< Libri e lettori

Vita e avventure di Babbo Natale di L. Frank Baum
Garzanti

 

***

Recensioni del Circolo dei lettori
del torneo letterario di Robinson
di Roma 2 “
Passaparola”
coordinato da Giulia Alberico
***

 

Innumerevoli sono i libri di fiabe conservati nella mia libreria, ricordo di assidue letture della mia infanzia. Eppure non avevo mai letto né “La vita e le avventure di Babbo Natale” di L. Frank Baum né “Lo schiaccianoci” nelle due versioni di E.T.A. Hofmann e di A. Dumas ed è stata una piacevole scoperta. Il racconto di Baum è leggero, delicato e dolce. Pur se molto semplice nella stesura e nell’articolazione è una piccola e accattivante favola da leggere ai bambini che ancora aspettano e credono in Babbo Natale.

Tuttavia la mia preferenza va a “Lo schiaccianoci”. Ha la struttura di un vero e proprio romanzo e, nella versione di A. Dumas, ha una fluidità che non possiede la versione di Hoffmann. L’intreccio di molteplici storie parallele che si dipanano e si ricongiungono nel finale è pieno di sorprese. I personaggi sono tutti ben delineati: la tenerissima Marie, l’intrigante padrino Drosselmeier e il coinvolgente Schiaccianoci. Non sono da meno le figure del fratellino Fritz e della madre. Le descrizioni dell’incredibile Natale a casa Stahlbaum/Silberhaus, della battaglia dei topi, dell’incantevole regno delle bambole e della coloratissima città di Confettimburgo evocano mondi fantastici indimenticabili.

Marcella Mottolese

***

Non mi è facile questo giudizio, ma sulla disneyana storia di Frank Baum finisce per prevalere l’intricata e allucinata storia dello schiaccianoci. Nella versione, però, di Dumas e nel libretto di Petipa. Del racconto di Hoffman mi attrae l’ambientazione, la casa borghese dei primi del secolo scorso, l’aria che profuma di attesa e di festa.

Il racconto di Dumas e, sia pure sintetico, il libretto di Petipa sono depurate di quel ‘troppo’ di perturbante che rende Hoffmann un maestro del genere ma comunque non ‘natalizio’. Il che non vuol dire (per me) sdolcinato ma festoso e sereno.

Giulia Alberico

***

Davvero preziosa l’iniziativa dell’editore Donzelli che in un sol libro ci ha dato la possibilità di riscoprire le due versioni della storia dello schiaccianoci:

Quella di Hoffman, con “Lo schiaccianoci e il re dei topi” e quella di Dumas con “La storia di uno schiaccianoci”.

È stato un piacere analizzare come gli sguardi con cui i due autori hanno guardato al fantastico non potrebbero essere più diversi.

Si dice che la narrazione lieve e serena di Dumas parli ai bambini, mentre quella visionaria e onirica di Hoffman sia rivolta agli adulti. Quello che è certo è che solo al bambino che ancora teniamo segregato dentro di noi è data la possibilità di varcare la soglia, controllata da Hoffman, fra le aree lievi del fantastico e i gorghi oscuri della realtà.

Superando i rigidi confini tra il folclore del Natale, l’antropologia e la psicoanalisi, questa fiaba occupa senz’altro un posto d’onore fra le narrazioni dell’immaginario in grado di simbolizzare le più profonde verità umane.

Mariella Cioffi

***

La missione di lasciare questo mondo migliore di come lo si è trovato fa di questo Babbo Natale un Cavaliere Ecologista di forte attualità.

Il racconto è animato da una dimensione di totale e continua integrazione con la Natura, con le sue leggi, i suoi doni e le sue insidie dove però le ostilità con le forze avverse non sconfinano mai in comportamenti violenti.

lo Schiaccianoci mette in scena il Natale di una famiglia benestante in una cornice perbenista e borghese mitteleuropea non trascurando gli imprevisti, portatori di fantasie inquietanti. Tutti ingredienti per una favola che si rispetti.

Scelgo Baum per il valore pedagogico dei temi trattati, per la leggerezza con cui ci invita indirettamente a riflettere sul senso della nostra esistenza sia verso l’Ambiente che verso gli altri.

