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Le avventure di Tom Sawyer di Marc Twain
Fanucci

 

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Circolo dei lettori del torneo letterario di Robinson
di Vigevano “Circolo Bibliosofia della La biblioteca di Mastronardi”
coordinato da Raffaella Barbero
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Come si legge nella premessa, l’autore in questo libro propone di divertire i ragazzi e le ragazze, con la speranza che non sarà evitato per questo dagli uomini e dalle donne perché in parte la sua intenzione é stata quella di tentare di ricordare agli adulti come erano un tempo essi stessi.

Rileggere da adulta “le avventure di Tom Sawyer” è proprio come tornare nel passato, negli anni dell’infanzia.

Il protagonista ci ricorda quel lontano periodo della vita, in cui c’è sempre una nuova avventura per divertirsi e sognare, scatenando la fantasia e immaginando navi, pirati, principi e principesse, tesori e terre da conquistare.

Una volta adulti, tutti siamo richiamati alle responsabilità, ma questo romanzo avventuroso ci aiuta a non dimenticare l’infanzia che abbiamo vissuto e a ripercorrere con un sorriso ogni bugia detta, ogni marachella combinata, ogni furbizia architettata con lo scopo di sottrarci alle punizioni dei genitori.

Perché poi arriva sempre il tempo in cui accade qualcosa di più complicato che ci allontana anche improvvisamente dagli anni dell’infanzia spensierata.

Come tutti i ragazzini, Tom pensa di realizzare grandi imprese. Solo più tardi, dopo aver lasciato alle spalle azioni e decisioni prese con la fantasiosa leggerezza dell’infanzia, si scopre che la vita é un susseguirsi di fortune e sfortune, di coincidenze e casualità, nelle quali saper riconoscere con maturità la strada ideale in cui continuare il nostro cammino.

Giudizio: Ottimo

Consigliato: a tutti i ragazzi e agli adulti che vogliono ricordare i giochi, la fantasia, le furbizie, le avventure della loro infanzia.

Franca Ottoboni

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Un libro per ragazzi dei tempi passati: temi portanti sono l’amicizia, l’avventura, il gioco e le monellerie dell’infanzia. Nessuna riflessione sul futuro, sulle ambizioni e nemmeno sui sui sogni di una vita adulta e responsabile. Questo libro è un semplice e piacevole racconto di un’età spensierata e divertente.

Raffaella Barbero

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Mi sento a disagio a commentare un libro uscito nel 1876. Come se valutassi la bellezza di una donna da una fotografia della stessa epoca ; pettinatura, abbigliamento, postura, canoni estetici sono completamente cambiati, ma, inevitabilmente io valuto con i parametri del mio essere persona oggi. Le avventure di questo adolescente ribelle che, a suo modo, contesta tutte le regole della società del tempo e si inventa delle vie di fuga fantastiche, probabilmente 150 anni fa scandalizzavano e divertivano ma oggi mi hanno fatto solo tenerezza, testimonianza di un mondo ormai completamente scomparso. Se un adulto può trovare comprensione, per quanto sopra, credo che un adolescente di oggi lo reputerebbe illeggibile… E non bastano le sporadiche scintille di arguzia dell’autore a risollevare le sorti del romanzo. Inoltre è cambiato anche il senso di cosa è ridicolo, cosa è attraente, cosa spaventa… Ma ai suoi tempi, e per tanto tempo, deve essere stato comunque un grande libro per ragazzi perché ha saputo cogliere tutta la forza eversiva e fantastica dell’adolescenza

Nives Trombotto

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L’autore ha sempre dichiarato che è un racconto autobiografico, anche se ha riunito nel protagonista i caratteri di tre ragazzi suoi coetanei, e questo sovraccarica un po’ il personaggio, ma certamente il risultato è stupefacente, per la vivacità dei protagonisti e la forza delle avventure esposte in un mirabile crescendo. Risulta molto interessante e quasi incredibile, la descrizione delle quantità di ogni sorta di credenze e superstizioni che condizionavano, ogni momento della vita di ciascuno, ma Tom con la sua innata libertà di pensiero, riesce a prendersi gioco dell’ipocrisia degli adulti e delle istituzioni, anche se spesso è attaccabrighe, perdigiorno e sognatore, dimostra anche un grande senso di giustizia, coraggio e lealtà che infine lo trasformano in un piccolo grande eroe.

Angela Bertelegni

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Tom, il protagonista, e Huck, il suo amico del cuore, con le loro avventure di vita quotidiana incarnano il desiderio di scoperte temerarie, nonché la volontà di affermazione di sé, degli adolescenti di tutti i tempi, ma il contesto socio-ambientale descritto risulta datato, così come i personaggi, tipici di una società conformista e bigotta in cui vigono superstizioni e comportamenti razziali.

La narrazione offre la possibilità di una ricostruzione della vita nel Sud degli Stati Uniti nella prima metà dell’Ottocento, periodo antecedente alla guerra di secessione, con tutte le problematiche, le difficoltà e le piaghe sociali quali la miseria e la schiavitù.

Mark Twain descrive con ironia l’ipocrisia delle istituzioni dell’epoca.

Può essere catalogato come romanzo di formazione rivolto ai ragazzi, ma oggi, forse, risulta più godibile, sia come prosa che come ambientazione, a chi, avanti negli anni, lo rilegge per ritrovarvi il piacere assaporato mentre si immergeva, da preadolescente, nel mondo di Tom e Huck.

Antonia Ricciuti

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Che bello leggere Tom Sawyer! È tuffarsi in un’infanzia archetipa, per cui provare comunque nostalgia, anche se non ci si è mai scambiati palline con pezzi di spago (ma le figurine dei calciatori sì!), non si è avuto a che fare con criminali assassini ma si è andati all’avventura in foreste perigliose (che poi erano i giardini pubblici!).

