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Tony & Susan di Austin Wright
Adelphi

 

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Circolo dei lettori del torneo letterario di Robinson
di Roma 5 “Parnaso”
coordinato da Vittorio Paielli
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A dispetto della trama intrigante (non a caso ne è stato tratto un film) purtroppo il libro non mi ha preso: ho trovato di scarso interesse i personaggi, ansiogena la vicenda e inconcludente il finale. Irritante.

Beatrice Parisi

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Il romanzo si sviluppa su due diversi livelli di narrazione: da un lato la storia di Susan, presentata nel rapporto con il primo marito, lo scrittore Edward, e con il secondo, il medico Arnold; dall’altro, la storia contenuta nel manoscritto di un romanzo noir, inviato da Edward a Susan con la richiesta di una valutazione spassionata. Il protagonista del noir è Tony, personaggio tanto compreso di sé quanto inadeguato alla situazione in cui viene a trovarsi, poiché si rivela incapace di difendere moglie e figlia dalla violenza di tre delinquenti, nonché incapace di difendere se stesso.

Il timbro di crescente inquietudine del racconto è determinato da una domanda iniziale a cui Susan non sa rispondere: perché mai Edward, con una richiesta estemporanea giunta dopo oltre vent’anni di silenzio e un secondo riuscito matrimonio, vuole indurla a leggere e a giudicare il suo romanzo, visto che lei non lo aveva mai considerato un vero scrittore? 

Ne nasce un’atmosfera turbata dal rovello interiore in cui Susan sprofonda, sconcertata e insieme attratta, via via che si immerge in una lettura angosciante, che la conduce all’identificazione con Tony e contemporaneamente al disvelamento crudele di sé a se stessa, con il carico del suo passato e del suo tempo presente.

 Edward è un’assenza che interroga, ma che non si rivela: esiste in quanto mittente e autore del noir, con tutte le implicazioni della relazione sfaccettata tra l’autore, il narratore e i suoi personaggi, ragion per cui anche lui è in qualche modo Tony, così come l’antagonista è Arnold.  D’altra parte, però, è proiezione della mente di Susan, memoria e giudice segreto di insofferenze e insoddisfazioni e demolitore delle sue certezze: porta a compimento la sua vendetta con uno sberleffo ironico che attraversa la storia fino alla conclusione, che è un amaro giudizio su entrambi.

Il romanzo ( da cui Tom Ford ha sceneggiato il film ‘Animali notturni’, 2016 ) procede agilmente, coinvolgendo, assieme alla lettrice – personaggio, anche i lettori, grazie ad una scrittura secca, dal ritmo veloce nonostante qualche sbavatura,  in un riuscito intreccio dei diversi generi e piani narrativi e della tensione tra il livello di accurata  - talora eccessiva -  rappresentazione dell’interiorità dei personaggi e quello serrato dell’azione; si articola in un gioco di specchi e rimandi  movimentati dalle variazioni dei tempi, dei punti di vista, delle voci e dall’alternanza tra monologhi interiori e dialoghi.

Fluiscono come rivoli sotterranei temi e interrogativi sottostanti al narrato, che attraverso la voce dei personaggi - e, talvolta, del narratore / autore –   indagano sul potere occulto della letteratura: sul mistero dell’impulso a scrivere per gli altri storie che hanno in sé la mendacità della scrittura e gli inganni della memoria, e che tuttavia, in una corrispondenza muta tra l’io mendace del narratore e l’io mendace del lettore, giungono a rivelare verità sepolte nei meandri più riposti della coscienza.

Angela Caputi

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Il libro, costruito secondo l’espediente del libro nel libro, è avvincente, sia nella trama a crescendo che nei dialoghi incalzanti - tanto da sembrare un trattamento cinematografico - del romanzo Animali notturni che la protagonista Susan divora in tre giorni.  La storia personale di Susan, cioè la sua confessione autobiografica, appare un espediente, invece, per una riflessione a tutto campo sulla scrittura, l’identificazione del lettore col protagonista del romanzo, la scrittura come riattivazione della memoria, l’affermazione che la lettura di un libro può cambiare la vita a chi legge e si immedesima, con molte intuizioni azzeccate e che colpiscono. Questi due assi, azione incalzante e riflessione/memorie personali, corrono però in parallelo a volte con forti disomogeneità e scompensi, introducendo  lungaggini indebite.

Maria Grazia Messina

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Partendo da uno spunto offerto dal bel film di Spielberg “ Duel”, il romanzo prende poi quota con dialoghi serrati e un’ atmosfera di inquietudine create sia dalla trama sia dalla personalità stessa della lettrice Susan e dal suo irrisolto rapporto con l’ ex- marito Edward.

Interessante la descrizione del personaggio Tony, il classico liberal wasp, politicamente corretto, ma del tutto incapace di fronte agli imprevisti della vita.

Vittorio Paielli

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Circoli dei lettori del torneo letterario
di Robinson di Sesto Fiorentino
coordinato da Erica Galligani
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La cronaca alternata di due vite apparentemente felici, è il risvolto che porta la storia a furia di leggere le pagine di Tony e Susan di Austin Wright, scoprendo successivamente che la loro felicità era solo illusoria. La curiosità mi spinge ad apprezzare e preferire libri di questo genere, che superano il thriller, dove lo scrittore mischia lettori e personaggi, fornendoci un’acuta analisi interiore delle persone che animano queste pagine.

Nulla toglie l’abilità di Christopher Hitchens nel rappresentare una delle figure cristiane più influenti della storia, ma non elogiandola come una benefattrice, bensì ritrae Madre Teresa come un'opportunista dal punto di vista politico. Molto interessante e acuto per i lettori che vanno a caccia di scenari nuovi su personaggi pubblici.

Martina Trezza

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Consiglieresti questo libro a qualcuno? si chiede Susan alla fine della lettura del manoscritto. La mia risposta è: “Sì, io lo consiglierei”. Il piano della storia narrata e quello della storia vissuta dalla lettrice nonché ex moglie dello scrittore del romanzo presentato nel libro, si toccano e si sovrappongono in un intrigante gioco di contaminazioni.

Ho vissuto in prima persona la tensione di Susan che percepisce la tensione di Tony e che minuto dopo minuto lascia emergere dall’abisso spalancato dalla storia narrata tutto il rancore che aveva sapientemente sepolto.

Cosa può diventare un sopravvissuto a una terribile tragedia? Può accadere anche a noi?

Erica Galligani

Il torneo letterario di Robinson è un'iniziativa curata da Giorgio Dell'Arti per conto di GEDI Gruppo Editoriale S.p.A.
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