Antonia Santilli

***

La storia di Babbo Natale è una dolcissima storia per bambini, per adulti ancora bambini e per il bambino che è in ogni adulto, perché: “l’infanzia è il periodo di massima felicità per l’uomo”, indipendentemente dal ceto sociale o dalle possibilità economiche. Ma questa storia è anche amore e rispetto per la natura in tutte le sue forme. Come nel più famoso racconto sul Mago di Oz, si incontrano personaggi e luoghi fantastici e, come nella tradizione favolistica, i cattivi soccombono e i buoni trionfano. E’ quindi una storia con un impianto narrativo piacevole, ma molto semplice, per questo ho votato 0.

Per quanto riguarda Lo Schiaccianoci, non mi fermerò a paragonare le tre versioni tra di loro, ma le considero nel loro insieme, come tre “esercizi di stile” di una unica storia. E’ quindi “la storia” dello Schiaccianoci, con le deliziose illustrazioni di Aurélia Fronty, che qui paragono alle avventure di Babbo Natale.

Questa storia, quindi, anche per il fatto che viene presentata in tre versioni, ha una struttura complessa che, pur nella semplificazione del balletto, è molto articolata e ingegnosa. Quando ho finito di leggerla avevo ancora dentro il vorticare dei personaggi con i loro ruoli intercambiabili in un flusso osmotico tra sogno e realtà. Per non parlare della battaglia tra i giocattoli e i topi: è magnifica, sembrava proprio di vedere i due schieramenti e di assistere alle loro avanzate e ritirate: Hoffmann e soprattutto Dumas sono grandi. Bellissima la descrizione dei boschi di Natale, di Confettimburgo e del palazzo dei Marzapani, che introducono la morale di questo racconto: per apprezzare le cose belle e straordinarie della vita bisogna avere occhi abbastanza buoni per vederle.

Amina Vocaturo

***

Scelgo il libro di Baum per la levità del racconto, l’atmosfera incantata, il mondo in cui si muovono i personaggi, un mondo dove si respira equilibrio e armonia. La storia di Babbo Natale è pervasa da un’atmosfera fiabesca, da sentimenti forti e positivi. C’è una riuscita interazione tra uomini e natura, mondo reale e mondo mitico che rende la lettura molto piacevole e fluida.

Raffaella Maiani

***

Vita E Avventure Di Babbo Natale è permeato della magica atmosfera della fiaba e si fa leggere con incantato stupore anche dal lettore adulto

 

Silvio Trotter

***

Recensioni del Circolo dei lettori
del torneo letterario di Robinson
di Fiume Veneto “Prendiamoci il Tempo”

coordinato da Lucia Tomasi

***

Molti lettori del gruppo di lettura che rappresento, hanno pensato che “vita e avventure di Babbo Natale” fosse una narrazione per bambini; effettivamente la figura di Babbo Natale è presente nell’esperienza dei più piccoli ma coinvolge anche gli adulti che spesso continuano a indirizzargli i propri desideri.

L’autore ha voluto condurre i lettori adulti, privi di fantasia e distratti, in un mondo fantastico popolato di renne, elfi, fate e ninfee; se il libro, pubblicato per la prima volta nel 1902, è tuttora letto è per la magia che riesce a ricreare ogni volta; basta chiudere gli occhi per ritrovarsi in un mondo fatato dominato dai valori universali di solidarietà e bontà; sono stata una bambina sognatrice e spesso mi perdevo nelle mie fantasie, il libro di Baum rappresenta per me il Natale e la sua magica atmosfera di attesa e meraviglia. Lo rileggerò ogni volta che starà per arrivare Natale e soprattutto ne farò dono alle persone che, nonostante abbiano ampiamente superato l’età fanciullesca, non intendono rinunciare al sogno di un mondo migliore.

Lucia Tomasi

***

Si tratta di una favola che descrive la nascita della figura di Babbo Natale, dell’albero di Natale e della tradizione della calza appesa al camino.

Il racconto contiene la descrizione di un mondo incantato, e attraverso una lotta tra il bene e il male, il bene ha il sopravvento e con esso la nascita di una tradizione che vive ancora oggi con i doni ai bambini

È una favola adatta ai più grandi oppure da leggere con un adulto.

Lucia Menotto

 ***

La storia di Babbo Natale la puoi conoscere a memoria, averla vista in cartoni animati, in film, ma è sempre un incanto leggerla.

