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Walden ovvero Vita nei boschi di Henry David Thoreau
Bur

 

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Circolo dei lettori del torneo letterario di Robinson
di Roma 23 “I ragazzi del Liceo Benedetto Da Norcia”
coordinato da Patrizia Bruno
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La lettura di questo libro mi è risultata un po’ noiosa, la grande descrizione del paesaggio è stata molte volte “pesante”.

Lì nella foresta però il protagonista ritrova se stesso, attraverso la pace ritrova la voglia di lottare per i propri sogni e nella realizzazione di essi. Il protagonista torna in patria quando capisce che ha sprecato tempo a rincorrere una sola vita, ed è ora di provarne altre.

Paloni Valentina

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Il libro Walden mi è piaciuto abbastanza anche se a tratti mi ha un po’ annoiato soprattutto nei passaggi delle descrizioni dettagliate del paesaggio, dell’ambiente in cui si trova il protagonista ma è anche vero che è molto bello il significato che si cela dietro a questo libro. Infatti secondo me il significato che voleva trasmettere l’autore è che bisogna inseguire e realizzare i propri sogni, vivere in semplicità, essere davvero felici, cogliere l’attimo e vivere davvero anche al di fuori di ciò che ci impone la società. Infatti secondo me il protagonista stando in quella foresta per 2 anni ha ritrovato davvero sé stesso e ha soprattutto trovato il significato della vita vera. In effetti il protagonista in questi due anni si è trovato degli amici veri, ovvero degli amici che non volevano niente in cambio, infatti parlavano delle loro esperienze e di ciò che ognuno poteva imparare dall’altro. Il protagonista ha anche trovato la pace interiore in quel luogo stando a stretto contatto con la natura e secondo me è proprio la natura che è portatrice di serenità negli uomini. Alla fine di questa avventura il protagonista ritorna nella sua patria non perché non riusciva a vivere davvero lì ma poiché voleva vivere delle vite diverse e quindi non aveva tempo per vivere solo quella vita.

Francesca Pesce

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Questo libro mi ha annoiato molto, soprattutto per il modo in cui è strutturato. Non mi ha coinvolto particolarmente e non condivido il fatto che l’uomo per allontanarsi dalla negatività e dalla superficialità della società debba stare in stretto contatto con la natura, si possono distinguere le cose importanti da quelle futili anche nella propria casa, si possono apprezzare le piccole cose anche se sei circondato da una società che vive di apparenze, l’importante è non farsi coinvolgere dalla massa e di circondarsi di amici veri. Sono comunque felice che il protagonista abbia trovato se stesso e abbia capito cosa è importante per lui.

Alessia Carotenuto

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 “Walden ovvero vita nei boschi” è a mio parere un libro ricco di informazioni interessanti e sicuramente utili per coloro che amano immergersi nella natura, osservare le varie specie animali in libertà, perdersi nella contemplazione dei paesaggi e che desiderano condurre o già conducono una vita rurale. Ma secondo la mia opinione è una lettura inadatta e difficilmente condivisibile da ragazzi\e della mia età, avendola trovata io stessa lenta e monotona in molti punti.

Elena Martini

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Se proviamo a immaginare la vita nel 1845 sicuramente ci sembrerà più “pura” di quella che viviamo adesso: in duecento anni il progresso e la tecnologia hanno fatto tanta strada, la società si è evoluta e tutto ciò che c’è al di fuori di una città ci appare sempre più lontano. Eppure, anche se quello che avevano due secoli fa oggi ci sembra poco, per qualcuno era anche troppo. Per questo, Thoreau sceglie di fare un esperimento: sente il bisogno di cercare una vita autentica e di ritrovare quello che c’era prima: prima del lavoro, prima degli affitti, dei treni e dei negozi, e per farlo sceglie quello che per lui è il posto più bello del mondo, il lago di Walden. Questo esperimento gli riesce, e allora ce lo racconta.

Scrivendo il resoconto della sua esperienza, carico di pensieri e di ragionamenti, riesce a farci immaginare la vita nella natura e a risvegliare in noi, anche oggi, la curiosità e il rispetto per gli spazi incontaminati, che un uomo dovrebbe solamente ammirare.

