gli conviene, delle donne che hanno il dono o la sfortuna di innamorarsi di uomini sbagliati... e riesce a descrivere con particolare attenzione queste realtà.

Questo libro è ricco anche di informazioni vere sotto il profilo geografico, psicologico, ambientale e storico. Il piacere di questa lettura ha rafforzato i miei valori e mi ha indicato dei percorsi da realizzare.

Rita Rieder

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Cosa penso dei libri ?

In verità non mi ha soddisfatto né uno né l’altro.

Il giallo l’ho trovato scontato e banale. Dopo poco si capisce il chi ed il perché, manca la sorpresa... fondamentale in un giallo

“Sera in paradiso” l’ho votato perché è sicuramente più strutturato ma non mi ha preso. Non mi è dispiaciuta la modalità racconti.

Sandra Salmasi

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Difficile dare un veloce giudizio sulla scrittrice Lucia Berlin, un nome che si è aggiunto in questi ultimi giorni alle mie letture degli scrittori nord americani. Berlin mi ha subito presa e lasciato un segno dentro con i suoi racconti umani, tragici, pieni di fatica, illuminati da squarci di sole, sostenuti da una scrittura semplice (forse apparentemente semplice) carica di una feroce dolcezza. Al libro che “dovevo” - ma che gioia! - leggere per Robinson ho aggiunto “la donna che scriveva racconti” che in questi giorni sto apprezzando.

Isamaria Dalle Mole

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Questa serie di racconti con aspetti autobiografici narrano esistenze disordinate infelici, precarie.

I 22 racconti che compongono questo libro sono un mosaico di personaggi border line in un affresco di paesaggi della provincia americana e messicana. La narrazione avviene attraverso frasi molto spesso brevi, spezzate che lasciano in sospeso.

Sento mancanza di profondità nella descrizione dei luoghi e delle persone come se l’autrice fosse solo spettatrice delle vicende di cui parla. Scrittura come momento catartico?

Diana Rossato

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Seppure io non ami il genere racconti, la scelta ricade senza dubbio su quest’opera. 

La scrittura di Berlin è avvincente, ti fa calare immediatamente nella storia, nella atmosfera. Sei lì. 

Da l’impressione che chi scrive sia sotto l’effetto di una droga, tanto potente è la capacità di amplificare le sensazioni. 

Poche righe ti trovi spettatore, avverti di essere sopra le righe come la voce narrante. 

La potenza evocativa di questa serie di racconti da un effetto quasi cinematografico. 

Fanny Compagno

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Lucia Berlin è ciascuna delle donne dei suoi racconti, lo stesso personaggio in storie e contesti differenti, un collage di tasselli che si combinano ogni volta in modo diverso, come il jazz, colonna sonora delle sue storie.

Il jazz, il melting pot, la vita nomade, la libertà dell’individuo senza radici, più che temi ricorrenti sono l’essenza stessa della sua narrazione e cosa c’è di più americano? Eppure non c’è nulla del sogno americano nei ritratti dei diseredati di Berlin, nella desolazione dell’alcolismo, nel degrado di vite ingannate e senza aspettative, c’è invece empatia per i perdenti, la sorprendente capacità di mettere a fuoco gli invisibili, con l’umorismo benevolo di chi dice: ehi, sono una di voi, anche la mia esistenza è un misto di disperazione e vitalità.

Originalissima, dotata di una scrittura precisa, affilata e trasparente, come i dipinti di Hopper Lucia Berlin riesce a restituirci una vita intera attraverso i dettagli, gli oggetti, gli ambienti e a rendere indimenticabili le sue disperate alter ego con il fascino innocente della vita che scorre.

Cristina Rubini

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I racconti di Lucia Berlin riguardano gioie e dolori di persone comuni dalle diverse sfaccettature, persone immerse nei paesaggi del vasto continente americano magistralmente descritto. Sono storie difficili, di rapporti umani e problemi esistenziali, storie di ragazze ingenue, di musicisti, di alcolisti, storie malinconiche e storie di cambiamento, situazioni di soprusi e situazioni di degrado, il tutto descritto e tenuto insieme da una forte capacità empatica dell’autrice che riesce a coinvolgere il lettore in ogni singola storia formando un insieme altamente emotivo come nell’ascolto di un brano di musica jazz.

La prosa non è sempre lineare, ma si adatta ad ogni racconto, diventando a volte sobria a volte cruda a volte ingenua, ma mai indifferente.

