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Vicolo oscuro di Mickey Spillane
Mondadori

 

 

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Circolo dei lettori del torneo letterario di Robinson
di Fiume Veneto “Prendiamoci il Tempo”
coordinato da Lucia Tomasi:
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Un giallo carente di suspense. Non mi è piaciuto.

Alda Jop

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Il libro ti catapulta subito ai tempi delle grandi famiglie mafiose in America.

L’atmosfera è resa benissimo; è un giusto intreccio tra le storie dei singoli protagonisti e la storia del passaggio di generazione delle famiglie mafiose

Estremamente interessante la figura della segretaria/fidanzata Velda: donna bellissima, piena di attenzioni per il suo Mike Hammer ma anche e soprattutto investigatrice capace ed intuitiva.

Alessandra Tenani

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Testo gradevole nell’impostazione; fluido nella descrizione e serrato nei dialoghi. La storia è interessante e con un finale un po’ fantastico. Le azioni sono veloci e piene di suspense.

È un libro che avvince, si legge velocemente e con piacere.

Amalia Pangia

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Nella seconda metà del 900 la nutrita produzione di Mickey Spillane ha riscosso grandissimo successo di pubblico, ma è stata snobbata dalla critica. La cosa lasciava indifferente Spillane, che del resto non si definiva “autore” ma “scrittore”, intendendo “chi scrive quello che si vende”.

Nelle sue storie ricorrono i caratteri e gli schemi propri del giallo d’azione o hard boyled novel: il detective è un duro che agisce per lo più da solo; vive le sue avventure in scenari urbani ed è lui stesso a raccontarle; è insofferente verso il sistema giuridico perché ritiene che ostacoli la realizzazione della giustizia; affronta casi che si complicano via via, tra imprevisti e rischi personali; ha atteggiamenti da macho verso le donne, apprezzate solo per la loro prorompente fisicità. Quanto alla narrazione, ha buon ritmo e dosa abilmente le scene di violenza.

Vicolo oscuro, ultimo romanzo di Spillane, apporta qualche novità alla collaudata ricetta basata su azione, dinamiche criminali e donne sexy. Qui Mike Hammer, l’investigatore privato che fece la fortuna dello scrittore, arriva a vedere la morte in faccia, viene salvato in extremis da un medico alcolista, è costretto a fare i conti con la propria vulnerabilità, si innamora della sua segretaria, bella ma anche intelligente, probabilmente la sposerà. Basta questo a rendere il romanzo appetibile per i più sofisticati lettori di oggi?

Annamaria Manfredelli

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Libro piacevole e scorrevole in linea con i tempi in cui è stato scritto.

Protagonista Mike Hammer, detective duro e intelligente che con la sua segretaria/fidanzata dal fisico mozzafiato, riusciranno a salvarsi e a far arrestare esponenti della malavita newyorkese.

Cristina Biral

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Mike Hammer investigatore privato intelligente e creativo ma anche cinico e sbrigativo, viene a trovarsi in un conflitto armato tra rivali e ferito a morte; dato per morto, è salvato grazie alle cure di un medico fallito ed ubriacone che si prende cura di lui per un lungo periodo, recuperando così se stesso e la sua professione.

Hammer è a caccia di un cospicuo tesoro in dollari della vecchia mafia americana, nascosto e reso introvabile da un amico che gli rivela in fin di vita il fatto.

Il protagonista, nonostante una vita al limite e gravi pericoli, con audacia e determinazione persegue il suo obiettivo che raggiunge con alcune collaborazioni, ma gestendo sempre l’iniziativa.

Le forze governative che hanno lo stesso obiettivo, trovare il tesoro, nonostante notevoli mezzi e persone a disposizione risultano sempre in ritardo e perdenti.

C’è anche l’amore per una donna bella intelligente e innamorata- lieto fine.

I periodi ed il linguaggio sono semplici ma non attuali.

Il libro mi ha coinvolto e l’ho letto rapidamente, i personaggi principali sono positivi e si scontrano con la violenza e lo stile della mafia americana.

Il protagonista del libro rappresenta la personalità dello scrittore.