Alice Luongo

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 “Walden" è stata una lettura molto interessante, non solo per i pensieri che l’autore ci espone, ma anche perché il desiderio di evasione, di ricerca di sé stessi, mi è sembrato molto attuale. È un’esperienza che l'autore ha avuto la possibilità di fare e che poi ha scelto di condividere con noi, non solo in quelli che sono già aspetti più pratici della sua esperienza, ma anche nell’altro più teorico: ci riporta le sue riflessioni sugli argomenti più disparati, riflessioni che ho trovato molto interessanti: questa è, infatti, la parte che mi è piaciuta di più e che ho letto con più piacere.

Chiara Surace

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Personalmente non ho apprezzato molto questo libro, trovandolo poco scorrevole e troppo tecnico. Penso che sia un libro che può piacere se si è interessati all’argomento, di certo non da leggere per passatempo. È stato comunque interessante vedere il percorso che fa il protagonista durante la narrazione, infatti attraverso questa esperienza riesce a ritrovare sé stesso e a capire ciò che vuole veramente.

Elena Apolloni

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Questo libro mi ha annoiata molto soprattutto per il modo in cui è strutturato infatti per questo l’ho trovato un po’ “pesante”. L’ho trovato troppo schematico e di conseguenza poco scorrevole. Le tematiche trattate sono un po’ noiose e fanno perdere la concentrazione.
L’unica cosa che mi è piaciuta è che il protagonista nel bosco si è ritrovato e ha capito cos’è importante per lui.

Margherita Posca

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“Walden” non è stato il miglior libro  che abbia letto , è poco scorrevole e troppo articolato .Non metto in dubbio il fatto che sia un libro ricco di informazioni per chi fosse  interessato all’argomento. Secondo la mia opinione non è una lettura adatta a noi adolescenti poiché è monotona  e noiosa

Susanna Rizza

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Ho trovato la lettura di “Walden” molto interessante e stimolante. Nonostante la scrittura molto descrittiva e ricca di informazioni che potrebbe risultare noiosa, ho trovato il libro interessane e pieno di spunti di riflessione anche molto attuali sulla società e l’importanza del rapporto tra uomo e natura.

 Elisa Locci

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Ho letto questo libro non mi ha colpito particolarmente sia per la sua struttura che per la sua trama. Mi è risultata una lettura pesante anche se a tratti interessante, potrebbe risultare poco coinvolgente.

Beatrice Tellini

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Walden è un libro bellissimo a tratti può sembrare pesante, ma il messaggio che ci trasmette è meraviglioso.

Apprezzo profondamente le descrizioni minuziose a stampo naturalistico, è come guardare un documentario, un rapporto di totale armonia creatosi con la natura.

Un libro che trasmette tanta positività e voglia di mettersi in gioco, imparando a conoscersi meglio.

Ascoltando e ascoltandosi.

Elisabetta Amorello

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Thoreau alterna parti narrative e riflessive, in cui espone il suo ripudio per la società contemporanea e il suo amore per la natura. Con essa intrattiene un rapporto leale rispettandone ogni aspetto.

Eleonora Tellini

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Leggere Walden è come fare pace con il proprio spirito per cogliere l’essenza della semplicità. Ritornare ad uno stato “primordiale” ma soprattutto sincero con sé stessi per lasciare da parte vizi e sperperi. Anche se la lettura di per sé tratta questi argomenti, non l’ho trovata particolarmente di mio interesse, anzi purtroppo a volte quasi noiosa.

Francesco Maria Spila

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Questo libro non mi ha affascinato. Mi è risultato noioso anche se ha passaggi interessanti.

Maceroli Sara

 

 

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Circolo dei lettori del torneo letterario di Robinson
di Bergamo
coordinato da Daniela Nisoli
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Mi è capitato più volte leggendo di incontrare citazioni del libro di Thoreau ma non l’avevo mai letto. Devo dire che ho avuto qualche difficoltà iniziale ma poi mi ha trascinato in questo suo esperimento facendomi partecipe della sua analisi su se stesso, sui suoi simili e sul suo intimo rapporto con la natura. Abbandonare le preoccupazioni economiche e sociali, lasciare Concord per andare a vivere per due lunghi anni in una capanna di legno da lui stesso costruita nel bosco vicino al lago Walden per intraprendere un cammino spirituale ricercando la propria identità il più possibile in comunione con il mondo circostante.