Andrea Feoli

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Un classico intramontabile della letteratura per ragazzi, un romanzo di formazione profondo che grazie alla maestria dell’autore riesce a scavare nella psicologia di Tom, ragazzino orfano e combina guai ma dall’animo buono. Sullo sfondo l’America del Sud e le tematiche relative al razzismo. Tom incarna l’infanzia, con la sua sfacciataggine, la sua sincerità; quell’infanzia in cui ci si diverte con poco, basta un po’ di fantasia, quel meraviglioso periodo della vita in cui tutte le scelte sono reversibili; si incontra per breve tempo il mondo degli adulti, lo si sfiora appena e si ritorna nella propria routine. Poi per ognuno di noi arriva il momento in cui un evento ci strappa dalla dimensione infantile e ci proietta nell’età adulta. Eppure Tom Sawyer ci dimostra, che anche dopo questo momento, diventando adulti col carico di responsabilità che ciò comporta potremo sempre custodire in noi il fanciullino che siamo stati ed esternare in alcuni nostri comportamenti aspetti del nostro io bambino.

Martina Azzolari

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Twain dimostra con questo libro che per scrivere un romanzo di formazione meglio non essere il De Amicis di Cuore. Nel testo dell’autore statunitense troviamo il bello della fanciullezza senza la pedanteria, il paternalismo e il cerchio bottismo dell’autore italiano. Ciò che ho sentito, al netto del picaresco affascinante e geniale successivo all’incontro con Joe l’indiano, è la freschezza dell’essere bambini che, per citare il cantautore Brunori Sas, è per me più o meno questo: Ricordi che avevi coperto di sabbia, palloni arancioni sgonfiati, fare “ciao” ad un treno che passa, e guardare nel cielo la scia di un aereo. Quando non si è adulti, fortunato chi riesce a non esserlo, si vive davvero senza coercizione. Liberi, come Tom.. 

Simone Satta

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Leggere Le avventure di Tom Sawyer è fare un grande salto nel passato e tornare alla meraviglia dell’infanzia. Tutti avevamo un amico, un compagno di giochi proprio come Tom, monello, avventuroso e sprezzante delle conseguenze (e se non era così, vuol dire che quel monello eravamo noi), e Twain ci prende per mano e ci getta di nuovo in quel turbinio di emozioni, ed è capace di farci ridere a crepapelle. Tutti i monelli e i ragazzini che abbiamo amato nella letteratura e non solo (i Perdenti di Stephen King, la banda di ragazzini di Stranger Things), vengono proprio da questo romanzo, che è stato capace negli anni di resistere al tempo e lasciare dietro di sé quella potenza e quella nostalgia che solo i grandi classici riescono a fare.

Giulia Rizzato

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Tom Sawyer, per me, è l’America.

So che è una America naif, favolistica. Ma da piccolo il primo libro letto di mia scelta (oltretutto, il primo preso in prestito dalla biblioteca) è stato proprio Le avventure di Tom Sawyer. Poi sono venute le stragi degli indiani, il commercio degli schiavi, la guerra perpetua contro qualcuno e il fanatismo puritano per cui sono famosi gli Stati Uniti oggi. Ma per il bambino che ero, l’America erano le avventure di un bambino discolo e turbolento, ma in fondo buono. Il mondo delle estati a piedi nudi, rubare la confettura dalla dispensa della zia, giocare ai pirati. Un mondo in cui il male viene punito, dove il male non ha potere sul bene. Ancora oggi quello di Tom Sawyer è un mondo consolatorio, che per quanto illusorio lenisce il cinismo e l’iperrealismo che ormai impera nella letteratura e nella fiction moderna.

Mauro Rizzo

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Tom rappresenta l’infanzia, in cui si trova sempre un modo per divertirsi e ci si entusiasma con poco. Il mondo adulto è presente ma lontano, finché arriva un momento in cui il protagonista si allontana dalla fase gioiosa dell’età infantile per non farvi più ritorno. Tom e Huckleberry dovranno affrontare la prima vera prova della loro vita, che li porterà al passaggio da ragazzini a uomini. Ma Tom dimostrerà che, pur superando questa prova e avvicinandosi all’età delle responsabilità, sarà sempre possibile custodire dentro di sè il bambino.

Chiara Ghilardi

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Il romanzo di Mark Twain, invece, racconta le vicende di Tom Sawyer e del suo migliore amico Huck Finn nel periodo precedente alla guerra di seccessione. L’infanzia e l’amicizia sono le colonne portanti di tutte le vicende qui narrate con un linguaggio facile e molto scorrevole. Personalmente la sua rilettura non mi ha regalato nuovi spunti di riflessione. Lo trovo comunque un libro adatto all’infanzia e a tutti quegli adulti che vogliono ritornare per momento bambini.

Edoardo Mornacchi

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Le avventure di Tom Sawyer costituiscono insieme alle avventure di Huckeberry Finn, le opere più popolari dello scrittore americano Mark Twain. Il primo venne pubblicato nel 1876 e racconta le avventure di un ragazzino, di età non precisata, negli anni precedenti la Guerra di Secessione Americana. Tom è un ragazzo vivace, non ama particolarmente la scuola, è furbo, vive con la zia Polly e il fratellastro Sid nel Sud degli Stati Uniti, in una città sulle rive del fiume Mississippi.

La particolarità di questo libro è costituita dalla veridicità di fatti e persone che risultano autobiografici, la maggior parte delle avventure riportate sono accadute realmente, come ammette lo stesso Twain.

Leggere questo classico per l’infanzia, per la prima volta alla mia età, quasi cinquantenne, è stato un piacevolissimo ritorno al passato, a quando da ragazzini si combinavano guai e pasticci. Gli approcci amorosi di Tom verso Rebecca, la figlia del giudice, chiamata Becky, sono teneri.

La trama scorre bene, il libro si legge piacevolmente e si rimane coinvolti nelle avventure di Tom e i suoi amici. Ci sono anche dei passaggi drammatici, quando i ragazzi sono testimoni di atti cruenti e dovranno poi trovare il coraggio di testimoniare.