Franca Piva

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Ho letto “Vicolo oscuro” con l’interesse di aspettarmi grandi cose ma il libro non è riuscito nell’intento: fin dalle prime righe sembra che il protagonista abbia già iniziato il suo percorso nel vicolo oscuro ma non è così.

La vicenda si basa sulla lotta di Hammer contro la famiglia mafiosa tra violenza, minacce, scontri, corruzioni e affari sporchi e ricerca di danaro: la gente va e viene ma solo i soldi restano. Il tutto è contornato da una storia d’amore di cui lui ha paura ad affrontare e la rimanda continuamente. Mi aspettavo tanto di più.

Giordana Andreatti

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Ritengo il libro un “Vero” noir, con descrizioni che inglobano subito il lettore nell’atmosfera fumosa e scura della “mala” americana.

I personaggi (finalmente anche femminili…!) sono ben delineati e descritti.

Il ritmo di narrazione è brillante e mai statico, dando così la voglia di continuare nella lettura.

Giulia Del Pin

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Le prime pagine le ho affrontate con un po’ di sufficienza. Poi mi sono trovata immersa nell’ atmosfera estiva di quando ero ragazza e sotto l’ombrellone leggevo i gialli Mondadori.

Un giallo datato questo, anche se in Italia pubblicato negli anni ’90, con tutti gli ingredienti del caso, l’investigatore rude, a tratti violento, ma sotto sotto con un cuore; la bellona sveglia; un linguaggio anche ridicolo, Gattina, Dolcezza e simili; il mafioso ovviamente con cognome e accento siciliani, mancavano solo gli spaghetti e i mandolini. La lettura però scorreva e si arriva alla fine vivi e contenti! Giudizio positivo.

Laura Sambo

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Ho letto questo libro con molta difficoltà. L’ho trovato molto violento, non adatto a me. Il rapporto che si crea con i criminali è con la mafia è molto brutto. Probabilmente rispecchia la realtà, ma che forse io non accetto.

Loretta Fabbro

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Un intreccio poliziesco a cui non manca alcun ingrediente e che lo rende leggibile tutto d’un fiato.

Il buon ritmo narrativo conferma la bravura dello scrittore specie considerata l’epoca in cui scriveva: sia il linguaggio che le scelte su quel che si poteva narrare erano ovviamente diverse da quelle odierne.

L’ambientazione è quella tipica dei film dei gangster americani degli anni ‘20 con i “padrini” mafiosi di origine italiana, il fisco americano boccheggiante, le sparatorie, i colpi di scena.

Storie forti e popolari con un Hammer ruvido e indifferente alle regole della giustizia; mantiene un carattere contemporaneo descritto oggi da Manzini nelle storie del suo vice questore Rocco Schiavone.

Storie sempre affascinanti. Un longseller del poliziesco.

Lucia Tomasi

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C’è sempre una guerra di mafia, ma stavolta è fratricida: i figli stanno accoppando i genitori.

È questo lo sfondo di “Vicolo oscuro”, intricato giallo che pare emergere dall’ atmosfera dei primi anni del secolo scorso. Vecchi padrini, figli infedeli, scontri armati, agguati, pedinamenti, sgherri sulla soglia che sembrano usciti dallo stesso film, un vecchio film!

Tutto avviene di corsa, di soppiatto, con imprevisti e macroscopici colpi di scena e suspense avvolgente e avvincente.

Non c’è spazio per dialoghi interiori, riflessioni, elucubrazioni; tutto si svolge alla luce del sole o di una pila ...intorno al detective Mike Hammer, duro, intelligente, brillante che, alla fine, vince sul male, in cui però vivono e vibrano i sentimenti di amicizia per il commilitone, di cui cerca l’assassino, e di amore, per Velda, sentimenti di cui sono invece privi “i giovani mafiosi, più brillanti dei vecchi padrini, ma per cui solo il denaro conta.

Dialoghi serrati, incalzanti seguono e precedono le azioni, con un lessico d’antan (bambola, gattina, bolle in pentola...), garantiscono una lettura coinvolgente e piacevole.

Maria Paola Puppin

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Hard boiled classico, scritto fuori tempo massimo cioè alle soglie del duemila, segue lo schema collaudato della storia del detective, in questo caso morto e risorto, che si destreggia abilmente tra mafiosi e federali alla caccia di assassini e tesori nascosti.

