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Sillabario alpino di Mauro Corona e Matteo Righetto

Mondadori

 

Il libro è un sillabario scritto a quattro mani sul valore della montagna. Per ogni sillaba viene presentata una storia a sé stante, alcune conosciute, tra gli amanti della montagna e altre allo stesso tempo che ho trovato un po' scontate.

Cristina Pedron

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Il Libro si presenta esattamente come un sillabario sull’apprendimento del valore della montagna. Scritto a quattro mani dove per ogni sillaba una storia assestante, che cela il sapore di “canta storie”; Tuttavia nella maggior parte dei casi le storie o l’intento esplicativo risultano un po’ superficiali, banali e/o conosciute.

Cristina Biasetto

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Mi è piaciuto molto libro ricco di aneddoti, racconti di vita, della dura vita in montagna, quasi una raccolta di fiabe di montagna con la sua morale. Ogni parola racconta della saggezza e non delle persone che vivono la bellezza e la durezza irruenti della natura. Corona e Righetto così diversi e così complementari.

Cecilia Sarto

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Un libro che vuole insegnare ad apprezzare la montagna e i montanari partendo da pochi e selezionati concetti; un sillabario, ma anche un piccolo dizionario, dalla A alla Zeta. Una didattica a due voci a volte dissonanti, spesso stentoree e inclini alla sentenziosità, all’aforisma; nei casi più felici icastiche come un aiku o un verso imagista ma sempre pronte a cedere a facili allegorie moraleggianti che strizzano l’occhio all’ attualità del discorso ecologista o alla retorica dell’uomo dei boschi secondo Whitman o Thoreau. Ho apprezzato la voglia di far percepire gli odori e non solo i colori della montagna e la forza espressiva dei nomi della popolazione locale nella sua biodiversità: larici e betulle, abeti e cirmoli. Nei momenti migliori la parola riprende i suoi spazi, si fa Eco. La narrazione prende consistenza epica o si fa lirica, intima e regala momenti di verità. Fessure e Fienili tra le mie voci preferite. Chi ama la montagna ama la vita: una visione tradizionalista ma laica, che alla romantica nostalgia del come eravamo unisce la concretezza consapevole delle guide alpine, delle funivie e degli spritz in comitiva nelle baite d’ alta quota, guadagnate senza alcuno sforzo. La montagna qui non vive di ascetica povertà.

Alfredo Menichelli

 

 

 

 

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