Consiglio la lettura di questo classico, anche ai grandi, per un ritorno a un’età spensierata, per recuperare valori, che appaiono sempre più lontani nel tempo, e perché no, anche per divertirsi immaginando di cercare un tesoro nascosto.

Maria Basirico’

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È sempre un piacere leggere Mark Twain: è divertente e ironico e sa rendere simpatici tutti i suoi personaggi. Questa è la storia di Tom, uno scavezzacollo, un monello, che fa amicizia con Huck Finn, il ragazzo più disagiato del paese. Huck piace agli altri ragazzi perché non ha regole né obblighi: non è costretto ad andare a scuola né tantomeno a messa. L’amicizia tra i due monelli si rafforza dopo aver assistito ad un omicidio di notte al cimitero. Il romanzo racconta le avventure che Tom e i suoi amici intraprendono: fanno i pirati, si fingono morti e assistono al proprio funerale, giocano con zecche e topi morti, si prendono a botte, si perdono in una grotta e, alla fine, scoprono un vero tesoro e diventano ricchi. Huck viene adottato da una vedova e diventa, anche se con difficoltà, un ragazzo rispettabile e Tom viene accettato dalla famiglia della sua adorata Becky, la ragazzina con le trecce, della quale è innamorato.

Alessia Chierico

 

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Circolo dei lettori del torneo letterario di Robinson
di Catania 3 “I Lettori del Galilei”
coordinato da Ida Pontillo e Gabriella Chisari
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Twain racconta la storia di Tom Sawyer, un bambino che ogni giorno combina diversi guai divertendosi a creare scompiglio con il suo amico Huck. Tom, Huck e Joe vivono insieme un’incredibile avventura: scappano di casa e vanno a vivere nella deserta Isola di Jackson poiché stanchi del trattamento che ricevevano dalle loro famiglie e dai loro amici. Dopo alcuni giorni di assoluta libertà essi ritornano a casa dove la loro vita spensierata avrebbe avuto fine; Tom e Huck assistono all’omicidio del medico del paese. Prima viene accusato un innocente, ma dopo settimane di paura, angoscia e rimorsi Tom decide di testimoniare e dire che il vero assassino era il suo amico Joe il quale scappa. Arrivata l’estate Tom e Huck decidono di andare alla ricerca del tesoro rubato da Joe. Durante questa ricerca Tom riscopre l’amore tornando a essere il fidanzato di Becky, ma trova anche il tesoro rubato dall’ormai defunto Joe.

Tom incarna appieno l’infanzia, con la sua sfacciataggine, la sua sincerità e il coraggio. Trova sempre un nuovo modo per divertirsi e ci dimostra che anche se si supera la prova che ci avvicina all’età delle responsabilità, si può sempre ricordare e conservare il fanciullo che è in noi e tirarlo fuori.  

Francesco Roberto Lo Faro

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Il protagonista del libro in questione porta il nome di Tom Sawyer, un nome un po’ diverso da quelli che siamo soliti leggere, per questo si addice al ragazzo con cui abbiamo a che fare. Tom è un ragazzo orfano di entrambi i genitori, costretto a vivere con sua zia Polly (alla quale ne fa di tutti i colori). In questo libro viene narrato di come Tom e il suo amico Huckleberry Finn, si ritrovino da testimoni di un omicidio, ad inseguire l’assassino per rubargli un tesoro di cui sentono parlare da quest’ultimo. La trama del libro risulta molto scorrevole, grazie soprattutto all’attenta caratterizzazione dei personaggi e ai numerosi dialoghi. Le ambientazioni ben descritte riescono a catapultare il lettore nella seconda metà dell’ottocento e nonostante il linguaggio molto comprensibile lo scrittore riesce ad usare l’interezza del proprio vocabolario. L’affezionarsi ai personaggi è la caratteristica che rende il libro così travolgente, e il numero molto contenuto di pagine facilita la possibilità di lettura da parte di tutte le età e culture. Un capolavoro della scrittura del diciannovesimo secolo, indubbiamente uno dei libri che più io abbia mai apprezzato.

            Emanuele Corsaro

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In Missouri nella città di St. Petersburg in compagnia del fratellastro e della zia, vive Tom, un ragazzo dal carattere molto vivace. Facendosi guidare dal suo istinto irrequieto con il suo amico Huck decidono di intrufolarsi nel cimitero della città, ma si sono ritrovati o ad essere ignari testimoni dell’omicidio del dottor Robinson. Per paura decidono insieme a John di rifugiarsi su un’isola deserta, ma nel momento dei propri funerali riappariranno suscitando una grande gioia nel volto del popolo. Hanno deciso a tal punto di confessare e testimoniare contro l’assassino Joe l’Indiano che inizierà a perseguirli. Tom e Becky, l’amata del giovane, però si imbatteranno in Joe riuscendo fortuitamente a uscire lasciando l’uomo stecchito. Grazie al personaggio di Tom e le vicende in cui è protagonista si evidenzia la forza del bene e l’importanza di valori fondamentali come l’altruismo, il coraggio e l’amore. Nonostante i protagonisti fossero bambini il libro riesce a lasciare un grande insegnamento trattando di temi imprescindibili.