Malisani Tiziana

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Di solito non leggo libri di racconti ma con questo mi sono ricreduta perché mi è piaciuto molto. Intanto la scrittura essenziale ma scoppiettante come fuochi d’artificio mi ha tenuta legata alla lettura Ho amato tutti i personaggi: adolescenti allo sbaraglio, gigolò, ricchi annoiati, musicisti, attrici ecc. mai del tutto negativi. Ho amato le loro storie di amori drammatici, di gioie ambientate nell’intero del continente americano, storie specchio della vita avventurosa ma sicuramente non facile della scrittrice. Una autobiografia spezzettata difficile ma non tragica descritta da una distanza che le ha permesso di scrivere con ironia talvolta con divertimento con partecipazione obiettiva le vicende e le persone BELLO!!!!

Anna Maria Cester

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mi è piaciuto ma...come dici tu Margherita: non me ga ciappa’. 

Antonio lombardi

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Agitate, ma mai confuse le storie intense ed emozionanti che Berlin ci racconta.

A volte leggendole il cuore fa un balzo, a volte un nodo alla gola ci fa fermare, a volte un sorriso o perfino una risatina sommessa ci fa proseguire. Non c’è racconto per quanto tragico che non abbia sospensioni con immagini legate alla bellezza della natura, come se nonostante il suo vissuto penoso, che fa da ordito alle storie, Berlin avesse conservato tratti di innocente e disarmante accoglienza al mondo e alle relazioni.

Anche per il più bruto e misero dei suoi personaggi la sua compassione è spontanea e trova un filo di luce, e ci descrive un gesto gentile o una parola di conforto che da lui o lei ha ricevuto. Ci costringe a interrogarci se nelle stesse situazioni borderline saremmo stati davvero migliori.

Trovare un sogno o un ideale da perseguire è un’ancora che ci permette d’immaginare e vivere una dimensione più alta della vita. Lucia Berlin ha avuto nella scrittura, nello studio l’ancora che ha permesso alla sua fragile barchetta di resistere a ogni tempesta, ad ogni uragano che voleva naufragarla.

La sua scrittura è limpida, ogni parola è essenziale e nella perfezione delle sue pagine c’è la sua e la nostra redenzione.

Potenza salvifica della parola scritta!

Anna Doria Martinelli

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Dopo aver letto il libro “Sera in Paradiso” di Lucia Berlin mi sono chiesta quale difficile esperienza di vita deve avere avuta l’autrice per ricavare tanta negatività verso il genere umano.

Mi ha colpito l’inserimento tra i personaggi di madri anaffettive, critiche se non addirittura ostili nei confronti delle figlie, soprattutto, di uomini incapaci di responsabilità genitoriali, ma anche privi di altre qualità morali sia nei rapporti umani che all’interno di una società più vasta.

Abbondano molteplici descrizioni di personaggi dediti all’alcol e alle droghe, che vivono una parvenza fasulla di vita, spesso nell’ozio compiaciuto privo di speranza.

Solo raramente, come un raggio di sole tra le nuvole di tempesta, appare lo scorcio di speranza di una personalità positiva o di una situazione che evolve verso il bene.

Alla negatività dei personaggi, che mi ha spesso sgomentato, si è contrapposta l’indubbia capacitò narrativa della scrittrice, nel descrivere ambienti vissuti molto spesso non gradevoli ma ben dettagliati, delineando luoghi, ambienti e ambiti umani con puntigliosa precisione, ricchezza di particolari e prosa non certo monotona.

Maria Giovanna Piva

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Personalmente non prediligo i racconti ma sicuramente un libro interessante per le tematiche scritto in modo più articolato del precedente che stimola riflessioni personali

Grazia Pillone

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Lucia mi ha stupita proiettandomi in una parabola che attraversa numerose fasi della vita, l’infanzia, l’amore, la morte. Mi ha fatto vivere un mix di sensazioni vivide facendomi riflettere sull’ intera storia quale è la VITA. Un lato del suo stile che mi ha colpita è sicuramente la peculiarità con sfumatura poetica con la quale descrive il paesaggio circostante, sembra infatti di essere nel luogo stesso dove si svolgono i fatti.

Graziella Preo

Il torneo letterario di Robinson è un'iniziativa curata da Giorgio Dell'Arti per conto di GEDI Gruppo Editoriale S.p.A.
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