Come non entrare nella magia della Foresta e dei suoi abitanti: Ninfe, Ryl i loro cugini, Fate, Knook, la Regina, Mastro Guardaboschi, e sognare come i bambini di poterli incontrare.

La ninfa Necile che trova il bambino che chiamerà Claus “piccolo”, lo adotta, lo farà crescere nell’armonia e rispetto. Per tutti gli abitanti della Foresta vale “lasciare il mondo meglio di quello che ho trovato” “finché c’è vita c’è utilità”. Quando arriva il momento Claus, diventato grande, lascerà la Foresta ma avrà la solidarietà e l’aiuto di tutti per adattarsi alla nuova vita.

Lo scopo che sente nell’anima è far sorridere i bambini, così crea giocattoli e li dona. Il vedere la gioia sui volti dei piccini lo appaga lo sprona a farne di più. Dovrà combattere contro il male, contro l’invidia dei nemici Awgwa ma superata la malvagità con l’aiuto di tutto l’esercito degli amici della Foresta, continuerà il suo lavoro perché il Bene trionfi. Adesso per accontentare tutti i bimbi del mondo ha una bella slitta con dieci renne, il loro lavoro verrà facilitato anche dalle calze appese sopra il camino. Erano state stese per asciugare, ma quale sorpresa al mattino per i bambini trovarle piene di giochi! Claus, Santa Claus ha fatto “nascere” l’Albero di Natale, nel luogo più insolito: per rendere felici due bimbi che vivevano nel deserto ha tagliato la cima di un frondoso pino e lo ha piantato fuori della tenda, addobbandolo con candeli e giocatoli colorati e regalando una felicità inaspettata e mai sperati ai due piccoli.

A Claus è stata donata l’immortalità dalla Foresta, gli è stata riconosciuta la sua bontà d’animo, la tolleranza, il rispetto, il suo scopo è far felici i bambi.

L’ho riletto e come sempre il mondo della Foresta che con i suoi abitanti si adopera per far trionfare il Bene, per lasciare un mondo migliore, della figura di Claus che diventerà Santo Claus

per accendere il sorriso nei volti di tutti i bambini del mondo, mi porta quest’anno a preparare il Natale con un po’ di favola.

Italia Bagnariol

***

È realmente possibile concentrarsi pienamente sul testo di un autore, essere immersi nel flusso della lettura, senza che sulla nostra autonomia di giudizio incomba, ad un livello più o meno consapevole, il giudizio etico che diamo dell’autore? Potremmo chiedercelo ad esempio per i poeti maledetti, per gli autori della generazione perduta. Una perplessità che tende a solidificarsi via via che in noi prende corpo la convinzione di una adesione deliberata, da parte degli autori, a idee abiette, e talora a sfumare ove ciò non accada, nel caso in cui ad esempio la biografia ci racconti una condizione subita, come una patologia psichica. Il disorientamento nella lettura, poi, tende a aumentare laddove tra biografia e contenuto delle opere si frapponga uno scarto evidente. Pensiamo, estremizzando intenzionalmente, a quale potrebbe essere la nostra disposizione d’animo se dovessimo misurarci con la lettura di un ipotetico “Cuore” scritto da Adolf Hitler. Anche nell’approccio a Lyman Frank Baum riecheggia una certa ruminazione mentale al riguardo.

Passato agli annali per la notorietà de “Il meraviglioso mago di Oz”, Frank Baum è stato uno scrittore vissuto a cavallo tra Ottocento e Novecento, dalla biografia controversa e inaspettata: allevatore di polli, giornalista, scrittore, autore di dichiarazioni moralmente aberranti, tra cui “la nostra unica salvezza dipende dal totale sterminio degli indiani”. È complicato collegare pienamente ciò che conosciamo di lui, all’opera che realizzò a distanza di soli due anni da Oz. “Vita e avventure di Babbo Natale” nasce dall’oggettiva intuizione di uno spazio letterario utile alla scrittura fantasiosa delle origini della leggenda di Santa Claus. Si tratta di un’opera di umanizzazione da un lato e di spiegazione della natura immortale, dall’altro, rispetto al mito di Babbo Natale. Orfano in fasce e adottato da una ninfa che vìola la “Legge della Foresta” per salvarlo, il piccolo Claus crea un legame forte con gli animali della Foresta e viene condotto dopo alcuni anni all’esplorazione del mondo degli umani, realizzando di essere uno di loro. Il seguito è una narrazione che contiene risposte puntuali ai quesiti più comuni dei bambini - perché Babbo Natale porta i doni ai bambini; perché usa le renne; scende davvero dai comignoli?…- e che descrive un’esistenza votata a rendere felici tutti i bambini, sotto l’insidia di subdoli nemici e difeso da una protezione… fatata. È un’opera universale, ricca di messaggi valoriali: l’uguaglianza al di là del censo sociale, la sacralità della vita, la legittimazione dell’aspirazione alla felicità e del gioco - in particolare dei (e con i) bambini -, il valore dell’operosità e dell’impegno, il rispetto della natura, la necessità di una connessione costante ed empatica fra bambini e adulti, il mistero dell’esistenza. Il linguaggio e la struttura del testo sono semplici e tali da rivolgerne la fruizione a lettori d’ogni età, per recuperare o addestrare la propria fantasia, e con essa - per qualcuno - le emozioni dell’infanzia che fu.