            Simona Nicosia

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Tom Sawyer è uno dei principali classici per ragazzi che ha come autore Mark Twain. Attraverso la narrazione delle avventure del giovane protagonista, Twain delinea una galleria di personaggi con personalità articolate ma allo stesso tempo un po’ stereotipate. L’autore, infatti, tende a costruire dei caratteri dalla psicologia semplice, immediatamente riconoscibili ma immobili, fermi al loro mondo e incapaci di ogni evoluzione, tra cui, la zia Polly, bigotta donna che si prende cura di Tom, che incarna l’autorità familiare e sociale, e Joe il Pellirossa, incarnazione della malvagità e dell’odio. Al tempo stesso, l’opera è interessante per la ricostruzione di tempi e luoghi ben precisi: il Sud degli Stati Uniti della prima metà dell’Ottocento, terra di radicate abitudini e gravissime problematiche sociali, quali la miseria e la schiavitù. Si può ritenere che Tom Sawyer incarna appieno l’infanzia, con la sua sfacciataggine, la sua sincerità, il coraggio e la furbizia. Quell’infanzia in cui c’è sempre un nuovo modo per divertirsi: fare i pirati, i banditi, andare alla ricerca di tesori; e basta davvero poco per entusiasmarsi. Tutta l’opera vive del grande conflitto tra adulti e bambini, aventi ideali e principi diversi; mentre i primi sono influenzati dal lavoro, dal ceto sociale e dalla religione gli altri non si curano minimamente di essi. Tom Sawyer e il suo amico Huck Finn esprimono proprio questo senso di ribellione ed anticonformismo. Tuttavia, vi è una grande differenza tra i due personaggi, Tom è un sognatore, un ragazzo vivace ma incapace di rompere definitivamente i ponti con la società in cui è cresciuto, timoroso di Dio e della zia Polly, inoltre è strettamente legato alla famiglia, agli amici e prova un forte sentimento per Becky. Huck, invece, è a tutti gli effetti uno sbandato, anch’egli buono d’animo, ma possessore di una mentalità rivoluzionaria che lo rende un soggetto da allontanare dalla società e dal mondo civile. La presenza di quest’ultimo personaggio, tuttavia, è marginale in quest’opera, dominata dalla figura di Tom. Tom ci dimostra che anche se dovessimo superare prove difficili, avvicinandoci inesorabilmente all’età delle responsabilità, quella da cui non possiamo esimerci, potremo sempre custodire in noi il fanciullo che siamo stati. Perché, come Tom, siamo stati tutti, coi nostri giochi, le nostre azioni sbagliate, le nostre bugie a fin di bene e i nostri momenti di spensieratezza, dei ragazzini, che hanno sempre cercato di trovare il divertimento anche nelle piccole cose.          

Alfio Russo

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Il romanzo de “Le avventure di Tom Sawyer” (Mark Twain), appartenente alla letteratura statunitense, viene pubblicato per la prima volta nel 1876. L’autore racconta le avventure del giovane Tom, combinaguai dal cuore grande, spesso accompagnato dagli amici Joe Harper e Huck Finn. La storia è ambientata agli inizi dell’Ottocento, nell’immaginaria cittadina di Saint Petersburg, dove il lettore, completamente immerso all’interno del contesto, apprende le bizzarre superstizioni e usanze del tempo. La lettura dell’opera ha alleggerito piacevolmente le mie giornate; Tom, del resto, è un ragazzo vivace e coraggioso. Mentre lo si accompagna nelle sue singolari avventure al lettore non è permesso annoiarsi nemmeno per un attimo, e l’atmosfera è spensierata e talvolta celata di mistero. Nonostante il libro sia rivolto specialmente ai più piccoli, credo che Twain sia riuscito a ricordare a tutti che la vita è unica: si cresce, si impara ad essere responsabili e a comprendere i propri errori, ma non bisogna mai dimenticare la gioia di sorridere, magari tornando bambini, anche se solo per un momento.

            Giulia Rasconà

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Tom Sawyer. Un sognatore, piccolo avventuriero spericolato, che ne combina di tutti i colori, insieme a molti altri personaggi, in Missouri, nell’immaginaria città di St. Petersburg, poco prima della Guerra di secessione. Le azioni, narrate in maniera sublime da Mark Twain, sono fortemente influenzate dal contesto storico di riferimento; dunque, lo scrittore si concentra sul tentativo di evasione dalla società contemporanea e dai suoi pregiudizi, per intraprendere, insieme al lettore, uno stupendo viaggio sulla barca di Tom e compagni. In questo libro c’è tutto: l’amore per Becky, l’amicizia con “Huck” Finn e Joe Harper, il legame di amore-odio con la povera zia Polly, la fame di conoscenza e di avventura che porterà la brigata ad andare a caccia del tesoro di Joe l’Indiano. Possiamo affermare che in questo fantastico classico ritroviamo un po’ quello che caratterizza la vita di un teenager moderno (ma non solo): desiderare ciò che è difficile da ottenere, fare ciò che non è permesso. Tutti siamo (o forse siamo stati) un po’ Tom Sawyer. L’età, alla fine, è solo un numero.

            Salvo Sabella

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Mark Twain è riuscito a rendere godibile questo libro a tutte le fasce d’età; nonostante sia indirizzato ai più giovani, anche gli adulti si perdono nostalgici nei ricordi della loro infanzia.

Un periodo spensierato, quello; non si pensa mai alle conseguenze delle proprie azioni, non si vede ancora il mondo com’è realmente, spesso malvagio e crudele, e si trova sempre un modo per usare la propria fantasia e giocare, magari su una nave dei pirati o a cavallo nel Far West. Questa fase, però, terminerà presto per Tom e Huckleberry Finn, che si troveranno ad affrontare la prima vera prova della loro vita quando assisteranno all’omicidio compiuto dal temibile Joe l’Indiano, evento che li farà crescere e rendere più consapevoli di quello che li circonda.

            Alessia Pontorno

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In questo classico della letteratura americana per ragazzi dato alle stampe per la prima volta nel 1876 viene raccontata la storia di due amici Tom Sawyer e Huckleberry Finn. Ci troviamo sulle sponde del Mississippi e il protagonista vive in una piccola cittadina assieme alla zia, questa ambientazione insieme alla presenza di molti personaggi secondari permette all’autore, Mark Twain, di trattare nello stesso libro una vasta gamma di argomenti spaziano dalla morale alla morte alla libertà senza però abbandonare mai lo stile narrativo, tipico dell’autore, caratterizzato da una fortissima componente di critica sociale che ci fa capire quale sia stato il motivo del successo di questo libro.