Ci si trovano riferimenti e citazioni di grandi classici e profonde riflessioni che anticipano (è scritto nel 1845) argomenti di sorprendente attualità.

Esprimo la mia preferenza per “Walden vita nei boschi”

Emilio Ponsini

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"Andai nei boschi perché desideravo vivere con saggezza, per affrontare solo i fatti essenziali della vita, e per vedere se non fossi capace di imparare quanto essa aveva da insegnarmi, e per non scoprire, in punto di morte, che non ero vissuto."

Romanzo ricco e prolisso, lussureggiante come la natura selvaggia dei boschi del Massachusetts in cui Thoreau trascorre per scelta due anni in quasi totale solitudine e profonda meditazione al ritmo delle stagioni che cambiano colore e consistenza alle acque del lago Walden, nei pressi del quale costruirà con le proprie mani e con materiali recuperati nel bosco un rifugio in cui abitare. Questo romanzo ne è il diario: non una scuola di sopravvivenza ma una testimonianza di disobbedienza civile, una risposta in prima persona all'ingiustizia sociale e una dichiarazione radicale di libertà sempre. La comunità da cui Thoreau prende le distanze è la sua americana di metà Ottocento, alienata, in affanno, affamata e incatenata, figlia di un'Europa maestra di stati, confini e bandiere, che ancora manda i suoi sconfitti, disertori e vigliacchi a morire in guerra o in fabbrica. A tutto questo, Thoreau oppone la sua intelligenza e una totale verginità, liberandosi di parole, mentalità, filosofia conosciute in cambio di nuove forme di sapienza e poesia tanto più alte quanto più radicate nella terra morbida "atta a ricevere l'impronta dei piedi umani", tanto più vere quanto racchiuse nei gesti antichi di un cacciatore, un boscaiolo, un pescatore ma anche un falco, una marmotta, il bosco e il lago.

Un sorprendente, fecondo e autentico esempio di sovranità, anche nel congedo, con l'autore che semplicemente termina l'esperienza per iniziarne altre, ispirato dal costante desiderio di esplorare sé stesso per scoprire la verità di cui siamo fatti noi e l'universo.

Sonia Beati

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Se il lettore è abituato a leggere della buona letteratura, per un po’ rimane sconcertato dall’estrema semplicità del linguaggio, da una paratassi che lascia intendere soprattutto una forza rivoluzionaria e contestatrice che l’autore si porta dietro.

Poi lentamente si entra nel mondo interiore del protagonista e si capisce che la scrittura non può essere diversamente da così: essa rispecchia la potenza ed anche la semplicità della natura, e nello stesso tempo presenta un retro pensiero che diventa via via dominante, l’assurdità del progresso, l’inutilità della ricchezza, la semplicità di una vita ridotta all’essenziale e la conseguente forza del pensiero. È bello ogni tanto avere a che fare con libri che non crescono sulle sovrastrutture fantasiose di un racconto, ma che ti dicono come l’umanità è diventata e come potrebbe essere.

Walden, che è diventato un best seller delle giovani generazioni, di certe contestazioni che periodicamente si affacciano nella storia moderna, dovrebbe essere letto anche dagli adulti,  soprattutto dai seguaci di un certo yuppismo che antepone il progresso alla semplicità, l’esasperata crescita del sistema finanziario alla vita stessa dei singoli, l’industria del confort all’aria che respiriamo e all’acqua che beviamo.

Tra i tanti racconti tipici della letteratura naturalistica e paesaggistica, quello di Thoureau ( che ci riporta alla mente il roussoniano mito del buon selvaggio) occupa un posto importante per le giovani generazioni e per una cultura che vada a favore dell’ambiente in cui viviamo.