Luca Munno

***

Il libro di Baum è bello: la storia di Babbo Natale nasce da un mondo incantato e suggestivo e si sviluppa in una fiaba articolata e ben scritta.

Martina Cappelletto

***

Già dalle prime pagine è evidente come la storia sia dedicata ad un pubblico molto giovane, eppure le perplessità iniziali non sono state poche.

Innanzitutto il linguaggio mi è subito sembrato un po’ antiquato, poco scorrevole e inadatto a mantenere l’attenzione dei bambini,

Ho apprezzato il messaggio che emerge dal racconto, Claus nel fare del bene agli altri fa del bene anche a se stesso e questo lo rende felice; la strada per la felicità passa attraverso la connessione con il prossimo, il bene fatto agli altri ritorna indietro moltiplicato.

Cristina Biral

***

Ho scelto il libro sulla vita di babbo natale. È un libro che mi ha riportato all’infanzia. Sono nata in Canada e lì si respira veramente il Natale. La sua vita mi ha emozionato, le fate, gli gnomi sono descritti come li potessi vedere da un momento all’altro! La lotta fra il bene e il male ci riporta a temi eterni!

Loretta Fabbro

***

Un libro può interessare o meno per molte ragioni, connesse alla formazione culturale del lettore, alle sue inclinazioni naturali o anche al suo vissuto.

Premessa ovvia, ma utile a spiegare perché tra le due proposte la mia preferenza non è andata a La vera storia di Babbo Natale, che nel gruppo di lettura ha “vinto”, sia pur di stretta misura. La dimensione fantastica o comunque irreale non mi attraeva neanche da bambina (guardando i cartoni animati, ad esempio, ne coglievo quasi con fastidio gli aspetti illogici). Si trattasse di scarsa immaginazione o di precoce - eccessiva? - razionalità, sta di fatto che mi piacevano le storie in cui mi pareva di scoprire o ritrovare la vita reale. Va da sé che questa inclinazione infantile si è consolidata nel tempo.

Di questo racconto ho apprezzato comunque due aspetti: l’”umanizzazione” del personaggio di Babbo Natale e il fatto che a situazioni spiccatamente fantastiche si accompagnano spiegazioni sull’origine di credenze e tradizioni natalizie: guarda caso, due aspetti in un certo senso razionali.

Nota a margine: nel corso della lettura mi sono chiesta come i bimbi di oggi possano accogliere il racconto di Baum. Ho il dubbio che la lettura possa risultare troppo densa, o addirittura complessa, per i più piccoli e magari poco coinvolgente per i più grandi, abituati ad altri generi di racconti fantastici: vedi il fantasy. Considerando poi che i bambini di tutte le età hanno un immaginario fortemente visivo, l’assenza di belle illustrazioni mi è sembrata un’occasione perduta per rendere più attrattivo il libro.

Annamaria Manfredelli

***

Ancora una storia di Babbo Natale. Questa volta l’autore parte dalla nascita, poi narra la crescita fino alla maturità. E poi largo spazio a vari personaggi di fantasia, quali fate e abitanti della foresta. Il testo non mantiene un bel ritmo narrativo e, forse perché la storia è già ampiamente conosciuta, non risulta particolarmente avvincente. Testo un po’ troppo lungo per un pubblico di bambini, troppo semplicistico per un pubblico di adulti.