            Nicolò Monaco

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“Le avventure di Tom Sawyer” è un romanzo dello scrittore statunitense Mark Twain pubblicato nel 1876. Il protagonista del romanzo è un ragazzo ribelle mosso da sentimenti comuni per la sua età, ma allo stesso tempo singolari e scaturiti da motivazioni profonde. Tom è alimentato dal costante desiderio di isolarsi dal mondo degli adulti: un mondo fatto di responsabilità, regole e limiti per prediligere una realtà spensierata fatta da giochi e divertimenti. Quello tanto ambito da Tom è, pertanto, un mondo non artificiale, a contatto con la natura e libero da schemi. Tutto ad un tratto si evince, durante lo sviluppo del romanzo, che una quotidianità fondata solo sul piacere risulta noiosa, e, usciti da questa utopia è inevitabile che si venga travolti da una tempesta. Tom dimostra di essere forte e determinato a tal punto da diventare manipolatore e da assumere atteggiamenti di beffa nei confronti del prossimo. È evidente che quelle adottate da Tom non rispecchiano le norme comportamentali del classico “bravo ragazzo” cresciuto nel comfort e nel benessere. Ciò che influisce sul lato comportamentale di Tom va ricondotto all’infanzia difficile e travagliata vissuta in cui perde i genitori, figure di riferimento, per poi essere preso in custodia da zia Polly, più punitiva che morale. L’elemento mancante che lo porta ad essere fragile è l’affetto, conseguentemente tende a mascherare la sua debolezza con un carattere radicato. Consiglio vivamente la lettura del romanzo a giovani ragazzi appassionati di lettura, in quanto, oltre a divertire e incuriosire tramite avventure di grande dinamicità, stimola il lettore alla riflessione della propria condizione e lo induce a meditare sugli aspetti più nascosti di sé stesso. Allo stesso tempo mi sento in dovere di indirizzare alla lettura di questo libro anche gli adulti, in particolare, coloro i quali volessero ripercorrere la propria infanzia con le sue marachelle, piccole bugie a fin di bene e cacce al tesoro.

            Lidia Di Rosa

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Un ragazzino come gli altri apparentemente, ma abbiamo imparato a conoscerlo per le sue avventure fuori dagli schemi. Tom Sawyer non ha voglia di studiare, di frequentare la Chiesa, di seguire le regole impostegli da sua zia Polly, sempre costretta da suo nipote a subire numerose delusioni. Una marachella si trasformerà però nel suo più grande incubo: una notte assieme ad Huckleberry Finn, ragazzo poco raccomandabile nonché figlio dell’ubriacone del paese, assiste all’omicidio del dottor Robinson. Il suo sogno è quello di diventare un pirata e decide di realizzarlo con largo anticipo coinvolgendo Huck e Joe Harper, suo migliore amico: i tre fuggono e cercano di sopravvivere tre giorni in un’isola, ma al terzo giorno, esausti, tornano in paese e vengono riaccolti dalle proprie famiglie. Tornato in paese, durante il processo a Muff Potter, incolpato dell’omicidio, Tom decide di testimoniare e Joe l’indiano, il vero omicida, inizia la sua fuga. Arrivata l’estate i due ragazzi decidono, dopo aver sentito ,in una casa abbandonata, Joe l’indiano parlare di un tesoro, di andarne alla ricerca. Durante una scampagnata Tom e Becky, ragazza di cui il protagonista è innamorato, si perdono in una caverna che risulterà essere il rifugio del killer. Riusciti a scappare i due ragazzi fanno ritorno in paese. La grotta viene sigillata con l’indiano al suo interno che nel giro di qualche giorno morirà. Tom e Huck torneranno nella grotta e recupereranno il bottino di Joe, tenendolo da parte per il loro futuro. Il romanzo è frutto di un accurata ricerca lessicale tesa ad evitare ripetizioni ma allo stesso tempo molto accessibile: le pause descrittive e i dialoghi rallentano un po’ il ritmo spedito del racconto, ma è il connubio tra questi che rende il testo molto gradevole alla lettura. Il libro nel complesso è adatto a qualunque tipo di lettore, il suo scopo è quello di intrattenere e viene eseguito nel migliore dei modi, molto utile dunque per appassionare alla lettura. In alcuni punti la trama può sembrare complicata a causa degli sviluppi delle innumerevoli vicende, ma comunque nulla che non possa essere sistemato con una veloce rilettura del capitolo precedente. Magnifico: è la parola con cui può essere etichettato senza alcun problema.

            Giuseppe Pomara

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“Tom Sawyer” è un racconto da leggere con spensieratezza e leggerezza. Permette al lettore di immedesimarsi nella storia e soprattutto di affezionarsi ai personaggi, grazie anche ai frequenti inserimenti ironici che rendono il tutto sempre più coinvolgente. Il linguaggio è semplice e fluido, inoltre in alcuni punti della narrazione sono presenti degli interventi da parte dell’autore di carattere ironico o riflessivo che, se da un lato permettono lo straniamento del lettore dalla storia, dall’altro fungono da coinvolgimento. Ma ciò che più di tutto caratterizza questo libro è sicuramente il protagonista, Tom Sawyer, ritratto alla perfezione come il tipico giovane ribelle, turbolento e fuori dalle righe che prova intollerabile disagio nei confronti dell’ordine e delle regole (paragona il vestito domenicale ad una prigione). Egli rappresenta l’eterno bambino che, in fondo, è presente in ognuno di noi, assetato di avventura e pronto a tutto. Ed è proprio per questo e per la grande capacità espressiva dell’autore che ho adorato questo libro.

            Marta Rubbino

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“Tom Sawyer” è un classico della letteratura per ragazzi scritto da Mark Twain. Il romanzo è ritenuto da molti formativo poiché allo scorrere della narrazione ritroviamo una maturazione del personaggio di Tom che, dapprima infantile, inizia a preoccuparsi per le altre persone. Il linguaggio utilizzato è semplice, realistico, e l’autore usa spesso l’ironia per esprimere i concetti. Inoltre all’interno del libro vengono affrontate tematiche sociali, il rapporto fra adulti e bambini ma anche il concetto di criminalità. Le vicende di Tom e le sue continue marachelle rendono la lettura scorrevole e il suo saper manipolare le altre persone per far sì che facciano quello che lui desidera la rende divertente. L’unica pecca del romanzo è l’inizio, a mio parere troppo pesante e lento prima che comincino le vere e proprie vicende che animano la trama.