Pinuccia D’Agostino

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Questo non è certo un libro da leggere in una settimana, la lentezza della narrazione e gli importanti spunti di riflessione ne fanno, secondo me, un libro da tenere sul comodino, da leggere in quelle sere in cui ci si sente insoddisfatti della giornata trascorsa o del proprio comportamento, come una sorta di grillo parlante che è lì a ricordarti quanto sprechiamo, tante volte, il nostro tempo e le nostre energie nel superfluo, invece che dedicarci all’essenziale, ad una vita semplice, al contatto con la natura nella quale si deve entrare in punta di piedi.

Ammirabile la lunghezza di vedute dell’autore che a metà dell’ottocento scrive cose attualissime.

Il romanzo si svolge sulle rive del Pond Lake nel Massachusetts, lo stato dell’Unione che si affaccia

sull’oceano Atlantico. Il Massachusetts è il più popoloso dei sei stati del New England e ha il sesto più alto PIL pro capite della nazione. Inoltre è al secondo posto tra i 50 Stati americani in base

all’indicatore che mette a confronto i livelli di salute, reddito ed istruzione. È uno stato di provata fede

democratica.

Il libro è stato pubblicato nel 1854, ad opera di uno scrittore non professionista di cui rappresenta

l’opera principale. Descrive l’esperienza dello scrittore che per circa due anni visse in una capanna in

riva al lago sperimentando un modo di vivere semplice, a contatto con la natura, lontano dai centri

abitati.

È stupefacente scoprire che già nel lontano 1854 qualcuno -in questo caso un ragazzo- provasse l’esigenza di vivere in un modo diverso dal comune, facendo riferimento ad un sistema di valori che non fosse prevalentemente basato sul raggiungimento della ricchezza.

Questo libro è stato considerato dagli ecologisti americani la loro opera di riferimento.

Purtroppo il libro presenta, ai miei occhi di lettrice, alcuni limiti. Talvolta noioso. Talvolta sembra toccare argomenti che poco hanno a vedere con il tema di fondo. Non sempre condivido la filosofia di fondo dello scrittore che ha coltivato i fagioli per due anni e poi è tornato alla vita normale.

Leggendo il libro il pensiero è corso al film “Into the wild” dove un ragazzo fugge dalla famiglia e va a vivere in Canada dove trova una morte tragica. Ho scoperto, leggendo Wikipedia che nel film, sul comodino accanto al suo letto era appoggiato il libro di Thoreau. Una Bibbia di riferimento per giovani alla ricerca di stili di vita più confacenti alle loro esigenze.

Tiziana Baldone

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Walden di Thoreau, mi sembra un libro vecchio, sorpassato pur contenendo spunti interessanti.

Franco Sivieri

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 “Non volevo vivere quella che non era una vita, a meno che non fosse assolutamente necessario” Il libro invita a riflettere sulle scelte che l’uomo può fare nella vita, ovvero se inseguire il successo, le comodità e il lusso oppure ricercare la bellezza, la verità, la libertà. Sorprendentemente attuale si può considerare l’affermazione che lussi e comodità costituiscono un “intralcio all’elevazione morale dell’uomo e che la civiltà ha migliorato le nostre case ma non ha migliorato gli uomini”. Le pagine, in cui Thoreau descrive i due anni vissuti sulle sponde del Lago Walden, sono tra le più belle del libro. Nella solitudine dei boschi può finalmente assecondare le proprie inclinazioni, recuperare il tempo, imparare dalla natura seguendone i ritmi ma senza dimenticare il proprio ingegno, anzi usarlo per godere delle bellezze che lo circondano e scriverne. Può vivere con lentezza, osservando l’alternarsi delle stagioni, delle albe e dei tramonti, gli animali e gli alberi. La sua è la solitudine che si circonda di libri, che disserta di filosofia con il filosofo e di poesia con il poeta, accolti nell’unica stanza della casa di legno, dove tre sono le sedie: una per la solitudine, due per l’amicizia, tre per la compagnia. E nel parlare con il poeta e il filosofo lo spazio e i confini spariscono e la mente si eleva quando si conversa sulla bellezza e sul vero.

Andreina Pasini

 

Il torneo letterario di Robinson è un'iniziativa curata da Giorgio Dell'Arti per conto di GEDI Gruppo Editoriale S.p.A.
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