Il protagonista si racconta in prima persona mentre si muove, ferito ma sempre vincente, su una scacchiera in cui tutti gli altri appaiono come pedine insignificanti.

Intollerabile la sua misoginia: Velda, ottima segretaria, detective brava almeno quanto lui, riluce solo in quanto bella e sensuale come una attrice di Hollywood. Di lei sappiamo che sa stirare le camice alla perfezione, è infermiera amorevole all’occasione e che sa fare le fusa come una gattina, nomignolo che del resto Hammer usa continuamente. Ecco, forse questa storia trita e ritrita avrebbe avuto degli sviluppi più interessanti se a raccontare le avventure di questo detective stereotipato e borioso fosse stata proprio lei: Velda, la gattina.

Martina Cappelletto

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La trama si inserisce decisamente tra le fila dei grandi classici del mondo dei libri gialli. Gli ingredienti ci sono tutti, l’ambientazione di certi vicoli fumosi e malfamati, l’investigatore privato dalla dubbia fama, la segretaria sexy, astuta e innamorata del suo capo, il linguaggio dei dialoghi che rimanda ai vecchi film di gangster della mala.

Impossibile non sovrapporre l’immagine di Al Pacino alla descrizione del personaggio di Don Lorenzo, padrino della potente famiglia newyorkese dei Ponti.

La lettura scorre leggera e senza grossi scossoni, la trama è abbastanza prevedibile nel complesso piacevole ma senza grosse emozioni.

Monia Rossi

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Mike Hammer, investigatore di fama viene gravemente ferito durante una sparatoria tra clan mafiosi presso il porto di New York. Subito dopo viene recuperato curato in Florida, in clandestinità, da un medico alcolizzato ed esautorato dall’esercizio della sua professione ma riuscirà a portarlo fuori dal “vicolo oscuro”.  Ormai viene ritenuto morto e inghiottito dal mare. Non ancora fuori pericolo, viene raggiunto da una telefonata che lo avvisa che l’amico e commilitone Dooley è in fin di vita e vuole incontrarlo per consegnargli in via esclusiva un segreto. Il segreto consiste in 89 milioni di dollari, sottratti alla mafia e oggetto di caccia serrata dall’Ufficio delle Tasse.

Hammer riprende il suo lavoro di detective aiutato dalla sua fidata assistente Velda.

Anche gli avvenimenti successivi lo porteranno più volte vicino al “vicolo oscuro”.

È una lettura scorrevole, il protagonista ben caratterizzato, ideale per una serie televisiva. Il contenuto però non lascia spunti di riflessione e il finale è abbastanza scontato.

Renata Vendramini

 

 

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Circolo dei lettori del torneo letterario di Robinson
di Magenta “La memoria del mondo”
coordinato da Luca Malini
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Il “vicolo oscuro” è l’anticamera della morte. Mike Hammer sta per entrarci, ma un medico alcolizzato in pensione lo salva, curando le ferite mortali che dilaniano il suo corpo.

Tutti lo credono morto e Hammer potrebbe approfittare di questa situazione...

Ma appena un amico agonizzante chiede di lui, esce allo scoperto: ha ancora dei conti in sospeso con la mafia!

Un libro dal linguaggio diretto, a tratti violento, ma a mio parere non ha uno sviluppo della trama sufficientemente avvincente.

Fulvia Cozzi

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È, in questo romanzo, in nuce l’Hard Boiled da cui poi si arriverà al famoso Palp di Trantino. Il protagonista, Murray, ha parte delle caratteristiche del vero duro, che però non sono netti e indelebili, ma tratteggiati a matita come in una tavola di studio per un nuovo fumetto. Meravigliosi i dialoghi. Battute brevi, semplici che fanno arrivare nell’immediato il carattere dei personaggi. Poche immagini, essenziali e che servono. È un libro miliare per il noir sia letterario che cinematografico.