 Consiglio il libro sia a ragazzi che ad adulti e a chiunque gradisca romanzi d’avventura.

            Giorgia Lo Castro

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“Evita di fare ciò che non sai, ma apprendi tutto ciò che occorre” tramanda Pitagora dalla lontana Grecia classica, e Tom con il suo carattere scaltro e ribelle ci ricorda che l’uomo cresce grazie alla capacità di fronteggiarsi con gli errori che commette. Ecco come Twain ci presenta un romanzo che straripando dagli argini di un semplice romanzo formativo ci permette di guardare con gli occhi di un giovane ragazzo americano pieno di vita, la necessità di trovare spazio nel mondo e attirarne l’attenzione senza esserne un vinto. “Il cane vecchio non impara trucchi nuovi” ci ricorda l’autore, celando fra le righe un certo gusto per l’humor, a tratti pungente, grazie al quale riscontriamo un sottile grido di libertà e lotta al conformismo. Ma se dietro questo semplice storia percepiamo una vena di riscatto sociale, non possiamo di certo tralasciare quell’adolescente scapestrato cresciuto a modo suo, che fa del gioco la sua unica fonte di apprendimento. La libertà, la noia, il gioco, la beffa, sono tutte le componenti dell’animo a tratti romantico di un birbante che non vuole rinchiudere la sua mente in opprimenti convenzioni sociali, scontandovisi e contrapponendovi un’arguzia sollazzevole. Maturità e responsabilità sono termini che Tom e i suoi amici non conoscono e non hanno certo voglia d’apprendere, ma a questi si sostituisce un forte senso del giusto, con il quale Tom sarà costretto a fronteggiarsi a causa dell’omicidio del Dottor Robinson al quale lui stesso assisterà. Ma la vivacità e la leggerezza vincono su tutte le peripezie, lasciandosi alle spalle l’unico vero attentatore della spensieratezza infantile: il reo Joe l’Indiano. E’ dunque impossibile non riconoscersi nell’incoscienza del protagonista, che attraverso le sue avventure ci trasmette una buona dose di vitalità tipica dello spirito intraprendente di un’America che corre verso la secessione.

            Antonio Tiralosi

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Il romanzo d’avventura scritto da Mark Twain tratta le peripezie un ragazzino, Tom Sawyer, il quale vive insieme alla famiglia e gli amici nella città immaginaria di St. Petersburg negli Stati Uniti poco prima della guerra di secessione. Nonostante il libro sia stato pubblicato nel 1876, lo stile di Twain rende la lettura piacevole e mai tediosa. Nel complesso ho apprezzato il romanzo poiché, oltre al già citato magistrale stile dell’autore, ho trovato la storia emozionante e con numerosi ed avvincenti colpi di scena. L’azione non manca ed è facile immedesimarsi nei personaggi, tra i quali spicca il protagonista Tom, giovane disubbidiente e arzillo, sempre alla ricerca di un’avventura, che può ricordare la libertà e l’innocenza dell’infanzia. Tutto ciò rende questo libro un classico senza tempo adatto a tutte le età.

            Luca La Bella

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La storia narra delle avventure del giovane Tom Sawyer, un furbo ragazzino la cui vita si incrocia più di una volta con quella del criminale Injun Joe l’Indiano, cosa che lo porterà a vivere nuove peripezie. A Tom piace fare scherzi e il suo personaggio è caratterizzato da un comportamento infantile, ma alla fine, dopo ciò che sperimenterà, anche lui riuscirà a raggiungere una sua maturità, soprattutto nell’ambito delle relazioni sociali. Questo discorso riguarda più che altro l’ambiente famigliare e della comunità, ma non per quanto riguarda le istituzioni come la scuola o la chiesa e ciò non è dettato solo da questo istinto di sovversione che caratterizza il protagonista, ma anche da una certa ipocrisia ritrovata proprio nell’agire di queste istituzioni, in contrasto con la visione del crimine che in questo contesto ha una connotazione positiva, poiché difende i principi autentici. Anche il tempo (prima metà dell’Ottocento) e lo spazio rurale dove lo storia è ambientata sono determinanti per motivare i pensieri e le azioni dei personaggi, un esempio e l’uso del dialetto o la superstizione, il tutto presentato con un linguaggio quotidiano e prettamente ironico, una storia realistica che, al contempo, ti permette di estraniarti per un attimo dalla realtà.

            Melany Zappalà

 

 

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Circolo dei lettori del torneo letterario di Robinson
di Novara “Pagine al Darjeeling”
coordinato da Laura Di Gianfrancesco
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Questo è il genere di romanzo che andrebbe letto nelle scuole, per la sua vena di ironia spiazzante, umorismo di buon gusto, goliardico e creativo. È una storia di certo rappresentativa di una America profondamente cambiata ormai, ma il suo immenso valore resta quello di aver raccontato una storia di formazione e uno spaccato della adolescenza che invece possono ancora avere senso contemporaneo e universale. Bello.

Valeria Di Tano

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Un romanzo di formazione che si svolge lungo il fiume Mississippi non può non possedere uno stile fluido e scorrevole, anche se «tutto il resto è noia» agli occhi di un adolescente che vuole vivere alla sua maniera, fuori dal noioso mondo adulto incapace di capire un ragazzo del profondo Sud, di comprenderne le furbizie e le continue bravate, nonché le trovate di una mente tanto fresca e frizzante di avventure. Tom è un leader, ha amici, vive i primi amori, ha necessità di esperienze forti. Si butta dentro la vita con l’irruenza della giovinezza: compie, fugge, ritorna. Conosce il coraggio della paura, diviene amico dell’onestà temeraria, che lo porta a denunciare un omicida.