Alessandra Tenani

***

È il racconto fiabesco di un neonato abbandonato ai margini della foresta di Burzee, trovato dalla ninfa Necile e allevato amorevolmente con l’aiuto di fate, ninfe ed esseri immortali esistenti nella foresta e tutelato dal mastro guardiabosco AK, a cui viene attribuito il nome Claus. Questi esseri gli insegnano la saggezza e l’amore ed il rispetto per la natura e gli animali. Il bambino cresce e lascia la foresta per vivere accanto agli umani, suoi simili. Il suo scopo sarà quello di fare felici i più deboli e pertanto i bambini. Io ho preferito questo racconto perché l’autore, in questo volumetto scritto più di cento anni fa, ci svela l’origine di babbo natale (Santa Claus), delle sue renne, dei doni e dell’albero con ricchezza di personaggi e particolari da farmi tornare bambina. Ci trasmette valori quali il rispetto per tutti gli esseri viventi e soprattutto i più deboli, generosità, tenerezza. Sentimenti dei quali abbiamo tanto bisogno oggi. È assolutamente da leggere ai bambini, ma non solo… nel periodo di Natale per attivare la fantasia e riscoprire la magia delle tradizioni delle feste.

Renata Vendramini

***

Leggendo “vita e avventure di Babbo Natale”, sono tornata bambina, mi sono ricordata delle storie che le mie nonne mi raccontavano su Babbo Natale.

Mi dispiace di non avere più nipotini piccoli per poter leggere loro questo racconto. È bello e ti fa sentire ancora bambino. Purtroppo quell’età per me è passata.

Alda Iop

***

Ho faticato a leggerlo perché non è nelle mie corde.

Il libro racconta di un mondo fantastico dove i buoni sentimenti, le creature magiche, la natura aiutano sempre il protagonista. Babbo Natale è però una persona buona che rappresenta tutte le qualità e i valori per vivere nella semplicità, nella gioia e nella pace e quindi merita questi aiuti.   La scrittura è poetica e la trama ha i canoni della fiaba dove il bene vince sul male, l’eroe è aiutato da figure sovrannaturali e i cattivi hanno la riprovazione di tutti.

   Nadia Rivaletto

***

Questo libro rappresenta la magia del Natale!! Questo è il Natale che ho sempre sognato ed immaginato.

Perché il Natale non appartiene agli adulti benpensanti, non appartiene alle menti razionali e calcolatrici.

Il Natale appartiene ai bambini del mondo.

Il Natale è negli occhi di chi crede nella magia, di chi spera nell’avvento di un buffo uomo con la slitta trainata dalle amiche renne, un buffo uomo che si ricorderà di ogni bimbo innocente, di umili origini o di nobile stirpe.. Un buffo uomo, divenuto immortale, che continua a portare doni e magiche emozioni a tutti i bambini del mondo, senza distinzioni di razza e ceto sociale.

La mente del lettore vaga nei boschi, nelle radure, nelle città, nei luoghi attraversati e raggiunti da Santa Claus, in un inebriante viaggio mentale verso mete sconosciute. Il lettore immagina, il lettore fantastica, il lettore inconsciamente confida nella magia di Babbo Natale... e Santa Claus e ricorda agli adulti d’essere stati bambini.

Sonia Battistella

***

Mi piace com’è stata costruita la storia attorno a Santa Claus perché ogni spiegazione fila e si intreccia perfettamente con la realtà, persino il Grinch potrebbe credere a questa storia, sicuramente una sognatrice come me lo farà. La lettura è stata davvero piacevole e adoro i messaggi che vi sono celati in ogni vicenda raccontata.

Eleonora Brun

***

Bellissimo libro per i bambini sulla fantasia del Natale, sulle credenze e tradizioni, del suo significato spiegate in termini semplici e scorrevoli. La storia di un bambino chiamato Claus cresciuto nello splendore della natura, che vive tra i fantasiosi animaletti creati con un semplice pezzo di legno e il suo rapporto conviviale con le creature fatate. Il racconto richiama la genuinità e l’allegria dei bambini, i loro sorrisi nelle cose piccole e la gioia di vivere in tutti i suoi aspetti un giorno tanto speciale tra i doni che armoniosi attendono.

Rita Antoniolli

 

***

Recensioni del Circolo dei lettori
del torneo letterario di Robinson
di Catanzaro “Ubik”
coordinato da Nunzio Belcaro

***

 

Una magia che riesce a coinvolgerti anche da adulta. Non avevo letto questo libro da bambina. È stato come ritornarci. Meraviglioso.