Francesca Civardi

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Vicolo Oscuro inizia catapultando il lettore in mezzo all’azione: Mike Hammer, investigatore privato, è stato colpito da diversi proiettili e sta per morire. L’inizio frenetico stabilisce fin da subito che tipo di romanzo si sta per leggere. La narrazione è scarna, portata avanti da dialoghi che spesso cercano di essere semplicemente battute argute, mentre la trama è prevedibile nella sua risoluzione. Mike Hammer non è altro che la rappresentazione del Maschio Alfa per eccellenza: è intelligente, forte, non mostra le proprie emozioni e, nonostante sia stato ferito gravemente, riesce a tirarsi fuori da qualsiasi situazione soltanto perché lui è Mike Hammer. L’unico personaggio femminile, Velda, ha come unica caratteristica il fatto di essere una bellezza mozzafiato e, nonostante abbia la licenza da investigatrice e aiuti Hammer nel lavoro, viene sempre definita una segretaria.

Martina Loda

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Mike Hammer torna a New York dopo una sparatoria che lo ha quasi ucciso per risolvere delle questioni in sospeso con la mafia. 

Un libro ricco di azione e... poc’altro. Perfetto forse solo per gli amanti affiatati del genere crime ma non adatto a tutti gli altri tipi di audience.

Questo libro fa parte di una lunga serie di romanzi scritti da Mickey Spillane con lo stesso protagonista, Mike, e, secondo me, leggere questo “episodio” da solo senza contesto rende l’esperienza ancora meno piacevole. Il lettore si sente buttato in mezzo ad una storia già iniziata con personaggi a cui non ha potuto ancora affezionarsi. 

Giulia Degiorgi

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Il detective Mike Hammer è vittima di una violenta sparatoria, in cui è dato per morto. Un medico alcolizzato lo salva in extremis, ma non c’è tempo per Hammer di riprendersi completamente: viene richiamato a New York, dove un amico, in punto di morte, gli confida il luogo dove un mafioso ha nascosto 89 milioni di dollari.

Comincia una caccia ricca di tensione al denaro, sfuggendo agli attentati della mafia (che vuole riprendere il denaro); fedele supporto in questa ricerca è l’amata Velda, assistente che rispecchia in parte il canone della bellezza mozzafiato dei romanzi hard boiled, aggiungendovi una brillante intelligenza e abilità investigative.

Un romanzo vecchio stile, dal ritmo al cardiopalma e con un finale che corona degnamente l’intreccio ricco di colpi di scena.

Senza firma

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Mi sono completamente persa in questo libro, arrivata alla fine quasi avevo dispiacere nel chiuderlo.

Anche se l’inzio della storia mi è parsa un po’ lenta, pagina dopo pagina sono stata risucchiata nel mondo di Mike e Velda. La lotta contro la mafia, contro i gangsters di New York, l’amicizia che porta Mike a buttarsi a capofitto in questo mondo rude e violento. Mi fa sorridere il personaggio di Velda, mi viene in mente Jessica Rabbit, sempre con gli occhi degli uomini puntati addosso.

La sfida la vince, Vicolo oscuro, sicuramente scritto meglio e con un impianto ad incastro che funziona meglio, poco credibile invece la vicenda delle ferite che fanno ripetutamente perdere i sensi al protagonista.

Il secondo libro, Out of sight, mi sembra scritto più come una scenografia da film che come un romanzo, non entra nel profondo dei personaggi.

Alessia Corona

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 “Vicolo Oscuro” di Mickey Spillane risulta essere un buon romanzo in stile noir, con ambientazione che ci riportano nelle vie di una New York dove solo la legge del più forte tra i criminali la spunta. Il ritmo sempre incalzante ed un Mike Hammer sempre sulla linea dell’anti-eroe ci consente di mantenere alta l’attenzione fino all’ultima azione.

Deivis Baseotto

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La sfida la vince, Vicolo oscuro, sicuramente scritto meglio e con un impianto ad incastro che funziona meglio, poco credibile invece la vicenda delle ferite che fanno ripetutamente perdere i sensi al protagonista.

Il secondo libro, Out of sight, mi sembra scritto più come una scenografia da film che come un romanzo, non entra nel profondo dei personaggi.

Marco Lanticina

Il torneo letterario di Robinson è un'iniziativa curata da Giorgio Dell'Arti per conto di GEDI Gruppo Editoriale S.p.A.
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