Tom è simpatico, sa conquistare la fortuna, la sua storia non può che essere accattivante. Quindi piace.

Tiziana Delsale

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Tom Sawyer è un romanzo per ragazzi ambientato nell’America dell’Ottocento. Le avventure di Tom Sawyer e del suo amico Huckleberry Finn permettono al lettore di sparire per qualche ora in un mondo fatto di spensieratezza, ingenuità, superstizione e tenerezza. E’ un libro scorrevole, che si rilegge con piacere anche in età adulta, proprio come Mark Twain si augurava nella sua prefazione: “Anche se il mio libro è stato scritto soprattutto per divertire I giovani, spero che non per questo sarà disdegnato dagli adulti, dal momento che tra I miei propositi c’era quello di cercare amabilmente di ricordare anche a loro com’erano una volta, e come la pensavano e come parlavano e quali erano I loro sentimenti, e in quali strane imprese ogni tanto s’impegnavano”. Visto che il romanzo è in parte autobiografico ho volute scoprire di più sulla vita di questo autore e la mia curiosità non è stata delusa. Da romanzo il dettaglio che Mark Twain (pseudonimo per Samuel Clemens) nacque due settimane dopo il passaggio della cometa Halley e predisse la sua morte affermando “Sono arrivato con la cometa di Halley nel 1835. Arriverà di nuovo l’anno prossimo, e mi aspetto di andarmene. Sarà la più grande delusione della mia vita se non me ne andrò. con la cometa di Halley.”. Mark Twain morì d’infarto il giorno dopo il passaggio della cometa Halley.

Sabina Santoro

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Un libro che si legge sempre da bambini e anche io l’ho letto la prima volta alle elementari. A quella età è una lettura avventurosa e fantastica, che porta a immedesimarsi con le esperienze del protagonista e questo è bellissimo. Questa seconda lettura non mi ha colpito più di tanto e non mi ha nemmeno suscitato sentimenti di nostalgia. Il protagonista Tom e il suo inseparabile amico sono senza dubbio divertenti; due ragazzini che si comportano come tali, monelli e spensierati. Giocano, si divertono, fanno disperare gli adulti come è giusto che sia a quella età. Non lo vedo come un romanzo di formazione e nemmeno come adatto a una lettura adulta.

Cecilia Mattioli

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Tom Sawyer può, a pieno titolo, essere definito romanzo di formazione, in quanto questo giovane mostra come ci si può evolvere da fanciullo melodrammatico nelle sue azioni e sempre pronto a gabbare con furbizia la povera zia Polly, ad adolescente che sa mettere il benessere degli altri davanti al proprio interesse.

Il mondo chiuso e superstizioso in cui vive è ben lontano dal nostro: i bambini si muovono senza grandi preoccupazioni, gestiscono il proprio tempo senza eccessivi controlli, esplorano il territorio circostante le cui descrizioni sono così accurate da renderlo vivido e palpitante.

Ben diverso il maestro rispetto a quelli del libro “Cuore”: questo manesco ed arroccato nella sua superiorità, quelli modesti, amorevoli e paterni.

Nonostante lo stile, a tratti ampolloso, è un libro ancora proponibile ai giovani d’oggi perché Tom incarna i sogni dell’infanzia, la voglia di avventura e il desiderio di affrancarsi da ogni schema pre-costituito.

Nonostante sia un attore consumato e uno scaltro truffatore, nel procedere della storia dimostra di avere una coscienza e di sapersi mettere dalla parte del giusto.

Franca Sacco

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Alle avventure di Tom Sawyer, letto in anni giovanili come quasi tutti, con il passare del tempo ho riconosciuto principalmente un grande merito (forse l’unico) quello di avermi aperto la strada verso il vero grande romanzo: Le avventure di Huckleberry Finn.

Flavio Pivari

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Un romanzo che va oltre i confini storici della sua stesura, per la forte carica umana e morale che lo attraversa. Per questo è stato bello rileggerlo in un’altra età della vita per riscoprirne attualità e carica narrativa. Tom è anche un figlio del nostro tempo perché nel suo essere “bullo” scapestrato sa parlarci di uguaglianza, di difesa dei diritti dei più deboli, di libertà. Un adorabile adolescente, scherzoso, ironico, libero dagli stereotipi di una società che cerca di incapsularlo, capace di vivere con profondità l’amicizia, sullo sfondo di quella sagace ironia con cui Mark Twain sa leggere il mondo e di cui tutti, oggi, avremmo desiderio di esserne pervasi.

Paola Turchelli

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Profuma di fieno e di estati di una volta questo meraviglioso romanzo di Mark Twain. Le avventure di Tom hanno fatto riaffiorare ricordi di anni spensierati in cui si giocava ai pirati e si era sempre alla ricerca di un tesoro. Tom conquista. La sua furbizia ed il suo coraggio trascinano il lettore in avventure rocambolesche in cui si assisterà ad una evoluzione maturativa del protagonista.

Laura Paracchini

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Il libro, pubblicato nel 1876, prima della guerra di secessione, è rivolto ai ragazzi (ricordo di averlo letto tutto d’un fiato da bambina),ma di godibilissima lettura anche per gli adulti. Racconta le avventure di un ragazzino, Tom, e dei suoi amici (tra cui il più ammirato è Huckleberry Finn, la cui compagnia è quella meno raccomandata dai genitori, ma proprio per questo la più da lui gradita.) che si svolgono a S. Petersburg, un villaggio di invenzione situato nel Missouri sulle rive del Mississippi.

L’Autore, usando una scrittura fresca e leggera, spesso umoristica, si serve di Tom, che combina tantissimi guai e per nulla studioso (ma pare conoscere libri come Robin Hood ed altri a cui ama ispirarsi nei giochi)per muovere una critica alla scuola di allora, dogmatica e noiosa, priva di attenzione agli interessi ed alla psicologia degli alunni (di cui invece lo scrittore è ottimo conoscitore)e mostra come le esperienze fatte in strada e l’originalità di pensiero, unite alla bontà di cuore aiutino a crescere e portino ad imprevedibili successi.