Carmen Barbalace

***

Il più bel libro sul Natale che abbia mai letto. Sinceramente non pensavo che potesse coinvolgermi emotivamente così. Di Baum avevo letto solo il Mago di Oz. Da oggi non potrò fare a meno di consigliare a tutti questa lettura.

Felice Foresta

***

Tenerezza, cura, magia. Queste le parole che rimangono addosso dopo aver letto questo libro. Non dovremmo mai smettere di credere a Babbo Natale.

Rosa Fera

***

Bel libro, non mi ha coinvolto più di tanto, forse perché racconta meno il Natale come lo viviamo noi.

Francesco Grande

***

In questo periodo di incertezze, di paure, in cui restiamo chiusi ad aspettare che tutto possa tornare alla normalità, questa lettura ha rappresentato un viaggio fra immagini magiche. Se esiste anche un illustrato di questo meraviglioso racconto di Baum lo acquisterò sicuramente.

Antonella Sellia

***

La foresta di Burzee non si dimentica più. E, finito il libro, rimane un luogo dell’anima dove rifugiarsi nei momenti difficili. Non bisognerebbe mai smettere di sognare.

Roberta Pirillo

***

Non avevo mai letto questo libro di Baum. Sono strafelice di averlo fatto. Quest’anno Natale è cominciato prima, proprio nell’anno in cui sembrava non dovesse arrivare mai. Invece Natale è lo spirito, che diventa più intenso quando ne abbiamo maggiore bisogno.

Maria De Grazia

***

A Natale facciamo regali ai bambini e raccontiamo loro di Babbo Natale. Ma in realtà il regalo lo stiamo facendo a noi stessi, perché non esiste regalo più bello di vedere un bambino felice.

Giuliana Furrer

***

Con questo libro conosciamo la vita di Babbo Natale da quando era bambino. Allevato da una ninfa dei boschi, imparerà da creature mitologiche tutti i segreti. Eppure la parte che più mi coinvolto è il suo scoprirsi uomo. Un Babbo Natale non solo magico, che s’innamora delle nostre fragilità, si prende cura delle nostre sofferenze. Libro meraviglioso.

Antonella Critelli

***

Sono ancora nella foresta di Burzee e non vorrei andarmene più via. È stato il Babbo Natale prima di Babbo Natale che mi ha incuriosito molto. La scoperta di essere uomo. A volte, scoprirsi per quello che si è, può rivelarsi una vera magia se ce ne siamo dimenticati.

Cinzia Pustorino

***

Sarà il mio regalo da fare ai bimbi della mia famiglia quest’anno. Ho voglia di giocare ad illustrare questo racconto straordinario con le mie nipotine. Da oggi per me è questa l’unica vera storia di Babbo Natale.

Maria Pantusa

***

Certamente un bel libro. In altre storie di Natale però mi sono immedesimata di più, mi ci sono ritrovata di più.

Paola Ciriaco

***

Insegno ai bimbi dell’asilo. Non vedo l’ora che venga realizzato un bel libro illustrato. Di certo non smetterò mai di raccontare il Babbo Natale che Baum c’ha rivelato.

                             Silvana Ferrari

***

Alla fine la storia di Babbo Natale è il primo fantasy delle nostre vite, quello che ci fa andare a dormire sognando, non vedendo l’ora di svegliarsi e correre sotto l’albero. Quanto abbiamo fantasticato sul chi fosse realmente Babbo Natale? Questo è il libro perfetto per trattenere ancora quelle fantasie da bambino.

Domenico Esposito

***

Mai come quest’anno c’è bisogno della vera magia del Natale, del suo spirito. E Baum lo racconta in queste parole senza tempo, dove ogni magia in realtà è una premura verso le fragilità e le sofferenze umane. Un dono prezioso la sola lettura.

Saveria Cristiano

Il torneo letterario di Robinson è un'iniziativa curata da Giorgio Dell'Arti per conto di GEDI Gruppo Editoriale S.p.A.
L'iniziativa è riservata agli utenti maggiorenni. Per partecipare, registrati. Questo sito non usa cookies.
Dubbi, problemi: torneoletterariodirobinson@giorgiodellarti.com
Vedi anche Il Blog di Giorgio Dell'Arti su Repubblica.it