Molta attenzione viene dedicata alla descrizione della natura, resa con poche, veloci pennellate, come nei quadri e soprattutto al comportamento degli animali più piccoli, come zecche, scarafaggi...di solito considerati poco interessanti, ma che invece, come lo scrittore già prevede, continueranno ad esistere quando l’uomo già non ci sarà più

Accanto alla bontà, anche se a tratti un po’ ingenua di taluni degli abitanti del paese, facili prede di ciarlatani e fiduciosi come Tom nell’efficacia di incantesimi e formule magiche, di altri viene sottolineato il conformismo e l’ipocrisia, con massime ancora del tutto condivisibili.

Anna Brusati

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Romanzo di avventure di un ragazzo monello e dei suoi amici, ma anche frizzante e divertente sguardo dell’infanzia sul mondo convenzionale e, talora ipocrita, degli adulti e su di un microcosmo ( la città di St Petersburg ) rappresentato da una piccola comunità spesso bigotta e puritana. Nonostante sia coevo di Ben Hur (scritto nel 1876 ) presenta uno stile colloquiale e semplice che procede con episodi avvincenti e che conduce il lettore fino all’ultima pagina con il sorriso ed il costante coinvolgimento emotivo. Curioso l’affaccio su una realtà in cui la superstizione si embrica nella vita quotidiana di bambini ed adulti. Ho trovato veramente notevole il rapporto dei ragazzini con il gioco fatto con oggetti poveri e banali, ma reso magico dalle loro spiccate doti di fantasia ed immedesimazione in personaggi eroici, mitizzati e magici (Robin Hood, i pirati, i clown) Infine molto bella la stretta comunanza del protagonista e dei suoi compagni con natura ed in particolare con il fiume Mississippi, onnipresente e discreto protagonista dei momenti cruciali, con aspetti talora minacciosi talaltra salvifici. In questo periodo di lock down questa libertà sconfinata di vivere all’aria aperta a contatto con gli animali e gli alberi mi ha fatto davvero sognare!

Emanuela Terazzi

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Le avventure di Tom Sawyer è, insieme a Le avventure di Huckleberry Finn, l’opera più famosa dello scrittore americano Mark Twain. Il romanzo racconta le avventure del protagonista negli anni precedenti la Guerra di Secessione americana. Spesso ricordato come libro per ragazzi per il suo carattere avventuroso, Le avventure di Tom Sawyer in realtà rimanda all’infanzia dello scrittore e, oltre a descrivere un particolare ambiente e momento storico, riflette anche la forte carica morale che Twain da adulto sempre cercò di far passare attraverso le due opere, come gli ideali di uguaglianza e di antimperialismo. Adoro questo libro perché non entra nella storia dalla porta principale di un atto concreto e realmente accaduto (prendendolo a nocciolo della diegesi), ma ne racconta le sfumature, il sapore, e le contraddizioni tramite le vicende di un ragazzino con cui è facile identificarsi e fare amicizia.

L’ho scelto proprio per questa sua capacità di raccontare la storia senza rieditarla in maniera pomposa, ma penetrandola con uno sguardo trasversale sagace e brillante.

Stefano Carsen

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Nelle avventure di Tom Sawyer e dell’amico Huck c’è aria di libertà e di scorribande vissute sulle rive del Mississippi e c’è il coraggio dell’eroe che cerca il tesoro e non perde mai la speranza di trovarlo.

Dina Santoro

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Libro di lettura piacevole e nostalgica. Tom incarna l’infanzia con quell’irruenza vitale, quella sincerità, quella fantasia e spensieratezza tipiche dell’età giovanile. Tom e l’amico Huckleberry sono solo sfiorati dal mondo degli adulti fino a quando assistono all’assassinio del dottore del paese: in quel momento svanisce l’infanzia e i due ragazzi affronteranno la prima vera prova della propria vita. È un libro in cui tutti ritroviamo qualcosa di noi stessi: ci ricorda in modo piacevole quello che eravamo un tempo.

Luisa Arcuri

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Un coinvolgimento che cresce mano a mano che si procede nella lettura e che ti cattura inevitabilmente, soprattutto quando dopo le prime pagine si entra nel vivo della storia.

A tratti divertente, è un racconto spensierato che non ha sicuramente come obiettivo primario portare il lettore a riflettere su temi importanti (se vogliamo ci sono, ma lo scopo dell’autore è un altro, rinvenibile peraltro nella prefazione al testo).

La lettura è scorrevole e semplice.

I concetti vengono visti dal punto di vista di ragazzini inconsapevoli ma ricchi di vita. Affronteranno infatti esperienze più grandi per la loro età, come la visione della morte, ma non faranno di esse un dramma.

Un romanzo quindi che ci riporta alla leggerezza della vita e che ci consiglia che non dovremmo mai perdere il Tom Sawyer dentro di noi: soprattutto da adulti.

Francesca Sciortino

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Un libro che sembra nato apposta per essere messo in scena, perché la sfilza di avventure e di trovate che s’inventa il protagonista per prendere in giro chi gli sta intorno e sottrarsi alle regole della buona educazione mi sono passate tutte davanti agli occhi, durante la lettura, tanto è vivace la penna di Mark Twain. Poi ci si sofferma e si pensa: ma davvero per essere liberi da costrizioni e convenzioni basta ribellarsi e rovesciare il tavolo? Tom è convinto di sì e sembra mantenere fede a questa idea per buona parte del libro. Alla fine però il rimorso di coscienza e l’imperativo civile di denunciare il vero colpevole di un omicidio di cui è stato testimone faranno capire a lui e a chi legge che senza doveri non ci sono diritti e che se davvero si vuole sovvertire l’ordine delle cose, bisogna per lo meno avere in tasca delle nuove regole del gioco. Molto attuale.

Paola Gaiani

 

 

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